BARBUS: LATINE NON LOQUOR, NO SCIT SU CATALANU!

Lezioni condivise 50 – Origini del brigantaggio storico in Sardegna

Per anni, nemmeno tanto lontani, essere sardo era più o meno sinonimo di “bandito”, soprattutto in certi contesti sociali, e ci si poteva chiedere se “su strangiu” ci percepiva come tali, come in una sorta di auto identificazione psicologica, una colpa collettiva.

L’argomento è stato ampiamente trattato in tutti i tempi e in tutte le salse, dalla prime inchieste utili per una repressione indiscriminata (a monte della quale vi era il fastidio per la nostra Costante Resistenziale), fino ad una esaltazione ingiustificata, salvo per le diverse eccezioni in cui si era costretti alla macchia dall’oppressione e dall’ingiustizia.

L’essere “banditi” era una qualità subita, l’accettazione passiva di un epiteto che ha doppia connotazione: deriva da banda, come brigante da brigata, ma anche da bando, messa al bando con l’emissione e pubblicazione di una grida o di un pregone, a seconda dei quali si potevano avere almeno cinque tipologie di fuorilegge.

Il latitante sfuggiva a “sa giustitzia”, concetto che nel sardo ha un valore semantico altamente negativo che individua chi esercita la funzione repressiva (dalla polizia ai tribunali), tanto è vero che la parola compare in molte espressioni ingiuriose, come “chi ti currat totu sa giustitzia” (che ti insegua tutta la giustizia), “chi ti pregonit sa giustitzia” (che ti sequestri la giustizia) e simili.

Il banditismo è sintomo di profondo disagio sociale e testimonianza di una radicata diversità culturale, è un fenomeno antico che si oppone all’ostinato ricorso a mezzi violenti da parte delle classi dominanti per reprimere il malcontento popolare. Esso non è il risultato di una situazione di povertà individuale, ma di un malessere economico strutturale; mai diventa organizzazione stabile, il suo carattere è estemporaneo, benché persistente. Non è genericamente rurale, né contadino, ma ha una prevalente caratterizzazione pastorale, dunque non è conseguente alla miseria. Il bandito non è un povero, ma una precisa figura sociale di quel mondo.

Il banditismo storico è un fenomeno complesso, non riducibile alla stregua di delinquenza comune o di ribellismo popolare, è a tratti parapolitico, ha interessato diversi ceti sociali, legami fra signori e banditi, realtà urbane e rurali, valori morali e sentimenti che vanno oltre la semplice protesta sociale.

Era di fatto legittimato a esistere dalla strafottenza del potere, da iniquità, privilegi nobiliari, militari e clericali, dal sistema corporativo borghese, dalla burocrazia.

Gli stessi feudatari si servirono della figura del bandito per osteggiare lo stato, in una sorta di interazione utilitaristica.

In questa antica e travagliata vicenda si sono formati codici comportamentali di importanza storica, quanto desueti e ingiustificabili se riproposti oggi: come la balentìa, il furto, l’abigeato, nati un una società a vocazione “libertaria” dove la proprietà era misconosciuta e legittimo impossessarsi del necessario per sopravvivere.

Quando questi atti assumono una valenza diversa, come l’intenzione di procurar danno o vendetta, siamo già in una sfera che richiede un’emancipazione storica, perciò la non tollerabilità odierna di codici di epoca nuragica…

Se dunque è legittima la ricerca e la contestualizzazione storica e sociologica di questi fenomeni, è certo ingiustificato esaltarli; come è bene precisare che la vendetta (atto primordiale persistente in alcune realtà) o una certa spietatezza, hanno poco a che fare con il brigantaggio/banditismo romantico e rivoluzionario, che ha una sua etica.

La repressione della delinquenza in Sardegna, sempre perpetrata con brutalità e violenza, ha aggravato il contrasto tra civiltà dominante e civiltà subalterna. Si tratta di una storia millenaria strettamente legata alle condizioni di vita, ai costumi e alle tradizioni, specie dei barbaricini, al loro culto della libertà primitiva e al loro codice di vita, consacrato dal tempo e spesso contrastante con l’ordinamento giuridico dello stato moderno.

É il conflitto tra una comunità pastorale che vive con proprie regole e uno stato di colonizzatori che vuole imporre le sue leggi: “Furat chi benit de su mare” (chi ruba viene dal mare) si diceva già al tempo dei Cartaginesi.

Nella sua connotazione insurrezionale e resistenziale il banditismo, nato e diffuso in tutta la Sardegna, si è ristretto in particolare nella Barbagia (distinguiamo quella di Belvì, di Seulo e di Ollolai, del Nuorese, del Mandrolisai e territori limitrofi – area del Gennargentu), dal latino “barbaria”, così i romani chiamavano chi resisteva alla colonizzazione; mentre il termine “barbus” designava chi non parlava latino.

Fin dal Trecento è intervenuta in Sardegna la Carta de logu, in modo innovativo senza precedenti per un Codice legislativo di quel periodo, basti citare la tutela della donna.

I villaggi avevano allora un’organizzazione comunitaria che assegnava ai cittadini bisognosi e al contempo volonterosi i terreni comuni de su “viddazoni” perché li coltivassero; nello stesso tempo i territori montani erano nella disponibilità dei pastori, senza aggravi particolari, e la pastorizia poteva essere stanziale, non più transumante.

Quando fu imposto e applicato il sistema feudale, estraneo alle consuetudini sarde, crebbe la tensione, sfociando spesso in aperte rivolte.

La nuova stagione del banditismo di massa ebbe inizio con la perdita dell’indipendenza per mano degli aragonesi. Il ruolo economico della Sardegna nella Corona d’Aragona fu marginale; la crisi del seicento, epoca in cui il banditismo isolano conobbe una fase di recrudescenza. avrebbe dato il colpo di grazia.

Altri disagi si produssero con l’espulsione degli ebrei (1492). Dall’isola ne furono espulsi circa cinquemila.

C’erano poi gli ex schiavi liberati, denominati moros, originari in prevalenza dell’Africa o del Medio oriente. A Cagliari la maggior parte di essi andò ad abitare nel quartiere prospiciente il porto, Lapola, oggi Marina.

Un altro gruppo non autoctono era rappresentato da gruppi Romanì (comunemente detti zingari), una popolazione che per la propria peculiarità etnica, per l’organizzazione sociale e lo stile di vita, racchiudeva in sé caratteristiche tali da apparire come marginale e indesiderabile agli occhi delle autorità pubbliche. Ciò non precluse però un parziale inserimento o comunque l’intrattenimento di scambi e relazioni col resto della società.

La loro presenza in Sardegna è attestata documentalmente dalla seconda metà del Cinquecento, durante la lunga fase di dominio iberico.

Nel Settecento, in conseguenza delle operazioni militari, degli arresti e delle condanne che caratterizzarono il governo sabaudo, si determinò una concentrazione di banditi nella zona settentrionale dell’isola dalla quale era più facile raggiungere la Corsica. Infatti quando la stagione estiva rendeva più difficile il movimento delle truppe, i fuorilegge ritornavano da quell’isola per ricominciare la vita criminosa.

Furono emanati pregoni singolari, come quello che vietava di portar la barba di oltre un mese, per rendere facile il riconoscimento del volto.

In questo periodo la voglia di affrancarsi dallo sfruttamento feudale portò molti villaggi ad essere solidali con i banditi, subendo per questo spedizioni punitive governative. Per spezzare queste alleanze furono nominati dei commissari tra i ceti emergenti, anche allo scopo di insinuare nelle comunità nuclei filogovernativi; ruolo analogo ebbero le Compagnie barracellari… Fu questo “partito” che nel 1847 vendette la statualità sarda ai Savoia.

L’avvento della monocoltura granaria che si caratterizzò come evento economico di natura strutturale, può essere considerato uno dei principali fattori di destabilizzazione sociale nell’isola.

I contadini sardi, peraltro, si trovarono a dover far fronte alle richieste pressanti (insierro) della città e delle sue magistrature, ma erano anche costretti a subire ogni sorta di abusi da parte dei feudatari locali.

Tale situazione diede luogo a spostamenti massicci di popolazione che abbandonò i propri villaggi per la città per sfuggire alla miseria. Il vagabondo di stanza in città veniva considerato socialmente pericoloso. In tutta Europa vagabondaggio e banditismo venivano associati e considerati alla stessa stregua. I contadini impoveriti andavano ad ingrossare le file dei vagabondi cittadini, mentre a rimpinguare il numero dei bandeados e foraxidos erano, come già detto, individui appartenenti al mondo pastorale.

Lungo le strade isolane divenne particolarmente diffusa la rapina a mano armata ad opera dei cosiddetti saltadors de camin.

In seguito all’Editto delle chiudende, che nel 1820 favorì i grandi proprietari e principales, il malcontento sfociò in violente manifestazioni popolari, raggiungendo il suo apice con i moti di Nuoro del 26 aprile 1868, noti come “torramus a su connotu” (torniamo al conosciuto). Il popolo, inferocito, incendiò il municipio di Nuoro, rivendicando il ripristino del tradizionale sfruttamento comune dei terreni.

Sa bardana. Fino alla fine dell’Ottocento, i banditi sardi praticavano la cosiddetta “bardana” o razzia, che era un gravissimo atto di brigantaggio pressoché esclusivo della Sardegna.

Su bardaneri assumeva salariati per compiere furti o espropri contro i paesi della pianura, i quali venivano invasi ad opera di alcune decine di banditi a cavallo che scendevano per l’occasione dalle montagne e mettevano a ferro e fuoco il centro abitato.

Questo reato era possibile per l’assoluta assenza delle istituzioni e la mancanza di qualsiasi salvaguardia per la popolazione civile. Lo strapotere dei banditi era forte e riconosciuto anche dai benestanti, e i pochi carabinieri qua e là presenti potevano fare ben poco.

Particolarmente attivi in questa attività erano gli abitanti di Orgosolo (da qui la fama!) che per il resto, avevano un normale mestiere e conducevano una vita pacifica.

Anche is bardaneris non costituivano una associazione a delinquere o “banda” stabile, ma soltanto a carattere occasionale. Compiuta la bardana tornavano alla loro normale attività.

All’inizio del Novecento le bardane furono sostituite, stante la maggiore presenza dello stato, con gli assalti alle auto e alle corriere.

Sa bardana” nella cultura popolare contribuisce a conservare un certo aspetto romantico del bandito, che ruba ai ricchi come atto di giustizia sociale.

Il ruolo della donna è fondamentale in Sardegna, è spesso principale attrice di quanto accade in tutti i campi. Caratterialmente dominante e orgogliosa, ha avuto un ruolo diretto anche in quanto banditessa (vedi In nome della madre. Ipotesi sul matriarcato barbaricino, Maria Pitzalis Acciaro, Feltrinelli Economica, 1978).

Ciò è ancora più evidente nella comunità barbaricina, dove le attività produttive tengono lontano da casa gli uomini e la donna è mere de domo e direi, anche di foras de domo.

Essa, austera nella sua dignità e sicurezza, ha acquisito coraggio, ingegnosità e fantasia a tutti i livelli, compresi i grandi eventi della vita.

L’importanza del ruolo della donna sarda è testimoniata dal fatto che porta il suo contributo nel formare una nuova famiglia, a lei spetta l’arredo domestico e il corredo, al marito la casa. E prima di prendere una decisione l’uomo dice: “Depu pregontai a sa meri” (devo chiedere alla padrona).

La prima “banditessa” entrata nella leggenda è Lucia Delitala di Nulvi, attiva nella prima metà del Settecento, una donna sarda d’altri tempi, emancipata, forte dei suoi ideali, decisa, indipendente, non si sposò per non dipendere da un uomo. Scontò due anni di prigione,.

La tradizione popolare la ricorda come amazzone dal fascino straordinario, bel sorriso, grande coraggio, abile nei combattimenti a cavallo e amante della vita e della libertà. Il suo volto diveniva accigliato e duro solo quando doveva affrontare una battaglia.

Condannata a quindici anni in contumacia dopo la rivolta di Chiaramonti, da latitante, capeggiò con Giovanni Fais e sua moglie, Chiara Unani, una banda di sprezzanti guerriglieri che contrastava l’autorità Piemontese. Lei era sempre in prima linea con la sua “spericolata irruenza” (Fresi, 2005). Probabilmente morì tra il 1755 e il 1767.

A contenderle la fama, Maria Antonia Serra Sanna, detta “sa reina” visse a Nuoro a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Sorella di due grandi banditi. Quando in paese la si incrociava per le strade, molte persone s’inchinavano. Incedeva altera, si diceva fosse lei l’ispiratrice delle imprese familiari.

Ricordiamo anche Giuseppa Lunesu, arrestata nel 1899. Intelligentissima, scaltra, ambiziosa, di famiglia benestante, diplomata alla Regia Scuola Normale Femminile, “con due occhi scuri, che t’incantavano ma nello stesso tempo ti impaurivano”.

Eufrasia Lovicu, madre di due banditi di Orgosolo con i quali condivise diciassette anni di latitanza nel Supramonte.

Paska Devaddis, povera fanciulla di Orgosolo, gracile e malata fu la mitica “reina di Orgosolo e de bandidos sorre e sentinella”.

Il brigantaggio storico che portò i sardi a combattere contro chiunque ne occupasse il territorio, svanì sul finire dell’ottocento, tuttavia Eric J. Hobsbawm nel 1969 in I banditi. Il banditismo sociale nell’età moderna, afferma “L’ultimo bandito sociale europeo si trova ancora sugli altopiani dell’isola” e quell’isola è la Sardegna.

Link di approfondimento:
Ottava di anomimo…Un bandito alla macchia
Carta de logu 1  2  3
Il codice della vendetta barbaricina

(Storia della Sardegna – 3.5.1996) MP

Commenti (5)

Barbus: latine non loquor, no scit su catalanu!
5 #
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Inviato il 08/11/2012 alle 01:55
This is a topic which is near to my heart… Thank you!

Barbus: latine non loquor, no scit su catalanu!
4 #
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Inviato il 13/05/2012 alle 10:53
Well written!

Barbus: latine non loquor, no scit su catalanu!
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ivy
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Inviato il 09/03/2011 alle 13:00
beh il brigantaggio in sardegna era tutto particolare… vincolato da comportamenti d’onore persino… sarà una lezione interessante

Barbus: latine non loquor, no scit su catalanu!
2 #
giulia
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Inviato il 01/03/2011 alle 09:44
Caro amico,
chi ruba per fame non è per me un brigante. Aspetto la tua traduzione.
un salutone di passaggio

Barbus: latine non loquor, no scit su catalanu!
1 #
ivy phoenix
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Inviato il 24/02/2011 alle 22:16
sto leggendo un mattone sul Savonarola… bello ma fin troppo storico avrei preferito più spazio alla filosofia. Non mi convince come personaggio, troppo pieno di sè… però sono appena a metà libro… poi vediamo.

QUALE CIVILTÀ?

13 agosto 2005. Omaggio a te, AUGURI E.!

Dov’è quel cazzone di politico che recentemente ho sostenuto che questa occidentale è una civiltà, mentre quella islamica no?! Intanto dite a quel cazzone, che si vada a vedere cosa significa CIVILTA’, lasci i coglioni in pace a chi non glieli ha rotti e pensi alla sua di presunta civiltà.

Vi sembra civiltà questa dove tutto funziona con le lobby, simpatie, malintesi, pregiudizi, convenienze, dove l’INGIUSTIZIA regna sovrana e si perpetua tutti i giorni (non contro Berlusconi e i suoi accoliti, che continuano a farla franca) contro una marea di cittadini giusti.

Vi sembra civiltà quella dove, ad esempio, un genitore può impedire all’altro di vedere un figlio, anche contro la volontà del figlio? Dove non si trova il modo per impedire che questo avvenga…? dove ogni giorno vige la legge del Menga e le autorità di qualsiasi genere rispondono che non possono far nulla?

Allora se qualche politico,qualche avvocato, qualche giudice, qualche persona sensibile, mi legge, sarebbe ora di porre fine alle ingiustizie, a partire da quelle piccole quotidiane, apparentemente innocue… Manca in questa INCIVILTA’ la possibilità di un intervento immediato negli abusi “civili” che si consumano. Tornando all’esempio di cui sopra ci vorrebbe una task force che interviene per consentire al genitore e al figlio di vedersi e prenda nota del verificarsi del fatto… invece qui decidono ancora a tavolino gli psicologi, che spesso travisano la realtà, danno patenti di cattivi o buoni genitori “a cazzo”, incuranti dei fatti concreti.

Da anni si alzano gridi di dolore per fatti simili, i ragazzi non crescono bene, maturano voglia di vendetta nei confronti della società, che poi si chiede come sia possibile… andate a vedere cosa avete seminato!!!

Riferimenti: TASK FORCE PER GLI ABUSI QUOTIDIANI !!!

14 Ago 2005 @ 12:26 AM

Commenti (34)

  1. Lorna18 scrive: 26 Novembre 2010 alle 04:07

Don’t have a lot of cash to buy a house? Do not worry…

  1. magipi scrive: 3 Dicembre 2005 alle 15:13

‘ta cosa bella sos mammutones!

  1. falivenes scrive: 9 Settembre 2005 alle 11:20

Segnalato da dragonda:
Vai sul sito francese http://www.30millionsdamis.fr e firma la petizione per far finire la pesca agli squali usando come esche cani vivi!Ci sono persone al mondo cui per comodità non vogliamo credere. Ciao Angel,Nenè

  1. falivenes scrive: 5 Settembre 2005 alle 13:38

…Perchè se tu pensi che arrabbiarsi basti,allora lo sono anch’io!=(Il fatto è che quelli tutti ‘quelli’, non solo Berlusconi e catena,sanno leggere solo il frantespizio dell’assegno bancario e non hanno bisogno neppure di arrivare al retro.Ciao Nenè

  1. pmaurizia scrive: 3 Settembre 2005 alle 21:15

Ma ciao…oppps, torno subito…mi è cascato il mouse!!
Recuperato…
dicevo…ma ciao!! sei passato a trovarmi di nuovo, grazie!!Meno male che qualcuno mi commenta…!!
Anche in questo sto notando di avere un’elevata percentuale di sfiga…si vede che ci vogliamo troppo bene!!
Va be…!!
A risentirci,baciotti
magu

  1. 666 scrive: 1 Settembre 2005 alle 18:21

Credo di aver appena rubacchiato un lanciafiamme….se ti è utile te lo presto (basta una firmetta).

  1. lady.angy scrive: 1 Settembre 2005 alle 15:10

Salutoniiiiiiiiii

  1. Dolores Haze scrive: 31 Agosto 2005 alle 22:09

Problemini? Che tipo di problemi? In quanto alice sono molto molto curiosa… un bacio ilbianconiglio

  1. alfiere scrive: 31 Agosto 2005 alle 22:06

…ecco qua, ti ho ripescata, ma il blog non è aggiornato…
un saluto ed un arrivederci

  1. pmaurizia scrive: 28 Agosto 2005 alle 21:19

ciao!! grazie di aver dato uno sguardo al mio blog e soprattutto… grazie di avermi fatto scoprire il tuo…condivido in pieno i tuoi pensieri e la tua incazzatura!!
Mi hai scritto: ancora tu??
Ma non mmi risulta che ci sia stato alcun contatto..mi rinfreschi la memory?? tenkiu
Magu

  1. Dolores Haze scrive: 28 Agosto 2005 alle 15:42

Mai letto niente di più giusto…ma dimmi, oltre che protestare, che fai tu per migliorare il mondo (donde evitare i soliti scoccianti e stupidi malintesi, ritengo opportuno aggiungere che la mia non è una provocazione ma una semplice domanda)? ilbianconiglio

  1. 666 scrive: 28 Agosto 2005 alle 09:05

Arrabbiata? Molto bene, ma temo che non vi siano avvocati né politici che leggano qui. Suppongo che siano impegnati a leggere i propri assegni.

  1. dalmata scrive: 28 Agosto 2005 alle 03:03

Oh bella ciao oh bella ciao ..non ho capito con chi ce l’hai…!?…Sai essendo un cane IO…non capisco gli umani.. e Tu sei tanto umanamente TALE…bau bau bau

  1. angel scrive: 27 Agosto 2005 alle 22:48

grazie… vedo che berlusconi ci vuole compiacere ulteriormente…

  1. giusy2828 scrive: 24 Agosto 2005 alle 23:00

complimenti x l’articolo..

  1. pinorizzo74 scrive: 21 Agosto 2005 alle 21:53

Per Angel. Sulla presunta civiltà dei popoli non mi voglio più pronunciare, daltronde lei mi va a dire quello che facevano gli americani nell’ottocento, quindi… Quello che non capisco sul fatto di civiltà è: come mai se l’occidente non è civile tanti dell’oriente volgiono venirci, anche a costo di pagare la traversata alla malavita (secondo lei anche questo è -come sostengono alcuni- colpa di Berlusconi ossia lo sbarco dei clandestini?) su una carretta galleggiante, senza ne documenti ne niente, perchè vengono qua? Se noi siamo incivili, queste persone facciamole andare nei loro paesi che incivili non sono. Se questa è una società di fango, i marocchini se ne stiano nei loro paesi che non sono società di fango. Sono loro che vogliono venire, non noi che li chiamiamo.
Le faccio semplicemente presente, sulla passata amicizia intercorsa fra i talebani e l’America appunto, non è perchè io e lei un tempo eravamo amici dobbiamo esserlo in eterno, cosiccome non è perchè io e lei eravamo nemici dobbiamo esserlo in perpetuo: nulla è eterno. All’epoca avevano un nemico comune, ancora non c’era il terrorismo islamico, lei che avrebbe fatto avendo la possibilità di fronteggiare un nemico con la compagnia di un altro?
Per Saddam, anche avendo ragione lei, era meglio lasciarlo stare al suo posto con i suoi sanguinari figli? con l’embargo che affamava il popolo e lui (altro che Berlusconi) costruiva lussuosissimi e sontuosissimi palazzi laddove forse non ha dormito neanche una notte? Uno che gli avversari (nel civilissimo medioriente) li eliminava possibilmente fisicamente?
Caro Angel qualunque cosa sia l’occidente, fra comunismo e islamismo e sempre il male minore. Voi potete biasimare quanto volete, perchè lo potete, un islamico qui può parlare male del mio governo, non c’è l’arresto: provi lei vestito da arabo ad andare in un paese arabo e parlare male del governo, poi mi manda una cartolina e mi dice com’è. Vada in Iran, parli male in pubblico del neopresidente, poi mi racconta, e con questo concludo.

  1. pinorizzo74 scrive: 21 Agosto 2005 alle 20:29

Per extreme. Berlusconi fa quello che fanno gli altri politici, la politica non è e non è mai stata una faccenda pulita. Proprio su tiscali notizie ho letto che in Brasile laddove c’è un presidente operaio (caso raro se non unico nella storia politica) si è accertato che in ambito del partito vincente che sarebbe poi di sinistra, c’è molta corruzione, il presidente in persona lo dichiara, quindi. Non è una giustificazione per il nostro presidente, va bene, ma questo è uno dei molteplici esempi per dimostrare che americani eurpoei arabi ebrei o chiunque altro si lascia corrompere, i soldi piacciono a tutti. Io sono del sud, dalle mie parti i politici si sono fatti sempre gli affari propri, sistemare i propri amici e/o parenti, cresce (come ovunque)astensionismo e schede bianche e/o nulle proprio per questo: certo il sindaco di tal posto ruba nel suo cerchio ristretto, Bush organizza le cose a livello di superpotenza mondiale, ma la sostanza non cambia, cambia solo il raggio d’azione.
Adesso le faccio 2 domande alle quali finora non ho ricevuto risposte, quantomeno risposte concrete ed obiettive, chisa che oggi mi va bene. A parte le opere che ha fatto Berlusconi (di questo non si parla mai) o il ponte sullo stretto di Messina (che vuole avviare) a cui alcuni fanno le manifestazioni PER NON FARLO;
1)se lei avesse la carica di capo del governo penserebbe a sistemare amici e parenti o diventerebbe altruista?
2)Se lei fosse l’uomo più ricco di un paese, di me le importerebbe qualchecosa?
Infine le faccio presente che se l’occidente è incivile e l’islam non lo è, si vada a cercare cosa sono: la sharia, i talebani, l’infibulazione (questa in certi paesi arabi non in tutti), la jihad, la condizione femminile nell’islam, il tasso di sviluppo medico-socio-tecnologico nell’area islamica, le condizioni del regime saudita, cosa succede si si parla male ad alta voce del governo, COSA SUCCEDE SE NELL’ISLAM UN UOMO SI CONVERTE AL CRISTIANESIMO, i kamikaze, i mujedin, e l’elenco sarebbe lungo.

  1. alfiere scrive: 20 Agosto 2005 alle 12:34

..che dirti, se non che l’UOMO è tale in tutti i colori e religioni e culture e luoghi della terra, quindi dove regna l’uomo regna la sua NATURA che è quella che è.
….per il fatto in se ti dico che il problema che hai posto è serio, molto serio.
Sicuramente i figli vengono USATI dai genitori (in caso di separazione ovvio), e certamente una persona estranea non ha un facile compito nello scegliere il male minore (perchè tale resta).
Per la legge i minori, quindi fino ai 18 anni non contano e quindi il loro parere non ha valenza (se non quella personale del giuduce se li ascolta), è una dramma, un vero dramma.
Per fortuna le cose stanno cambiando, lentamente si, ma stanno cambiando; almeno il ruolo del padre è tenuto molto più in considerazione e lo vedi nelle sentenze odierne dove si cerca di tenere comunque il padre, il più vicino possibile ai figli (dove esiste la possibilità altrimenti comunque è lui che va via).
Comunque, in definitiva, quando una coppia si separa per i figli (minori ovvio) è un grande augello in quel posto….e non c’è molto da fare soprattutto se i genitori vanno a vivere distanti.

  1. Rino scrive: 20 Agosto 2005 alle 11:38

Ciao Angel!!!!Devi essere un vero Angelo i problemi che accenni sono di una realtà crudele ma vera attuale.La felicità è come un gatto che cerca di acchiappare la sua coda: più ci prova, meno ci riesce. Ma quando il gatto è impegnato in altre cose, la coda lo segue ovunque lui vada, sempre.Il mio Augurio x te e x tutti è un mondo migliore.Rino

  1. blixa scrive: 20 Agosto 2005 alle 11:35

ciao. rispondo alla domanda che mi hai fatto…
non sono tedescO…(perché pensavi fossi una donna???)

  1. dalmatascrive: 20 Agosto 2005 alle 04:12

Bacco Tabacco e ***** Venere…riducono l’uomo in CENERE…ma se campa felice ‘e se more CUNTENTI…già la MORTE è ETERNITA’ ed è Di-Vino il rosso chicco di uva nel calice libante…CIAo a TE da me cane di un dalmata

  1. lady.angy scrive: 20 Agosto 2005 alle 02:37

Uhm diciamo che ci sto lavorando per appartenere alla categoria, al ramo……
io penso che gli ingiusti e gli ingiusti stanno ovunque ma perchè etichettarli? ovvero cosa è giusto ed ingiusto? sempre è secondo un nostro andazzo mentale, sempre secondo il nostro pensare ed inoltre nessuna scienza ti classifica come nn so cosa, solo magari si usano termini per spiegare meglio che è diverso. Certamente poi gli incompetenti stanno ovunque anche lì e forse li maggiormente e fanno anche più danni.
Beh gli inetti….l’inettitudine la passività deriva da un qualcosa non è che si nasce in un certo modo, per cui arrivando alla radice tutto può cambiare, l’approccio magari non è più serio ma più sistematico.

  1. redazionale scrive: 20 Agosto 2005 alle 02:00

caro occidentale vero… ma sei di quelli che se ti danno due occidentali in cambio di uno, , occorre non accettare e prendere te? – Comunque qui si parla soprattutto della sedicente civiltà occidentale, che invece è una barbarie, che poi ci siano altre barbarie questo ora non ci interessa; ci interessa invece rimarcare che chi si dice civile è invece barbaro, con tutto il rispetto per i barbari… qui si parla per segni semantici convenzionali e consolidati. Comunque complimenti per i luoghi comuni

  1. insanesickness scrive: 19 Agosto 2005 alle 16:48

…. quale giustizia mi kiedi? non lo so…
però quello che è successo è da chiedere giustizia… almeno io lo penso….
ciao.. a presto..

  1. lady.angy scrive: 18 Agosto 2005 alle 17:57

Beh si concordo la nostra “civiltà” è solo ipocrisia, stato di benessere apparente e questo in tutti gli ambienti. SUl fattore dei genitori concordo nel senso che non ti do ragione sulla psicologia anche perchè io la studio e non si “etichetta” nessuno anche se molti la percepiscono in questo modo però è vero molte volte sono i padri a pagarne le conseguenze. La giustizia in questo è troppo “ingiusta”. Speriamo si possa porre più attenzione e far si che i bambini non diventino competizione.

  1. occidentalevero scrive: 17 Agosto 2005 alle 14:46

Se questo post è la prova della civiltà islamica…ammazzalo che civiltà!
Fino ad ora i mega assassini sono stati tutti islamici o di origine islamica. Su questo non piove. Per cui chi rompe i ……sono islamici, ma c’è una soluzione: che se ne tornino a casa loro a facciano là i cazzi che vogliono.

  1. blixa scrive: 17 Agosto 2005 alle 14:43

grazie della visita…
su questo tema, concordo con te…

  1. dalmata scrive: 17 Agosto 2005 alle 14:35

Da cane qual sono…dalmata..oso dire che definirsi..CIVILI…non vuol dire ESSERLO…già… sono un cane dalmata…bau bau bau a Voi “UMANI”…l’ARDUA…sentenza…!?

  1. angel scrive: 17 Agosto 2005 alle 01:38

caropino, o pinocaro (dipende da come valuti l’euro, se nella corrispondenza ufficiale o come Berlusconi e i suoi esercizi commerciali, cioè metà del suo valore ufficiale) è ora di finirla di giudicare civili i popoli o le persone solo quando fa comodo a Bush e agli amerikani in genere (tanto il risultato non cambia molto). Ad esempio gli afgani, bin laden erano civili quando facevano la guerra ai russi; poi gli interessi si sono capovolti e non erano più civili; idem per Saddam e così via… Io, con uno sforzo di obiettività (perché occorre contestualizzare la storia), posso anche criticare quanto accade in Oriente… ma i tuoi amerikani sono sicuramente peggio (non dimenticare che hanno sterminato gli indigeni, quindi la parola nazi, non è posta a caso)

  1. grifondoro scrive: 16 Agosto 2005 alle 16:39

andiamo a piedi è più sicuro ciao

  1. Extremescrive: 16 Agosto 2005 alle 04:29

PER PINORIZZO74 Cosa fa Berlusconi? mangia e lascia mangiare?
Probabilmente non sai cosa dici o sei male informato sui fatti.
Berlusconi pensa a mangiare lui insieme ai mafiosi che protegge. (che il Berlusca sia un mafioso ormai lo sanno anche i bambini).
Angel non e’ stupido e volgare per quello che scrive, perchè in realtà non si è civili se il proprio presidente del consiglio è un mafioso fascista che pensa solo ai cacchi propri ed a fare le guerre in giro per il mondo per manie di grandezza.
Non si sarà mai nè civili nè democratici fin quando gli americani continueranno ad imporre con la forza i loro interessi nel mondo snobbando addirittura l’ONU se non è daccordo con le sue decisioni.
Detto questo ritengo che angel ha ragione quando dice che noi occidentali siamo incivili.
P.S. che in islam come civiltà stiano peggio di noi, non giustifica il nostro modo di fare.
ciao.

  1. pinorizzo74scrive: 15 Agosto 2005 alle 20:53

Ancora una volta gli italiani siete tutti stupidi e volgari, non sapete parlare se non in maniera pesante e sporca.
Per quanto riguarda la civiltà la nostra ha le sue falle, è vero, ma chi critica in questo blog evidentemente non conosce affatto la civiltà islamica: quella di civile non ha nemmeno l’apparenza, niente, nulla di nulla. Non c’è spazio alle libertà individuali, governi come quello iraniano ad esempio pensano -pur essendo moerti di fame- a fare guerre fornirsi di nucleare, arricchirsi solo loro (almeno Berlusconi è: mangia e fai mangiare) e gli stretti amici del re o presidente-dittatore. Ancora una prova? Arafat che è santificato dalle sue parti, dopo aver sentito tanto che si dibattesse per il suo popolo, vengo a sapere che sua moglie (una troietta che pur di prendere un presidente si è accoppiato con uno 40 anni più giovane) se la godeva a Parigi e percepiva 1.800.000 dollari mensili (nemmeno la moglie di Berlusconi prende tanto) e dopo la morte le spettano 22.000.000 di dollari l’anno, soldi presi chissa da dove.
Chi è contro il nostro sistema sa che vuol dire civiltà? In rapporto a quella islamica voglio dire. Io lo inviterei ad andare in quella civiltà, vediamo se è libero come da noi, addirittura in Arabia o non ricordo dove i cristiani nemmeno possono cantare in pubblico.
E qua conclido, il discorso è lungo, solo mi spiace che le persone siate tutte stupide, senza distinguere cose così sempòlici quali civiltà occidentale

  1. sirenetta.siscrive: 15 Agosto 2005 alle 02:51

in che senso quale giustizia? o_0

  1. fiorescrive: 14 Agosto 2005 alle 01:39

la civiltà? come dire salvaguardia della libertà personale e collettiva, della dignità, della creatività, investimenti massicci nella scuola pubblica per la formazione delle nuove coscienze…cazzo,cazzo, cazzo ,che società di merda!

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