ASSORTITE PERSONE A-FISICHE

Lezioni condivise 35 – Leggi fascistissime e disfatta

31 Ott 2009 @ 5:19 PM

All’università ogni insegnamento dava luogo ad atmosfere diverse che ho ancora presenti; naturalmente esse erano determinate da tante variabili, il docente, l’aula, la materia di studio stessa, ma soprattutto il gruppo studentesco, sempre in buona parte differente.

Il ricordo di ogni lezione è anche legata al percorso e agli incontri possibili nei corridoi nello spostarsi da un’aula ad un’altra, al sapere già che avrei potuto vedere Rosa o Viola, Melissa o Jasmine.

La lezione che precedeva Storia contemporanea si prolungava sempre fino a mangiarsi il quarto d’ora accademico, stante anche il percorso dalle vecchie aule di Magistero al nuovo Corpo aggiunto, per cui arrivavo in aula a lezione già iniziata, occupavo uno dei pochi posti a sedere rimasti, scarsa socializzazione… lezioni diverse dalle altre per questo, ma anche per quelle rapide galoppate nella histoire événementielle.

Il prof sembrava di sinistra per come marcava gli aspetti più aberranti del fascismo, altri ne traevano deduzioni opposte, in realtà si trattava di un moderato. Peraltro il fascismo non può essere preso a metro di misura per valutazioni di questo genere.

Negli anni 1925 e 1926 si assistette alla completa liquidazione dello stato liberale attraverso le leggi cosiddette fascistissime. Il parlamento diventò semplicemente notaio delle decisioni di Mussolini. Venne abolita la libertà sindacale, di stampa, di espressione, molte libertà personali, istituito il confino, soppressi i partiti politici e dichiarata la decadenza dei deputati aventiniani (quelli che abbandonarono i lavori parlamentari per protestare contro l’assassinio di Matteotti).

La sinistra parlamentare fu schiacciata dagli arresti e dalla paura del regime: il duce potè permettersi di dichiararsi responsabile dell’assassinio e di chiedere per questo un atto d’accusa nei suoi confronti, senza che nulla avvenisse.

Elementi simili, seppur grotteschi, troviamo oggi nell’azione dell’attuale premier, terrore delle escort…

Nel 1927 ebbe inizio il processo di normalizzazione. Lo stato fascistizzato si impose nella vita italiana. Lo stato stesso era ormai subordinato al fascismo, ma in realtà erano la stessa cosa, difficile distinguere ciò che formalmente erano due strutture piramidali, verticizzate, parallele: stato e partito fascista.

Il potere esecutivo del duce aveva scavalcato il potere legislativo, nonostante persistesse una sorta di impalcatura liberale: re – capo governo – prefetti – podestà, in realtà tutto il potere era in mano ad uno solo, il capo del PNF: duce – segretario pnf – segretari federali – sezioni (gerarchi).

Il raccordo tra le due strutture era il Gran consiglio del fascismo, investito dei compiti istituzionali e costituzionali. Mussolini era allo stesso tempo capo del governo e duce del fascismo, un po’ come il nanerottolo oggi… che domina il governo, stampa TV, economia, giustizia, cessi e fogne…

Membri del Gran Consiglio del fascismo erano: i quadrumviri della marcia su Roma (che è tutto dire), la segreteria e il direttorio PNF, i presidenti di senato e camera fasci, i ministri in carica, i membri del direttorio del PNF, il comandante generale della milizia, le confederazioni sindacali fasciste, il presidente della reale accademia d’italia e altri a gusto del dux.

Esso aveva poteri deliberativi – sugli statuti, gli ordinamenti e le direttive politiche del P.N.F. – e consultivi – su questioni politiche, economiche e sociali di interesse nazionale, questioni di carattere costituzionale (anche riguardo la successione al Trono), i rapporti fra lo Stato e la Chiesa e altri. Tra questi il parere sulla nomina del capo del governo e duce del fascismo. Fu avvalendosi di questo parere che il 25 luglio 1943, alle 3 del mattino, venne approvato l’ordine del giorno Grandi (con 19 voti su 28), ove “si invita il capo del governo a pregare la Maestà del Re… affinché egli voglia…assumere, con l’effettivo comando delle forze armate…, secondo l’articolo 5 dello statuto del regno, quella suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a lui attribuiscono”.

La mattina del 25 luglio il duce accettò di recarsi dal re alle 17, per il consueto colloquio settimanale, duecento carabinieri circondavano l’edificio per arrestarlo, un’ambulanza della Croce Rossa era in attesa di portarlo via.

Questi fatti non mi inducono, contrariamente ad altri, a considerare Grandi, Ciano, lo stesso re, degli eroi, giammai, sono stati corresponsabili del fascismo e lo stesso Badoglio, messo dal re al posto di Mussolini, era uno sporco fascista, altro che bestia nera del fascismo!

Il regime fetente era durato più di vent’anni e nel momento della disgrazia qualcuno voleva tirarsi fuori. Fin dal dicembre 1939 il duce aveva fiutato il dissenso nel gran consiglio, infatti non lo convocò più. Nel giugno del 1940 entra in guerra di testa sua. Stabilisce una dittatura personale, è così che caduto lui, cade il fascismo.

Alcuni storici parlano di regime totalitario imperfetto, sia nel confronto con il nazismo (ove Hitler dominava con il partito), sia per il fatto che Mussolini (sbruffone quasi quanto il Berlusca) era talmente sicuro del suo potere che non si premurò di demolire del tutto l’ex ordinamento liberale, tanto è vero che Grandi potè chiedere il ripristino delle prerogative istituzionali, che consentivano al re di estromettere il duce.

Mussolini finì per non fidarsi più del suo stesso partito e fece prevalere lo stato: ministero dell’interno, prefetti e podestà diventarono i più fedeli esecutori della sua volontà. Il prefetto prevaleva dunque sui segretari provinciali del PNF e su quelli sindacali e ne aveva il controllo. Anche nei confronti degli oppositori al regime il duce si servì, in pieno regime, più dei rapporti dei prefetti che di quelli del partito. La repressione veniva esercitata attraverso carabinieri e polizia.

Impedimenti, ma solo formali, alla perfezione totalitaria del fascismo furono la presenza della monarchia e della chiesa cattolica, peraltro passive, tolleranti e accomodanti nei suoi confronti.

Il re promulgava le leggi, il re era capo dello stato, al re giurava fedeltà l’esercito, al re era sottomesso lo stato, ma tutto ciò per vent’anni fu solo forma al servizio della dittatura.

Anche la chiesa non utilizzò il suo potere di intervento capillare, che poteva vantare anche in periferia, con i parroci. Al duce fu necessario, ma sufficiente organizzare l’incontro tra chiesa e fascismo e risolvere la questione romana, aperta dal 1870 con la presa di Roma.

I patti lateranensi (1929), che comprendevano trattato, convenzione finanziaria e concordato, chiusero la questione e anche la chiesa ufficiale si accodò ai fasci, tollerandone ogni malefatta.

(Storia contemporanea – 17.4.1996) MP

Commenti (5)

Assortite persone a-fisiche
5 #
lori
diotima47.blog.tiscali.it
93.46.65.203
Inviato il 01/12/2009 alle 20:29
ho avuto un professore di Storia fantastico: Franco Gaeta, bravissimo, buono, sexy e di sinistra…
Era il 1969

Assortite persone a-fisiche
4 #
notimetolose
notimetolose.myblog.it
151.51.28.89
Inviato il 01/12/2009 alle 01:25
Hai tenuto un blog su tiscali e ce lo hai sempre tenuto nascosto?!?!? Vergogna!

Assortite persone a-fisiche
3 #
ivy
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
79.21.31.240
Inviato il 22/11/2009 alle 14:45
sono apolitica.. non amo né quel che ha fatto l’estrema destre né l’estrema sinistra.. né la stella sul petto per riconoscere a vista “gli inferiori” né i gulag.. neanche del centro mi fido.. a volte sono solo compromessi e tiepidume. so solo che bene e male esistono ed è scegliere l’uno o l’altro che fa la persona..

Assortite persone a-fisiche
2 #
Anais anais
thepromisedland.blog.tiscali.it
87.19.226.67
Inviato il 21/11/2009 alle 19:20
uff.. qui si parla poco di Rosa e troppo di storia…ma lo sai che io preferisco gli spetteguless, Henry!!!

Assortite persone a-fisiche
1 #
lori
diotima47.blog.tiscali.it
93.46.68.224
Inviato il 15/11/2009 alle 15:26
hai notizie di Celia?
baci, lori

PREISTORIA: EPPUR PERSISTE!

Lezioni condivise 12 – Il latrocinio dei Savoia di ieri e di oggi

13.11.2007

Almeno una volta al giorno, all’ora delle preghiere, vi chiederete certamente come vivevano gli uomini del passato, come erano organizzate le loro società. A seconda del vostro interesse, il pensiero sarà più o meno lucido o nella peggiore delle ipotesi, tutto ciò che è successo prima della vostra nascita vi sembrerà semplicemente preistoria ed il mondo che vi figurerete, sarà semplicemente caotico, soggetto ad una continua lotta per la sopravvivenza.

Invece la Storia può stupirci, mostrarci civiltà remote più avanzate di altre vicine a noi, periodi di splendore e periodi bui.

Potrebbe stupirci, ad esempio, l’analisi dell’economia sarda tra medio evo ed età moderna. Nonostante si tratti di un territorio che per le sue vicende secolari, si è trovato spesso ai margini del teatro storico europeo, tuttavia notiamo un’organizzazione economica particolareggiata, ancorché ad uso e consumo dei dominatori di turno e del loro fisco.

In questo caso, sia chiaro, lo stupore dovrebbe essere in negativo; salvo per i seguaci di quei cazzari di cui ho già trattato. Noi sardi non possiamo certo essere contenti della dominazione spagnola e di nessun’altra, ma quella piemontese (che eppur persiste) è davvero la peggiore e nefanda.

Nella prima metà del trecento la Sardegna era ancora un territorio autonomo, governato dai Re judikes, uno per ciascuno dei quattro giudicati, d’Arborea, di Kalaris, di Torres e di Gallura.

Con l’infeudazione di territori di uso comune ad iberici (catalani e aragonesi), si ebbero tre tipi di proprietà: terre feudali, appunto (delle quali comunque il feudatario non era proprietario); terre comuni (risalenti alla comunanza vigente nel periodo romano e riprese dalla Carta de Logu); terre private (recintate).

Durante il periodo feudale, sulle terre comuni (ademprivili), le popolazioni locali maturarono alcuni diritti d’uso: nei boschi, legnatico, ghiandatico e pascolo; in altri terreni le “vidazzoni”, ovvero l’uso di superfici da utilizzare a coltivo, distinte da quelle di uso comune per il pascolo.

Altro diritto era la possibilità d’uso di una vasta superficie di terreno ademprivile, lontano dai villaggi, riservata al pascolo degli armenti di coloro che vi prendevano stabile dimora; con anche qualche attività agricola in prossimità delle abitazioni (cuilis, stazzus, furriadroxius); o quelle assegnate a pascolo a persone anche non del villaggio, dietro pagamento di un corrispettivo (cussorgie).

Nel rapporto vassalli-feudatari vi erano i Capitoli di grazia: si poteva godere di benefici legati ai terreni feudali (raccolta olive, attingere l’acqua, passaggio).

La difesa del territorio veniva esercitata mediante l’escolca (ricorso a un custode [castiadori]), le compagnie barracellari (da barrachelos [guardie]; sorte alla metà del seicento), le carceri feudali (i cui edifici sono ancora esistenti).

Con l’avvento sabaudo, nel settecento, vennero gradualmente presi dei provvedimenti che stravolsero questo quadro. E’ vero che nel 1835 si giunse all’abolizione dei feudi spagnoli (peraltro dietro compenso), ma nel 1839 si mise mano anche ai terreni ademprivili e furono sconvolti gli “usi civici” di un tempo. In breve, questi terreni, bene collettivo che non poteva essere venduto, in parte lo fu, in parte fu sottratto dai più ricchi (nobili: nel 1806 chi piantava un certo numero di piante di ulivo riceveva un titolo nobiliare) grazie alla legge delle “chiudende”: autorizzazione ai privati a chiudere alcuni terreni, vigne, colture con piante basse e protette.

La legge delle “chiudende”, cioè della chiusura dei terreni, voluta dai Savoia per mere ragioni di imposizione fiscale, fu contestata in tutte le ville, gli abusi erano all’ordine del giorno, nel nuorese provocò lunghe rivolte. Essa danneggiava soprattutto gli agricoltori, soggetti a controllo sia in occasione della semina, sia del raccolto. Essi già a Marzo ne valutavano l’entità, deducendone il guadagno o il fallimento.

In questo modo i pascoli diminuirono notevolmente, il bestiame cominciò a sconfinare anche nei terreni agricoli, generando durissimi contrasti con gli agricoltori, già tartassati dal fisco. Ciò portò all’inasprimento dei rapporti tra le due categorie, fino alla nascita di faide, alcune delle quali vivono ancora oggi.

Le condizioni di vita in campagna erano misere, il carico tributario eccessivo: le tasse erano calcolate in modo non certo e riscontrabile. Ve ne erano anche allora di ogni genere e gravavano esclusivamente sui poveri abitanti dei villaggi, anche in favore di quelli di città: donativo ordinario e straordinario, ecclesiastico e laicale, sussidio ecclesiastico, per ponti e strade, per torri, per prestazioni feudali e pecuniarie surrogate alle feudali, tributi al clero (decime), diritto di paglia, d’esbarbagio dei porci, di granaglie, di vino, di roadia, di stoppie, di presenti, di carcelleria e misseria, di scrivania, di machizie, di terratico, per manutenzione di spuri, deghino delle pecore, penali, portatico, panatico, le dirame (sulle quali chiedo aiuto a Celia e Cleide, amici, parenti diretti e collaterali… Oltre che dalla prof., è citata in una legge del 1851 [Abolizione di varii contributi,e stabilimento di una nuova contribuzione prediale, oltre ad altri provvedimenti: “dirame privilegiate e non”]).

Anche il rapporto città-campagna conserva tutt’oggi i segni di questo stato di cose: la città ha sempre goduto dei benefici legati alla presenza del sovrano o comunque del governo (vicerè). Questi badava soprattutto alle città (all’interno l’autorità era rappresentata dal feudatario) e al suo tornaconto, incurante dell’economia dell’isola.

In seguito all’abbandono delle campagne a causa di questo tipo di politica (che impoveriva gli agricoltori fino a costringerli all’abbandono della terra) e alla nascita delle prime industrie, si ebbe da una parte, la concentrazione di persone e il pericolo di rivolte; da un’altra, lo spopolamento della campagna portò all’incremento del banditismo, nato come fenomeno resistenziale, diventato anche esigenza di sopravvivenza.

(Storia della Sardegna – 13.3.1996) MP

Commenti (36)

Preistoria: eppur persiste!
1 #
SuzieQ
web.tiscali.it/suzieq/
87.20.98.62
Inviato il 22/12/2007 alle 19:05
Hola Cuba!!!…
…Feliz Navidad… y… Prospero Año Nuevo…
Te deseo con todo mi corazòn…
Besossssssssssssssssssssssssssss
…en la boca, claro que si…
Sonia

Preistoria: eppur persiste!
2 #
SuzieQ
soniabaglieri.com
87.20.98.62
Inviato il 22/12/2007 alle 19:05
Hola Cuba!!!…
…Feliz Navidad… y… Prospero Año Nuevo…
Te deseo con todo mi corazòn…
Besossssssssssssssssssssssssssss
…en la boca, claro que si…
Sonia

Preistoria: eppur persiste!
3 #
SuzieQ
soniabaglieri.com
87.20.98.62
Inviato il 22/12/2007 alle 19:04
Hola Cuba!!!…
…Feliz Navidad… y… Prospero Año Nuevo…
Te deseo con todo mi corazòn…
Besossssssssssssssssssssssssssss
…en la boca, claro que si…
Sonia

Preistoria: eppur persiste!
4 #
Mati
_mati_.blog.tiscali.it//
83.190.228.161
Inviato il 21/12/2007 alle 16:14
Un caro abbraccio e tanti auguri di un Sereno/Speciale Natale.
Mati

Preistoria: eppur persiste!
5 #
celia
82.84.130.199
Inviato il 21/12/2007 alle 15:42
Oh ma questo blog lo aggiorni o no?
E … due palle! 🙂
Cattiva eh! Direi acida. Ma è Natale.
Bona Pasca de Nadale Angel.
A nos intender kitzo!
Forse 🙂
Auguri!

Preistoria: eppur persiste!
6 #
Iltov
frammentidimperfezione.blog.tiscali.it
82.48.16.230
Inviato il 19/12/2007 alle 16:45
Passo per un saluto, in attesa che aggiorni il blog.
Gianni.

Preistoria: eppur persiste!
7 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
212.123.83.198
Inviato il 18/12/2007 alle 14:24
Ti auguro un felice Natale.ciao

Preistoria: eppur persiste!
8 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.223.66.184
Inviato il 17/12/2007 alle 21:11
un sogno in nero e azzurro eh?
beh se non altro sono colori raffinati.
come stai?
l’insegnamento come procede?
abbraccione

Preistoria: eppur persiste!
9 #
Suzie Q
web.tiscali.it/suzieq/
87.20.96.84
Inviato il 16/12/2007 alle 14:52
Querido Cuba… hasta me he escrito a este server de “mierda” (chiedo scusa a tiscali per l’espressione alquanto cruenta… siamo o no in Italia???) para dejarte un comentario… espero que por lo menos lo consiga… Vamos a ver… he leido tu mail… soy ya tu Miss Marple???… Querido Cuba, te amo muchachito, ya tu sabes… seguirè tus pistas para entender tu “papel” (como dice en Clandestino, mi amiguito Manu Chao)… Sabes porque me gusta los Heroes???… porque el cantante se parece a Jim Morrison (su verdadero “papel” es James Douglas Morrison, el tambien tenia un nombre bastante largo!!!)… si te das cuenta paracen mellizos…
Bueno voy a pasar esta tarde de maltiempo descubriendo tu “papel”…
Un besazo… claro que si mi amor… en la boca, por supuesto…
Suzie Q…
Porque yo no amo ni los Beatles, ni los Rolling Stones… Yo Amo los Creedence Clearwater Revival!!!… Como dice John Fogerty a su tanto amada Suzie Q… I Like The Way You Walk, I Like The Way You Talk!!!… Mister Cuba, I Like The Way You Write!!!…
Baby, I Love You…

Preistoria: eppur persiste!
10 #
angela
animaflash.blog.tiscali.it
85.18.14.9
Inviato il 15/12/2007 alle 10:25
Non conoscevo il tuo blog..molto interessante..complimenti!!
ps. grazie dell’abbraccio..

Preistoria: eppur persiste!
11 #
daemm
persimpatia
83.190.84.227
Inviato il 10/12/2007 alle 19:02
Grazie della visita e scusami per il ritardo nel rispondere.
Volevi sapere quale criterio abbia adottato nell’elencare le mie passate dimore? Ho contato solamente quelle nelle quali ho vissuto in forma stabile con armi, bagagli e..famiglia e ti assicuro che sono innocente, non l’ho fatto apposta!
Se vuoi farlo anche tu mi farebbe piacere conoscere il risultato.
Complimenti per il tuo blog, oltre modo interessante.
Buona serata.

Preistoria: eppur persiste!
12 #
come alice
85.20.17.150
Inviato il 10/12/2007 alle 14:46
Interessanti queste lezioni prof! Ero già passata ma non avevo ancora avuto il tempo di leggerti. E’ rimasta anche a me la curiosità delle “dirame”…
Ciao 🙂

Preistoria: eppur persiste!
13 #
flyer
cotidievivere.blog.tiscali.it
87.19.236.72
Inviato il 09/12/2007 alle 23:25
ti sesi frimmau innoi?
o come si scrive… insomma… aggiorniamolo sto blog per dindirindina!

Preistoria: eppur persiste!
14 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.223.123.16
Inviato il 05/12/2007 alle 15:35
già… i savoia..
beh.. io sto cercando e sto trovando qualcuno di quelle parti, ma tutti piuttosto reticenti a raccontare qualcosa ad avvocati, accidenti!

Preistoria: eppur persiste!
15 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.214.84
Inviato il 05/12/2007 alle 14:56
Sono resuscitata.
E nessuno mi ha “postu fogu” nemmeno il tuo amico forestale.
Senti ma quando è che ti saresti offerto come ricostituente? Io non me ne sono accorta. Non che avrei accettato… grazie tachipirina e spremute vanno più che bene 🙂
Ho fatto anche io una ricerca sulle dirame ma non ho trovato nulla. La cosa mi incuriosisce moltissimo ho chiesto anche a una persona che sa tutto di storia di sardegna e affini ma anche lui a sua volta sta facendo una ricerca. Devo dire che il documento che ho trovato in cui si parla di dirame l’avevo già visto e letto altre volte per un esame che stavo preparando ma ti confesso che quella parola non l’avevo presa in considerazione.
E siccome io sono testarda cercherò in qualche libro particolare se riesco a sapere questo benedetto significato.
Ciao Angel!
Ti cheria iscriere in limba ma no isco si tue cumprendese sa variante mia …a sa prossima ‘olta.

Preistoria: eppur persiste!
16 #
cleide
84.221.132.139
Inviato il 04/12/2007 alle 22:31
Hola Angel, non ho molto tempo in questo periodo da dedicare al blog, ma ti lascio un saluto.Ho trovato la legge di cui parli, ma sulle dirame davvero non so dirti. Potrei aver letto il termine in un Condaghe? Ho fatto una ricerca ma..niente. Ora però mi hai messo la curiosità.

Preistoria: eppur persiste!
17 #
cleide
84.221.132.139
Inviato il 04/12/2007 alle 22:31
Hola Angel, non ho molto tempo in questo periodo da dedicare al blog, ma ti lascio un saluto.Ho trovato la legge di cui parli, ma sulle dirame davvero non so dirti. Potrei aver letto il termine in un Condaghe? Ho fatto una ricerca ma..niente. Ora però mi hai messo la curiosità.

Preistoria: eppur persiste!
18 #
Anonimo
85.18.163.54
Inviato il 04/12/2007 alle 15:35
storia comune a gran parte dell’Italia feudale credo
pensa che al mio paesello quando ancora ero una bimba ricordo che i padroni dei terreni si prendevano la decima
usanza decaduta per fortuna, ma solo perchè ormai nessuno li coltiva più i campi
per quanto riguarda il mio problema con V. si sta risolvendo…se ne va…va a fare il servizio di leva per accedere alla polizia a cavallo…meno male che l’hanno presa
per il resto tutto bene a parte il fatto che non posso accedere al mio blog per postare un nuovo articolo
tiscali dice che è colpa del mio firewall, mah, riproverò da un altro pc
a presto
saluti e baci
Angie/Jolinne

Preistoria: eppur persiste!
19 #
Gio
62.10.240.246
Inviato il 03/12/2007 alle 08:00
ah! la legge delle chiudende che fa danni ancora in Sardegna…
Hai visto (niente chiudende, ora) il dramma delle popolazioni di Decimoputzu?
Mi sento impotente!

Preistoria: eppur persiste!
20 #
grazia
ilgiardinodelcuore.blog.tiscali.it
62.10.148.190
Inviato il 02/12/2007 alle 22:58
Eccomi, prova ora ho impostato a 25 …vediamo un pò… inoltre le immagini inserite sono in px per cui abbastanza leggere…però la cosa strana è che sei l’unico che si lamenta!!! anche io ho la connessione Tiscali e certi giorni non è velocissima…. 🙂 ))))

Preistoria: eppur persiste!
21 #
angel
xinfondoaimieiocchi,grazia…
84.222.198.165
Inviato il 02/12/2007 alle 00:50
Cara A.(infondoaimieiocchi), cara Grazia,
ok l’ADSL di Tiscali sta funzionando male (non so se aspettano una pioggia di disdette per risolvere i problemi ), ma negli altri blog riesco a commentare normalmente…
Ho atteso oltre un’ora per postare un commento sul blog di A., senza peraltro riuscirci… è troppo carico, troppi post in home page. L’ho sperimentato perche anch’io all’inizio avevo predisposto 25 post in home, ma poi son dovuto scendere a più miti consigli (10).

Preistoria: eppur persiste!
22 #
andreapac
andreapac.blo.tiscali.it
83.190.161.150
Inviato il 01/12/2007 alle 22:28
Spesso il destino di un popolo è condizionato anche dai loro politici e se questi non sono di elevata taratura tutto il sistema rimane infangato.La Sardegna oltre Segni no ha espresso negli ultimi anni nessun uomo di prestigio capace di imporre scelte determinati a livelo europeo per la propria terra.Poi tutte quelle nuove province a che srvono? Da noi vorremmo eleiminarle e voi…

Preistoria: eppur persiste!
23 #
diotima47
213.140.18.136
Inviato il 01/12/2007 alle 14:04
dimmi! si può essere fuori dalla storia?
Può esserci in questa vita un respiro più ampio che ci apra a dimensioni dis-umane?

Preistoria: eppur persiste!
24 #
grazia
ilgiardinodelcuore.blog.tiscali.it
88.35.39.73
Inviato il 01/12/2007 alle 10:57
Ciao Angel, ti racconto la storia dei “caproni sardi”..
Vittorio Emanuele di Savoia non so dove avesse reperito una barca (di quarta mano), nel tentativo di riportarla a vita si è rivolse al titolare di un piccolo cantiere navale di Porto Torres chiedendo il lavoro con estrema urgenza, il Signor A. ( non ricordo il nome) impiegando alcuni suoi dipendenti eseguì i lavori e avvertì che la barca era pronta, si presentò al ritiro un delegato del principe, ma senza quattrini, al che il Signor A. disse…se volete la barca cacciate i soldi…il Principe s’infuriò non poco e disse che a lui serviva immediatamente la barca, avrebbe pagato non appena si fosse riunito il Consiglio d’Amministrazione della sua Società per deliberare il pagamento della fattura (ricordo 35.000 euro), il Signor A. conoscendo le viccende della casa reale rispose picche e così Marina Doria andò di persona dal Signor A. per una contrattazione…picchè…così il Principe fu costretto ad allungare il suo braccino per consegnare l’assegno..bene…dopo un giorno telefonò infuriato al Signor A., la barca a suo dire era in pessime condizioni e non era stato fatto alcun lavoro, il Signor A. incavolato perso salì in auto e raggiunse il Principe, perse 3 ore del suo tempo per capire dove fosse il guasto…eh…il Principe aveva grippato il motore!!! la benzina raschiava il fondo ed era più sporca della sua coscienza….e così il Principe disse….i Sardi sono dei Caproni!!!
ahahahahah
(ho letto da Agiada che fatichi ad entrare anche nel suo blog, credo veramente che sia un problema della tua connesione..verifica e fammi sapere)
un abbraccio..ciao

Preistoria: eppur persiste!
25 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
212.123.83.198
Inviato il 27/11/2007 alle 13:37
Grazie del tuo passaggio da me.A presto.ciao

Preistoria: eppur persiste!
26 #
vocinelsilenzio
vocinelsilenzio.blog.tiscali.it
62.10.146.221
Inviato il 25/11/2007 alle 22:13
Ciao Angel…vuoi venire a lasciare un sorrido da noi?

Preistoria: eppur persiste!
27 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.222.94.39
Inviato il 22/11/2007 alle 22:06
ciao max passo solo per un salutino, leggo la prossima quando ho tempo…
accidenti il tempo…
com’è che me ne rimane così poco sempre?
abbraccio

Preistoria: eppur persiste!
28 #
Anonimo
87.20.213.33
Inviato il 17/11/2007 alle 19:08
aaah… raz dekan… ihihih… avevo capito che avevi sbagliato a scrivere!!!!
hai ragione l’omino blu stufacchia però sti stronzetti di Tiscali potrebbero pure porre fine alla continua procedura di registrarsi per ogni commento moderato… che cavolo prima ti registravi una volta sola… vabbè… bacetti

Preistoria: eppur persiste!
29 #
loreley
loreley777.blog.tiscali.it
151.49.213.170
Inviato il 16/11/2007 alle 15:47
Era una battuta! Certo che conosco il gruppo. Ma ormai l’ho già messo e mi ha anche già stufato!! Vado alla ricerca di cose nuove! 🙂 Ciao ciao

Preistoria: eppur persiste!
30 #
flyer
cotidievivere.blog.tiscali.it
213.215.136.254
Inviato il 16/11/2007 alle 12:03
eccomi eccomi…non è che non passo, è che tutta sta storia passata che scrivi ci metto giorni a leggerla e non commento mai se non finisco di leggere il post…
quando parliamo degli anni 2000 professò?
miiiii hai messo i commenti non liberi… uff….

Preistoria: eppur persiste!
31 #
Iltov
frammentidimperfezione.blog.tiscali.it
82.55.88.253
Inviato il 16/11/2007 alle 08:56
Leggere la storia da questa angolatura è una pratica poco diffusa, anche in Sardegna, per questo noi per primi abbiamo le idee poco chiare su chi eravamo, cosa siamo diventati e soprattutto come.
Un saluto.

Preistoria: eppur persiste!
32 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.238.11
Inviato il 15/11/2007 alle 18:34
E’ vero che io sono una grandissima stronza perchè non rispondo alle mail ma è anche vero che tu non passi più a salutarmi. Mi ritengo offesa e non vedo l’ora di leggere la tua risposta a draco9. Spiega cosa è stato dei nostri boschi SARDI…
Basos

Preistoria: eppur persiste!
33 #
loreley
loreley777.blog.tiscali.it
151.49.217.151
Inviato il 14/11/2007 alle 23:59
Ciao Angel.
Gli Heroes?! Io sono l’incostanza in persona. Le canzoni nel mio blog vivono il tempo di un post. Poi sono belle e dimenticate. Chi sono gli Heroes? 🙂 )
Ciao!!

Preistoria: eppur persiste!
34 #
draco9
vigilfuoco.blog.tiscali.it/
88.48.254.166
Inviato il 13/11/2007 alle 11:36
approfitto dell’esperto:
è vero che le foreste che coprivano la sardegna fino all’800 furono rase al suolo da Cavour e amici per rifornire di combustibile la nuova industria piemontese?

Preistoria: eppur persiste!
35 #
indio
invisibili.blog.tiscali.it
80.104.152.34
Inviato il 12/11/2007 alle 17:06
ciao angel,
eh già! il vescovo Bregantini di locri si era schierato apertamente contro la ‘ndrangheta e questi sono esempi che nn si devono dare, altrimenti la gente prende coraggio .
un abbraccio
indio
http://www.desaparecidos.it
invisibili, veloci come il vento,sempre dalla parte del bosco,nn ci prenderanno mai!

QUEI CAZZARI DEI SAVOIA

Lezioni condivise 5 – Una pagina di Storia di Sardegna.

Almeno per sentito dire, tutti saprete che la Sardegna ha avuto un destino particolare… chi volesse approfondire l’argomento e nel contempo fare un buona lettura e, di più, leggere la Storia dei sardi scritta dai sardi (cosa abbastanza rara, giacché è consuetudine [del bravo storico] sorvolare sulla nostra storia), può leggere “Passavamo sulla terra leggeri” di Sergio Atzeni (ed. Mondadori), che già altre volte ho definito “la genesi” del popolo sardo. Forse un giorno mi cimenterò su questo testo, non è una cosa da fare alla leggera… è un testo per il quale, se non lo leggerete, potete già mangiarvi le mani, fidatevi! Per i sardi, la lettura di Atzeni, dovrebbe essere un obbligo; i non sardi, leggendolo, potrebbero diventare sardi…(carpe diem!!!) penso che questo libro possa avere un influsso del genere.

In poche righe vi ricordo che, per quanto ne sappiamo, la Sardegna (Ichnussa) e i sardi hanno subito dominazioni da parte dei Cartaginesi o Punici, Romani, Vandali, Bizantini, Catalano/Aragonesi, Spagnoli, Asburgo/Austriaci, Piemontesi/Italiani; Pisani e Genovesi hanno impiantato colonie in alcuni porti… Ma in realtà, fino alla dominazione spagnola, che ha spazzato via il Giudicato (o Regno) d’Arborea, i sardi hanno governato la loro terra (con il massimo splendore, dal decimo secolo, fino a buona parte del quindicesimo).

Fino ad allora è stata presente la cosiddetta costante resistenziale sarda (Giovanni Lilliu), rivistasi solo sporadicamente e sempre più debolmente dopo il 1500.

Un discorso a parte meritano i Fenici, giunti prima di tutti quelli citati, in quanto il loro ruolo fu positivo per la Sardegna, e probabilmente insieme ad altri popoli provenienti dal medio oriente e zone circostanti, possono essere considerati parte integrante del popolo sardo, il popolo dei nuraghi, il popolo di Tiskali.

Facciamo un lungo salto fino al 1720, quando in Sardegna arrivano i Savoia.

Questi, privi di scrupoli e voltagabbana, quanto di bassissimo profilo, divennero re grazie alle loro disinvolte alleanze, cambiate di volta in volta in base alla convenienza, come in un gioco d’azzardo. Studiavano le guerre e le coalizioni allo scopo di trarne beneficio nei successivi trattati di pace.

Il ducato di Savoia, franco-italiano, inizialmente con capoluogo a Chambery, si espanse progressivamente verso Torino, dando luogo al Principato di Piemonte. Il casato, spasmodicamente alla caccia di un regno, lo ottenne nel 1713 con il Regno di Sicilia, dopo la guerra di successione spagnola a Carlo II.

Altro effetto di quella guerra fu il passaggio del Regno di Sardegna, dalla Spagna all’Impero Asburgico (trattati di Utrecht e Rastadt). Si dice che i sardi non si accorsero di nulla, a parte il cambiamento delle divise dei gendarmi.

Nel 1717, però, gli spagnoli occuparono nuovamente la Sardegna e una nuova guerra mischiò ulteriormente le carte. Questa volta i Savoia, paghi del regno ottenuto, sbagliarono le loro mosse e intervennero in ritardo in aiuto agli austriaci. Furono ripagati alla pace dell’Aia, perdendo la Sicilia e avendo in cambio il Regno di Sardegna. Trattati come “re” a mezzo servizio! Ben fatto!!! A parte il fatto che poi ce li siamo trovati noi in mezzo alle palle!

“Un mucchio di sassi ci hanno dato!” sbottò Vittorio Amedeo II, meditando vendetta e cercando di allearsi con la Francia contro l’Austria, ma i francesi non si fidavano.

La loro prima attività in Sardegna furono quaranta anni di immobilismo, utilizzati a guardarsi intorno in cerca di acquirenti cui rifilare il pacco. Non fecero alcuna riforma, dice il bravo storico risentito (per fortuna, dico io!!!). Non fecero certo nulla di buono. Le loro mire erano l’espansione in continente, direzione Milano.

La Sardegna importava loro solo per potersi fregiare del titolo di Re. Un regno particolare, nominativo, trattato alla stregua di peggior colonia.

I loro primi provvedimenti furono la repressione del banditismo, ovvero la costante resistenziale contro il dominatore di turno (che riusciva a stento a penetrare nel Nuorese e in Barbagia) e alcune iniziative tipicamente coloniali, come il popolamento o ripopolamento di alcune zone, anche mediante la svendita di titoli nobiliari in cambio della creazione di colonie (Matzaccara nel Sulcis, con famiglie di Portoscuso; Carloforte, 1738, con liguri; Calasetta, 1771, con liguri e piemontesi; Santa Teresa di Gallura,1808 e altre). Si praticò anche il trasferimento di popolazione da una zona all’altra dell’isola. Si acuì in questo modo il contrasto coloni-contadini; sintomatico il caso di Montresta, ove i coloni greci furono costretti ad abbandonare il paese, a causa di aspre contese.

Nonostante il titolo regale, la Sardegna non piaceva ai Savoia (ed erano ricambiati), pertanto, con i loro modi spicci ,intavolarono più volte trattative per scambiarla. Carlo Emanuele III, ad esempio, chiese all’Austria il baratto con alcuni territori della Lombardia. Analoghi tentativi si fecero alla fine della guerra di successione austriaca (1740-48) e dal governo Bogino nel 1759.

Giambattista Lorenzo Bogino, era il ministro per i problemi della Sardegna, nientemeno. Fu l’artefice di un riformismo che non riforma e non rinnova, in quanto non produsse assolutamente nulla. Nessun miglioramento si ebbe per la Sardegna con i Savoia, nonostante alcuni storici sussiegosi vogliano far credere il contrario; anzi, si ebbe un peggioramento rispetto al periodo spagnolo, quando almeno c’era il rispetto per l’autonomia statuale del Regno e le Cortes (cioè gli Stamenti, il Parlamento sardo) venivano riunite regolarmente. Il giudizio vero sul ministro sabaudo è nel detto del popolo, tramandato fino a noi: “ki ti currat su Buginu!”, una grave maledizione (che ti perseguiti il Bogino!).

Le innovazioni del Bogino sono tutte pro Savoia, pro colonizzazione: il tentativo di despagnolizzare l’isola e conseguentemente l’avvio di un processo di italianizzazione, che non ebbe grande successo, visto che si continuò a parlare e scrivere in spagnolo, anche in documenti ufficiali, fino a ottocento inoltrato. Bogino intendeva portare avanti questo tipo di iniziativa con scuole inesistenti o non all’altezza.

Fu di quel periodo il mito del rifiorimento, ma bisogna dire subito che se qualcosa di positivo avvenne, fu dovuto unicamente a Giuseppe Cossu, che in qualche modo riuscì a sfruttare lo spazio datogli in un primo tempo dal Bogino. Questi in un primo tempo aveva dato l’incarico per il rilancio dell’agricoltura a padre Gemelli, professore di eloquenza e retorica, che però non sapeva nulla di agricoltura, le sue erano e rimasero sterili teorie. In Sardegna c’era molto analfabetismo ed inoltre lui scriveva in lingua italiana e la capiva solo lui! Tanto è vero che il suo libro è importante per lo studio storico della Sardegna del tempo, ma non per lo scopo che doveva prefiggersi.

Quello di Giuseppe Cossu fu invece realismo empirico, divenne Censore generale dei Monti frumentari, da lui rilanciati in tutto il Regno, sulla base dell’esperienza di alcune Diocesi, in particolare quella di Ales. Cossu scriveva male l’italiano, ma bene in sardo, cioè nella lingua parlata dalla gente. Si occupò anche della coltivazione del gelso (pianta che oltre alle more, produce attraverso il filugello [o baco], la seta) e dell’olivo, del problema delle locuste, e in un secondo tempo dell’allevamento degli ovini. In seguito il Bogino, sentitosi oscurato dal Cossu, lo emarginò.

La politica estera sabauda era espansionistica (molto naif s’intende). I buoni rapporti con la Corsica furono curati con l’occupazione dell’arcipelago della Maddalena, che le carte Pironi della Sardegna attribuivano appunto alla Corsica. In altre carte sarde del settecento si riscontrano colorazioni particolari dei territori interessati, come a significare che non appartenevano a nessuno.

La Corsica, di fatto francese dal 1768, lo fu definitivamente nel 1789. La Sardegna era un regno autonomo, ma il nord della Gallura e le isole dell’arcipelago maddalenino non venivano considerati parte integrante del Regno; quei territori erano spesso teatro di manifestazioni antigovernative, una sorta di territorio franco, popolato esclusivamente da pastori che vivevano negli stazzi e avevano maggiori rapporti con la Corsica, anzi erano proprio corsi (tanto è vero che il dialetto gallurese è analogo al corso). Ciò persistette fino a primi anni dell’ottocento, poi i Savoia cominciarono a costruire chiese campestri per il controllo di quel territorio.

Le isole, che in realtà non appartenevano né a Sardegna, né a Corsica, vennero occupate e annesse al Regno di Sardegna, per scopi militari strategici e il controllo del contrabbando.

Grande deve essere il risentimento dei sardi nei riguardi dei Savoia e dei loro eredi (lo stato italiano s’intende, non Vittorio Emanuele IV [non spariamo sulla croce rossa]). Sono loro, grazie anche a pochi cazzoni borghesi cagliaritani e sassaresi, che ci tolsero l’autonomia e la dignità statuale. Così ancora oggi non siamo altro che una colonia, ove pochi si danno da fare per riacquisire la dignità persa (alcuni vengono anche messi in galera: non ci vogliono più vendere, sembrerebbe!), i più non si sono accorti di nulla, se non del cambiamento delle divise (!), e altri continuano a leccare il culo a Roma.

Testo consigliato: La Sardegna sabauda nel settecento di Leonardo Sole.

(Storia della Sardegna- 4.03.1996) MP

Riferimenti: indianus de totu su mundu unideussia!!!

Commenti (37)

  1. go to panther loansscrive:

27 Novembre 2012 alle 13:05

I merely viewed one thing concerning this on tv, anyone cover it better though

  1. http://www.pantherloans.co.uk..scrive:

27 Novembre 2012 alle 12:20

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  1. google affiliatescrive:

12 Novembre 2012 alle 11:19

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Thank you, quite nice article.

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  1. giorgiascrive:

22 Ottobre 2008 alle 23:04

Grazie per aver lasciato il tuo commento sul mio guestbook…il tuo blog è veramente fantastico.

Torna a trovarmi… Giorgia

  1. G.scrive:

28 Febbraio 2007 alle 23:54

)=

  1. DDscrive:

28 Febbraio 2007 alle 22:56

grazie della tua visita.

  1. iltovscrive:

28 Febbraio 2007 alle 22:48

Ho ricevuto oggi due dei tre libri di Atzeni che avavo ordinato. Uno è proprio “Il quinto passo è l’addio”, dovrò cercare altrove invece “Passavamo sulla terra leggeri”. Risponderò alla tua domanda quando li avrò letti. Un saluto.

  1. zairascrive:

28 Febbraio 2007 alle 18:27

ehm … oggi ero un pò incazzatissima …spero di non aver messo in fuga tutti …

  1. infondoaimieiocchiscrive:

28 Febbraio 2007 alle 18:00

Cazzari solo?….Beh hanno l’occhio bovino..le gambe corte e il buto lungo e poi il loro simbolo è tutto un dire….basta andare a Stpinigi e guardare al centro del tetto DUE CORNA ENORMIIIIIIII  )))Crepi il lupo;) beh sul farsi male avrei da fare una confernza in 5 puntate più 10 appendici alle 5 precdenti….bah!  )) UN bacio

  1. fatyscrive:

28 Febbraio 2007 alle 15:32

sei il benvenuto nel mio blog
spero che sto mezzo informatico serva p. a questo: far circolare idee senza certi “controlli”ne’ assecondando indagini di marketing.

  1. gildascrive:

28 Febbraio 2007 alle 13:30

grazie della sintesi…. lusingata…
un abbraccio

  1. fabyscrive:

28 Febbraio 2007 alle 12:29

quando dici nel commento è incredibile, sembrano di porcellana.. ti riferisci alla foto??

  1. flyerscrive:

28 Febbraio 2007 alle 11:40

ah ah… angel cosa fai mi rispondi a scoppio ritardato su berluscraus!???  ))) bacetti!

  1. falivenesscrive:

28 Febbraio 2007 alle 10:21

…Ti ucciderò!!!Questo lo sai vero?Comunque i savoiardi sono buoni col latte fresco; una vera bontà.Sà

  1. Angelicascrive:

28 Febbraio 2007 alle 10:14

Daccordo Angel, un giorno ci incontreremo e ne parleremo sotto un leccio…intanto pero’ mi vado a documentare

ti auguro di trovare un ambiente lavorativo piu’ socievole e con gente piu’ simpatica…io sto lottando per tornare alla base, ne ho parlato con la mia azienda, non intendo star qui’ a spedire email, sono un programmatore io e ke kakkio!

Buona giornata Angel

  1. marioscrive:

28 Febbraio 2007 alle 10:05

chapeau.

  1. falivenesscrive:

28 Febbraio 2007 alle 08:20

!Borbonica e non ti azzardare mai più a darmi dellla savoiarda!-)Sà

  1. Jean Harlowscrive:

27 Febbraio 2007 alle 20:16

Sto ascoltando, inizio jazz…ok, ma ci sono parole?arrivano?e se arrivano quando arrivano?
Bella musica, un pò cabaret però forse troppo, un pò telefilm chips…anni 70, …attesa nn arrivano, seguo il cursore e cerco le parole…arrivano il corpo frammentato, che cazzo vuol dire?cosa centra con me?
non sento nessi, sento solo…un casino, malattia, non so…non male però…un bacio, e…io ci sono sempre, anche se non ho voglia di scrivere…un bacio

  1. pecscrive:

27 Febbraio 2007 alle 16:36

Ciao bellaaaaaaaaaaaaa..

  1. Gioscrive:

27 Febbraio 2007 alle 14:47

mi sono incuriosita e cercherò il libro di Sergio Atzeni.
Si può firmare dal 10 febbraio in tutti i comuni italiani. Ci dovrebbero essere i moduli, DAPPERTUTTO!

  1. diotima47scrive:

27 Febbraio 2007 alle 13:55

sbrigati a diventare editore ché sono con le pezze al culo!

  1. Angelicascrive:

27 Febbraio 2007 alle 12:20

Buongiorno Angel
ammetto di sapere poco della storia della Sardegna
ma forse sarebbe ora di mettere da parte il risentimento
credo che ogni regione abbia da ridire contro contro i Savoia e lo Stato Italiano
penso pero’ che ad un certo punto bisogna mettere da parte il passato (non dimenticare certo) e cercare di costruire un futuro migliore per tutti e tutti insieme
riguardo alla mia fede in crisi: non riesco piu’ ad entrare in chiesa
Buona giornata Angel

  1. invisibiliscrive:

27 Febbraio 2007 alle 09:12

A VOI tutti , VOI che alimentate la speranza , VOI che combattete tutti i santi giorni gli agguati della vita , VOI siete il vento che corre , il sole che nasce ,luce che illumina e scalda i cuori , per tutti VOI…..grazie e nn combiate mai _
un grande abbraccio
indio

ps: perdonatemi se son poco presente , abbiamo preparato un volantino aggiornato, x la piccola azzurra
…Talulah che significa “acqua che salta” ,si può scaricare a questo link e diffondere anche via terra portare nei locali , banche ..insomma dappertutto , poi attaccheremo via cielo e se necessario chiameremo le frecce tricolori per scriverlo anche nel cielo :
TIENI DURO PICCOLA TALULAH
eccovi il link
http://groups.google.com/group/censurati/web/immagini?hl=it

  1. ivy phoenixscrive:

27 Febbraio 2007 alle 01:01

grazie del saluto..
io pure non ho la forza di rileggere i tuoi commenti e rispondere.. giornata davvero dura oggi.. non di fatica ma di notizie dure da portare..
quel che non ti uccide ti fortifica dicono, I hope
notte massimo

  1. anets72scrive:

27 Febbraio 2007 alle 00:08

purtroppo non mi avanzano angeli e quindi non tre ne posso mandare
saludos

  1. dany637scrive:

26 Febbraio 2007 alle 23:45

Grazie della visita da me.

  1. ivy phoenixscrive:

26 Febbraio 2007 alle 01:17

grazie… ho letto ma gli occhi mi si incrociano per il sonno….. domani rileggo
già dormo
ciao

  1. Nenèscrive:

16 Febbraio 2007 alle 17:48

Angel?Ti va un caffè, magari un po’ amaro?

  1. nenèscrive:

13 Febbraio 2007 alle 19:19

Buon S.Valentino a te, che sia rosso che sia bello,
che sia ardente e delicato.
Come i petali di una rosa rossa.
Un saluto;-)Nenè
…Ah, fa niente se io mi sento un po’ borbonica?

  1. iltovscrive:

12 Febbraio 2007 alle 23:16

Devo ringraziarti, perché finalmente mi hai spinto a concentrare la mia attenzione su Sergio Atzeni, autore che ho sempre colpevolmente ignorato. Per qualche tempo avrò del materiale da leggere. Saluti.

  1. ivy phoenixscrive:

7 Febbraio 2007 alle 01:00

solo un saluto…..

  1. Jean Harlowscrive:

5 Febbraio 2007 alle 21:32

Eccomi mio signore

  1. fiorescrive:

3 Febbraio 2007 alle 13:30

solo i pastori conoscono il territorio e quando passano col gregge…dànno fastidio…
Vieni da me per firmare due petizioni!

  1. ivy phoenixscrive:

2 Febbraio 2007 alle 23:02

insomma vi sentite poco italiani proprio come noi triestini…
ciao a te!

  1. ivy phoenixscrive:

2 Febbraio 2007 alle 22:58

meglio questa come immagine di quella che avevo visto..
ieri sai, stavo proprio male.. uhm problemi.. legali diciamo, che risolverò con l’avvocato. Lo dico perchè tu lo sai quanto possano far male certi problemi.
ora leggo

  1. flyerscrive:

2 Febbraio 2007 alle 22:45

ciao angel… benvenuto!
ma a proposito di berlusca… per me la situazione non può essere ridotta a una semplice scaramuccia tra moglie e marito… sono certa che c’è in ballo qualcosa di molto grosso che a noi comuni mortali non è dato sapere…
in effetti la povera moglie troppi rospi ha dovuto ingoiare!ma un uomo così potente fa gola a molte…

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