ACHTUNG! GIOCO PERICOLOSO

Lezioni condivise 57 – De principatibus novis qui armis propriis et virtute acquiruntur

30 Set 2011 @ 10:58 PM

Non ripeterò le riserve già espresse sui saggi politici di Machiavelli, ma per confermarne la pericolosità giova ricordare che uno degli estimatori de “Il principe” è, pensate un po’, l’italico premier, che nel 1992 si è cimentato addirittura in una prefazione al libro, con per illustri predecessori nientemeno che Craxi e Mussolini. E’ anche emerso che egli caldeggiasse l’avvento di un uomo forte al governo dell’Italia… dunque giudicate voi se l’esperimento bellusconian-machiavellico è riuscito. Da parte mia vorrei umilmente invitare i politici, veri o presunti, a non giocare mai al “principe”… i precedenti non sono incoraggianti.

Nel post su Ritratto delle cose di Francia, abbiamo visto come Machiavelli ammirasse tanto quello stato, anche sotto aspetti perlomeno discutibili. Egli osservava che vi era una grande produzione agricola e che il popolo non aveva un gran bisogno di denaro, quasi tutto in mano al re e ai nobili, che erano molto ricchi; il re (non fa mai il nome di Luigi XII) aveva un potere sconfinato e questo secondo il segretario fiorentino dava stabilità e potenza allo stato.

Questa situazione, a suo avviso, impediva lo sviluppo del “consumismo” e infatti i francesi vivevano sobriamente, non avendo vizi e tentazioni edonistiche; in questo modo anche la religione si sviluppava misticamente, senza la corruzione dei costumi italiani.

Machiavelli desiderava una tale situazione per lo stato fiorentino, facendo suo il desiderio quasi utopico dell’esule Dante, che rimpiangeva la città al tempo del trisavolo, quando essa viveva in pace e moralità, mentre quella del suo tempo era dilaniata e corrotta. Cacciaguida nel Paradiso ricorda i sani costumi dei Fiorentini antichi, la loro serena vita familiare, il culto delle memorie del passato. Una città non traviata dal denaro e dalla politica.

Fiorenza dentro da la cerchia antica,
ond’ ella toglie ancora e terza e nona,
si stava in pace, sobria e pudica.

Non avea catenella, non corona,
non gonne contigiate, non cintura
che fosse a veder più che la persona.

Non faceva, nascendo, ancor paura
la figlia al padre, ché ‘l tempo e la dote
non fuggien quinci e quindi la misura.

Non avea case di famiglia vòte;
non v’era giunto ancor Sardanapalo
a mostrar ciò che ‘n camera si puote.

Non era vinto ancora Montemalo
dal vostro Uccellatoio, che, com’ è vinto
nel montar sù, così sarà nel calo.

Bellincion Berti vid’ io andar cinto
di cuoio e d’osso, e venir da lo specchio
la donna sua sanza ‘l viso dipinto;

e vidi quel d’i Nerli e quel del Vecchio
esser contenti a la pelle scoperta,
e le sue donne al fuso e al pennecchio.

Oh fortunate! ciascuna era certa
de la sua sepultura, e ancor nulla
era per Francia nel letto diserta.

L’una vegghiava a studio de la culla,
e, consolando, usava l’idïoma
che prima i padri e le madri trastulla;

l’altra, traendo a la rocca la chioma,
favoleggiava con la sua famiglia
d’i Troiani, di Fiesole e di Roma.

Saria tenuta allor tal maraviglia
una Cianghella, un Lapo Salterello,
qual or saria Cincinnato e Corniglia.

A così riposato, a così bello
viver di cittadini, a così fida
cittadinanza, a così dolce ostello,

Maria mi diè, chiamata in alte grida;
e ne l’antico vostro Batisteo
insieme fui cristiano e Cacciaguida.
(Paradiso XV, 97 – 135)

Machiavelli accosta questo discorso a quello di Savonarola, cui riconosce l’opporsi alla corruzione di Firenze. Conosciuti i nuovi tempi evidentemente fece ammenda, infatti nella lettera a Ricciardo Becchi (scrittore apostolico presso la santa sede, che ebbe per qualche tempo degli incarichi dai Dieci di Balìa – sorta di ministero degli esteri fiorentino – per curare i rapporti con il papa) del 9 marzo 1498, si scagliò apertamente contro l’attività del frate.

Anche il discorso sulla Francia funge da premessa al vero scopo de “Il principe”, cioè consigliare (con tutta una serie di condizionamenti dovuti alla sua situazione di esilio) ai Medici rientrati a Firenze, i modi per fare proprio il principato e soprattutto come mantenerlo.

Ma proprio la sua condizione, a mio avviso, distolse Machiavelli dal suo vero scopo e lascia anche aperto uno spiraglio per poter sperare che in fondo non la pensasse proprio così come scriveva.

Le argomentazioni che propone nel cap. VI del Principe (De’ Principati nuovi che s’acquistano con l’arme proprie e virtuosamente), hanno più il sapore della letteratura che della politica.

Egli sostiene che i nuovi principati debbano prendere a modello i grandi esempi della storia, perché camminano li uomini quasi sempre per le vie battute da altri, specie dei grandi, appunto.

Il successo di un nuovo principato dipende tutto dalle capacità del principe che lo prende in mano e le difficoltà a reggerlo saranno minori quanta più virtù e fortuna esso avrà. E sarà meglio se vi risiede e non ha altri stati a cui pensare.

Ma c’è un altro elemento fondamentale che occorre avere e ci sono esempi eccellenti nella storia di principi che non hanno avuto né virtù, né fortuna, ma ebbero solo l’occasione, come fu per Mosè, Ciro, Romolo e Teseo. E le occasioni furono trovare il popolo di Israele schiavo in Egitto affinché si predisponesse a seguire Mosè; che Romolo fosse stato abbandonato alla nascita e così fondasse Roma; che Ciro trovasse i Persiani malcontenti dell’impero dei Medi, e i Medi fiacchi per la lunga pace; che Teseo trovasse gli ateniesi dispersi per poterli unificare.

Chi ottiene un principato per virtù proprie inizialmente avrà difficoltà a introdurre nuovi ordinamenti, a causa dei conservatori e dei pregiudizi, ma poi saprà mantenerli bene se potrà imporli con la forza. Perché se si impongono con le preghiere cascano. Tutti i profeti armati vincono, e i disarmati rovinano, come Savonarola. La natura de’ populi è varia; et è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermarli in quella persuasione.

Un altro esempio di occasione è quello di Ierone (Gerone II, 308 a.C. – 215 a.C), tiranno siracusano: la città essendo oppressa lo nominò capitano, lui cambiò la milizia e le amicizie, ebbe difficoltà a prendere il potere ma poi governò senza difficoltà per molto tempo. Ebbe occasione, virtù e fortuna, di lui Giustino (scrittore latino del II sec. d.C.): quod nihil illi deerat ad regnandum praeter regnum / nulla gli mancava per essere re fuorché il regno.

Sappiamo che il Machiavelli come esempio da imitare aveva in mente il Valentino, Cesare Borgia, suo contemporaneo, ucciso nel 1507 in un’imboscata, già cardinale e assassino del fratello, rivale nella scalata al potere. Esempio alquanto inquietante sia come figura, sia per l’azione e anche per i risultati. I Medici si saranno di certo toccati… ma in esso l’ex segretario vedeva il principe nuovo per un principato nuovo, che condensava in se, virtù (capacità d’azione e di comprensione), fortuna (tenerla da conto) e occasione (situazione storica che permette l’esercizio delle altre virtù).

Lo scopo di essere reintegrato nella corte medicea fallì, e per quanto anche i Medici non mi siano tanto simpatici, diciamo che se l’era proprio cercata.

(Letteratura italiana – 9.5.1996) MP

Qualche importante link: Indipendenza per le nazioni degli Indiani d’America American indian nations AID Cosa è successo a Wounded Knee Global pacific revolution Rivoluzionari in sottana Il sito italiano dei nativi americani Sentiero rosso – cultura nazioni native americane

Commenti (5)

Achtung! Gioco pericoloso
5 #
giulia
chidicedonna.myblog.it
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87.4.247.184
Inviato il 18/10/2012 alle 19:41
L’Italia s’è sopita… 🙂
dell’elmo di carta s’è cinta la testa…
Ha ha… visto che intelligggente ssonooo? 🙂
Sì, rifondiamo gli Stati Disuniti d’Europa!

Achtung! Gioco pericoloso
4 #
j
g@alice.it
82.58.222.44
Inviato il 25/02/2012 alle 09:08
Insomma, questo Monti non ti piace granché.
Chissà perché.

Achtung! Gioco pericoloso
3 #
j
g@alice.it
87.8.244.153
Inviato il 23/10/2011 alle 00:11
Stanotte sono qui…

Achtung! Gioco pericoloso
2 #
sally brown
innellama@tiscali.it
151.63.214.131
Inviato il 09/10/2011 alle 11:03
indipendenza e risarcimenti…magari ole/.)

Achtung! Gioco pericoloso
1 #
demoskaidemos
frondeverdi.myblog.it
ariosto2000@tiscali.it
87.0.169.158
Inviato il 18/09/2011 alle 21:21
Caro Indian, penso che tu abbia pubblicato questo passo del Vangelo di Luca (vedi post precedente, n.d.r.) per farci capire quanto è diverso il comportamento e l’atteggiamento dei governanti italiani da ciò che dovrebbe essere. Il paese al loro servizio, non loro a servizio del paese. Un esempio (ma se ne possono fare a migliaia): 30 prostitute sull’areo presidenziale, su un areo di Stato che dovrebbe essere utlizzato solo per il servizio della comunità dei cittadini, per soddisfare le demenziali follie sessuali di un vecchio rincoglionito in disfacimento fisico e mentale.
Capisco molto bene anche il tuo post precedente in cui ti chiedi se servirà un’ altra Piazzale Loreto.
Per me che sono cattolico c’è un motivo di tristezza profonda in più e di indignazione pensando che questo governo ha potuto affermarsi e durare così a lungo anche perché appoggiato e sostenuto da Vaticano e da una parte molto influente della gerarchia ecclesiatica. Purtroppo nulla di nuovo sotto il sole: l’appoggio che a suo tempo la chiesa gerarchica diede a Mussolini, ora lo rinnova per Berlusconi. Eppure è proprio essa che insegna: Errare humanum est, perseverare diabolicum.
Buona notte e buona settimana. Antonio.

AI CONFINI DI UNA DITTATURA DEI GIUDICI DI SINISTRA

Lezioni condivise 53 – Ritratto di cose di Francia

31 Mag 2011 @ 10:26 PM

Dai suoi primi tre viaggi in Francia, Machiavelli trasse un’ampia relazione, a tratti schematica, che contiene informazioni utili dal punto di vista storico, anche riguardo alla vita quotidiana di un Re assoluto, il cui regno era sostanzialmente privato.

La datazione del documento non è certa, ma si presume sia del 1510, forse integrata in diversi momenti. A tratti il testo appare come una raccolta di appunti, forse per questo sembra incompleto e disomogeneo. Certamente non era destinato alla divulgazione, ma riservato ai colleghi della cancelleria fiorentina.

Lo stesso titolo, Ritratto di cose di Francia, dà l’idea dell’abbozzo veloce, del flash, di uno sprazzo essenziale sulla situazione francese.

La relazione tratta cinque temi:

1) le origini della potenza della monarchia francese (da “La corona” a “venire a tal grado”)

Analisi sistematica della grandezza politica delle cose di Francia. Sviluppa l’argomento nel rapporto causa–effetto, strutturandolo secondo il climax (elevazione del discorso). Ne fa un’analisi sincronica (la situazione mentre scriveva) e diacronica (come si era pervenuti a quella condizione).

Emergono due ragioni che resero importante la corona di Francia:

a) la gran quantità di beni derivanti da eredità (che iniziarono a incrinare il concetto feudale di possesso privato del regno);

b) la fedeltà al sovrano della nobiltà francese (al contrario che in Italia, ove i feudatari si consideravano sovrani nei loro possedimenti e spesso si mettevano contro il “principe”).

Esordisce così il segretario fiorentino:

La corona et gli re di Francia sono oggi più gagliardi, richi et più potenti che mai fussino per le infrascripte ragioni. La corona, andando per successione del sangue, è diventata rica, giacchè per una serie di ragioni fortuite, in mancanza di eredi, gli erano rimasti beni importanti (ducati Angiò, Orléans, Milano). Inoltre i baroni che prima muovevano guerra al re (duchi di Ghienna e Borbone), erano diventati tutti obsequentissimi, mentre un tempo i nemici della Francia trovavano sempre un duca che li appoggiava contro il re (i già detti, ma anche quelli di Bretagna, Borgogna, Fiandra), successivamente essi si erano invece alleati al re, indebolendo i nemici della Francia, che così non osavano più aggredirla.

Il Segretario fiorentino notò che i più potenti baroni francesi del suo tempo, erano tutti parenti del re e aspiravano in qualche modo (per se stessi o per i discendenti) di pervenire al trono, pertanto se ne stavano buoni… Lo stesso Luigi XII era incorso in errore quando intervenne in favore del duca di Bretagna contro il re, fatto che gli creò problemi al momento della sua successione al cugino Carlo VIII. Gli andò bene perché non c’erano altri pretendenti.

In Francia l’erede al trono era il primogenito, pertanto lo stato non veniva frazionato come ad esempio in Germania e gli altri figli accettavano di buon grado, dandosi alla vita militare. E questo era uno dei motivi della presenza di un forte esercito in Francia.

2) Il valore militare dei francesi (da “Le fanterie” a “meno che femine”)

Le fanterie che si fanno in Francia non possono essere molto buone, perché gli è gran tempo che non hanno avuto guerra, et per questo non hanno experientia alcuna. Et dipoi sono per le terre tutti ignobili et gente di mestiero; e stanno tanto sottoposti a’ nobili et tanto sono in ogni actione depressi che sono vili.

Ecco l’animo cinico del Machiavelli. Il concetto è aberrante: per avere un buon esercito sarebbe necessario fare spesso la guerra, avere meno gente che lavora e più nobiltà; per di più, il popolo, essendo asservito ai nobili, era vile.

L’analisi è spietata, quanto a mio parere superficiale: benché vi sieno li guasconi, di chi il re si serve, che sono un poco meglio che gl’altri; et nasce perché sono vicini a’ confini di Spagna, che vengono a tenere un poco dello spagnuolo, ma sarebbero ladri e cattivi lavoratori, al contrario degli svizzeri e tedeschi, spesso arruolati dal re, perché non si fidava dei guasconi.

E’ franzesi sono per natura più fieri che gagliardi o dextri, se si resiste al loro primo impeto si perdono d’animo, non sopportano i disagi et incommodi e divengono vili, come disse Cesare, e’ franzesi essere in principio più che uomini et in fine meno che femine.

3) Le risorse naturali e tributarie (da “La Francia” a “electo da loro”)

La Francia era ricca, anche grazie ai suoi grandi fiumi, al punto che tutto valeva poco, perché tutti avevano beni materiali e poco danaro, ma questo non serviva perché tutti avevano roba da vendere e nessuno necessità di comprare et però come quegli populi hanno uno fiorino li pare essere richi.

Secondo Machiavelli la chiesa francese possedeva i 2/5 delle ricchezze della Francia, introitava e non spendeva nulla.

Nel consultare et governare le cose della corona et stato di Francia, sempre intervengono in magiore parte prelati, e nessuno se ne curava.

La chiesa inoltre per antica prammatica eleggeva da sola i vescovi e gli abati, e il re avrebbe potuto interferire solo con la forza.

4) Organizzazione amministrativa e militare del regno (da “Li vescovadi” a “secondo e’ sospecti”).

La Francia aveva allora 106 vescovadi, di cui 18 arcivescovadi, le parrochie uno milione et septecento, computate 740 badie, senza contare le priorie.

Il re disponeva a suo piacimento delle entrate e delle uscite in denaro e quando aveva necessità, provvedeva con lettere regie «Il re nostro sire si raccomanda ad voi, et perché ha faulta d’argento, vi prega li prestiate la somma che contiene la lettera». Et questa si paga in mano del ricevitore del luogo.

I baroni non avevano tanto potere l’entrata loro è pane, vino, carne, ut supra, et tanto per fuoco lo anno; ma non passa 6 o 8 soldi per fuoco, di tre mesi in tre mesi, non potevano imporre altro absque consensu regis. E a loro il re tassava solo la produzione di sale.

Le spese straordinarie della corona riguardavano i soldati. I pensionarii et gentili uomini vanno a’ generali et si fanno dare la discarica, cioè la poliza del pagamento loro, di mese in mese; i pagamenti venivano fatti dal ricevitore della provincia dove abitano et sono subito pagati.

Li gentili uomini del re sono 200; il soldo loro è 20 scudi il mese…ogni cento ha uno capo, che soleva essere Ravel et Vidames.

De’ pensionarii non vi è numero, et hanno chi poco et chi assai come piace al re.

L’ofitio de’ generali di Francia e pigliare tanto per fuoco e tanto per taglia, de consensu regis, e fare in modo che i pagamenti fossero puntuali.

L’ofitio del Gran Cancelliere è merum imperium, et può gratiare et condannare a suo libito, etiam in capitalibus sine consensu regis. El salario suo è 10 mila franchi l’anno et 2 mila franchi per tenere tavola, cioè per il vitto del suo entourage.

Non vi è in Francia che un Gran Siniscal e comandava le genti d’arme che erano obbligate a obbedirlo.

E’ governatori delle provincie sono quanti el re vuole et pagati come al re pare e duravano quanto il re voleva. Tutti gli uffici del regno dipendevano dal re

Il modo del fare li stati si è ciascuno anno di agosto, quando d’octobre quando di gennaio, come vuole il re.

Vi era una Camera de’ conti, una sorta di corte dei conti, ma per certi atti decideva il re.

Vi erano cinque parlamenti Parigi, Roano, Tolosa, Burdeos et Delphinato, et di nessuno si apella. Li studi primi sono quattro: Parigi, Orliens, Borges et Poctieres; et dipoi Torsi et Angieri; ma vagliano poco.

Il re decideva sulle guarnigioni, le artiglierie, tenute a spese delle terre ove avevano sede. Ordinariamente erano quattro in Ghienna, Piccardia, Borgogna et Provenza e aumentavano secondo e’ sospecti.

5) La corte (da “Ho facto diligentia” a “Parigi”).

Le assegnazioni in denaro per il re non erano stabilite, aveva quanto chiedeva per le spese personali e per la casa. Quattrocento arcieri gli facevano da guardia di cui 100 scozzesi a 300 franchi l’anno, 29 stavano a fianco del re e ne prendevano 400, vi erano poi tutta una serie di guardie a corte.

Il preposto dello Ostello è uno uomo che seguita sempre la persona del re e aveva poteri speciali, nonché seimila franchi di salario ordinario.

Maestri di Casa del re sono octo, con un gran mastro che li sovrintendeva tutti a duemila franchi.

L’Admiraglio di Francia è sopra tutte le armate di mare, et ha cura di quelle et di tutti e’ porti del regno… et ha di salario 10 mila franchi.

Cavalieri de l’Ordine non hanno numero, giuravano di difendere e non contrastare mai la corona. La pensione loro poteva arrivare anche a 4 mila franchi.

L’oficio de’ ciamberlani è contractenere el re, erano i suoi consiglieri, hanno grande pensione: 6, 8, 10 mila franchi, ma qualcuno era solo onorario, la loro tavola era seconda solo a quella del re.

Il Grande Scudiere sta sempre apresso del re, sovrintendeva i 12 scudieri che curavano i cavalli del re. E’ signori del Consiglio hanno tutti pensione di 6 in 8 mila franchi.

A testimonianza del fatto che si tratta di appunti, il testo reca delle parti staccate rispetto all’ordine rilevato, la prima si riallaccia al discorso militare, l’altra ad quello economico-finanziario, vi è inoltre qualche notizia “vagante” inserita disordinatamente, forse il testo era da rivedere.

Le integrazioni a proposito della sicurezza della Francia analizzano la situazione riguardo agli stati confinanti e il segretario fiorentino conclude che la Francia non ha più pericoli.

Gli inglesi, un tempo acerrimi nemici erano da tempo tranquilli e in più non potevano più contare sull’appoggio di Bretagna e Borgogna, ormai fedeli alla corona francese.

Gli spagnoli, benché sagaci e vigili, avrebbero avuto molti disagi ad attaccare la Francia attraverso i Pirenei, peraltro ben difesi sia a Perpignano che a Ghienna.

I fiamminghi non costituivano un problema, anzi avevano necessità di commerciare con la Francia, importando carni e vini di Borgogna e Piccardia ed esportando le loro produzioni artigiane.

Gli svizzeri, noti per le loro scorrerie, potevano solo depredare ai confini, non avevano un esercito in grado di impensierire i francesi ed erano più adatti alla campagna che alla guerra.

Gli stati italiani disuniti e poveri non spaventavano di sicuro, né c’erano da temere attacchi dal mare, dato che erano presenti la flotta e le guarnigioni.

Vi sono infine una serie di notizie un po’ avulse dai contesti principali:

la ragione delle pretese di Luigi XII sullo stato di Milano, derivavano dal fatto che suo nonno Lodovico d’Orliens ebbe in moglie madama Valentina, figlia del duca di Milano Gian Galeazzo, cui successe il figlio Filippo che morì senza figli maschi. Lo stato sarebbe stato poi preso dagli Sforza in modo illegittimo. A questa parentela risalirebbe la biscia nello stemma milanese, insieme ai tre gigli preesistenti.

Le pretese degli inglesi sulla Francia deriverebbero invece dal fatto che Caterina, figlia di Carlo VI di Francia, sposò Enrico, figlio di Enrigo re d’inghilterra, perché nel contratto matrimoniale Enrico o i suoi figli maschi, venivano designati eredi alla corona francese. La clausola fu dichiarata illegittima e successore divenne invece Carlo VII, che gli inglesi dicevano essere nato ex incestuoso concubitu.

In ciascuna parrocchia francese vi era un franco arciere con compiti di vigilanza e difesa da attacchi esterni. Chi viaggiava per conto della corte del re aveva diritto a vitto e alloggio.

Machiavelli annota anche che i francesi vestivano in modo grossolano, sia donne che uomini, anche per non far notare eventuali agi che dessero nell’occhio agli esattori.

In generale il giudizio di Machiavelli sulla Francia appare positivo, tanto da indicarlo come esempio per alcuni stati italiani che operavano in maniera opposta, ad esempio, riguardo alla tassazione dei sudditi… Ora non mi sembra il caso di polemizzare con il fiorentino sugli albori del Cinquecento francese, osservo solo che Luigi XII, quanto a rapporti bilaterali con gli stati italiani, fu più fortunato di Sarkozy…

(Letteratura italiana – 8.5.1996) MP

Commenti (8)

Ai confini di una dittatura dei giudici di sinistra
8 #
Ros4
ilmiogiorno.blog.tiscali.it/
crisalys.id@tiscali.it
151.26.122.224
Inviato il 23/06/2011 alle 08:27
…già analisi spietata e superficiale….
…ciao 🙂

Ai confini di una dittatura dei giudici di sinistra
7 #
ivy
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
hederaphoenix@gmail.com
109.113.72.148
Inviato il 19/06/2011 alle 13:28
salutino

Ai confini di una dittatura dei giudici di sinistra
6 #
sally brown
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79.12.5.176
Inviato il 12/06/2011 alle 19:40
bè certo..avere una carlà nel letto…
ole/.)

Ai confini di una dittatura dei giudici di sinistra
5 #
giulia
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87.8.240.80
Inviato il 11/06/2011 alle 21:41
Tu sei per le catastrofi e i complotti, molto machiavellici. Ma io sono un’anima semplice… 😉

Ai confini di una dittatura dei giudici di sinistra
4 #
j
g@alice.it
87.8.240.22
Inviato il 03/06/2011 alle 23:37
I francesi vestivano in modo grossolano… oh, my dior!

Ai confini di una dittatura dei giudici di sinistra
3 #
demoskaidemos
frondeverdi.myblog.it
ariosto2000@tiscali.it
87.0.214.247
Inviato il 03/06/2011 alle 18:09
Caro Indian, non è la prima volta che ci esponi il pensiero del Machiavelli: penso che l’uomo ti affascina o, almeno, ti interessa, anche se lo definisci un cinico.
Dalla lettura del tuo post (con titolo e foto finale sorprendenti e magistralmente ironici) mi sembra evidente che questo scritto di Machiavelli si presenta, come dici, a livello di appunti, o come testo da rivedere.
Certo se è vera la notizia del “segretario fiorentino” che la chiesa francese possedeva i 2/5 delle ricchezze della Francia, anche da ciò ben si comprende perché è scoppiata la rivoluzione francese.
Del Machiavelli ho letto, a suo tempo, solo “Il Principe” e mi era piaciuto molto sia come pensiero sia come prosa letteraria.
Ciao, buon w.e.

Ai confini di una dittatura dei giudici di sinistra
2 #
giulia
chidicedonna.myblog.it
g@alice.it
82.58.221.7
Inviato il 01/06/2011 alle 23:44
Scommetto che ti sei inczzto quando hai sentito grillo chiamarlo Pisapippa, e così hai fatto sto post.
Grande ossequio al re! Ma… sic transit gloria mundi!
buona nottata

Ai confini di una dittatura dei giudici di sinistra
1 #
emma
g@alice.it
87.4.247.70
Inviato il 22/05/2011 alle 21:37
Hai visto il movimento dei ragazzi spagnoli?
Grandi!!!

SA DIE DE SA SARDIGNA

Lezioni condivise 8 – … e …il senno di poi…

1.07.2007

Vi assicuro che è un mero caso questo passaggio dai vespri siciliani a “sa die de sa Sardigna”, il giorno che qualcuno usa definire “vespri sardi”; peraltro i due episodi storici accadono a distanza di ben 512 anni tra loro e le analogie sono davvero poche, nel bene e nel male.
Lascio a voi l’eventuale minuzioso esercizio di confronto, dal quale io mi astengo, se non per qualche osservazione incidentale… diciamo ad esempio che qui non troviamo “arme nel petto” di nessuna donna, né sarda, né piemontese… Gli episodi licenziosi si fermano alla “bella di Sanluri” (1409 – vedi post )… essi pare siano prerogativa del basso medioevo.
Quello dal 1792 (considerando l’attività dei primi club giacobini) al 1802 viene chiamato nella Storia di Sardegna “decennio rivoluzionario” (in Francia 1789-1799); un decennio stretto (o largo, a seconda del punto di vista), considerato che per alcune code, si allunga fino al 1812, anno della congiura di Palabanda, sventata da un “pentito” ante litteram.
In Sardegna dal 1789 al 1792 non accadde molto di rilevante, se non una certa preparazione del successivo decennio, con la nascita di alcuni club giacobini, nel loro piccolo però ben differenziati (per maggiori dettagli vi rinvio alla mia tesi di laurea, che tratta questo argomento).
Le idee della Rivoluzione tardarono ad attecchire in Sardegna, contrastate dalla Chiesa e dal governo.
Il 21 gennaio 1793, tra Cagliari e Quartu S.Elena, i francesi avviarono il loro terzo tentativo di occupare la Sardegna o almeno di tastare se ciò fosse possibile con una certa facilità, viste le forze poste in campo. Gli altri due tentativi erano avvenuti a La Maddalena, ove peraltro vi fu anche la partecipazione del giovane Napoleone (che pare lanciò una “bomba” senza esplosivo) e nell’Isola di San Pietro (7 gennaio 1793), dove si insediò una piccola repubblica giacobina.
In quel frangente, la popolazione di Carloforte, non fece alcuna resistenza, anzi calò dal piedistallo (secondo scene che siamo stati abituati a vedere nell’est europeo e da ultimo in Irak) e seppellì la statua di Vittorio Emanuele III, al cui posto venne prontamente innalzato l’albero della libertà. Alcuni sostengono che le cose andarono così perché non avrebbero potuto resistere, ma c’è da considerare che lì la popolazione non era sarda, bensì di origine ligure. Inoltre c’era con i francesi Filippo Buonarrotti, pisano, discendente di Michelangelo, che in seguito diventerà uno degli ideologi del socialismo comunistico, vicino prima a Robespierre, poi a Babeuf, e tra gli ispiratori del giovane Marx.
Fu lui che a Carloforte dettò la costituzione (misteriosamente sparita) della “Prima” repubblica illuminata; era ancora il giovane Buonarrotti, non ancora comunista rivoluzionario, ma lo spirito c’era, come pure nella rivoluzione francese. Lo stesso Gramsci rivalutando una certa storia del risorgimento, ne fa risalire gli esordi a questo periodo.
La repubblica dell’Isola della libertà decadde con l’arrivo di una flotta spagnola, cinque mesi dopo (25 maggio 1793), non è chiaro se in funzione antirivoluzionaria o in appoggio ai Savoia.
Questi episodi costrinsero il governo sabaudo, peraltro sempre parsimonioso in Sardegna, a costruire alcune fortificazioni a Cagliari: Monte Urpinu e il Forte di Sant’Ignazio (S. Elia).
A parte questo, che potrebbe suonare come una sorta di salvarsi il culo da parte dei piemontesi, paradossalmente la difesa di Cagliari fu organizzata dai cittadini, dai sardi e non dal governo. In quell’occasione i francesi non vennero visti come liberatori, ma come minaccia al Regno, all’autonomia dello Stato sardo, che pure era occupato dai Savoia, rappresentati da un viceré. Questi, nell’occasione, si eclissò, probabilmente disposto ad arrendersi, tanto è vero che la sua inerzia assoluta provocò un fatto inedito dall’inizio dell’occupazione sabauda: la risoluzione dello Stamento militare di avvalersi dell’antico diritto di autoconvocazione e di provvedere alla difesa per sopperire all’inerzia del governo viceregio. Una dimostrazione di forza che sicuramente sarebbe stata più utile in ben altri frangenti.
La storia non si fa con il senno di poi, ma probabilmente se i sardi avessero lasciato fare, sarebbe cambiata la Storia della Sardegna e io non penso in peggio, anche perché non ci sarebbe voluto molto a far meglio. Tuttavia la storia dimostra che i francesi non erano interessati più di tanto, insomma sembrava dicessero “o ce la date gratis oppure arrangiatevi”. Essi, secondo l’ideologia rivoluzionaria, intendevano liberare l’isola dalla tirannia sabauda e verosimilmente instaurare una repubblica indipendente, senza mire coloniali, militari o economiche.
In effetti avevano informazioni secondo cui i sardi non amavano affatto i Savoia e prevedevano un loro sollevamento; non tennero conto di un certo orgoglio irrazionale. Fu così che a Cagliari, specie per volontà di un tribuno del popolo quale Vincenzo Sulis (ripagato poi con il carcere duro, praticamente a vita, salvo l’evasione e l’esilio finale), si costituirono dei gruppi armati spontanei, fatti provenire anche dall’interno dell’isola in seguito a una grida.
I francesi sbarcarono, il 14 febbraio, in una sorta di stagno/pantano, tra Margine Rosso e Foxi, completamente disorientati, in mezzo alle siepi di fichi d’india, si spararono tra loro, per poi incasinarsi ulteriormente nelle saline presso il Poetto, alla fine, stanti anche le particolari condizioni temporalesche, risultarono sconfitti.
Suppongo per questione dei fichi d’india… s’intenda l’avvenimento appena citato, a meno che non sia Balbiano ad essere stato gettato in mezzo a una siepe spinosa… qui mi serve il vostro aiuto… (è stato solo un attimo di disattenzione nell’ammirar le colleghe… fatale!).
Esiste anche una versione secondo cui non fosse volontà dei sardi respingere i francesi, ma che ciò avvenne per un fatto accidentale avvenuto il 23 gennaio 1793.
Quel giorno la flotta francese, prima di attaccare, chiese la resa e inviò una scialuppa parlamentare con a bordo, tra gli altri, il Buonarrotti. Alcuni miliziani di stanza sul porto li presero però a fucilate, costringendoli a ripiegare velocemente. Lo sgarbo, esecrato peraltro dai sardi, fece insorgere nella popolazione e nei miliziani stessi, la paura di una dura reprimenda da parte francese. Da lì sarebbe nato o perlomeno si sarebbe rafforzato tutto il movimento per resistere.
Partiti i francesi, i sardi tirarono le somme: il viceré Balbiano non aveva difeso l’isola e in primo luogo Cagliari; l’isola fu protetta da miliziani sardi su iniziativa degli stamenti e da civili armati per la difesa dell’ordine pubblico (diversi dai Barracelli, che tutelavano la proprietà privata).
Insomma i sardi erano incazzati, si resero conto che avevano solo salvato i Savoia… e allora che fossero ripagati! Gli stamenti in autoconvocazione permanente, decisero di inviare una delegazione a Torino, dal Re, per chiedere la giusta ricompensa per aver respinto i francesi. Vennero formulate cinque domande, non erano richieste eccezionali, si chiedeva: 1) il ripristino delle antiche istituzioni sarde, previste nel trattato di Londra e in altri; 2) la regolare convocazione del parlamento sardo (gli stamenti o cortes), mai avvenuta da parte dei piemontesi, accentratori; 3) l’istituzione di un Ministero per gli affari di Sardegna; 4) l’affiancamento al viceré di un Consiglio di stato, in quanto egli, militare, era slegato dai problemi reali della Sardegna; 5) conferimento di tutti gli impieghi del regno ai sardi (questa domanda veniva rivolta già dal seicento agli spagnoli con la minaccia di non pagare il donativo, adesso veniva chiesta come concessione).
La delegazione partì per Torino alla spicciolata, erano in sei, due rappresentanti per ogni braccio stamentario (gli stamenti erano tre: militare [nobili e feudatari], ecclesiastico, reale [civile, governatori delle città regie]). La missione si trasformò in una sorta di vacanza, il re non li riceveva, temporeggiava, ammorbidiva i più decisi con favori e premi; i sardi cominciarono a perdere la pazienza, finché scoppiarono. Il pretesto fu l’arresto di alcuni esponenti di un club rivoluzionario, accusati di sovversione e il concomitante spargersi della notizia che il re aveva rifiutato le richieste dei sardi.
Il 28 Aprile 1794, Cagliari insorse, i borghi occuparono il Castello, quartiere ove risiedeva la corte piemontese. La rivolta si estese nei giorni successivi a tutta l’isola. I piemontesi venivano individuati (“nara cixiri” – sa die, prima dell’istituzione ufficiale con legge, era nota come sa die de s’acciàppa [il giorno dell’acciuffare]), sistemati sulle navi ferme in porto, armi e bagagli e cacciati via ad uno ad uno.
Ho già parlato dei vespri siciliani… i sardi furono signori o un’altra cosa che finisce in modo assonante; non ci fu violenza, né rapina, ma ciò in disprezzo ai piemontesi: si rifiutava insomma qualsiasi cosa fosse loro appartenuta… si salvò solo l’arcivescovo Melano, unico piemontese a restare sull’isola…
Chiudiamo qui per ora, godiamoci questa parentesi di costante resistenziale

(Storia della Sardegna – 8.3.1996) MP
Per approfondimenti: “La Sardegna sabauda nel settecento” di Carlino Sole

Commenti (31)

1 #
bob
sinngail.blogspot.com/
84.223.9.124
Inviato il 31/07/2007 alle 21:33
We are waiting for you in Ireland.
Bye

2 #
themirror
87.2.148.238
Inviato il 31/07/2007 alle 16:35
Purtroppo..mio caro..è tutta realtà..nuda e cruda..
Avvicinarmi a lui..non credo di averne più il coraggio..ho paura che possa accadere ancora e..non so se riuscirei a sopportarlo..comunque..grazie..

3 #
come alice
come_alice.blog.tiscali.it
85.20.17.150
Inviato il 31/07/2007 alle 14:45
Ciao Angel, scusa se non leggo il tuo post ma vado di frettissima…Il periodo non è dei migliori e non sono molto presente sul blog…solo questo. Nessun “adiramento” di nessun tipo. Ti prometto che appena posso, torno a leggerti e cerco anche di rispondere a qualcuna delle tue domande sul mio blog. Ma guarda che non sono un’esperta, sono andata a tentativi…Ciao e buona giornata 🙂

4 #
jolinne
81.208.83.231
Inviato il 30/07/2007 alle 18:00
Ciao
scusa l’assenza
ma sto incasinata di lavoro e poi tiscali non attrae dopo tutte le modifiche
non sto su myspace ma su spaces.live.com
jolinne.spaces.live.com
spero di tornare presto
un bacio
Angie/Jolinne

5 #
Barbara
insideofme.blog.tiscali.it
217.169.121.9
Inviato il 30/07/2007 alle 14:47
Ciao, passo solo oggi a ringraziarti per la poesia che hai lasciato nel mio mondo… Sei stato molto carino 🙂
Tornerò a trovarti anche perchè non sono riuscita a leggere tutto il tuo post, vado sempre di fretta…
Buona settimana

6 #
odinooooooooooooo…
82.187.59.82
Inviato il 30/07/2007 alle 14:27
O tiskali quando finirà questo stato di precarietà? Ma proprio d’estate si doveva fare sta cosa? Ovvero quando il personale è in ferie…
sa die

7 #
Flyer
cotidievivere.blog.tiscali.it
87.19.221.184
Inviato il 28/07/2007 alle 17:38
ma ciao angel… come va nella bella sardegna… so che c’è molto sole e molto caldo… come vedi sono tornata… non appena ho visto le migliorie di Tiscali ovviamente… si sono salvati in calcio d’angolo! tutto dalle mie parti procede… nè bene nè meglio ma l’importante è non fermarsi mai!

8 #
MissMagda
missmagda.blog.tiscali.it
82.84.215.232
Inviato il 27/07/2007 alle 22:05
Silvietta che dico io aveva il blog quartaeffe.blog.tiscali.it
Inutile che clicchi, l’ha chiuso come già ho detto!

9 #
lumachina
87.18.204.98
Inviato il 27/07/2007 alle 15:48
ciao a te e alla tua meravigliosa isola.
buona giornata da lumachina

10 #
Gio
incontrieaffini.blog.tiscali.it
62.10.234.93
Inviato il 26/07/2007 alle 11:49
Ciao Angel il tuo cmmt è invece solo uno e bino…
Un saluto

11 #
infondoaimieiocchi
infondoaimieiocchi.blog.tiscali.it
84.223.114.83
Inviato il 26/07/2007 alle 10:53
Buongiorno Angel:-)…
dopo la tua rivelazione credo che verrò a trovarti dall’altra parte :-), mi pare doveroso!
Ti auguro una serena giornata ciao 🙂

12 #
MissMagda
missmagda.blog.tiscali.it
62.10.229.15
Inviato il 26/07/2007 alle 09:37
SOlvietta si che è sarda eccome!
A parte le paroline in sardo dei suoi post, c’era la foto nel bastione con l’Ichnusa in mano!!!
Più sarda di così!!!
A parte questo, vedo la crisi ormonale in atto, ma non ti preoccupare, tra poco arrivano le ferie e potrai “matare” quanto vuoi!
Miss

13 #
Grazia
ilgiardinodelcuore.blog.tiscali.it
62.10.142.213
Inviato il 25/07/2007 alle 22:47
grazie del saluto che ricambio piacevolmente, anche io sono alle prese con l’uragano Tiscali….
buona estate….ciao

14 #
Gio
incontrieaffini.blog.tiscali.it
62.10.234.93
Inviato il 25/07/2007 alle 21:48
Ciao Angel ben ritrovato… e interessante la stiria(la nostra storia) che racconti.

15 #
Gio
incontrieaffini.blog.tiscali.it
62.10.234.93
Inviato il 25/07/2007 alle 21:48
Ciao Angel ben ritrovato… e interessante la stiria(la nostra storia) che racconti.

16 #
Gio
incontrieaffini.blog.tiscali.it
62.10.234.93
Inviato il 25/07/2007 alle 21:43
Ciao Angel ben ritrovato… e interessante la stiria(la nostra storia) che racconti.

17 #
MissMagda
missmagda.blog.tiscali.it
82.84.215.232
Inviato il 25/07/2007 alle 21:10
Non penso sia grave, sempre che non avessi in mano un foglio ed una penna con l’intenzione di chiedermi un autografo!
Io credo continuamente di vedere Silvietta, che tra l’altro ha chiuso il suo blog da un giorno all’altro senza preavviso, uno di questi giorni saluterò una sconosciuta pensando sia lei!
Eppure non ha un viso comune!!!
Sono cose che capitano, fortuna che non l’hai fermata perchè sai che figura… o forse no, magari lei era single e rimorchiavi pure ehehehehhee
Miss

18 #
diotima47
diotima47
213.140.18.136
Inviato il 25/07/2007 alle 12:29
ciao, dolce compagno invisibile, ma presente nel mio angolo di mondo!

19 #
MissMagda
missmagda.blog.tiscali.it
62.10.229.15
Inviato il 25/07/2007 alle 12:01
Si è vero giro per feste quindi non è solo Pabilon che ho girato 🙂
Non è proprio nella mia zona, infatti quella sera sono tornata a casa alle 3 :S
In ogni caso non mi spaventano i complimenti… ma a pensarci nemmeno gli insulti 😀
Te sei delle “rivers of Pabilon”?

20 #

falivenes.blog.tiscali.it
87.22.217.167
Inviato il 25/07/2007 alle 07:12
…Dipende dalle disposizioni della pagina e anche dal lavoro di ripristino dati che i programmatori della Tiscali.it stanno facendo(hanno rimesso l’archivio, però in molte piattaforme manca ancora il “contatta autore”, a me è stato ripristinato da qualche giorno da te ancora no.Le figurine in maglietta credo siano stati posti per identificare in futuro i vari admin che commentano le pagine degli autori per esempio al posto del mio dovrebbe comparire Mafalda, a te la tua foto ecc.Ciao Angel

21 #

falivenes.blog.tiscali.it
87.22.217.167
Inviato il 24/07/2007 alle 08:48
…Bene amico mio, vedo che qui siamo alla normalità, un kiss veloce e un sorrisone alla tua Sardegna;-)

22 #
Verdana
suamaestainfernale.blog.tiscali.it
84.222.133.166
Inviato il 23/07/2007 alle 10:05
Buongiorno Angelo, stai scoppiando di caldo si? Scommetto che staresti meglio nel mio inferno, ce ne sono tanti di angeli caduti, sarà colpa della pressione bassa? 🙂

23 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.222.94.46
Inviato il 20/07/2007 alle 20:44
sì, ma se hai scoperto un indirizzo valido dei vecchi link, ti prego, svelami come si fa

24 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.222.94.99
Inviato il 20/07/2007 alle 16:53
voi angeli…
i link non mi sono ancora riapparsi e non so se per caso è che non sono passata ancora ai nuovi template o cosa, ma mi secca perdere lo sfondo dell’edera.
rimandami la mail, ho dovuto lasciare il mio vecchio pc e nel nuovo portatile devo rifarmi la rubrica, quando hai tempo.

con me… sempre casini… pazzesco… magari ti racconterò via mail.. storiacce davvero fetide.. bleah!

25 #
Angel
themirror
87.15.131.95
Inviato il 20/07/2007 alle 14:41
certo che noi angeli..ne vediamo di cose..un abbraccio..

26 #
ivy phoenix http://donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.222.95.10
Inviato il 17/07/2007 alle 15:20
mannaggia vorrei sapere che url hanno i miei vecchi post, tu hai scoperto come si fa?
ufffa

27 #
ivy phoenix
84.223.67.171
Inviato il 16/07/2007 alle 17:50
eccomi!
ma quanto la ami la tua sardegna eh?
prima o poi devo vederla cagliari, su questo non ci piove.
io periodo tormentoso.. mi hai lasciato il commento quindi hai letto che mi capita..
e poi torno in tiscali e trovo tutto cambiato.
come hai trovato l’archivio dei post?
i link dei miei vecchi non corrispondono più e la cosa mi scoccia alquanto davvero…
e poi non riesco a raggiungere chi mi lascia i commenti perchè non c’è l’url
soru mi stava simpatico, ed ero in tiscali per quello… ma se davvero resta così la miglioria… mah?
abbraccione

28 #
odisseo
84.222.213.234
Inviato il 15/07/2007 alle 20:20
… più che altro è n’apocalisse

29 #
diamanta
88.36.114.88
Inviato il 02/07/2007 alle 11:13
Ciao ^__^ buon inizio lunedì Angel…. ma quale Angel!??! heheheh
Non conosco nessuno che il blog qui, a meno che non sia la Angel che conosco io e allora vuol dire che ha un blog anche qui ^__^

30 #
Verdana
84.222.132.83
Inviato il 02/07/2007 alle 01:11
ma guarda chi è passato dall’inferno 😉 , io non sono mai incazzata, tutt’altro. E poi per gli angeli ho sempre un trattamento di favore.

31 #
sally brown
79.10.0.101
Inviato il 01/07/2007 alle 02:08
hai ragione hai fatto molto più di una goccia di post…speriamo di non perderci di nuovo di vista.

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