Lezioni condivise 6 – La storia insegna…
31.03.2007
La Storia contemporanea è meno lineare di quella delle epoche precedenti, per il semplice fatto che ci sono noti più particolari, essi si intersecano, si intrecciano, rendendone piuttosto difficile l’esposizione. Se devo individuare una caratteristica di queste lezioni, direi che erano un bombardamento di notizie e di date, tuttavia gradevolmente esposte dal prof, che riusciva a dar spazio a sottolineature di tono e ad accenti di sarcasmo, riconducibili tranquillamente al punto di vista dello studente.
La parentesi storica tra la prima guerra mondiale e il fascismo potrebbe apparire noiosa e caotica, ma è fondamentale per comprendere in che situazione e grazie a quali attori, il fascismo ha trovato terreno fertile per emergere dal nulla e costringere gli italiani a vent’anni di dittatura. Dovrebbe inoltre servire da monito affinché non siano ripetuti tali errori e quello primario, aver dato il potere ad un uomo privo di scrupoli, coerente solo rispetto al suo tornaconto. Dunque direi che questa lezione è piuttosto attuale, che vi sono molte analogie con il presente, che vede ai vertici della politica una sorta di cavallo pazzo, in possesso di un potere economico e mediatico senza precedenti per un politico, che sragiona e tuttavia riscuote consenso, imitando in modo ridicolo, ma evidentemente non universalmente percepito, il duce.
Nel Giugno 1919, uscì di scena Vittorio Emanuele Orlando (definito liberale, quasi radicale, ma se vi vedete un qualsiasi suo profilo, potrete constatare quanto arbitraria sia questa collocazione, considerato che tra l’altro represse il movimento modernista, gestì come ministro l’entrata in guerra nel 1915, buggerato dagli alleati a Versailles; fu benevolo nei confronti di un Mussolini prossimo ad instaurare la dittatura fascista, dalla quale non prese mai nettamente le distanze) e gli successe Francesco Saverio Nitti, già ministro nei governi pre-bellici e in quello Orlando, in piena guerra mondiale; forse questa fu la sua pecca maggiore.
Nitti era un riformista sociale, liberale, esponente del Partito radicale ottocentesco, economista meridionalista. Figura certamente più candida del suo predecessore, specie per il suo futuro antifascista fin dal 1923, visse in esilio tutto il ventennio. Nel 1943 fu deportato dai tedeschi e tornò in Italia nel 1945, dove sempre su posizioni liberali, fece parte delle varie coalizioni della sinistra di quegli anni, in opposizione alla nascente DC.
Il 1919 fu un anno, confuso e pieno di eventi (nasceva il nazionalsocialismo, venne assassinata Rosa Luxemburg, iniziava il proibizionismo in USA, Sturzo fondava il PPI, nascevano i fasci di combattimento [non avevano un’ideologia precisa, ma, come la definisce Bobbio, una ideologia della negazione, anti-progressista, anti-democratica, anti-razionalista, contro l’uguaglianza ed esaltava le virtù eroiche e la violenza. Ricordiamo che Mussolini non lasciò il PSI, ma ne venne espulso nel 1914 per il suo voltafaccia interventista], la terza internazionale comunista, Gramsci fondava L’ordine nuovo, in Ungheria si instaurava un regime totalitario, D’Annunzio occupava Fiume, da posizioni di sinistra, insieme al sindacalista anarchico, poi antifascista, De Ambris).
Il governo Nitti era debole, poteva far poco contro il dissesto economico provocato dalla guerra, pertanto dovette subire un’ondata di scioperi nelle fabbriche, in nome del socialismo, che aveva portato alla rivoluzione in Russia. Questa situazione portò alla compattazione della classe borghese e degli industriali, i quali dalla guerra avevano tratto profitto; essi riuscirono ad arruolare nelle proprie file gran parte dei reduci, disperati e disoccupati, costringendoli ad un conflitto tra poveri, contro i lavoratori. Il governo Nitti fu travolto da questi eventi, nei quali l’opportunista Mussolini si tuffò, cavalcando il malcontento popolare (che non analizzava le responsabilità della guerra, anzi si alleava con gli interventisti) e le paure borghesi (temevano lo spettro della dittatura del proletariato), inventandosi il fascismo, grazie anche alla miopia della destra liberale. Il suo primo atto, tanto per mandare un messaggio chiaro e inequivocabile, rispetto al suo passato, fu l’incendio della redazione de “L’Avanti”.
Le prime elezioni politiche del dopoguerra acuirono questa frattura. Si tennero a Novembre del 1919 con il nuovo sistema elettorale proporzionale. I socialisti (156 seggi), primo partito (32,4%) e i popolari (100 seggi), ebbero la maggioranza assoluta per un voto. In crisi i liberali, che si erano presentati divisi e persero la maggioranza assoluta alla camera dei deputati (il senato era di nomina regia). Tutti insieme erano poco più di 200, costretti pertanto a cercare alleanze per formare il governo. I socialisti, su posizioni rivoluzionarie, non accettavano alleanze con i borghesi. La coalizione di governo si fece perciò tra popolari e liberal-democratici (divisi dai liberali di destra). Mussolini raccolse 4795 voti (contro i 170.000 socialisti).
Il nuovo governo Nitti che nasce con i popolari, è ancora debole. L’obbligo ad intestare le azioni nelle SPA, l’imposta straordinaria sui sovraprodotti ottenuti durante la guerra e altre iniziative governative di matrice sfumatamente liberale, fecero crescere l’intensità della reazione.
Costretto ad aumentare le tasse per far fronte ai debiti contratti per la guerra, attaccato dalla destra liberale che si opponeva alle nazionalizzazioni programmate, il governo cadde nel giugno 1920 per volontà dei popolari di Sturzo e fu sostituito da un governo Giolitti (allora ottantenne) che durò fino al Giugno 1921.
Giolitti, che durante la guerra stette ai margini della vita politica, sperimentò presto che i tempi stavano cambiando. L’Albania occupata dalla truppe Italiane si ribellò. Insediato da pochi giorni decise di mandare rinforzi, ma ad Ancona, il 26 giugno, un reggimento si ammutinò e venne appoggiato dalla popolazione che insorse. Ne conseguì una sommossa nazionale che costrinse il governo a rinunciare all’Albania, dalla quale furono successivamente cacciati gli occupanti italiani. Il trattato di Tirana riconobbe l’indipendenza albanese nel luglio 1920, con l’appoggio socialista. Giolitti ritenne che la soluzione più efficace per contrastare i socialisti, il pacifismo e la classe operaia, fosse dar spazio a Mussolini, ai fascisti, a speculatori borghesi e industriali.
La situazione si inasprì. Due posizioni radicali si fronteggiavano: la classe operaia, che chiedeva diritti e socialismo e i padroni, gli industriali, i ricchi in genere, che con tutti i mezzi cercavano di difendere i propri privilegi; si susseguirono quindi scioperi e serrate e il governo si schierò con gli industriali, permettendo il ricorso ai crumiri. Ben presto Mussolini divenne il loro strumento, si pose chiaramente come uomo d’ordine. Tutti i settori reazionari dello stato, sebbene rappresentasse politicamente un’infima minoranza, si misero al suo servizio, compreso l’esercito e tutti i reduci e gli ufficiali rimasti senza lavoro alla fine della guerra.
Si era ormai allo scontro fisico tra le due parti, cominciavano ad agire le squadracce fasciste, riconosciute ufficialmente dallo Stato maggiore dell’esercito, i cui ufficiali presero addirittura a dirigerle. Cominciavano a contarsi i morti: 21 Novembre 1920 a Bologna, nove morti.
Giolitti commise lo stesso errore che oggi compie il centro, sia quello alleato con la destra, che quello alleato con la sinistra, cioè dar legittimità politica ad un destra reazionaria e pericolosa per la democrazia; come al solito quando tornano in auge i nostalgici, in prima linea ci sta la chiesa, quella di Benedetto XV allora, quella di Pio XII ieri, quella di Benedetto XVI oggi.
Anche il problema Fiume si risolse con un compromesso tra Italia e Jugoslavia: trattato (accordo tra stati sovrani) di Rapallo nel novembre 1920. L’Italia rinunciò alle pretese sulla Dalmazia, eccetto Zara. La Jugoslavia rinunciò a Fiume e alle zone dell’Istria con popolazioni slave. L’Italia ebbe le Isole a sud di Istria. Fiume ebbe lo status città libera con un piccolo territorio (sarà poi annessa all’Italia nel 1924 da Mussolini). D’Annunzio tuttavia non abbandonò la città. Fu cacciato il 24 dicembre dal sollevamento degli abitanti italiani.
D’Annunzio agiva allora su posizioni di estrema sinistra, anarcoidi; il suo compagno era l’anarco-sindacalista De Ambris, poi antifascista.
Il 22 Gennaio 1921, giorno del suo trentesimo compleanno, chiuso il congresso del partito socialista a Livorno, Gramsci fondò con altri dissidenti, il Partito comunista d’Italia.
Le fabbriche continuavano ad essere occupate, le squadracce fasciste imperversano liberamente. Si contavano morti e feriti.
In Marzo Giolitti sciolse le camere, adducendo che voleva far votare gli elettori dei nuovi territori annessi e che le stesse non erano più rappresentative, in realtà intendeva ridimensionare i socialisti e sperava nella vittoria dei liberali moderati, alleati alla destra fascista nel Listone.
Una settimana prima delle elezioni del 15 maggio 1921 si ebbero quindici morti.
Votò solo il 58,4 % degli aventi diritto. I blocchi si equivalevano. Il giorno dopo si ebbero scontri e morti. Trentacinque fascisti entravano alla Camera… Il 22 giugno pugni e botte si registrarono tra socialisti e fascisti alla camera. Il nuovo governo Giolitti si dimise il 27 giugno.
Lo rimpiazzò un governo Bonomi, ma era ormai guerra civile.
I popolari tedeschi mi hanno detto di far cadere il governo… ha abbaiato furiosamente l’arcorense nei giorni scorsi, subito smentito. Non che i popolari tedeschi siano chissà che… ma a maggior ragione, lo smentiscono anche i suoi ora…
Più di queste buffonate è preoccupante il clima che si sta creando.
La demagogia di questo replicante, rischia di trascinare il popolino, talmente abituato a bere tutti i luoghi comuni e le balle che vengono urlate dal bassotto, che ha creato con il suo governo le condizioni per l’austerità finanziaria cui si è costretti oggi. Il momento per giudicare Prodi non è certo questo, ma fra qualche anno, quando si vedranno gli effetti di una politica economica appena avviata.
Attualmente se un appunto si può fare al governo e alla maggioranza è quello di rispondere troppo blandamente agli attacchi della destra e del suo isterico capo. Certo, potrebbe cuocere nel suo brodo, ma non è così perché gli stanno lasciando troppo campo. Ci vorrebbe un bacchettatore, qualcuno che gli ricordasse ogni momento e platealmente chi è lui: scampato a tangentopoli e a tutta la coda di truffe da cui è stato assolto per insufficienza di prove o per decorrenza dei termini ed è ancora inquisito con accuse imbarazzanti. Grazie all’atteggiamento conciliante dell’attuale maggioranza, riesce ancora a fare la vittima e a turlupinare la gente.
Attenzione! Non sarebbe il primo buffone capace di rovinare uno stato; comunque altri più pericolosi di lui potrebbero approfittare del suo seguito.
Il fascismo riuscì ad instaurarsi in Italia anche perché non fu contrastato con decisione al suo nascere… er Berlusca, per quanto ridicolo, è un fascista cratzau e bistiu; la sua equipe burattinaia gli confeziona situazioni prefasciste, e oggi senza nemmeno un movimento operaio e studentesco forte, avrebbero gioco facile, attenzione!
(Storia contemporanea – 4.03.1996) MP
Riferimenti: … un’altra voce

Commenti (32)
- Christyscrive:
Sembra che abbiamo la stessa passione per le immagini, oltre quella indicata da te, in questo post c’è la foto della compagna di Modigliani di cui apprezzo tanto le opere.
Passa a trovarmi quando vuoi, io di certo lo farò presto.
Ciao!
- infondoaimieiocchiscrive:
I New Trolls…Alcuni brani li conosco altri no ma, sei stato molto dolce grazie di cuore!
Basireddu (parlo qualche parola di kastiddaiu) e capisco bene il gallurese:-))) non chiedermi però come faccio…non lo so neanche io!
- gioscrive:
Ciao Angel… dov’è il problema?
Non ho mica capito… Nenè mi chiede di sbrogliera una matassa…
Ma è uno scherzo?
O c’è una matassa da sbrogliare?
- ivy phoenixscrive:
buona domenica a te angel…
è sempre bello accorgermi che passi da te
- falivenesscrive:
Ketty chi?Ke ha detto e dove?Qui da te?Sii chiaro Angelorso;-)Sà
- anjo74scrive:
Grazie collega..sei gentile..passa quando vuoi..
- falivenesscrive:
Un saluto ciao Angel, poco tempo e piccì rotto
- gioscrive:
E’ normale che il presente si a molto più ricco di particolari del passato… basta andare un pò indietro, poco diecimila anni per non cogliere che particolari ogni 100 anni…
- gattomiaowscrive:
ci conto sulla visitina….bacio.
marty
- Silviettascrive:
Ciao Angel! =) Grazie del passaggio! ^^
Ti do la buona notte, ti auguro un buon inizio settimana e ti abbraccio. A presto.
- iltovscrive:
Sono finalmente riuscito a trovare “Passavamo sulla terra leggeri”. Ho letto appena metà dell’opera e la trovo davvero grande, da chiedersi perché si parli così poco (niente) di uno scrittore di questa portata. Un capolavoro tra storia, leggenda e fantasia dell’autore.
A presto.
- indioscrive:
grazie del passaggio e buona settimana angel _
condivido pienamente quello che hai scritto _
un abbraccio
indio
- ivy phoenixscrive:
buona domenica a te!
- lady.angyscrive:
Sempre interessante leggerti. QUanta roba eh! Ti dai da fare hihihihhi.
Un abbraccione forte. Ti auguro una buona giornata!
- ivy phoenixscrive:
ciao angel… passo a salutarti prima di chiudere buona notte
- giacomoscrive:
qui ce n’è da preparare un esame )
- Nenèscrive:
…Sto facendo un vero e proprio studio sui TAMARRI(la specie è molto diffusa sai?)
il tamarro D.O.C.
non fa l?amore nella Smart perché sennò gli nascono i figli nani!!! Nenè
- ivy phoenixscrive:
praticamente tornata ora..
saremo anomale ma io e mia figlia ci divertiamo tantissimo assieme!
notte angel
- ivy phoenixscrive:
ho scorto adesso… due anni di blog il 3 aprile..
hai un blog dell’ariete
no, non è che mi intendo di segni zodiacali ma oggi è il compleanno di qualcuno qua da queste parti… 15 anni… e dunque arietina..
vabbè.. penso che festeggiamo da kapuzziner…. i crauti bavaresi là sono ottimi ))
- flyerscrive:
si si assumimi pure come correttore di bozze… a quando una lezioncina sull’entrata dell’Italia nell’ONU? avrei un esamuccio coi fiocchi… BUONA PASQUAAAA! NON MANGIARE L’ANGIOI!
- angelscrive:
BUONA PASQUA A TUTTE!!!
Angel
- ivy phoenixscrive:
passa felici giornate di pasqua e pasquetta
- falivenesscrive:
David Maria Turoldo
Per il mattino di Pasqua
Io vorrei donare una cosa
al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
e mi fermerò soprattutto
coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò
per via.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell’usignolo,
quell’usignolo che canta
sempre solo
da mezzanotte all’alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all’alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: – Pace.!
Felice e serena Pasqua a te;-)Nenè
- flyerscrive:
professò ma non era Bonifacio VIII? splendida settimana in giro per i santuari di san francesco… troppo misticismo in questo periodo!!!
ho visto TUTTO!!!!!
- anets72scrive:
un passaggio supersonico per farti gli auguri di buona Pasqua
ciao da Giò
- anets72scrive:
un passaggio supersonico per farti gli auguri di buona Pasqua
ciao da Giò
- arteepartescrive:
buongiorno…ma buongiorno
- Silviettascrive:
Grazie per avere visitato il mio blog! =)
Sarai sempre la benvenuta quando tornerai.
Il tuo blog è davvero molto interessante!
- jennynutellascrive:
Un sorriso per un sereno inizio settimana…Jenny
- arteepartescrive:
????
- ivy phoenixscrive:
oh… ci devo tornare con calma…
“cavallo pazzo” uhm è un termine che ho usato continuamente oggi ed è inusitato per me, ora lo ritrovo qui.. saremmo mica un pochino telepatici?
buona domenica!
- infondoaimieiocchiscrive:
EH già! La storia dovrebbe insegnare a non commettere ancora gli errori commessi in passato; purtroppo l’Homo erectus è anche un pò cretinus e ci ricasca sempre!
Approvo le bacchettate al Berluska magari a due a due fino a farle diventare dispari 🙂
Saluti
