PIÙ SERPENTI DI COSÌ! (My sweet Lady Jane…)

Lezioni condivise 105 – La regina vergine e Felipe el prudente.

31 Ott 2015 @ 8:33 PM

Elisabetta I d’Inghilterra e Filippo II di Spagna, hanno regnato quasi cinquanta anni il loro paese, quasi in contemporanea. A un certo punto della storia, per ragioni politiche, ovviamente, lo spagnolo si mise in testa di voler sposare la Tudor. Conosciamo i personaggi e come andò.

Elisabetta I (1533–1603) era figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, era anche detta “regina vergine”, fu l’ultima monarca della dinastia Tudor e l’unica superstite tra i figli del re e della Bolena. Enrico VIII avrebbe voluto un maschio e non essendo riuscita la seconda moglie a darglielo, fu accusata di ogni delitto e decapitata nel 1536. Come la sorella Maria, nata da Caterina d’Aragona, fu dichiarata illegittima e insieme a lei relegata ad Hatfield, in esilio.

Delle nefandezze di Enrico, abbiamo già detto (lezione 98). Ci interessa ora seguire il filo che portò Elisabetta al regno, anch’esso non del tutto lineare.

Occorrerà sapere che Jane Seymour, terza moglie del padre, rimettendoci la vita, diede il figlio maschio tanto atteso, Edoardo. Un po’ questo, ma soprattutto la benevolenza di Anna di Clèves (quarta moglie), riportò a corte la piccola Elisabetta, crescendola fino a 24 anni. Ma fu Catherine Parr (la sesta moglie) a riconciliare il re con le figlie e a reinserirle nella linea di successione, dopo il loro fratellastro.

La futura regina ricevette un’educazione protestante e umanistica e rivelò le sue spiccate doti di apprendimento che la resero molto colta, conoscitrice delle lingue e di doti oratorie.

Come previsto, a Enrico VIII, morto nel 1547, successe Edoardo VI; questi morì a 15 anni, tuttavia nel suo testamento nominò erede lady Jane Grey, sua cugina e coetanea, deposta dopo nove giorni e decapitata l’anno dopo a soli 17 anni.

Una vicenda tragica, barbara (nel senso corrente del termine): Jane era cugina carnale di Maria, Elisabetta ed Edoardo; non poteva avere colpe sia per la sua età, sia perchè nominata del re; pagò in modo eccessivamente crudele le ambizioni degli adulti e le lotte di religione. Firmò la sua condannala nuova regina Maria, la cugina con cui studiava, cattolica, e passò alla storia come “la sanguinaria” (bloody Mary). Di un popolo che fa uccidere adolescenti, perchè Maria decise il delitto per il furore del popolo protestante, non si sa cosa pensare.

Maria I, fece incarcerare anche la sorella Elisabetta (che in seguito si finse cattolica) e compì una serie di azzardi e condanne, sposò Filippo II di Spagna in cerca di un erede, ripristinò il cattolicesimo, ma non durò molto: morì senza eredi nel 1558 e le successe, non senza problemi, Elisabetta, la quale ripristinò l’anglicanesimo e per non essere da meno della sorella, fece incarcerare per 19 anni e poi giustiziare, la cugina Maria Stuart, cattolica, che lasciò la Scozia di cui era regina, pensando che la congiunta la aiutasse, visto che era caduta in disgrazia.

La successione a Maria I creò diversi problemi a Elisabetta, sia con la Spagna, che riteneva Filippo II erede in quanto marito della regina, sia con la Scozia, che appoggiava Maria Stuarda, ma vincendo entrambe le guerre, poté fare dell’Inghilterra una potenza commerciale e iniziare la colonizzazione dell’America; la prima colonia fu la Virginia, in suo onore perchè era detta “regina vergine”. L’inghilterra sotto di lei ebbe anche una crescita culturale con William Shakespeare, Francis Bacon e molti altri.

Elisabetta, seppure anglicana, era molto aperta alle altre confessioni e alla loro cultura, la sua età fu detta “dell’oro”. Per i cattolici era tuttavia un’usurpatrice.

Durante il suo regno furono poste le basi della futura potenza commerciale e marittima della nazione ed ebbe inizio la colonizzazione dell’America settentrionale.

Fece un secondo atto di supremazia (1559), dopo quello del padre, ricostituendo una maggioranza protestante. Impose un giuramento ove veniva riconosciuto il suo controllo della chiesa. I vescovi ribelli furono rimossi e sostituiti. Con lei ripresero i contrasti con la cattolica Irlanda.

Il fatto che non si sposasse fu molto chiacchierato, il popolo si chiedeva le ragioni, tra le quali prevalsero i timori di subire la sorte della madre e della matrigna Catherine Howard, entrambe giustiziate con false accuse. Si disse anche che avesse paura del parto, giacché due delle sue matrigne ne morirono (Jane Seymour e Catherine Parr).

Fu una sostenitrice delle “guerre di corsa”. Nel 1587 il corsaro Francis Drake sconfisse a Cadice la flotta spagnola di Filippo II, lo stesso avvenne nel 1588, in questo caso l’Invincibile armada dovette soccombere soprattutto a causa del maltempo che imperversò nella Manica.

Nel complesso fu una regina capace, stabilizzò la situazione economica e garantì un periodo di pace. Tuttavia è opinione comune che i suoi successi siano stati sopravvalutati.

Filippo II, figlio di Carlo V e di sua cugina carnale Isabella, entrambi nipoti di Isabella di Castiglia, fu re di Spagna dal 1556 al 1598 – oltre a una serie di altri titoli, tra cui re consorte d’Inghilterra – e 4 mogli, di cui diventerebbe complesso elencare le vicende (in parte dette trattando di Elisabetta).

Anche Filippo ebbe un’importante formazione culturale, si considerava interamente spagnolo e vedeva nella Spagna stessa il centro dell’impero, fatto che gli impedì di succedere al padre come imperatore in favore dello zio Ferdinando.

Come si è già visto per l’Inghilterra, tranne rare eccezioni, le parentele tra regnanti e nobili in genere, erano motivo delle più grandi inimicizie, ostilità e odio.

La vita di Filippo II non fu facile, specie in Spagna, ove il potere della nobiltà e delle Cortes locali era in grado di condizionarlo, inoltre c’erano i fueros, cioè il diritto consuetudinario che anche il re era obbligato a rispettare. Vi erano una serie di pericoli derivanti dalla storia del regno spagnolo in seguito alla riconquista, a causa della composizione dell’esercito, molto territoriale, ma anche dei moriscos, arabi rimasti in Spagna alla fine del loro dominio. Problemi ci furono anche con la riscossione delle tasse, anch’esse in mano alle cortes locali; le entrate cominciarono a dipendere dai flussi provenienti dal “nuovo mondo”. Così sostanzialmente, il Siglo de Oro fu prevalentemente culturale. Insieme ai debiti ereditati dal padre, alle spese necessarie nel vasto regno, la situazione finanziaria toccò il fallimento.

Il re provò a riformare il sistema accentrando molti poteri e appesantendo la macchina burocratica statale. Questa situazione, oltre a creare seri problemi per i suoi successori, creò in primo luogo delle rivolte, prima da parte dei moriscos, costretti a rinunciare alla propria cultura, compresa lingua, onomastica, religione e vistisi dispersi su tutto il territorio. Qualche anno dopo si sollevò la nobiltà aragonese, per la nomina di un vicerè casigliano.

Con la situazione interna retta a stento, in politica estera fu ancora peggio. Improntata la sua politica alla massima ortodossia cattolica, Filippo si scontrò con il protestantesimo olandese cui venne in soccorso l’Inghilterra, fino alla disastrosa sconfitta dell’Invincibile Armada del 1588, nel tentativo di invasione del regno inglese. La debacle era stata preceduta dal tentativo fallito di Filippo di sposare Elisabetta.

Tra i pochi successi che conseguì vi fu la sconfitta dei turchi a Lepanto nel 1571, l’unione dinastica con il Portogallo e il dominio nella penisola italiana a scapito della Francia (entrambi con delle guerre).

Dopo la sconfitta con gli inglesi, che per di più provocò un rilancio del protestantesimo, Filippo II era vicino alla fine. Gli successe il figlio Filippo III e con lui iniziò la decadenza spagnola.

(Storia moderna – 30.4.1997) MP

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I MIEI OMAGGI !

Lezioni condivise 4 – Da Carlo V a Filippo II

(per gentile concessione è possibile leggere a puntate) *

Sono sereno, non so bene da cosa dipenda, forse dalla Bandabardò, ca megat a mi nci pigai (no d’as comprendiu? … e insaras scis ita ti nau? precisu precisu su ki at nau su maistu Cicitu Masala: ki no dhu cumprendint, dhu studiant!) – cosa sono questi mormorii, è successo qualcosa? dicevamo? ah! ….. – , forse dal fatto di avere un intero anno davanti, un libro di 365 pagine vuote da riempire a dovere con i colori della vita e il sorriso (grazie M.A.)… Ho capito, voi non avreste sprecato cinque righe e fin qui della sesta, per dire che siete sereni, ma talvolta l’arte dello scrivere è dire niente in tantissime pagine.

Peraltro questa volta ho messo in atto anche le mie doti magiche – trasmessemi dal mio trisavolo Giovanni M., vissuto in pieno ottocento, e a cui rendo omaggio (bisogna rendere omaggio, torrai gratzias, io in queste poche righe l’ho già fatto quattro volte e a momenti lo farò per la quinta), evitandogli la totale damnatio memoriae (…fischiano J. ?) – nel senso che scrivo nel 2007, ma voi mi leggete l’anno scorso (non è un’improprietà è stregoneria) e il post nasce con oltre 100 visite al suo attivo (sempre che i 100 sappiano leggermi nel pensiero).

Rendo omaggio oggi (e siamo a sei… state tenendo il conto?) a Maria Luisa P., la mia professoressa di Storia moderna, riesumando la prima lezione con lei, rischiando anche la rescissio actorum (altro che socing!!!).

Torniamo indietro di quasi cinquecento anni (… e it’est, meda?), esattamente al 1519, quando Carlo di Gand (figlio di Giovanna la Pazza – a sua volta [consentite un po’ di pettegolezzi] figlia di Ferdinando d’Aragona e, nientepopodimenoché, Isabella di Castiglia [che conobbi in più tenera età, non vi dico in che forma…] – e Filippo d’Austria, il Bello [a vedersi non si direbbe!]), già re di Spagna, divenne imperatore con il nome di Carlo V.

Carlo d’Asburgo (I come re di Spagna, V come imperatore) operò per quasi mezzo secolo in un contesto molto complesso, che il suo impero non contribuì a semplificare. Nel Mediterraneo imperversavano gli ottomani, supportati dai pirati algerino-barbareschi; del suo tempo è il leggendario Barbarossa (Khair-ad-din).

Il suo sogno era realizzare un impero universale, unendo la cristianità, in difesa del cattolicesimo e contro il protestantesimo. Cosa che non gli riuscì, anzi, nel 1555, prima di abdicare in favore del fratello Ferdinando I d’Asburgo, fu costretto a sottoscrivere la Pace di Augusta (o di religione), sancendo la divisione della Germania (“cuius regio, eius religio“) tra cattolici e luterani, escludendo peraltro altri protestanti dalla pace, disconoscendo qualsiasi diritto a chi non seguiva la religione del proprio Principe.

Precedentemente, abbandonato dal papato per i suoi atti compromissori con il luteranesimo, caldeggiò la convocazione di un Concilio Ecumenico per dirimere i contrasti tra Cristiani e favorire una riforma della cristianità occidentale; contrastato in questo da Clemente VII, che temeva le dottrine conciliariste anti-papali. Ma quello che fu poi il Concilio di Trento, non andò certo nella direzione desiderata dall’imperatore. Al contrario si trovò a governare la Spagna, paladina della controriforma e dell’integralismo cattolico, il cui braccio era la Compania de Jesus.

La Spagna era la patria dell’inquisizione, che si accaniva soprattutto contro i conversos, sia prima che lo fossero sia dopo, segnandoli, in particolare gli ebrei, marrani; mentre gli arabi erano detti moriscos.

Queste discriminazioni, anche nei confronti dei convertiti, iniziarono all’indomani della conquista di Granada, nel 1492, atto fondamentale della reconquista e avvenivano nel nome della limpieza de sangre, dunque la tutela della hiberidad e la nobleza d’origine visigota, basata su un forte senso dell’onore, che tra l’altro considerava immorale il lavoro manuale e a fini di lucro (da qui una forte avversione per gli ebrei, che esercitavano il commercio, l’artigianato, erano medici, avvocati, usurai…). Se la limpieza poteva avere un lieve fondamento storico, causato da un sentimento di rivalsa anti-arabo, degenerò subito a sorta di caccia alle streghe, con l’espulsione degli ebrei e mori, dividendo la popolazione tra puri e impuri. Fu un grande problema del cinquecento, ma come sappiamo si proiettò anche in secoli più vicini a noi.

Nel tempo di Carlo operò anche Erasmo da Rotterdam (Geert Geertsz, noto Erasmus), cattolico illuminato, che pur condividendo alcuni aspetti della Riforma, restò dentro la chiesa a capo di un movimento culturale, che intendeva riformare gli aspetti più retrivi. Suoi seguaci in Italia furono i fratelli Alfonso e Juan de Valdes, inquisiti per eresia; in particolare il secondo subì l’influenza degli Alumbrados (illuminati), un gruppo filo-gnostico nato in Spagna, costituito da eremiti e profeti, seguaci di Isabella de la Cruz, a sua volta perseguitato.

Come accennato Carlo abdicò in favore del fratello relativamente all’impero, ma cedette al figlio Filippo II, il Regno di Spagna e le Fiandre; separò cioè di nuovo quello che era stato unito sotto di lui e in particolare la strana unione Spagna – Germania.

Filippo II operò in piena controriforma. Il padre gli aveva lasciato una brutta eredità quanto ai rapporti con il papato. Carlo V, patrono della Fede (pro domo sua) – sembra sia stato anche scomunicato da Paolo IV, con l’accusa di favorire i movimenti ereticali – entrò in guerra con lo Stato Pontificio, alleato con la Francia. I due erano acerrimi nemici da lunga data.

Appena salito al trono di Spagna, nel 1556, Filippo II si offrì come difensore dell’antica fede. Ripristinò buoni rapporti con Paolo IV, esponente del nepotismo di marca medicea. Paolo IV cercò di rinfocolare il conflitto franco-spagnolo, ma ciò alla fine danneggiò il papato stesso. Dopo di lui a Roma prevalse l’ala riformista, più vicina alla fede che agli interessi temporali e così aumentò anche la collaborazione con Filippo II, che intanto nel 1571 incassò, nella leggendaria battaglia di Lepanto, una storica vittoria contro l’Islam.

Filippo inasprì la lotta anche sul fronte luterano, ma cominciarono ad insorgere problemi economici, il regno spagnolo fu messo in mora dai creditori e si ripresentarono anche dissidi con il papato, a causa delle reciproche interferenze. In particolare ci fu un vero e proprio conflitto con Gregorio XIII sulla Compagnia di Gesù, che per il Re era un ostacolo materiale al suo potere, nel quale si intrometteva.

Con Sisto V il potere temporale della chiesa si accentuò, ma all’isolamento della Spagna in Europa, coincise un riavvicinamento con il papato.

Nel 1568 dovette fronteggiare, anche in prima persona, la rivolta dei moriscos, che non erano disposti ad accettare né l’assimilazione religiosa, né la varie restrizioni alla propria vita. Una prammatica apposita costringeva i giovani arabi a frequentare scuole cattoliche lontani dalle loro famiglie, era imposto il cambio del nome, l’uso del castigliano (o il catalano per la Valenza); conseguentemente era vietato l’uso dell’arabo scritto e parlato, possedere libri islamici, perpetrare le proprie tradizioni e le festività arabe, anche civili, inoltre i contadini arabi subivano una forte pressione fiscale.

Rifugiatisi sulle montagne dell’Alpujarras, i moriscos resistettero fino al 1570, poi dovettero soccombere alla violenta offensiva spagnola (saranno espulsi in massa da Filippo III nel 1609, una volta appurata l’impossibilità di integrazione).

L’espulsione del moriscos, specie verso la vicina Africa, causò un rilevante spopolamento di Andalusia e Valenza, nonché una crisi in ambito agricolo, per le ragioni già ricordate sopra.

Nella sua fase discendente Filippo II fini screditato in tutta Europa, rendendo in parte improprio l’appellativo di Prudente. Fu il Re dell’unione della penisola iberica (re del Portogallo nel 1580), ma anche quello che perse le Fiandre (Olanda), subì lo smacco di Elisabetta I, che prima lo rifiutò in sposo, poi gli distrusse l’invincibile armada e il fallimento anche nella successione francese.

Inizia con la sua fine il ridimensionamento della potenza spagnola. Eppure il suo nome diviene epico nell’affascinante opera di Fernand Braudel e anche Filippo II si fa Mediterraneo e insieme mito.

Non è facile raccontare Carlo V e Filippo II in così poco spazio, spero di aver indotto in voi un po’ di curiosità, se dopo settimane di lettura a singhiozzo, siete finalmente arrivati, stoicamente a questo punto, meritate comunque un premio: ecco a voi “Venere allo specchio”. Nel darvi appuntamento alla prossima, spero di incontrarvi nel frattempo a passeggio tra le brume della storia.

(storia moderna – 4.03.1996) MP

* pregasi acuminare le punte con cura

Bonu printzipiu de annu e mellus fini!

Riferimenti: in su sinnu de…

Commenti (41)

  1. ivy phoenixscrive:

31 Gennaio 2007 alle 23:01

embè?! il post nuovo quando arriva?
ciaooo

  1. indioscrive:

30 Gennaio 2007 alle 19:43

Dago te angel
indio

  1. jennynutellascrive:

29 Gennaio 2007 alle 08:03

Ti auguro una splendida settimana e ti lascio un piccolissimo pensiero su cui riflettere: a volte basterebbe far parlare il cuore… Riflettici e agisci di conseguenza. E non permettere a nessuno di ferirti, di recintarti i desideri o di non dire. La vita va vissuta sulle ali del cuore. Good luck e tanti, tanti baciottini al gusto nutella, Jenny

  1. ivy phoenixscrive:

28 Gennaio 2007 alle 15:18

qualche giorn o fa avevate pure una tromba d’aria eh?
beh a noi è arrivata la neve.. anche se se ne è già andata..
ciao
bacione

  1. falivenesscrive:

26 Gennaio 2007 alle 14:34

…Sta morendo M*******, altro che scongiuri, la Fede serve a rendergli meno dura (e consapevole!)la morte.
Oh Angel è tutto così angosciante…la compagna mi ha detto che cerebralmente è gia confuso(speriamo che sotto questo aspetto peggiori subito(!)Ieri ancora riconosceva sto aspettando il pomeriggio per saperne di più.Ti abbraccio, abbi cura di te;-)Sà

  1. scrive:

26 Gennaio 2007 alle 10:32

..Nel sogno due notti fa ho visto un uomo che moriva e prima di andare via sorridendo mi porgeva un fiore era un piccolo myosotis…Ieri sera tra la mia posta ho trovato un messaggio della compagna di Patrick Indy Stroppa, Indy sta MORENDO…questione di giorni!
Che cosa sono i Sogni???

Ciao M******tvb;-Sà

  1. G.scrive:

24 Gennaio 2007 alle 23:36

leggerò a breve la prima puntata

  1. Jean Harlowscrive:

23 Gennaio 2007 alle 15:32

SOS, blocco della scrittrice e dell’artista, polizia di stato, prelevatemi e portatemi in un cubo al neon, asettico asettico e rigenerate lin!!

  1. jennynutellascrive:

23 Gennaio 2007 alle 11:44

Buona settimana, besos, Jenny

  1. ivy phoenixscrive:

22 Gennaio 2007 alle 23:28

letto! quello che scrive è esatto…
aggiungo, per gossip che proprio a maria tudor, la sanguinaria è stato dedicato il cocktail bloody mary, giuro!!!
ciaoooo

  1. ivy phoenixscrive:

22 Gennaio 2007 alle 23:25

Red Canzian non so se è triestino… il cognome è usuale da queste parti.. e mi pare abbia una casetta carina qui, sì..
mo’ mi leggo il commento di falivenes…. so che insegna filosofia… quindi forse anche storia..

  1. angel_aladiahscrive:

22 Gennaio 2007 alle 15:46

ciao Angel
mi fa piacere che qualcuno, sebbene non mi conosca, si preoccupi per me
mi addolora sapere che da un po’ di tempo anche a te le cose vanno male, ma in te vedo anche tanta forza per reagire in maniera positiva
si credo di essermi persa, ma vuoi sapere una cosa? non credo di volermi ritrovare, meglio restare ai margini, nascosta nel sottobosco di questa inutile vita che riserva soltanto dispiaceri
fortuna che sono un essere mortale e non un vero angelo
un abbraccio
angel(?) aladiah

  1. dany637scrive:

19 Gennaio 2007 alle 23:54

Buon fine sett.!

  1. marioscrive:

19 Gennaio 2007 alle 13:50

Stia bene.

  1. angel_aladiahscrive:

19 Gennaio 2007 alle 10:32

fiuh, mi è venuto il mal di testa per leggere il tuo post
sai, a me la storia non è mai piaciuta perchè non riesco mai a ricordare nomi e date
strano però perchè ricordo sempre le date dei compleanni e persino degli anniversari di matrimonio dei miei amici, parenti e colleghi, boh!
hai ragione, sono in crisi, la mia fede vacilla
e se prima ero contraria all’eutanasia ora sono addiritura a favore del suicidio assistito anche per chi non essendo malato si è semplicemente stancato di vivere
lo so che è stupido reagire così ad una delusione, ma io non sono più io, non c’è più nulla che abbia importanza per me, nemmeno la mia famiglia ormai
ciao, Aladiah

  1. indioscrive:

19 Gennaio 2007 alle 09:29

un saluto a te

  1. jennynutellascrive:

18 Gennaio 2007 alle 09:19

Non ero io con Jean a Stoccolma…anche se penso lei mi abbia portata nel cuore ihihih Un bacino, Jenny

  1. falivenesscrive:

17 Gennaio 2007 alle 13:05

…Hai ragione solo in una cosa era la Tudor e non la Stuarda(stupida e frettolosa confusione) che salì al trono di Inghilterra era la cattolica Maria Tudor(1553-1558), figlia di quella Caterina d’Aragona, il cui ripudio aveva innestato lo scisma della Chiesa d’Inghilterra.Era la sorellastra di Elisabetta e fu fatta decapitare da quest’ultima.
Inizialmente la regina Maria,succeduta al trono alla morte di Enrico VIII°, impostò il suo regno sulla tolleranza religiosa, ma nello stesso tempo chiese ed ottenne, il 3 gennaio 1555, dal parlamento inglese il ritorno all’obbedienza a Roma, ratificato dal cardinale inglese Reginald Pole (1500-1558). Ironia della sorte, Pole, che per poco non diventò papa nel 1549 (se avesse accettato l’elezione per adorationem), fu perfino sospettato di eresia da parte del Papa Paolo IV (1555-1559) per le sue idee moderatamente riformiste.
Sul piano personale, Maria aveva sposato nel 1554 suo cugino di secondo grado, il figlio dell’imperatore Carlo V, Filippo di Spagna [il futuro Filippo II (1556-1598)],undici anni più giovane di lei: fu una delle decisioni più infelici del suo regno. Oltre all’impopolarità presso i suoi sudditi, Maria soffrì il dramma personale perché non riuscì mai ad avere il tanto aspettato erede. Questo fatto unitamente al ritorno in patria di Filippo II che l’abbandonò fece impazzire la Tudor(si parlò di una pseudo gravidanza isterica)a fare le spese dell’odio e dell’ostilità di Maria fu la giovanissima Elisabetta che, appena raggiunto il trono(dopo la morte del piccolo Edoardo) la fece decapitare…Solo confusione per una battitura e di certo non mancanza di informazioni storiche.Filippo nn aveva mai chiesto la mano di Elisabetta una unione ufficiale era impossibile(Elisabetta era scomunicata da Papa Pio V°) Filippo era erede del trono di una Spagna cattolicissima e papista, inoltre ripeto era gia marito della sorellastra di Elisabetta, Maria Tudor la Sanguinaria.Ciao a presto;-)Sà

  1. ivy phoenixscrive:

16 Gennaio 2007 alle 23:40

oddio quella canzone dei pooh la mettevano sempre ai festini… che strazio…
certo che per regalare il libro dei pooh qualche segnale che ti piacessero glielo avrai pur dato, no?
ciaoooo

  1. ivy phoenixscrive:

16 Gennaio 2007 alle 14:11

….solo un saluto….

  1. jennynutellascrive:

15 Gennaio 2007 alle 11:45

Buona settimana a te

  1. jennynutellascrive:

15 Gennaio 2007 alle 11:44

http://chiliandnutella.blog.tiscali.it

  1. falivenesscrive:

14 Gennaio 2007 alle 21:45

Nessuna voglia di leggere questo sproloquio che puzza di accidioso sapere e storiche disgressioni e di letio e scuola che purtroppo dovrò riprendere domani.
Ti lascio un saluto Angel e mi raccomando fai il bravo e non capisco un Filippo II ne le sue scelte politiche anche perchè era lui il marito della Stuarda o no?

  1. Jean Harlowscrive:

14 Gennaio 2007 alle 16:46

Questa me la devi spiegare…

Sai che sono andata a Stoccolma con una tua concittadina???Sei di Cagliari vero?

Un bacio J

  1. valentinascrive:

11 Gennaio 2007 alle 13:02

CIAO! CHE IMPRESA SCRIVERE A TE! COMUNQUE GRAZIE PER AVER SCRITTO SUL MIO BLOG ANCHE SE MI COLLEGO POCO ULTIMAMENTE,TI ASPETTO DI NUOVO..CIAO

  1. ivy phoenixscrive:

11 Gennaio 2007 alle 01:22

elena è l’eccezione..
oh se ti chiamano a fare l’assistente a ts invito a pranzo a mangiare i cappelletti anche te con lei e amfortas…
notte

  1. ebtgscrive:

11 Gennaio 2007 alle 00:50

passo per la prima volta sul tuo blog e davanti a tanta cultura come i bimbi piccoli guardo solo le figure! hai postato il mio quadro preferito, la venere allo specchio (o venere rokeby) di velazquez. l’ho visto dal vivo a londra, leva il fiato. ciao elena

  1. ivy phoenixscrive:

10 Gennaio 2007 alle 23:52

he he he adesso mi diverto a leggere i commenti…
praticamente sono l’unica o quasi che si è letta il post un paio di volte…
ehm.. vedo che molti non sono propensi ad un sano ripasso culturale…
hehehe
angel caro.. così va la vita…

  1. gattomiaowscrive:

9 Gennaio 2007 alle 19:13

oppoffarbacco!aprii la pagina per trovarmi cotanto ben di dio di parole….auguri marty.
ciauuu

  1. ivy phoenixscrive:

9 Gennaio 2007 alle 15:47

come stai?
finite le feste..
a me iniziano i problemi ora con l’avvocato.. ehm non ho combinato niente.. ma è appunto per far smettere che qualcuno combini solo che… accidenti, costano.
quindi i primi mesi del 2007 non si presentano rosei.. speriamo nella primavera

  1. jennynutellascrive:

8 Gennaio 2007 alle 20:21

Buona settimana a te: carica di raggi di sole, sorrisi, dolcezza e vita, ma soprattutto sorprendentemente ricca di passione!!!

  1. anets72scrive:

8 Gennaio 2007 alle 11:46

CIAO E BUON ANNO! DI Tanto in tanto entra anche tu a dare un’occhiata al mio blog. ciao

  1. fiorescrive:

8 Gennaio 2007 alle 01:12

oh cazzo, quant’è lungo!
i miei omaggi!

  1. Jeanscrive:

6 Gennaio 2007 alle 22:58

Non ho tempo di leggere tutto…pero´lo trovo interessante…per cui ripassero´amico mio…
un freddo bacio da Stoccolma
quello che dicevano sugli svedesi era vero…

  1. lady.angyscrive:

6 Gennaio 2007 alle 15:26

Un ricercatore in cerca di una donna ehhehehhe
vedrai che la befane te ne porterà tante hiihhihi

  1. ivy phoenixscrive:

5 Gennaio 2007 alle 00:10

mi sottovaluti!
l’avrò già letto due o tre volte..
mi sono data la rinfrescatina alle date…
richiesta perchè a filippo chiamavano il bello..
ricordata le tare familiari di giovanna la pazza..
già letto, già letto…
‘spetto il prossimo

  1. loreleyscrive:

4 Gennaio 2007 alle 23:30

Hai ragione: la curiosità per il domani, così come l’attaccamento eccessivo al passato possono essere un alibi per non concentrarsi sul presente.. beccata!
I miei OMAGGI per il tuo 2007

  1. ivy phoenixscrive:

4 Gennaio 2007 alle 21:00

no… non è il caso di fare gli auguri alle donzelle il 6 gennaio.. non credo tutte apprezzerebbero il gesto..
devo proprio commentarlo il post?
no… ti prego… storia è una delle due materie che posso insegnare.. ma quella che mi piace meno, perchè non ricordo mai le date
ciauuuuuuuuu

  1. jennynutellascrive:

4 Gennaio 2007 alle 10:47

Tesssssssssssss grz per gli auguri splendidi che mi hai fatto…Auguro anche a te un 2007 speciale…esattamente come te! Kisskisskiss, Jenny

  1. lady.angyscrive:

2 Gennaio 2007 alle 20:14

Ma ciao, qui sono finite le feste per fortuna, io non le reggevo più. Tu come stai? come si va?
ASpetto tue notizie. Buona serata ; )

  1. ivy phoenixscrive:

1 Gennaio 2007 alle 14:08

auguri per un 2007 pieno di soddisfazioni
abbraccione

ZÎZNASE

bilgelik sevgisi...bilgi aşkı

Le foci dell'Eufrate

ovvero le frasi che urlo di notte

Falcerossa - Comuniste e comunisti

La Pasionaria: Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio

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tutto ciò che vuoi scoprire online, e molto altro!

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When you are young , your thoughts are younger.

Il suono della parola

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