OFFICIUM IN FESTIS

Lezioni condivise 56 – Complessità dei testi traditi.

27 Ago 2011 @ 1:14 PM

Nove anni per riprendere in mano e concludere questa lezione non sono pochi, ma è già un segnale di ripresa, peraltro gratuito. Non chiedo, come confindustria, finanziamenti a fondo perduto per coprire profitti da loro sempre realizzati sfruttando la manodopera dei lavoratori, i quali peraltro si genuflettono al padrone, mentre dovrebbero mettere le cose in chiaro: il profitto a chi lavora!

Questa lezione avrebbe dovuto trovare spazio in Diary nell’agosto 2011, al suo posto fu pubblicato questo:

Officium in festis
27 Ago 2011 @ 1:14 PM
Ille autem dixit eis: «Reges gentium dominantur eorum; et, qui potestatem habent super eos, benefici vocantur.
Vos autem non sic, sed qui maior est in vobis, fiat sicut iunior; et, qui praecessor est, sicut ministrator. Quis enim maior est: qui recumbit, an qui ministrat? Nonne qui recumbit? Ego autem in medio vestrum sum, sicut qui ministrat.

… Ma ora vorrei porre rimedio. E’ evidente pertanto che la lezione è inedita, sebbene programmata e giacente per tutto questo tempo in forma di bozza.

Siamo al termine delle lezioni di Filologia Romanza… Presenze altre, o meglio altra, mi hanno distolto talvolta dal poter riferire ciò che avrebbe maggiormente giovato alla conoscenza, confondendo scienze affatto similari: l’erudizione e l’analisi con l’azione e la contemplazione. Demordere giammai, tuttavia; così, grazie al solo orecchio teso all’eloquio del docente riporto elementi men che d’estremo interesse.

Obscura in fundo. E’ in realtà una delle lezioni più complesse, in quanto va oltre apparentemente la vicenda del “Guillaume d’Angleterre” per aspetti molto tecnici, che pure nella loro farraginosità e contraddittorietà, mirano a restituirci il senso originario del romanzo.

Per un riepilogo potrete giovarvi delle lezioni precedenti. Tuttavia ricordiamo che il romanzo è sostanzialmente una fusione tra un tipo di narrazione agiografica e la tradizione greco-bizantina.

I testimoni diretti pervenuti a noi sono due: il manoscritto P (Parigi, Bibliothèque Nationale) del Duecento, in piccardo e il C (Cambridge, St. John’s College) del Trecento, in un misto di varianti francesi dell’est.

Il nostro testo segue il ms. P nell’edizione Wilmotte 1927, rilevando le varianti principali di C, applicando l’esigenza di giungere a un’edizione critica tra i due testimoni pervenuti.

Da segnalare in questo senso gli studi di Patrizia Serra dell’Università di Cagliari, in “La parola del testo” vol. XIV/2 (2010).

Si tratta dunque di compiere un’analisi scientifico filologica dei due testimoni nelle lezioni in cui divergono, per pervenire a proposte di emendatio che rendano il senso del testo affidabile.

Non è un’operazione semplice e non possiamo certo farla qui, peraltro non sarà possibile trovare l’unanime consenso degli studiosi considerato che potrà sempre esserci più di una soluzione accettabile a seconda della logica e del procedimento adottato.

Possiamo solo fare degli esempi per comprendere qualche difformità tra i due codici e il senso delle ipotesi di emendatio, tenuto conto che le divergenze sono notevoli.

Esaminiamo la versione P e C dei versi 912 e segg.

En tel torment est covoiteus                              901
k’en abondance est souffraiteus,
tout ausi comme Tantalus,
qui en infer soeffre mal us ;
moult i use mal et endure,
car la pume douce et meüre
li pent si pres c’au nes li touce
et s’a l’eve dusqu’a la bouce,
s’estaint de soif et de fain muert;
si se debat et se detuert
et s’estent por la pume prendre
n’onques tant ne se pot estendre                       912
que la pume autant ne li fuie
por cou que plus li face anvie.                 enuie in C (v con u o non c’è rima)
En tel torment, en tel justice                    anvie > anuie – enui – ennuie
sont li plusor pa covoitise
qui ont a muis et a sestiers
plus que ne lor seroit mestiers.
Trop a, qui rien n’onour ne sert,            versi che mancano in C (singolare!)
ja tant n’ara que noiens ert;
n’a pas l’avoir qui l’enprisone,
mais cil qui le despent et done:                           922
cil l’a et si le doit avoir,
amis et honour et avoir.

Al di là dei casi, come detto, assai complessi, specie nei ragionamenti che portano a prediligere una versione o l’altra, riportiamo quelli che ricorrono, sia dal punto di vista tecnico, sia dal conseguente impatto sul significato del testo.

Una considerazione che si tiene presente è la mancata semplificazione del testo in fase di copiatura, ovviamente in riferimento a una lezione poco attendibile (come nel caso del verso 914).; se il testo sia troppo conservativo (C), a rischio di banalizzazione, o troppo prudente (P, rimaneggiato ove vi sono parti difformi); alcune lacune o sostituzioni connesse a motivazioni morali, come il caso di misoginia (vv. 326-333), sostituiti in C da

bien est vois che temme derise
tant ce que l’on li contscrise (contscrit, cuotscrit).

Nei versi sopra citati si scontrano due visioni: quella di testi similari contro il peccato di avarizia (brama di possesso) e l’etica del “dare per Dio”, come rinuncia per la salvezza (del Guillaume).

Dubbio è se questa visione fosse nel testo originale o sia stata indotta, specie in P, come glossa moralistica.

(Filologia romanza – 8.5.1996) MP

Commenti (15), 12 persi o spam

Officium in festis
3 #
jane
g@alice.it
82.61.16.77
Inviato il 12/09/2011 alle 20:21
La virtù non sta nel mezzo, ma in mezzo, dentro, insieme a noi. (?) j

Officium in festis
2 #
sally brown
innellama@tiscali.it
79.8.92.181
Inviato il 30/08/2011 alle 19:23
la virtù sta nel mezzo? ole/.)

Officium in festis
1 #
notimetolose
notimetolose.myblog.it
notimetolose1@gmail.com
151.41.151.24
Inviato il 26/08/2011 alle 14:05
Dove sono i giovani che un tempo scendevano in piazza? Ad un happy hour o in un villaggio vacanze o su FB?. Che pena quando vedo in tv pensionati con cartelli che inneggiano all’occupazione. Anche la rivoluzione stanca?

LECTIO DIFFICILIOR!

Lezioni condivise 51 – Filologia goes on

31 Mar 2011 @ 8:57 PM

Maggio, primi caldi, aula 5, vagamente ad anfiteatro, affollata, vocio indistinto… Filologia romanza… Guillaume… Mi piazzo in alto in favore di Rosa… A fine lezione il bottino di appunti è di ben due righe, tuttavia ho quasi una scusa: si è lavorato su un volantino… del confronto tra i due testimoni a noi pervenuti del Guillaume D’Angleterre dello pseudo Chretien de Troyes, ma della questione mi pare di aver ampiamente parlato la volta scorsa in una sorta di fuga in avanti… Si è come il bravo presentatore quando accade l’imprevisto e tutta quella scioltezza stupefacente fin lì dimostrata crolla improvvisamente e noi ci si chiede, ma come mai-i?

Potrei descrivervi l’aula, ma trattasi di un ampio banale parallelepipedo o per dirla con il prof “paesaggio di stupida bellezza” e l’argomento sarebbe presto esaurito; anche il panorama, specie dall’alto, è piuttosto piatto, nonostante l’ampia vetrata mi mostra unicamente qualche aiuola incolta e il viottolo di acceso al parcheggio… che avrebbe pure una storia, ma non si può partire per parlare di pesce di Pontis (pisci ‘e Pontis) e finire a trattar di cavolini di Bruxelles.

Il brusio nella parte alta persiste, non si sente una mazza torta… che ci son salito a fa’ in piccionaia!

Il prof non se ne cura e va avanti come un treno, mica come a Letteratura latina: “Loro lassù per cortesia!!!”…

Quello di Filologia romanza è proprio un popolo, circa cinquecento studenti a lezione, ma nella compattezza di un’aula che ha fatto il ’68, con i banchi graffitati e le pareti ornate da murales eloquenti…

Quanto a noi, anche l’accatiemmelle ormai sa che la lectio difficilior o in romanesco “cattiva”, talvolta è quella vera, e questo è anche molto educativo: il cattivo che si fa buono… mi vengono in mente i Giancattivi proprio ora che non ci pensavo, per questo son cattivi, quando ti scervelli a ricordarti il loro nome non ti vengono in mente mancu a picu

Insomma, noi Michel, basato sul manoscritto P, ce lo siam filato ben poco; di più Föester, basato su C e parzialmente P; la scelta è stata Wilmotte del 1927, basato su P; Holden riprende Föester in tempi non lontani, ma intanto la ricerca è già oltre…

Patrizia Serra per i tipi della Cuec, propone una nuova edizione critica del Guillaume che si basa sul confronto tra i due codici pervenuti, nell’ipotesi di verificare se esiste un archetipo comune, nonché eventuali rimaneggiamenti da parte del copista di P (Parigi, Biblioteca Nazionale, fr. 375).

Prosegue anche il dibattito sull’attribuzione del manoscritto. Sappiamo che Holden rifiuta del tutto l’attribuzione a Chretien de Troyes; Wilmotte da parte sua ha adottato il beneficio del dubbio con il punto interrogativo.

Nella recente edizione a cura di Christine Ferlampin-Acher, il nome di Chretien de Troyes è posto su due linee, onde significare che l’autore è un Chretien, con quanto se ne può dedurre (sarebbe Cristiano… non è barese, ‘gnurant!) e il dubbio (?) è solo su De Troyes…

La posizione della prof tuttavia è nota ed esclude che l’autore possa essere il chierico champenois, osservando l’alterità del romanzo rispetto alla sua normale produzione, come stile e come genere. Ella nel suo lavoro si spinge anche a interpretazioni audaci rispetto alle simbologie sessuali che presenterebbe il romanzo.

Andrea Fassò la pensa esattamente al contrario e attribuisce il romanzo a Chretien de Troyes, sostenendo che tutta la sua produzione diverge, in quanto è nel suo stile usare modelli completamente differenti per ogni lavoro.

La lezione è finita, l’attenzione dei cinquecento è ora tutta sulla porta dell’aula, 80 cm… e un corridoio affollato, il deflusso è complesso e mi son perso pure Rosa…

(Filologia romanza – 3.5.1996) MP

Commenti (4)

Lectio difficilior!
4 #
indian, quondam angel
diaryofboard.blog.tiscali.it
aaaz@tiscali.it
88.63.27.74
Inviato il 11/05/2011 alle 12:47
@Giovanni P.
grazie per il commento, non c’è link e non trovo il blog…

Lectio difficilior!
3 #
Simo
cine_simo@yahoo.it
78.14.102.47
Inviato il 09/04/2011 alle 16:36
Ciao Angel!sempre un piacere leggerti,anche se ultimamente non seguo più tanto i vari blogs.
ahah immagino l’orda dei 500 passare per la porta,aiut!che angoscioso ricordo.salutoni

Lectio difficilior!
2 #
giulia
g@alice.it
82.58.172.127
Inviato il 08/04/2011 alle 15:48
Ho capito, di filologia non hai seguito granché… la posizione in alto, nell’aula distoglieva assai…
E d’altra parte è proprio importante definire l’attribuzione del manoscritto? Naturalmente sì. La prof diceva che si distoglie completamente dal genere composto da Cristiano.
Ma il povero Cristiano non potrebbe averlo composto proprio distaccandosi dalla sua produzione e creando qualcosa di suo, originale e diverso dalle sue opere consuete? D’altra parte sarà stato pure Cristiano, ma anche… de troyes… 😉

Lectio difficilior!
1 #
demoskaidemos
frondeverdi.myblog.it
ariosto2000@tiscali.it
79.1.218.64
Inviato il 12/03/2011 alle 21:15
Aspetto anch’io, Indian, la traduzione della poesia e il tuo nuovo post. E intanto buona domenica

LE ROI VÊTU AU TEMPS DU WIKILEAKS

Lezioni condivise 47 – Modelli del Guillaume d’Angleterre

30 Nov 2010 @ 11:58 PM

Torno ancora al romanzo medievale Guillaume d’Angleterre, da alcuni attribuito a Chrétien de Troyes, chierico della Champagne, fatto che tutt’oggi appassiona diversi filologi, mentre altri lo escludono, ritenendo il romanzo difforme dalla restante opera del Chrétien di Lancelot e Perceval.

Il nostro romanzo ha per modello privilegiato il racconto agiografico della leggenda di S. Eustachio, ma sviluppi differenti, come ad esempio la caccia al cervo, che in Sant’Eustachio rappresenta il Cristo, il martirio e la provvidenziale conversione iniziale del protagonista, mentre in Guillaume, è il Re, che interviene per recuperare al ruolo regale i propri figli, facendosi mediatore tra l’umanità e il trascendente, per il loro reinserimento nella retta vita sociale.

La caccia riveste anche un senso erotico e il corno smarrito è simbologia sessuale connessa con il desiderio del re di ritrovare la regina e riassumere il proprio ruolo; desiderio sessuale che ritorna nell’atto di acquistare il corno smarrito, cui segue l’incontro con la regina che lo nota sulla nave.

Mais ele regardoit au cor
Qui au mast de le nef pendoit;
Au cor regarder entendoit,
Que nul autre avoir tant n’amoit
Comme le cor qu’ele veoit;
Et le cor et le roi ravise,
C’a cou estoit s’entente mise,
N’aillors ne puet ses iex tenir.
Del roi les fait au cor venir,
Et del cor au roi les ramaine;
Del regarder est en grant paine,
Tant qu’ele vint dalés le mast;
Nul talent n’a qu’ele outre past,
Ains prent le cor et si le baise;
Bien fait samblant que molt li plaise.
Et quant grant piece esgardé l’ot,
Arrier le mist, ne ne dist mot;
Mais vers le roi s’est retornee.

Ma diversi sono i topoi cui si rifà il romanzo, lo stesso Erec e Enide di Chrétien, modello medievale di restaurazione del potere reale che riprende anche la simbologia del corno da caccia.

Altri contributi sono portati dal romanzo antico (come Apollonio di Tiro, il Roman de Tebe, il Roman d’Eneas), i Lai di Marie de France, i tardi romanzi arturiani sul Graal.

La particolarità di questo romanzo ascetico e d’amore, rispetto a quelli ispiratori, è il suo lieto fine.

Altri modelli sul tema della separazione e ricongiungimento si trovano nel romanzo di Floire et Blancheflor. Separati dalla schiavitù affinchè non si uniscano, Floire figlio del “re” dei Saraceni di Spagna, ritrova Blancheflor, figlia di uno schiavo cristiano di nobile nascita, nascondendosi in un cesto di fiori nell’harem del sultano.

Lo stesso avviene in Alcassino et Nicolette, un chantefable (alterna canti e prosa). Qui è Nicolette, schiava saracena convertita al cristianesimo, figlia del re di Cartagine, che travestita da menestrello, ritrova Alcassino, figlio del conte Gavin di Beaucaire.

Anche l’Escoufle di Jean Renaut tratta il tema di amanti che si dividono accidentalmente durante la fuga dalla corte dell’imperatore e alla fine si ritrovano.

Il Guillaume de Palerne unisce il tema della fuga degli amanti a quella degli “animali grati” che li assistono.

Vi è ancora il popolare Partenopeus de Blois, simile alla storia di Amore e Psiche di Apuleio.

Nei primi anni del XIII secolo troviamo Galeran de Bretagne, attribuito a Jean Renaut. Galeran ama Fresne, una trovatella cresciuta in un convento; la corrispondenza tra i due viene scoperta, e Fresne viene mandata via, ma ritrova Galeran giusto in tempo per impedirgli di sposare sua sorella gemella Fleurie, nella quale vedeva solo il riflesso della sua amata.

Una serie di romanzi trattano del tema del cavaliere che si impegna in avventure per dimostrare alla sua donna che egli è degno del suo amore, tra questi Ipomedon di Hue de Rotelande e Gui de Warewic di anonimo anglo-normanno del XIII secolo.

Vi è poi la materia dell’”eroina perseguitata” detto anche “tema Imogen” dal suo uso in Cymbeline di Shakespeare. Segnalo Guillaume de Dole di Jean Renart, il Roman de Violette di Gerbert de Montreuil, La Manekine di Philippe de Beaumanoir, La Contesse d’Anjou e L’Uomo di Chaucer di Jean Maillart.

I manoscritti che tramandano il Guglielmo d’Inghilterra sono due: P (Parigi) e C (Cambridge), esiste inoltre una redazione rimaneggiata in spagnolo E (come Escorial) che collima prevalentemente con P.

I due manoscritti divergono per essere il manoscritto C tendente al poema ascetico, mentre il manoscritto P più didattico.

Ad oggi ci sono quattro edizioni critiche del Guglielmo d’Inghilterra: del 1840, basato sul manoscritto P, ed. Michel; del 1899, manoscritto C e parzialmente P, ed. Föester; del 1927, basato sul manoscritto P, ed. Wilmotte; del 1988, che riprende l’edizione Föester, ma tiene conto della discussione filologica di oltre un secolo, ed. Holden (questa edizione rifiuta in modo tassativo l’attribuzione a Chretien de Troyes).

Lo stemma codicum nel caso del Guillaume non serve, in quanto P non deriva da C o viceversa, non si può dimostrare la parentela tra i due codici, e neanche la discendenza da un unico archetipo.

Non ci sono tuttavia tra P e C divergenze talmente ampie che comportino scelte importanti.

Nei pochi casi in cui nella nostra edizione critica (Wilmotte) i versi sono tratti da C, essi sono indicati con le lettere in corsivo (a,b,c…).

Nel caso del verso 2364 e segg. C non è scelto per avere una lezione migliore, ma perché P presenta una lacuna.

Un discorso va fatto per il verso 2368, dove P ha avoir (con il senso di avere come possesso), mentre C ha coitise, il nostro testo sceglie il manoscritto di base P (Föester), dunque avoir.

La lezione coitise sta per seccare, pretendere, pungere, assillare, dar fastidio ed è la dizione preferita dal prof come lectio difficilis e più probabile, anche nel contesto dell’incontro fortuito con la regina nel porto di Sutherland. Wilmotte sostiene invece che coitise sia troppo cavilloso, perciò improbabile.

Virdis preferisce coitise, anche perché avoir viene ripetuto due volte di seguito prima della lacuna anzidetta, dunque potrebbe essere stato indotto anche successivamente come lezione facile.

Le differenti lezioni dei due manoscritti indicano, da un lato che il manoscritto C tende all’ascetico, mentre il manoscritto contiene P è più didattico e romanzesco.

Si ha notizia di altre tradizioni di questa storia come Dit de Guillaume d’Angleterre con stesure differenti, risalenti al sec. XVI, ma riferite a manoscritti del XIV sec. e conservate presso la Sala Rari della Biblioteca nazionale di Francia François Mitterrand, la cui edizione critica è stata curata da Silvia Buzzetti Gallarati.

Bibliografia:
Maurizio Virdis, in Medioevo romanzo e orientale. Il viaggio dei testi, Rubbettino 1999 (art. Dalla leggenda di S. Eustachio al Guillaume d’Angleterre)
Andrea Fassò, Michela Salvini, in Il sogno del cavaliere. Chrétien de Troyes e la regalità, Carocci 2003 (art. Come in uno specchio. «Songe» e «mensonge» da Chrétien de Troyes a Jean de Meun)
Christine Ferlampin-Acher (a cura di), Guillaume d’Angleterre, Champion 2007
Carlo Donà, Per le vie dell’altro mondo. L’animale guida e il mito del viaggio, Rubbettino 2003
Mattia Cavagna, Chrétien de Troyes (?), Guillaume d’Angleterre, Crmh 2008.

(Filologia romanza – 26.4.1996) MP

Commenti (3)

Le roi vêtu au temps du WikiLeaks
3 #
ivy phoenix
edera.fenice@tiscali.it
109.113.185.65
Inviato il 14/12/2010 alle 13:24
se non riesco a passare prima…
buon natale!

Le roi vêtu au temps du WikiLeaks
2 #
s.lava
g@alice.it
87.0.246.113
Inviato il 07/12/2010 alle 00:40
Chrétien de Troyes: mi rifiuto che appartenga ad uno il cui nome dice tutto 😉 )
Menomale che nn ho mai fatto filologia romanza, mi ha fatto venire un mal di testa!
E poi dovresti aggiungere la traduzione ai versi, almeno per capire come si acquista un corno (io sapevo che le corna di solito sono “regalate”)…
Mao, la fatina e wikileaks… mmmhhmmm… belllaaaaa

Le roi vêtu au temps du WikiLeaks
1 #
Lorna18
bestblog.com
sara@mail333.com
91.201.66.6
Inviato il 26/11/2010 alle 04:07
Resolve such kind of problems.

DAGLI AMANUENSI AL COPY & PASTE

Lezioni condivise 44 – … Allora arde più loco

31 Lug 2010 @ 1:06 PM

Mi rendo conto che le masse popolari faranno tesoro di questo pezzo (dovrei dire lezione, ma hic et nunc questo termine sarà usato tecnicamente con un altro significato) e sarà loro utile per combattere il capitalismo più bieco, però non esagerate con le canzonature, altrimenti ve lo dimostro davvero, scomodando magari Don Milani… tuttavia siccome siete buone e non lo farete, per farmi perdonare un po’ di noia, vi consiglio una lettura, di quelle per cui occorre levarsi lo sfizio, dunque da non perdere assolutamente, e sono certo che mi sarò riscattato, si tratta di Un fedele tradimento di Giulia Penzo, Ed. Perrone lab. E’ l’archetipo giusto, cercatelo sul vostro motore di ricerca personale… ma ne riparleremo…

Ci eravamo lasciati, ospite il grande capo Estiqaatsi, con la definizione e scelta di un archetipo…

Ribadito e precisato che lo stemma codicum – rappresentazione grafica dei rapporti intercorrenti tra i testimoni di un codice – non è mai finito, nel senso che l’eventuale scoperta di un altro codice è sempre possibile, consideriamo dei casi che evidenziano problemi particolari nella scelta dell’archetipo, dunque nella riproduzione dello stemma stesso.

In presenza di varianti equipollenti, senza errori che ci facilitino il lavoro, la scelta dell’archetipo avviene necessariamente mediante il dato probabilistico, con la scelta della variante maggioritaria e la conseguente individuazione degli errori (ciò che si scosta dalla volontà dell’autore).

Si tratta di una scelta delicata che occorre far bene, ciò non toglie che illustri filologi giungano spesso e volentieri a decisioni differenti. I pre-lechmaniani si basavano sul numero assoluto dei manoscritti che riportavano una lezione presa in considerazione, senza badare se i codici fossero dello stesso ramo o meno; la superficialità di tale metodo è evidente, naturalmente occorre considerare i codici che riportano la stessa variante nello stesso ramo o famiglia.

La legge della maggioranza per individuare le parentele viene meno in caso di lezioni difficili, meno probabili ad aversi, stilisticamente diverse, più arcaiche o con tutti i testimoni discordi.

Esaminiamo tre diverse lezioni in Meravigliosamente di Jacopo da Lentini.

Al cor m’arde una doglia,
com’ om che ten lo foco
a lo suo seno ascoso,
e quanto più lo ‘nvoglia,
allora arde più loco,
non pò star incluso:
similemente eo ardo,
quando pass’e non guardo
a voi, vis’ amoroso.

V = quanto più lo ‘nvoglia/ allora arde più loco
L = quanto più lo ‘nvoglia/ tanto prende più loco
P = quando più lo ‘nvoglia/ allora arde più in loco
Le tre lezioni concordano per la prima parte considerata e divergono nella seconda.
V presenta il latinismo loco, avente valore avverbiale e sta per lì, là, in quel luogo.
L riporta invece loco nel senso di spazio e il senso è diverso.
P appare grammaticalmente affidabile con l’aggiunta di in rispetto a V, ma sballa la metrica.

In casi come questo di solito si scelgono le varianti comuni, semplici, in sintonia con il testo, ma in questo caso è la lectio difficilis quella giusta.

Si può agire così: è buona la prima parte + allora arde (maggioritaria), poi nonostante P sia affidabile, la lezione migliore è in V, ove loco ha il senso di (avverbio). Le altre due lezioni risultano banali con le aggiunte di prende e in.

La lectio difficilior(em) diventa scelta obbligata quando lo stemma non ci aiuta o è bipartito, si tratta di solito della lexio colta, arcaica, meno corrente. Troviamo un caso nel Cantico delle creature di Francesco D’Assisi.

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se confane,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Qui abbiamo la variante A confane e la B confano.
La B, si confanno, è lezione più probabile, ma anche la più banale; la A rappresenta invece la lectio difficilior, si confà e –ne, rappresenta una sillaba paragogica, come in sine, none.
Confàne è peraltro in assonanza con mentovàre, anche se solo con vocali uguali dopo l’accento tonico, è più corrente.

In caso di albero bipartito, o con varianti tutte diverse, lo stemma serve a poco e per effettuare una scelta va considerata l’aderenza stilistica e la lexio dificilior, tenuto conto anche di forme anacronistiche che avrebbe potuto introdurre il copista. Dunque si considera anche l’impossibilità che una lezione possa essere fatta risalirea all’autore.

Nella critica del testo, la diffrazione è la generale discordanza dei testimoni (codici) in un dato luogo del testo; dunque si è in presenza di lezioni tutte diverse l’una dall’altra. Si può avere una diffrazione in presentia o in absentia, a seconda che ci sia o meno tra le varianti quella genuina. La diffrazione può avvenire anche per accidente meccanico (taglio), cancellatura, lacuna, interferenza…

Prendiamo in esame a questo proposito diversi codici de “La vie de saint Alexis”, poema dell’XI secolo e ss., verso 155 (XXXI strofa). Si tratta del primo grande capolavoro della letteratura francese, appartenente al genere agiografico-religioso, cui la nascente letteratura volgare attinse a piene mani.

Ço di[t] la medre: ‘S’a mei te vols tenir,
Sit guardarai pur amur Alexis.
Ja n’avras mal dunt te puisse guarir.
Plainums ansemble le doel de nostre ami:
tu pur tun per jelferai por mur filz.’

La tradizione ci dà tutte lezioni diverse e poco attendibili:
L = tu del tun seinur jol frai pur mur filz
A = tu pur tun sire e pur mun chier filz
P = tu pur tun seignur jelferai por mur filz
P2= tu tun seignur jelferai por mur filz
S = l’une son fil et l’autre son amì
L e P presentano un errore metrico; A contiene un anacronismo, in quanto sire in francese antico era seignur; P2 contiene diverse criticità; L è lontana dalla tradizione ed è da scartare

Siamo dunque in presenza di una diffrazione in absentia e occorre procedere ad ementatio; l’esame delle varianti non convince rispetto alla presenza della variante originaria.

L’emendamento riguarda sire e seignur, che si propone di sostituire con per, nel senso di pari… e il verso potrebbe essere così ricostruito

tu pur tun (maggioritario da A e P) per (emendamento) jelferai por (dai P) mur filz (maggioritaria L e P): tu pur tun per jelferai por mur filz. Ma come si può facilmente vedere, la critica del testo difficilmente è unanime. Basta consultare le diverse edizioni per trovare ulteriori lezioni; ne ho visto tre e sono tutte diverse da quelle già riportate:

tu del seinor, jo l’ ferai por mon fil
tu de tun seinur, jol frai pur mun filz
tu tun seinur, jol frai pur mun filz…

è lecito lo smarrimento se siete giunte fin qui, ma la scelta di una variante, se si pubblica un’edizione critica, va spiegata scientificamente o va almeno indicato il filologo e l’edizione critica che la ha precedentemente adottata… non posso spingermi oltre… il resto è gossip da sussurrare in camera charitatis… e mi son già dichiarato “prigioniero politico”… e qui sarà dura per eventuali filologi del quinto millennio, nonostante l’era del copia/incolla, emenderanno di sicuro…

(Filologia romanza – 24.4.1996) MP

Commenti (15 ) persi 6

Dagli amanuensi al copy & paste
9 #
Paola
lamiavitabellaebrutta.blog.tiscali.it
paolasixsix@yahoo.it
159.213.40.2
Inviato il 19/11/2012 alle 14:29
aspetto il seguito… adoro il Portogallo…e a parte la rivoluzione dei garofani, conosco molto poco…

Dagli amanuensi al copy & paste
8 #
make
howtomakemoneyfast59.com
filomena_lott@yahoo.com
199.15.234.246
Inviato il 08/11/2012 alle 02:37
I really like your blog!

Dagli amanuensi al copy & paste
7 #
andreapac
andreapac@tiscali.it
213.136.146.251
Inviato il 24/10/2012 alle 20:33
Ciao, grazie del bel sunto di storia fatta tempo fa. Avevo intuito già la cosa partendo da Garibaldi. Grande donnaiolo senza un briciolo di scrupolo nei confronti dei più deboli. Non un esempio ma da tenere sott’occhio e non prendere tutto come oro colato ciò che la retorica racconta. Forse è servito più al fascismo che prima che dopo.

Dagli amanuensi al copy & paste
6 #
More
bestneedcashnow.com/
maynardnelson@hotmail.de
173.0.49.86
Inviato il 22/10/2012 alle 09:52
To develop a fresh start

Dagli amanuensi al copy & paste
5 #
loan
dayloansfl.co.uk/
dj@lab.com
91.232.96.10
Inviato il 22/10/2012 alle 06:07
Loan’s day

Dagli amanuensi al copy & paste
4 #
Fanny
raspberry.com/
fannymilburn@hotmail.com
46.29.251.246
Inviato il 14/10/2012 alle 12:11
This piece of writing offers clear idea designed for the new people of blogging

Dagli amanuensi al copy & paste
3 #
Ash
achnosora.com/
daniharden@gmail.com
108.163.226.77
Inviato il 03/10/2012 alle 14:48
Why users still use to read news papers?

Dagli amanuensi al copy & paste
2 #
quid.co.uk
quickq.co.uk/
joeynunley@gmail.com
37.59.69.68
Inviato il 19/09/2012 alle 21:11
I really like the colors!

Dagli amanuensi al copy & paste
1 #
cuir
agadir.net/
kentfriedman@gmail.com
118.168.102.251
Inviato il 18/09/2012 alle 02:53
Nice article. People should read this.

ESTIQAATSI!

Lezioni condivise 40 – Dell’archetipo

30 Mar 2010 @ 6:14 PM

Trovarsi in presenza di un archetipo… è quasi impossibile poter essere al cospetto di un tale misterioso volume… forse in un museo o tra i testi antichi di una importante biblioteca? macché! parliamo davvero d’altro giacché l’archetipo è solo un’ipotesi cui teoricamente si risale per mezzo di copie esistenti e successive ad esso.

Sarebbe peraltro insensato, una forzatura, riferire il termine alla produzione letteraria odierna… e comunque arduo e del tutto convenzionale, volerlo individuare.

Tale rompicapo eserciterebbe il suo fascino nel suo spazio naturale, forse un vecchio convento, una situazione che possiamo evocare solo con la fantasia.

Peraltro ognuno di noi ha i suoi piccoli o grandi manoscritti – anche se oggi l’abbandono quasi totale della penna per pc e note book, rende tutto più asettico. Qualche giorno fa mi emozionavo nel rivedere alcuni testi adolescenziali e constatavo di avere difficoltà a decifrare qualche termine… ma siamo all’emulazione.

Lungi dalle banalizzazioni, la parola archetipo spalanca al nostro immaginario un mondo ancestrale, ove su leggii, scaffali o tavoli di legno, si intravedono manoscritti precedenti all’invenzione della stampa, e non si tratta di archetipi o non si può provare che lo siano, saranno solo antiche copie che incutono rispetto e soggezione e che quasi si teme sfiorare, come se altrimenti ci si caricasse tutto un passato sulle spalle.

Convenzionalmente l’archetipo è quel manoscritto da cui discendono tutte le altre copie (non è detto coincida con l’originale e quasi mai esiste fisicamente), denominate testimoni, a loro volta legate da rapporti di parentela. Tutti i testimoni devono avere almeno un errore comune, che dà la possibilità di redigere lo stemma codicum, i vari rami di fratellanza tra i codici.

Esempio di stemma codicum (o albero genealogico) (q):

Tra diversi rami, i codici, oltre all’errore in comune, avranno un errore separativo. Nello schema c’è ad esempio almeno un errore in comune tra le copie C e D e separativo con il ramo A, ma anche C e D avranno tra loro un errore separativo.

Partendo dai testimoni si delinea l’albero genealogico – come se si operasse per delle persone in base al DNA – riconoscendo dunque le copie di una stessa famiglia, le collateralità (rapporti orizzontali) o verticali (discendenza diretta, senza errori separativi), sotto famiglie…

Altro esempio:

L 1- L2: hanno un errore in comune, fanno parte di una stessa famiglia;

P 1-3-5: sottofamiglia, errore comune con il ramo beta, comune e separativo con L.

I codici P ed M sono collaterali a L, ed M rappresenta una ulteriore sottofamiglia; né vi è rapporto verticale (diretto) tra P ed M, perché tra loro vi è un errore separativo.

E’ importante chiarire che disegnare uno stemma non serve a trovare i rapporti tra i codici, in quanto lo stemma stesso rappresenta i rapporti tra i codici.

Lo stemma codicum, per quanto e fin dove serve, è utile per la scelta delle varianti nella stesura dell’edizione critica di un testo.

Occorre precisare che la variante non è un errore, esso infatti si discosta dalla volontà dell’autore; tra le varianti invece occorre trovare quella che ne rappresenta la volontà, eliminando dunque gli errori.

La scelta tra le varianti non è immediata… ci si arriva lavorando sullo stemma, individuando gli errori (alcuni dei quali si auto eliminano evidenziando le varianti).

In questo stemma è più probabile che sia giusto monte, per il semplice fatto che è meno probabile che A e C (collaterali) abbiano coinciso nell’errore.

La preponderanza di copie recanti una stessa dizione non è un indizio che possa valere nella ricostruzione filologica di un testo, conta di più la probabilistica, la possibilità, ma non la discrezionalità.

Estiqaatsi! Fatta salva la suggestione con cui ho cercato di introdurre l’argomento, benché molto assonnato, a questo punto sentirei volentieri il parere dell’illustre grande capo Estiqaatsi…

(Filologia romanza – 19.4.1996) MP

Commenti (4)

Estiqaatsi!
4 #
Paola
p.vecchiotti@tiscali.it
159.213.40.5
Inviato il 15/04/2010 alle 08:40
…chiaro come sempre…logicamente ineccepibile…:-)

Estiqaatsi!
3 #
baby
baby@alice.it
82.60.183.178
Inviato il 13/04/2010 alle 13:32
…mmmhhmm…mi sembra un neologismo… 😉
Qui l’errore dov’è? O è una variante?
ciao da baby

Estiqaatsi!
2 #
alpha
alpha@alice.it
87.8.244.45
Inviato il 11/04/2010 alle 13:46
Ho interpellato il grande capo Estiqaatsi (a dir la verità, quando l’ho evocato ad alta voce, parecchi si sono girati verso di me…: forse ho evocato qualcos’altro?)
Bel post, difficile da commentare.
Forse dovresti spiegare meglio i rapporti di parentela, ma in quello io non c’ho mai capito niente.
buona domenica
alpha

Estiqaatsi!
1 #
giulia
chidicedonna.myblog.it
giuliapenzo@alice.it
82.61.36.150
Inviato il 03/04/2010 alle 22:13
Un bacione di buona pasqua
giulia

CHE COSA SEI…!

Lezioni condivise 36 – Tecnica del testo

30 Nov 2009 @ 2:20 PM

Mi chiedo, mentre mi accingo a scrivere una lezione un po’ insipida, a quanto fischino le orecchie a Rosa, che non vedo da anni e di cui non ho notizie da tempo e che devo citare per lusingare i discenti, manco fossi una sirena… Certo, capisco che il gossip d’ateneo sia irresistibile, ma almeno per ora dovrei davvero lavorare di fantasia o come minimo cambiare protagonista, ma so che lei è nel cuore di alcune allieve, manco fossi diventato Marìo De Filippi. Chissà se è sufficiente questo pistolettino per catalizzare l’attenzione anche sul seguito, posso ulteriormente aggiungere che lei era presente, dunque navigate con l’immaginazione e chiedetevi come mai questa lezione è così breve… Com’è quella canzone di Mina? “Lumate, lumate, lumate…”

Parole, parole, parole… quelle che gli amanuensi erano costretti a copiare ogni giorno e chissà le risate che si faceva qualche copista burlone ad inserire contaminazioni ad arte per fare impazzire i posteri nell’operazione di tradire un testo per ricavarne l’edizione critica.

Ovviamente è una boutade, non sono certo gli scherzi da frate ad aver reso necessario lo studio filologico di un testo, ma la necessità di recuperare importanti libri da pochi testimoni rimasti, spesso lacunosi e recanti diverse lezioni.

Prima dell’invenzione della stampa, l’operazione di copia di un testo a mano da parte di diverse persone rendeva scontata la presenza di errori di diverso genere e inoltre il tempo e l’usura di molti manoscritti ha fatto il resto. L’avvento della stampa dunque è una data importante per la filologia, segna un discrimine. Il numero delle copie aumenta, sono tutte uguali e presumibilmente tutte corrette e conformi alla volontà dell’autore, che invece non poteva controllare i manoscritti, soggetti a sviste che potevano accumularsi da copia a copia.

Per un autore è meglio l’errore del copista che una revisione del testo in base a qualcosa di esclusivamente sensato, ma solo verosimile e lontano dalla sua volontà. La lettura critica, ovvero la filologia, la critica del testo, cerca appunto di ridare il giusto senso all’opera e alla volontà dell’autore.

Nel Medio Evo non esisteva il concetto attuale di autore. Venivano apportate variazioni di diverso tipo, ad esempio dialettali. Quando un testo viene trascritto in un’altra parlata è soggetto a una qualche corruzione. Per evitare ciò si ricorreva alle rime, chi modificava le rime, infatti, doveva modificare anche le successive, perciò l’operazione diventava troppo laboriosa.

La restituzione del testo a quella che era la volontà dell’autore è ardua. I testimoni manoscritti possono essere unici o a centinaia. Quando si ha una sola copia, senza la possibilità di raffronti, si può comunque studiare la lingua, per vedere se si è davanti ad un testo affidabile. Con più di un testo, il problema è vedere dove le copie divergono e stabilire quale è la copia fedele.

Karl Lachmann con il suo metodo di indagine dà una svolta alla ricerca filologica, tanto che il discrimine viene definito prima o dopo Lachmann.

Prima di lui si adottava un metodo meramente empirico, ad esempio se tre testimoni (sta per copisti o copie) contro uno recavano la stessa lezione, si dava preferenza alla concordanza, o, se si trattava di esaminare una discordanza si dava preferenza al testimone più antico.

Con Lachmann, questi criteri empirici vengono sottoposti a giudizio, ovvero vengono ristabiliti i rapporti che intercorrono tra i testimoni diversi, si procede a formare un albero genealogico (stemma codicum) mediante il recupero di tutti i testi che è possibile trovare (recensio), stabilendo la provenienza e da chi sono stati copiati, onde procedere poi attraverso gli errori evidenti e significativi, escludendo le mere probabilità.

Le fasi della recensio (o censimento) sono: l’individuazione delle fonti (tradizione diretta dell’autore, tradizione indiretta [versioni, ricostruzioni, citazioni, commenti, imitazioni o parodie, allusioni]); l’eliminatio codicum descriptorum (eliminazione delle copie di un originale); la determinazione delle relazioni tra i testimoni.

Lo stemma codicum (albero genealogico della tradizione manoscritta) individua così un archetipo (cioè il capostipite dell’intera tradizione posseduta, indicato con lettera greca Ω) caratterizzato dalla presenza di almeno un errore congiuntivo comune a tutta la tradizione; o anche uno o più codices interposti, cioè testimoni inseriti tra l’archetipo e i manoscritti posseduti (solitamente indicati con lettere dell’alfabeto latino). L’ultimo atto è l’emendatio, cioè la correzione che viene apportata nell’edizione critica.

Il metodo Lachmann venne ulteriormente riveduto da Joseph Bédier, il quale baserà il suo sul criterio del codex optimus (o bon manuscript), che stabilisce a priori quale testo sia più affidabile e vicino all’originale.

(Filologia romanza – 17.4.1996) MP

Commenti (9)

Che cosa sei…!
9 #
Paola
lamiavitabellaebrutta.blog.tiscali.it
159.213.40.5
Inviato il 29/12/2009 alle 14:53
Ciao Angel!!! passo per contracambiare gli auguri, per le feste passate e per quelle che devono sempre arrivare…:-)

Che cosa sei…!
8 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
95.225.25.53
Inviato il 28/12/2009 alle 16:03
Ciao angel,buon anno nuovo!ciao.giampaolo.

Che cosa sei…!
7 #
cleide
62.10.190.175
Inviato il 27/12/2009 alle 10:52
Il “pistolettino” ha funzionato, ma il seguito stavolta, almeno per me, è stato davvero interessante rileggerlo. proprio qualche giorno fa cercavo degli appunti al proposito e ho scoperto di averli persi durante un recente trasloco. Quindi questo post lo salvo. 🙂 )
Ti rinnovo gli auguri per il nuovo anno e..no, non ho trasformato il mio blog in una chat ma, se non mi rimetto a piombo, il rischio è reale.))

Che cosa sei…!
6 #
giulia
87.4.246.148
Inviato il 23/12/2009 alle 23:47
Buon Natale e un abbraccio da Giulia

Che cosa sei…!
5 #
ivy
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
79.21.31.240
Inviato il 21/12/2009 alle 23:05
buon natale e buone feste a te

Che cosa sei…!
4 #
fanta
fantaghiro.blog.tiscali.it//
151.33.191.119
Inviato il 18/12/2009 alle 14:24
rosa..la tua ex??

Che cosa sei…!
3 #
ivy
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
79.21.31.240
Inviato il 11/12/2009 alle 10:45
letto.. mi chiedo cosa mai mi servirà nella vita sapere queste cose, ma, in effetti, non si sa mai..
ciao max!

Che cosa sei…!
2 #
lori
diotima47.blog.tiscali.it
93.46.67.232
Inviato il 10/12/2009 alle 13:33
qua c’è da rimboccarsi le maniche per commentare adeguatamente…
Vado a studiare e torno.
lori

Che cosa sei…!
1 #
ivy
79.21.31.240
Inviato il 03/12/2009 alle 11:45
uelà!

BASTARD SON OF… (lasciamo perdere)

Lezioni condivise 32 –  L’agnizione regale

30 Giu 2009 @ 10:51 PM

Devo confessare che il Guillaume d’Angleterre l’ho apprezzato studiandolo… A lezione, nonostante la bravura indiscussa del prof – o Sì Cristina – Rosa mi distraeva parecchio… E quale sarebbe stata la mia sorpresa, il mio sbigottimento, la mia emozione, se fossi stato più attento. Proprio nella lezione dell’agnizione, un po’ del gioco assurdo, dell’anello regale richiesto da Graziana, Rosa fissava le mie mani in modo sostenuto, osservando il mio smarrimento con la coda dell’occhio (che… son of Dioniso!). Agnito anch’io, ma con un epilogo differente…

Graziana aveva ormai riconosciuto Guglielmo (vedi lezione 18, aprile 2008), e anche lui dopo la cessione dell’anello e una volta a tavola, la riconosce… ma entrambi dissimulano:

Mais li uns vers l’autre se cele;
Ensi avint qu’il se celerent

Vedendo dei cani, Gui desidera andare a caccia, sogna ad occhi aperti e urla. Lei capisce, organizza una battuta per il giorno dopo, ma lo avvisa che non dovrà superare il confine che il fiume segna con il territorio del suo nemico, il re di Caithness, cui ha rifiutato di andare in sposa.

L’avvertimento della regina viene dimenticato da Guglielmo, nella foga di inseguire un cervo; supera il limite segnato dal fiume, e catturatolo, suona il corno, ma i primi ad accorrere sono due cavalieri nemici di Graziana.

Essi lo minacciano a spada sguainata, lui non reagisce, si ripara dietro una quercia e si fa scudo con il cavallo.

Un re dovrebbe difendersi, invece si sottrae alla battaglia… In realtà egli è sotto l’effetto di una visione. Il suo compito è garantire la pace, dunque non entra nella diatriba feudale. Per questo, essendo Re, non accetta la sfida, ovvero non entra nella disputa territoriale tra i due feudatari.

Guglielmo si rivela ai due cavalieri come re e racconta la sua vicenda.

Li rois son essil et sa paine
trestot de cief e cief lor conte ;
et cil, poe escouter le conte,
de lor ceval a pié descendent.

Guglielmo racconta nei minimi particolari di come ha perso la regina, i figli, e la borsa di bisanti sottrattagli dall’aquila.

Et maintenant sont avenues
miracles : par devers les nues
vint l’ausmosniere et li besant ;
Diex lor envia en present ;
si en furent moult esbahi,
quant l’aumosniere entr’ax kaï.

Uno dei cavalieri sapendo da chi lo aveva allevato le circostanze in cui era stato trovato, cioè minacciato da un lupo e fasciato in un pezzo di stoffa, riconosce in Guglielmo il padre.

Mes peres estes, vos fius sui

Così l’altro cavaliere oltre al padre, scopre il fratello, di cui era amico da tempo, senza sospettarlo. Anche lui fu trovato fasciato con un lembo della veste del re.

“Diex, fait il, m’a ci amené,
car or sai çou que ne savoie…
… or saciés bien certainement
que compaignon somes et frere.
Et vos, biax sire, estes mes pere.

Guglielmo rivela loro che la regina con cui da tempo erano in guerra è loro madre.

Mais tex fait mal, qui ne le set.
Mal avés fait, mais nel seüstes :
por çou droit et raison eüstes ;
car vos pas ne le connissiés,
et vos vostre signor aidiés .
Signor, votre mere est la dame
que vos avés a feu a flame
soventes fois sa terre mise.

La regina intanto convinta che Guglielmo sia stato catturato dal re di Caithness, si presenta sul fiume in assetto di guerra, indica i cavalieri come suoi peggiori nemici, ma riceve da Guglielmo la notizia.

Cist ont faite tuote la guerre,
cist sont li plus mal de la terre.
Cist m’ont tant fait ire et coros
que je sai bien que deseur tous
Sont cist mi mortel anemi.
   – Ains sont vostre carnel ami.
   – Ami ? Comment ? – Votre fil sont.
   – Diex ! fait la dame, qui respont :
« Puet çou voirs estre ? – Oïl sans doute ».

L’agnizione è completata, si fa festa, si ringrazia, il Re riprende il suo posto.

Il romanzo basato su dei topoi tradizionali, di cui ho parlato nella lezione 9, luglio 2007, ha uno sviluppo semplice, ma è pieno di simbolismi. Al principio era stata un’aquila a sottrarre la borsa con i danari al re nel momento della disgregazione della famiglia, infine è Dio che la fa cadere in mezzo a Guglielmo e i suoi figli, appena ricongiuntisi. La borsa cade come ad indicare che il re ha superato il percorso necessario per esserne investito sacralmente. Ha recuperato dunque la sua funzione di Rex, re e sacerdote (umano e divino). Egli può essere partecipe con il clero del mistero divino. Il re diventa oratore di una nuova giustizia, divina.

Altri simboli sono il cervo, nell’agiografia cristiana simbolo del Cristo redentore; il fiume e la foresta, limiti da superare per riaffermare la regalità…

Il romanzo è teologico-politico, non cortese, ma non ha fini morali, piuttosto politici, per l’affermazione di una nuova giustizia, di un nuovo ordine di pace.

Guillaume da re tradizionale, attraverso il suo percorso di uomo comune, diventa Rex, padre, servo del popolo. Un romanzo medievale, a suo modo, rivoluzionario.

(Filologia romanza – 29.3.1996) MP

Commenti (6)

Bastard son of… (lasciamo perdere)
6 #
faraluna
speranzadivita.blog.tiscali.it
78.15.244.75
Inviato il 22/09/2009 alle 21:47
Ciao Angel, eccomi di nuovo qui!:-)))
Non stavo scrivendo questo periodo…problemi…
Un bacione.:-) faraluna

Bastard son of… (lasciamo perdere)
5 #
Benny
silenziosaluna.blog.tiscali.it
95.235.215.160
Inviato il 19/09/2009 alle 16:31
No purtroppo non ero a Bagnone! 😀
MAGARI!
SONO TORNATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! 🙂

Bastard son of… (lasciamo perdere)
4 #
lori
diotima47.blog.tiscali.it
93.46.64.254
Inviato il 12/09/2009 alle 14:32
ma è stupendo!
Dio quanto mi piace quel Guillaume!
Al punto che non mi succederebbe di distrarmi; io…sai…sono una cacciatrice…i miei cani non sgarrano
Mi sovvengono lady Rowena e Ivanhoe, ah… la concupiscenza delle atmosfere!

Bastard son of… (lasciamo perdere)
3 #
andreapac
andreapac.blog.tiscali.it
79.27.205.22
Inviato il 12/09/2009 alle 00:53
Una trama particolare ma non meno intracciata di quella proposta da scrittori contemporanei.Un testo che vola via lisco spesso risulta piatto e noioso.Scorre in un pomeriggio e non lascia cicatrici.Hai mai sentito parlare dei NUR rok sardi?Li ho ascolati quata estate, fantastici.

Bastard son of… (lasciamo perdere)
2 #
Ros4
ilmiogiorno.blog.tiscali.it//
151.95.246.145
Inviato il 12/09/2009 alle 00:20
Beh…un’ostia ce l’ho appena messa 😉 ))
Tornata da una settimana dalle vacanze e sommersa di lavoro (ma bene così).
Torno a leggerti degnamente come meriti..ora filo a nanna.
Un sorriso, a presto!
Rosa.

Bastard son of… (lasciamo perdere)
1 #
giulia
87.8.241.192
Inviato il 09/09/2009 alle 22:55
uff uff…salgo…, sti qua arriveranno al riconoscimento?

A CESARE QUEL CHE È DI CESARE, SE È DI CESARE, NON SE È TUO !

Lezioni condivise 18 –  Cist peages est assez maus…

30 Apr 2008 @ 10:41 PM

Avevamo lasciato il nostro Re nudo, Guillaume, nel mezzo di una tempesta, al largo della costa atlantica inglese – Celtic sea (vedi i post: “Comunista ad honorem et gratis…” – gennaio 2008 e “Quando i re erano comunisti… e nudi” – luglio 2007) e nel corso dell’invettiva collettiva contro i venti/baroni “che hanno soffiato abbastanza” (vantè: far vento o vantarsi), sballottando (waucrent) l’equipaggio/popolo, che così non sa (sorent: seppero) orientarsi.

Il quarto giorno di navigazione il mare tornò calmo (coie: quieto),  rimase solo un lieve venticello (uns ventelés moult soués) necessario per pulire (baillier: spazzare) l’aria.

La nave approdò in una terra dove lo sbarco era molto oneroso: il signore, la signora e il siniscalco avevano diritto a prelevare ciò che volevano dal carico delle navi che là attraccavano; la Dama in particolare aveva diritto alla cosa più bella che era a bordo.

Cist peages est assez maus…” (questo pedaggio è assai oneroso), ma necessario (estuet: occorre). Qui l’agiografia di ispirazione evangelica è evidente.

La Signora giunse non appena la nave arrivò, egli conosceva le leggi di quel porto. Guglielmo vide la Dama, ma fu deluso di non poterla vedere in viso, portava il velo.

Amis, il estuet que je voie tos vous avoirs” (amico, occorre che veda tutte le vostre merci), sono le prime parole di Graziana, si compie dunque un rito necessario.

A tant la dame en le nef entre,
cui li cuers haletoit el ventre
del roi, qu’ele aloit ravisant
car il li aloit ja disant
qu’ele l’avoit veü aillors.
Quindi la Signora salì sulla nave
e nel petto il cuore le batteva forte
per il Re, che cominciava a riconoscere
perché esso ora le diceva
che l’aveva già visto
.

Graziana riconobbe lentamente suo marito, non per le sue sembianze, ma per la sua maestà, ma non gli si svelò; adocchiò il corno, simbolo della regalità di Gui, che pendeva dall’albero della nave (mast de le nef), ai piedi (dalés) del quale era giunta, lo prese in mano, lo baciò, lo osservò per qualche tempo mostrando di gradirlo, poi lo rimise a posto senza parlare.

Graziana era felice e soddisfatta (sist) e si sedette (assist) vicino a Guglielmo, notò al dito mignolo di lui l’anello che le era appartenuto, che era legato alla cintola (braiiel: braga) con un filo (lac: laccio) di seta, il giorno che partì. Quello fu il dazio che gli chiese: l’anello regale. Por tant vos serés acuités (per esso sarete libero da ogni obbligo – acuités: quietanzato).

Lui cercò di distoglierla da quella richiesta offrendo qualcosa di più consistente: ja por si peu ne serai cuites (non è giusto che sia affrancato [cuites] per così poco).

En ceste nef a tel avoir
dont on porroit cent mars avoir :
celui prendés se vos volés ;
ja mon anel ne me tolés,
car entre l’or er la gagonce
ne valent mie plus d’une once.
Mais jou l’aim miex, foi que vos doi !
Ma vie est tote ens en mon doi,
quant cestui anelet i port :
tolés le moi, si m’arés mort.
In questa nave ci sono tali averi
che se ne potrebbero ricavare cento marchi:
prendete quelli se voi volete;
ma non toglietemi il mio anello,
perché tra l’oro e il giacinto (pietra preziosa)
non vale certo più di un’oncia.
Ma io l’amo più di tutto, ve lo assicuro!
La mia vita è tutta nel dito
che porta questo anello:
toglietemelo, se mi volete morto
.

L’insistenza della regina è esagerata: folie fac (č palatale: faccio) et si mespreng (mi comporto da folle [a pretendere così poco]), ma…que vos ne me poés deffendre (non potete rifiutarmi nulla).

Gui alla fine cede, ma le fa pesare il dono, maugré moi l’ai de mon cuer trait (mio malgrado ho dovuto strapparmelo dal cuore)… or vos ai donee ma vie (così vi ho dato la mia vita).

Anche in questo scampolo di racconto, l’eccesso di particolari, rimarcato punto per punto, gesto per gesto, potrà sembrare puntiglioso. In realtà non lo è nell’economia di un romanzo carico di allegorie e simbolismi.

Dallo sbarco di Guglielmo in terra di Sutherland (Scozia), ad esempio, in soli dodici versi il corno è nominato sette volte.

Un senso ha anche il fatto che re e regina, ormai consci l’uno dell’altra, dissimulano. Non è ancora il momento della grande agnizione.

(Filologia romanza – 15.3.1996) MP

Commenti (32)

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
32 #
alice
diariando.blog.tiscali.it
213.140.16.176
Inviato il 28/05/2008 alle 14:38
ciao Angel,piacere di conoscerti e grazie di essere passato da me,presto verrò a leggerti con più calma.
un saluto
alice

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
31 #
cleide
82.84.241.127
Inviato il 27/05/2008 alle 23:40
Bella questa! Ma all’epoca hai lanciato un anatema? Colui dal quale non ci libereremo facilmente.:-)

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
30 #
Grazia
ilgiardinodelcuore.blog.tiscali.it
78.13.213.177
Inviato il 27/05/2008 alle 20:16
..occorrono bombe? 🙂 )
ho usato il traduttore per capire ahhahahah
un abbraccio

BRINDISI a su connottu!
29 #
Melania
melania07.wordpress.com/
217.133.121.167
Inviato il 27/05/2008 alle 18:16
Scirocco e afa in questi giorni su questa isola.
Passo per un saluto.
Buona serata e a presto.

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
28 #
diotima47
213.140.18.136
Inviato il 27/05/2008 alle 14:04
perché il corno esprime, propagando il suo suono, la proiezione dell’inconscio collettivo…e le foreste e le lande sconfinate percosse vibrano.
Dio quanto evocatore è il corno per me!

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
27 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.232.173
Inviato il 27/05/2008 alle 11:31
Io sempre desiderato un negozio di artigianato
Anzi mi sa che mi butto su questa idea imprendioriale, mi sa che ho le capacità… 🙂
Basitteddu Angel!

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
26 #
loreley
loreley777.blog.tiscali.it
151.49.222.2
Inviato il 25/05/2008 alle 22:06
Ciao collega,
come va?
Io sono davvero stanca. Speriamo bene per questi esami. Ho voglia di mare!!!
Ciao ciao

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
25 #
Maryloo
maryloo.blog.tiscali.it
87.24.231.181
Inviato il 24/05/2008 alle 09:39
Ho dovuto fumare quelle 20 sigarette, non avrei mai smesso altrimenti; dovevo provare disgusto per loro.
Io ho dato un’occhiata a qualche tuo post…mi sa tanto che ho perso un sacco di lezioni! 😀
Dovrò cominciare a leggere dal primo post.

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
24 #
Melania
melania07.wordpress.com/
82.84.242.57
Inviato il 24/05/2008 alle 00:15
Credo di aver qualcosa da leggere fra i tuoi vecchi post.
Dammi un po’ di tempo.
Mi aiuterà a capire meglio questo post.
Un sorriso e a presto

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
23 #
Barbara
insideofme.blog.tiscali.it
217.169.121.12
Inviato il 23/05/2008 alle 10:58
Ciao, manco da un pò… tanto per cambiare…
Ti lascio un abbraccio e l’augurio di Buon we…
Stai ancora festeggiando lo scudetto? 🙂

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
22 #
s’informadori
sa_domu.blog.tiscali.it
62.10.236.239
Inviato il 22/05/2008 alle 19:12
Ciao Indian, ti ho risposto al tuo commento, ecco il link: http: //sa_domu .blog. tiscali.it //Deposito _della _memoria_ con_gli_ oggetti_dimenticati _1890299.shtml? visualizza Commenti =true? visualizza Commenti= true# inbasso
Mi scuso ancora una volta per il ritardo, a kitzi!

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
21 #
infondoaimieiocchi
infondoaimieiocchi1.blog.tiscali.it
84.222.13.239
Inviato il 22/05/2008 alle 11:49
Scusa ma mi diceva che non li pubblicava…:-)

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
20 #
infondoaimieiocchi
infondoaimieiocchi1.blog.tiscali.it
84.222.13.239
Inviato il 22/05/2008 alle 11:47
Sono stata costretta a festeggiare a Piazza Duomo! Grrrrrrrrr
Comunque sia da sportiva ti porgo i miei più (prrrrrrr) simpatici complimenti.
Lunedì torno ad Appiano e mi guardo qualche allenamento tiè!
Abbraccio, A.

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
19 #
infondoaimieiocchi
infondoaimieiocchi1.blog.tiscali.it
84.222.13.239
Inviato il 22/05/2008 alle 11:47
Sono stata costretta a festeggiare a
Piazza Duomo! Grrrrrrrrr
Comunque sia da sportiva ti porgo i miei più (prrrrrrr) simpatici complimenti.
Lunedì torno ad Appiano e mi guardo qualche allenamento tiè!
Abbraccio, A.

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
18 #
infondoaimieiocchi
infondoaimieiocchi1.blog.tiscali.it
84.222.13.239
Inviato il 22/05/2008 alle 11:46
Sono stata costretta a festeggiare a
Piazza Duomo! Grrrrrrrrr
Comunque sia da sportiva ti porgo i miei più (prrrrrrr) simpatici complimenti.
Lunedì torno ad Appiano e mi guardo qualche allenamento tiè!
Abbraccio, A.

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
17 #
Angel
themirror.blog.tiscali.it//
79.16.153.41
Inviato il 20/05/2008 alle 12:35
Ciao collega..volevo ringraziarti per essere passato da me in questo mio periodo di assenza..ma..cosa intendevi dire quando mi hai scritto che leggi di me un pò ovunque?!?!
A presto;)

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
16 #
come alice
85.20.17.150
Inviato il 19/05/2008 alle 17:06
No…non ci posso credere…sono io la prima a congratularmi??? Chissà che festa ieri…mio marito doppia x via del Catania.
Ciao Angel 🙂

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
15 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.164.130
Inviato il 17/05/2008 alle 16:52
vedo che i tuoi studi procedono…
uhm preso dal derby?
ci sentiamo angel..
io, in piena guerra, e lo sai…
ma non sono mai stata pacifista, se si deve combattere, si combatte..

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
14 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.210.150
Inviato il 16/05/2008 alle 19:51
Tu il 13 maggio ti dovevi ricordare di una cosa.
Ti n’de sese irmenticadu? 🙂 )
Vabbè sei perdonato. Per questa volta. E io che ti volevo inviare la torta… Cleide e io abbiamo fatto festa… beh non solo noi due.
Ti sei perso una serata con Lapa&Lapa.
Basos

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
13 #
ambrogetti
85.18.14.9
Inviato il 14/05/2008 alle 16:45
è tutti de loro qui… cianne le azioni sti porchi de sardi a quello di Dada je devo ancora fare il culo ma prima o poi jel fago.
togli la musica che scassa

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
12 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
84.222.98.192
Inviato il 13/05/2008 alle 11:32
Ciao angel,ho visto che sei interista!Speriamo bene per domenica!!!ciao

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
11 #
diotima47
213.140.18.136
Inviato il 12/05/2008 alle 20:25
il diritto alla cosa più bella
il dovere di rifiutarla
tutto è nel sottile protratto godimento del diniego

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
10 #
infondoaimieiocchi
infondoaimieiocchi1.blog.tiscali.it
84.222.4.244
Inviato il 12/05/2008 alle 18:37
Giuro solennemente che se l’inter vince, mi vesto neroazzurro e vado a festeggiare…lo merita dopo un anno di sacrifici.
Però sinceramente…con tutto quello che ha spso Moratti, dovevano vinvecere con un largo margine di punti!
Un bacio, A.

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
9 #
S’informadori
sa_domu.blog.tiscali.it
62.10.248.163
Inviato il 12/05/2008 alle 13:22
Ciao Angel, ti ho risposto sull’articolo delle elezioni politiche in Sardegna, mi scuso per il ritardo, ti mando anche il link sulla risposta della questione Kosovo, ciao, a presto!
http://sa_domu.blog. tiscali.it //La_Sardegna _ha_scelto_ Silvio_1882214. shtml?visualizza Commenti=true? visualizza Commenti=true #inbasso
http://sa_domu.blog. tiscali.it //Indipendenza_Kosovo __ plauso_e_ critiche_ dalla_Sardegna_ 1862510.shtml ?visualizza Commenti =true#inbasso

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
8 #
Do
87.20.193.178
Inviato il 11/05/2008 alle 21:58
naaa dopo quello che ha fatto Figo presumibilmente per ora odio Inter… si dice abbia investito un gatto nero perchè portava sfiga… spero sia la solita strumentalizzazione…
si scrivime du righe.. sto cambiando residenza blog… forse… siao!

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
7 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.150.32
Inviato il 11/05/2008 alle 12:22
Noi in Sardegna abbiamo tante cose nostre… anzi la Sardegna è la nostra… quindi … perchè diamo a Cesare quel che NON è di Cesare?
Oh Angel… ma ci attrezziamo o no? Hai letto del nuovo partito indipendentista di Meloni … Paris?
Che ne dici?
Attera tzente indipendentista, atteres sardos, atteru partidu, atteras cosas… ma tottu impari cando… mai.. mai… mai… mai… E quindi siamo ancora qui a dare a Cesare quel che NON è di Cesare…
Basos e saludos…
Oh cavoli questa canzone in sottofondo mi piace moltissimo.
Ah ma Lapa sarei io? 🙂 ))

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
6 #
Phoebe
littlesweetdreams.blog.tiscali.it
84.223.101.106
Inviato il 06/05/2008 alle 01:20
Ehehhehe non so che farci, che lui è uno della gobba eheheh ma va già bene che non è un tifoso juventino sfegattato dai ehehehe 😛 Bhe c’è sempre di peggio dai…
comunque grazie del commento 😉 mi fa sempre piacere 😉
un bacione

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
5 #
come alice
come_alice.blog.tiscali.it
84.222.240.244
Inviato il 04/05/2008 alle 15:08
ehm…fin qui è stato facile…vedremo x il seguito.
Ciao Angel 🙂

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
4 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.158.136
Inviato il 03/05/2008 alle 16:01
ciao angel.. eh…
buona domenica

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
3 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.17.81.49
Inviato il 01/05/2008 alle 09:56
Ciao mio caro anarchico… passo per augurarti buon primo maggio… e la nostra rivoluzione quando la facciamo?… Aspetto il tuo post… besitos… Sonia

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
2 #
Gio
82.84.204.92
Inviato il 01/05/2008 alle 09:30
ciao Angel
scopro con meraviglia che ti seguo da anni e non ho il link al tuo spazio nel mio.
Provvedo subito.
Un caro saluto… e teniamoci Lega, Berlusca… e Fini!

A Cesare quel che è di Cesare, se è di Cesare, non se è tuo !
1 #
Fly
cotidievivere.blog.tiscali.it
80.116.242.131
Inviato il 30/04/2008 alle 21:01
scusa angel ma veramente sto pomeriggio stavo sclerando con il pc… quando si ha fretta la posta non funziona…. ma cosa mi stavi raccontando??? dicci dicci!

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…

Lezioni condivise 14 – Les trois ordres nel Guillaume d’Angleterre.

19 Gen 2008 @ 1:01 AM

Cosa non si fa per la donna angelo, per un angelo di donna… per conquistare la sua benevolenza, si passa senza indugio di palo in frasca… M’immergo nuovamente nell’evo medio, tra Re nudo, nel mondo cortese che tanto Le aggrada, lei donna, lei contessa, lei principessa, lei regina, lei Linda, lei Candida, lei Immacolata… (vedi il post: Quando i re erano comunisti… e nudi – luglio 2007).

Georges Duby, amico del mitico Fernand Braudel (storico francese come il maestro, autore, tra l’altro de I tre ordini: la società feudale immaginaria [1978] e Lo specchio del feudalesimo. Sacerdoti, guerrieri e lavoratori [1980]), ha suddiviso la società basso-medioevale in oratores, bellatores, laboratores: les trois ordres, appunto, riprendendo la teoria duecentesca dei vescovi Adalbéron de Laon e Gerard de Cambrai (tendente a garantire la pace sociale del regno francese) e l’analisi di Georges Dumézil sulle più antiche culture indoeuropee, paragonandoli agli états générals di Francia: clero, nobiltà e terzo stato, triangolo sociale monarchico assoluto.

Il Re oratore e predicatore, come i vescovi (dai quali era consigliato), dominava su coloro che lottavano e coloro che lavoravano, e mediava tra clero e laicato, in una specie di regime interattivo e sussidiario, nel quale i monaci pregavano per tutti, i cavalieri proteggevano la chiesa e i deboli, i lavoratori coltivavano la terra per sfamare gli altri e se stessi. Egli era dunque arbitro e garante di questo equilibrio. Erano esclusi dalla tripartizione i chierici, ovvero i monaci, perché disprezzavano la società.

Vi sono dunque tre divisioni: clero-laici, nobili-lavoratori, clero secolare-clero monastico.

I nobili (cavalieri, guerrieri), avidi, intensificarono il lavoro dei campi, perfezionandone le tecniche, favorendo così l’incremento demografico; perché con il passare del tempo il capitale non sono più le terre, ma i lavoratori. Se ciò, a lungo andare, eliminò ogni differenza tra i villani, fossero o meno proprietari, fece acuire invece le differenze tra laici ed ecclesiastici, impegnati questi ultimi ad ottenere l’esonero da qualsiasi tassa. Netta divenne la differenza tra chi portava e non portava armi, pertanto i cavalieri si emanciparono rispetto al popolo, passando nella schiera dei “potenti”.

Nel Guillaume d’Engleterre questa ripartizione sociale è evidente e il Re, per redimersi, deve attraversare tutti e tre gli ordini sociali. Il suo ruolo è quello di “arbitro”, di saggio, egli crea un ponte tra il clero e i laici; tra gli intermediari tra terra e cielo (vescovi), nobili (che rischiano la vita in battaglia) e popolo (che suda lavorando).

Guglielmo riceve il consiglio dal cappellano, si fa sacerdote, ma entra in contatto con i mercanti e diventa lavoratore (servo, poi apprendista) e con le sue forze, infine, mercante egli stesso, a simboleggiare la perdita di potere del clero e della nobiltà con l’emergere del terzo stato.

Questo percorso è rappresentato dalla microsocietà che è la famiglia del re; anche il rapporto padre-figlio, equivalente a quello di sire-vassallo (suddito), viene superato metaforicamente, quando è un garzone a restituirgli la sua regalità (il corno), una sorta di superamento della discendenza diretta, di sangue.

Il testo dunque raffigura positivamente la tripartizione, con un re ancora al servizio dei sudditi, contro la successiva degradazione storica e la concezione totalitaria agostiniana.

Nel corso dei secoli XI e XII si assistette alla nascita di un nuovo genere letterario, che divulgò il tema ascetico del disprezzo del mondo. Il capolavoro di questo genere è De contemptu mundi di Lotario di Segni, poi divenuto papa Innocenzo III.

Da queste teorie vennero tratte le quattro virtù del monaco perfetto: disprezzo di sé, disprezzo del mondo, amore per il prossimo, amore per Dio; esse stridono in qualche modo con la legge dei tre ordini, cioè con il far si che i vescovi si occupino anche dei problemi dei laboratores.

L’ascetismo lotariano e monacale deriva da quello gnostico, secondo cui Cristo non s’incarnò sulla terra come Gesù, ma fece sì che ciò apparisse agli uomini (docetismo, dal greco dokéin, apparire). La ragione è stata infusa nell’uomo da Dio e non può, pertanto, ingannarci. Sarebbe dunque assurdo pensare che le verità razionali e le verità di fede, che hanno un’unica origine, possano essere in contrasto tra loro (si negava in sostanza l’umanità di Gesù). Questa negazione del concreto e il relativo disprezzo per il mondo materiale, portò a comportamenti quotidiani radicalmente opposti: dalla sessualità più sfrenata (Basilide, Carpocrate, borboriani, fibioniti, cainiti), alla castità e all’ascetismo più rigorosi (Saturnino).

In polemica con quello esposto è il pensiero di Tommaso D’Aquino, lontano dal disprezzo per il mondo, tipico di molti pensatori alto-medievali e formulato nel De contemptu mundi.

Il ragionamento di Tommaso si fonda sul pensiero di Aristotele, cioè sulla massima espressione filosofica della classicità, reinterpretato in chiave cristiana. Egli ad esempio, ne la Summa contra gentiles, sostiene che il dialogo con pagani, eretici, musulmani, ebrei, sulla veridicità del cristianesimo, non potrebbe realizzarsi senza fare appello alla comune natura umana, e ai principi della ragione innati in ogni uomo.

Si scontravano all’interno della chiesa intorno all’anno mille e in particolare nel duecento, due concezioni opposte: laica e monastica, concezioni presenti nel Guillaume d’Engleterre, dove il Re, risponde al richiamo divino con l’esilio e l’eremitaggio nella foresta (in cui al posto dei monaci ci sono i mercanti) e compie un percorso che attraversa queste due posizioni: quella millenaria, pessimista, con la fuga dal mondo, e subito dopo quella ottimista che rivaluta il lavoro e vede la nascita di nuovi mestieri (Guglielmo diventa mercante, prima di tornare ad essere Re).

Il romanzo è antinobiliare, ma non antifeudale; il re argina la prepotenza nobiliare e ammette alla nobiltà anche il terzo stato (Guglielmo eleva a nobile un mercante, lui stesso lo è). Il titolo di Dominus (o Dame) si estende a categorie sociali sempre più ampie, a nobili minori, che lo acquisivano con la forza o pagando. La regina Graziana (Grazienne), anche lei ritrovatasi in panni borghesi, subisce un matrimonio forzato e condizionato (riuscendo ad evitare il contatto fisico con Gleolais) con un vecchio cavaliere e diventa, soppiantandolo, Signora della terra; in sostanza mercanteggia il titolo Dame de la terre offrendo se stessa. E’ possibile accedere alla classe nobiliare, è il riconoscimento della mobilità tra classi e nello stesso tempo, la limitazione della potenza nobiliare. In questo contesto la vecchiaia (Gleolais, cadente e dacadente) è intesa in quanto tale: un mondo che sta finendo.

Trattandosi di un romanzo del XII sec. è sorprendentemente rivoluzionario per il messaggio e straordinariamente ricco di contenuti letterari. Nella preghiera di Guglielmo durante la tempesta che lo vede sulla nave mercantile, egli dice:

Ha! Deus, car feites apaiier
ces venz qui non font esmaiier.
Deus, einçois que nos soiiens mort,
conduisiez nostre nef a port,
et cest torment nos abeissiez
et l’ire de ces venz pleissiez ;
qu’assez ont des or mes vanté,
s’il vos venoit a volanté.
Ah ! Dio, mettete pace
tra questi venti che ci affaticano
Dio, prima che siamo morti
guidate in porto la nostra nave
e fate finire questa tortura
e piegate la loro ira
perché hanno abbastanza soffiato (vanità)
se avete la stessa volontà.

I venti non sono altro che la nobiltà; “ne abbiamo abbastanza della loro vanità”, dice in sostanza Guglielmo, che nei versi precedenti l’aveva detto esplicitamente: “Per nostra sfortuna abbiamo assistito alla loro potenza… i venti conducono la loro battaglia per semplice diletto, come i signori della terra, che per loro divertimento mettono a ferro e fuoco ogni castello e per loro pagheremo noi.

As barons puet on comparer
les vens et le terre et le mer.
Ques pas eus est toblez li mondes
si com cil vent troblent ces ondes.

(I venti possono essere paragonati ai nobili. Da essi il mondo è messo a soqquadro allo stesso modo in cui i venti sconvolgono le onde).

Per un testo del XII sec. non c’è male; merita il titolo di Comunista, molto più di quanto tanti laureati ad honorem, meritino il titolo di dottore.

(Filologia romanza – 13.3.1996) MP

Commenti (32)

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
1 #
Mati
_mati_.blog.tiscali.it//
83.189.207.45
Inviato il 20/02/2008 alle 14:33
… è mio marito……

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
2 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.17.81.201
Inviato il 15/02/2008 alle 23:21
Vedi il marchio di fabbrica?… Funziona!!!… Ho capito come modificare la tua barra… e non solo… ho capito come inserire il lettore-tecnologico-nucleare… e non solo… Spero che la tua febbre passi in fretta… ya tu sabes guapo… hasta mañana… besos… Sonia…

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
3 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it
87.17.81.201
Inviato il 15/02/2008 alle 23:14
Provo solo l’account su tiscali… ci sentiamo domani… Besos… Sonia

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
4 #
Ladyangy
ladyangy1981.blog.tiscali.it
217.133.83.133
Inviato il 15/02/2008 alle 14:45
Ciao come stai?
leggevo i tuoi commenti al mio blog….scusa l’assenza.
Spero di tornare presto. Un bacione.
Sempre alla grande ue ; )

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
5 #
come alice
85.20.17.150
Inviato il 15/02/2008 alle 12:18
Ciao Angel, ma poi l’hai vinto il concorso???
Non so se avrò il tempo di leggere questo post, quando ho un’oretta ritorno…;)

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
6 #
diotima47
213.140.18.136
Inviato il 14/02/2008 alle 20:37
credo di possederle tutte e quattro le virtù, ma mi manca l’abito.
E poi sono allergica a Tommaso D’Aquino, certe sue vogliette sadichette…
Certo, c’è di mezzo Aristotele…mmah, vado a studiare

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
7 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
212.123.83.199
Inviato il 13/02/2008 alle 13:06
Sono andato a vedere nell’altro indirizzo.Ti saluto.

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
8 #
acidella
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.130.202
Inviato il 12/02/2008 alle 11:31
Ohi babele 🙂
Spero che tu vinca il concorso e ci mancherebbe. La mia ironia molte volte passa la linea e se sono un po’ nervosetta la linea la oltrepasso di tanto, ma non ho mai pensato di ” pindacciarti” come dici tu, sia mai.
Sono sempre stra-contenta quando un sardo o chi se lo merita vince un concorso. E sarò stra-contenta se lo vincerai anche tu. E anche io 🙂
Io accetto tutto però ho un vizio. Rispondo.
Ma per me la cosa finisce qui.
Forse ho esagerato nell’ultima parte del commento e di questo ti chiedo scusa. Io chiedo scusa quando vado oltre, sempre.
Non sono offesa per il tuo acidella, ci scherzo su. E mi diverte ricordartelo.
Non sputo veleno e ti posso assicurare che sono persino buona. Strano eh!
Ti svelo un segreto. Un altro. Poi non dirmi che non ti voglio bene. Lo so che vorresti che io e Cleide fossimo la stessa persona. Ma lo siamo. Non dirlo a nessuno però. 🙂
Angel, spero che tu passi il concorso. Spero che tutto sia come tu desideri. Non ho mai pensato il contrario te lo assicuro. Noi siamo sardi io di quella parte della Sardegna dove le persone pesano ogni parola e dove non lasciano passare nulla. E’ un difetto lo so.
Nei blog è facile il fraintendimento. Io non ho nulla contro di te. La nostra per quanto mi riguarda è una “guerra” carina.
Ma so stare anche in pace.
Detto ciò… mi auguro che tu venga ancora a trovarmi e che mi punzecchi come sempre Santa Fiora o Bresci o chissà che… però cavoli acidella no.
Io se non ti dispiace vengo a romperti i cosiddetti ancora e ancora e ancora.
Un saluto sardo. Di quelli onesti e sinceri.
Quelli ironici e sarcastici e sardonici alla prossima volta.
Perdonata? 🙂
La tua Acidella preferita.

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
9 #
celia/bis
82.84.130.202
Inviato il 11/02/2008 alle 11:22
Santa Fiora non Flora… vedi mi scappano pure le dita sulla tastiera… questa si che è colpa tua.

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
10 #
acidella
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.130.202
Inviato il 11/02/2008 alle 11:18
A: Non ho nessun virus ne dialer installato sul mio blog. Non infetto PC di nessuno. Non ho pubblicità occulta e pop-up come hanno in tanti. Non ho link di riferimento ad altri siti. Se il tuo PC si blocca… amen. Cerca la causa. Ti svelo un segreto io sono persino responsabile della caduta del governo ma non certo del tuo PC che si blocca quando naviga sul mio blog.
B: La mia ironia va interpretata e mi rendo conto che alcune volte non è da tutti poterlo fare. Siccome mi avevi preso in giro per Santa Flora ( ancora devo capire il collegamento con il commento) e siccome ogni tanto dispensi pillole di saggezza storica mi son detta… vediamo di restituire la presa in giro ad Angel parlando di (Rossella) Bresci(a).
C: la storia della giornalista e degli Istentales l’hai già accennata una volta. Non sono giornalista ne conosco gli Istentales. Ma si sa… anche tu fai dell’ironia.
D: Sei molto simpatico, forse. Io un po’ meno. Sono stronza cattiva e, come hai ben detto tu, persino acidella.
Finiamo questa pseudo guerra tra sardi o avranno ragione quelli che dicono …pocos, locos e male unidos.
Per fortuna che queste sono sciocchezze pensa tu se fossero cose importanti.
E per fortuna che ci sei tu, storico e di sesquipedale cultura ad illuminarci con le tue notazioni storiche. Quindi il concorso lo vinci di sicuro. Non ce ne è per nessuno. Sai pure degli Istentales… mica… è da tutti.
Sempre con molto affetto.
Acidella.
🙂

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
11 #
cleide
62.10.148.198
Inviato il 11/02/2008 alle 10:08
Buongiorno Angel.
Non credo sia il blog di Celia ad avere un dialer. A me è capitato anche aprendo il tuo e molti altri. Ieri ho installato un nuovo antivirus ma non è servito.Non so che cosa possa essere.
Buona giornata.:-)

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
12 #
flyer
cotidievivere.blog.tiscali.it
87.19.221.96
Inviato il 10/02/2008 alle 23:29
poi mi mandi la sintesi??? eh eh cazzu cazzu iu iu… no no niente Berlusconi sarebbe proprio come ammettere che l’Italia è caduta in basso… vabbè poi mi metto coi miei discorsi politici e mando a quel paese tutti meglio che la finisco qui!

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
13 #
cleide
62.10.141.211
Inviato il 10/02/2008 alle 16:09
XVIII
Bella quella del triangolo. Ma no se puede..:-)
Celia è felicemente accasata, io felicemente innamorata..e senza figli. La bambina della foto l’ho presa dal web.
Buona domenica compagno!

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
14 #
cleide
62.10.141.211
Inviato il 10/02/2008 alle 14:45
ops..bis
mi son firmata Celia!

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
15 #
celia
62.10.141.211
Inviato il 10/02/2008 alle 14:44
ops..
XVI

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
16 #
cleide
62.10.141.211
Inviato il 10/02/2008 alle 14:43
Oh Angel..mi sa che Celia ha ragione.:-)
Celia-Cleide. Siamo due, non una e bina.
Celia è quella della radio, io quella dell’isola.
Ma forse hai dei dubbi?
Beh..non saresti il primo.:-)

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
17 #
acidella
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.130.202
Inviato il 10/02/2008 alle 13:07
XV
Cleide forse ora che ci penso Angel ha lasciato a spasso nel commento da me, una vocale la A.
Quindi Celia Brescia.
Ma ora che ci penso non aveva detto a te che assomigliavi a Rossella Brescia?
Ecco lo ha fatto di nuovo ci ha confuse. 🙂
Celia Cleide Cleide Celia.
Che facciamo glielo diciamo che siamo la stessa persona?
🙂
Sempre che sia Rossella Brescia o Santa Fiora o checazzonesodicomeragionaAngel e noncicapiscopiùunamazza.
Però bello parlare tra di noi in un altro blog.
Mi piace.
Ah… ciao Angel!
(Tante faccine per dirti che si scherza…. forse)

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
18 #
cleide
62.10.141.211
Inviato il 10/02/2008 alle 12:15
XIV
Inizio a preocuparmi. Mi sfuggono le cose più elementari.!!
E mica avevo capito.:-)
Celia Bresci??

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
19 #
acidella
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.130.202
Inviato il 10/02/2008 alle 10:59
Nessuno mi chiama Celia Bresci.
Boh… ultimamente faccio fatica a seguirti.
Ma Bresci itte cheret narret? Torra Dante 🙂
Noooo…. senti io molto alla lontana al signor Dante Alighieri ci avevo pure pensato ma mi sono chiesta… quale attinenza c’è tra Dante e il commento? Santa Fiora ????!!!!!
Non ti seguo. Ma mi sa che non sono la sola.
Il mio concorso è davvero a Roma. E’ iniziato a Foligno… e si conclude nella Capitale Italiana.
Quindi… non ci incontreremo.
Per fortuna. O purtroppo. 🙂
Buona Domenica.

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
20 #
Fantaghirò
fantaghiro.blog.tiscali.it//
82.84.190.81
Inviato il 09/02/2008 alle 23:36
medicina,tu?
notte

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
21 #
Fantaghirò
fantaghiro.blog.tiscali.it//
82.84.190.81
Inviato il 09/02/2008 alle 22:56
Ciao Angel..
ricordo che sono gia’ passata per il tuo blog..
ma sai che pensavo fossi una ragazza quando leggevo i tuoi commenti da c’e’ e cleide?
per il nick mica per altro..
kiss e buona serata!

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
22 #
cleide
78.12.211.90
Inviato il 09/02/2008 alle 22:40
Ah beh..se io sono la tua Gura..sei fritto ragazzo. Ripensaci! ;.)
Oh..mi fai sempre intrippare. Che vor di..CX??

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
23 #
Barbara
insideofme.blog.tiscali.it
79.20.154.237
Inviato il 09/02/2008 alle 18:23
E’ da un pò che non passo…
Buon we.

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
24 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.144.62
Inviato il 08/02/2008 alle 15:41
Ciao Angel…
Sarò confusa e distratta in questo periodo ma chi cavolo è Santa Fiora?
Il mio concorso è a Roma il tuo non lo so. Se è lo stesso ci vediamo li. E come ti riconosco? Vabbè io avrò in mano la bandiera piccola di iRS… tu quella de su Partidu Sardu? 🙂
A nos intender…

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
25 #
ivy
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.166.128
Inviato il 04/02/2008 alle 21:03
tutto bene? è da un po’ che non ti sento…

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
26 #
meri& C(comunista)
trolls_tump.blog.tiscali.it
213.178.217.33
Inviato il 29/01/2008 alle 17:17
Ma no che non ho smesso. Ho cambiato tema, tornando alla mia matematica. Oltretutto, dopo aver visto la cancellazione di alcuni post appena scritti, ho deciso di abbandonare il blog. Non l’ho chiuso…sono semplicemente passata dall’altra parte.

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
27 #
ivy
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.163.123
Inviato il 24/01/2008 alle 22:36
ciao angel…
io nel bel mezzo dei problemi.. beh.. tommy ha preso ad amare ari da alberto che era il suo maestro ma quello che mi piace di più è che si rivolge a lui chiamandolo sempre i
sì usava la ragione.. ma anche giocava tommy,, per esempio ha scritto il trattato sulla pietra filosofale, alchimia.. già.. giocava a fare il piccolo chimico..
ha ha ha come io in cucina con le ricette..
tu come stai?
abbraccione

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
28 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
212.123.83.198
Inviato il 23/01/2008 alle 13:00
Ciao angel,ti lascio un saluto.

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
29 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.19.96.226
Inviato il 21/01/2008 alle 14:53
…anch’io ti voglio bene… mentre dormivo, baci ricevuti…
BESOSSSSSSS
Sonia

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
30 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it
87.19.102.165
Inviato il 20/01/2008 alle 16:25
Scusa il ritardo… ma il telefonò squillò… ho letto…
E’ vero, non c’è bisogno di dichiararsi apertamente comunista per agire da comunista, tanto meno avere una laurea che lo attesti… Che Guevara docet… non sfociò mai nel comunismo più ortodosso… rivoluzionario si, ma con classe… poche chiacchere, molti fatti… e poi hai appena dimostrato che i comunisti possono essere presenti ovunque, in qualsiasi periodo storico… a quanto pare, anche all’epoca dei “dinosauri” (sarò anch’io appartenente alla specie Tyrannosaurus REX???)… mamma mia come vai indietro con il tempo!!!… Senti un pò, Mr. Gui… ho letto anche la puntata precedente, “Mr. Gui alla ricerca del corno perduto”… Anche a te piace giocare e cercare tra i simboli… e bravo Mr. Gui!!! Mi devo riprendere dal tuo racconto… troppi virtuosismi linguistici hanno inebriato la mia mente… un pò come per l’eccitazione che ho provato ieri quando ho trattato il tema “3 chains o’ gold”… mi provochi lo stesso effetto della chitarra di Prince… pensa un pò… politica, letteratura, musica… tutti alla ricerca del Perfect Symbol… Il simbolo che ci migliori la vita…
Collage fotografico orribile… ma rende l’idea… vabbè, sei promosso…
Besos
Sonia
P.S. togli quel nome orribile dalla lista delle tue caramelle… io adoro il mio nome da Comunista!!!…

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
31 #
::Sonia::
inmylifetoday.blog.it
87.19.102.165
Inviato il 20/01/2008 alle 14:33
Aspetta, che leggo…

COMUNISTA AD HONOREM ET GRATIS…
32 #
suzieq
soniabaglieri.com
87.21.109.193
Inviato il 14/01/2008 alle 16:47
Nessuno può sapere cosa arrivano a fare i fascisti, se non lo si vive sulla propria pelle… Quel disastro storico che tu hai ben ricordato e di cui ne siamo venuti a conoscenza a “cose fatte”… non è poi così lontano… Come tu ben sai, carissimo Highlander, io nel mio piccolo posso dire cosa vuol dire “fascismo”… Lo metto tra virgolette, perchè il fascismo, l’essere fascista, l’agire da fascista, ha tanti lati… il problema mostra purtroppo tante sfaccettature… escludendo la violenza fisica, le botte, gli omicidi… rimane la violenza mentale… quelli che parlano meglio di me, la definiscono “terrorismo psicologico”… forse perchè va di moda il termine “terrorismo”, e ormai ce lo troviamo anche mescolato allo zucchero e il caffè…
Ti lascio una frase che diceva sempre in classe il mio prof. di filosofia… secondo me un eroe moderno, esempio di vita per me e per i miei compagni di scuola… dimostrazione che si può vincere anche il terrorismo psicologico provocato da un ambiente dove il “fascio” cercava di sopraffare i cervelli di giovani studenti…(non ripeto qui la mia storia, tu ormai la conosci bene)… “Non riusciranno ad intimidirmi… non riusciranno ad aprire la mia testa e a stravolgere il mio pensiero… possono arrivare anche a bastonarmi… crepa preside… non voterò mai la fiamma!!!”…
Oggi rifletto, e sono sicura di una cosa… il fascista che umilia una persona che non la pensa come lui, e vuole imporre a tutti i costi il suo pensiero… è la dimostrazione vivente della sua sconfitta… il fascista è un perdente…
Sonia

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi

Lezioni condivise 9 – Guillaume d’Engleterre

31 Lug 2007 @ 11:55 PM

Mi calerò con voi fino agli albori della letteratura romanza per parlare del Guglielmo d’Inghilterra.

Il testo originale, in lingua d’oil, d’autore non certo, viene tuttavia attribuito da alcuni critici a Chrétien (de Troyes), probabilmente chierico di grande cultura che visse intorno alla metà del XII secolo, presso le corti feudali di Maria di Champagne e in seguito di Filippo d’Alsazia, conte di Fiandra. Della sua produzione sono pervenuti fino a noi cinque romanzi cortesi, basti citare Le roman de Perceval e Lancelot, ispirati al ciclo bretone, tra i quali non viene compreso il nostro.

Il romanzo cortese interpretava gli ideali cavallereschi di lealtà, prodezza, generosità, nel mondo raffinato delle corti feudali, dove una parte predominante avevano le figure femminili. In questa società, sviluppatasi nella Francia settentrionale, ma che molto prese in fatto di suggestioni dalla letteratura occitanica del meridione (Eleonora d’Aquitania), la materia amorosa ha un ruolo fondamentale. La donna amata è il motore della vicenda, essa viene esaltata come Signora, l’amante come vassallo. Il ciclo bretone si differenzia in questo dalla chanson de geste, ove la dedizione degli eroi ha come depositario il loro Signore e gli ideali di religione, patria, onore; l’amore è posto in secondo piano.

Guglielmo d’Inghilterra può essere considerato il risultato della fusione di materiali agiografici (leggenda di S. Eustachio, S. Clemente, ecc.) con modelli della tradizione bizantina (Apollonio di Tiro) – separazione e successiva riunione di un nucleo familiare – e forme cortesi, nella fattispecie anticortesi (romanzo del destino). Caratteristica del testo il costante dualismo tra bene e male, dove il male è in sostanza “necessario” a far esistere il bene.

Guglielmo ha rinunciato al trono in seguito a una visione che gli ingiunge di andare in esilio. Lui obbedisce. Gli viene rapita la moglie Graziana; dispersi anche i figli gemelli, avuti durante la “fuga”; ridotto in miseria deve fare il servo, quindi risale lentamente la scala sociale, dedicandosi al commercio con il nome di Gui.

Nel tratto scelto, pag. 176 del mio testo (Pratiche editrice, 1991), egli, conquistata la fiducia del suo padrone, ne ottiene un prestito per commerciare autonomamente e arricchirsi; commercia pelli di gatto, è capace, in poco tempo salda il debito. Il signore allora gli affida i figli e la propria nave, lo manda in missione a Bristol, nel suo Regno. Qui, mentre lavorava nel mercato, osservò un ragazzo con un corno d’avorio, tratta e glielo acquista per cinque soldi, a condizione di conoscerne la provenienza.

Il ragazzo, inconsapevole di chi ha di fronte, racconta cosa è accaduto quando il Re si allontanò per il suo esilio volontario: i cortigiani saccheggiarono il suo palazzo e lui, ancora bambino (enfes = fanciullo), aggirandosi per la reggia, trovò il corno sopra una panca, lo prese e lo custodì per ventiquattro anni. Ora si apprestandosi ad andare in pellegrinaggio, per ispirazione divina, avrebbe devoluto ai poveri di Bristol il ricavato della vendita del corno.

“Tot maintenant li rois commande
a un serjant que il li rende                   (serjant = sergente, inserviente)
les cinc sols, que deniers n’i faille;
et cil tot maintenant li baille,
mais moult blasme au roi son marcié.
Et li vallés par la marcié
va departant tot ses deniers,
la u il vit qu’il fu mestiers”        (ne fosse mestieri = ove ve ne era bisogno)

Intanto la gente che aveva conosciuto re Guglielmo fa ressa per osservarlo con comodo, por lui regarder a estal (aestal = in stallo, nella sua posizione, dove sta), tote jor devant son estal.

La pagina ha un valore fortemente simbolico: il fanciullo, il corno, il re che lo riconosce e lo compra ad un prezzo esorbitante, il denaro che viene devoluto dal ragazzo ai poveri della città, il re ringrazia con una frase sibillina: “Bien feras, espoir encor preu i aras; teus le te puet merir éncore dont garde ne te doner ore”, la gente si ammassa intorno al ragazzo. Sono tutti elementi e valori simbolici come di un rituale (come la fame della regina che vuol mangiarsi i figli, che simboleggia l’ìnopia, la mancanza di virtù). Il corno rappresenta la potestà del Re, il potere. Verrà usato come segno di riconoscimento per la regina e i figli. Egli compra la sua potestà regale, della quale si era spogliato, sempre dietro comando divino, per ventiquattro anni.

Il Re, sceso ai gradi più bassi, ha iniziato la risalita, è diventato mercante; venuto infine a contatto con la regia potestà, l’acquista per cinque soldi. Il ragazzo distribuisce il denaro ricavato “ove ve ne è mestieri”, e parte in pellegrinaggio. Allegoricamente il ragazzo rappresenta lo stesso Re: come Guglielmo si è disfatto della sua avarizia e ha abbandonato il potere, anche il ragazzo si spoglia dei cinque soldi avuti e va in pellegrinaggio, compie un gesto che è il contrario della cupidigia.

Vi sono nel romanzo (che tra l’altro non ha avuto una critica generosa) delle gerarchie morali. Quando Guglielmo si mette per mare, si imbatte in una tempesta e passa un brutto momento (pag. 190), implora Dio perché plachi i venti: per nostro danno abbiamo assistito alla loro prepotenza. Saremo noi distrutti dal litigio che fanno per il loro diletto? Questi venti fanno la loro guerra, come i signori della terra e noi (l’equipaggio, personaggio collettivo) miseri (caitif = miseri, da captivus) dobbiamo pagare per il loro divertimento.

Il romanzo, scritto quasi un millennio fa in rima semplice, stupisce per il messaggio eticamente avanzato anche rispetto ai nostri giorni, nei quali sono presenti – alla faccia della globalizzazione amerikana -, notevoli elementi di barbarie (nel senso semanticamente corrente [occorrerà pure un giorno riabilitare, anche vocabolario alla mano, quanto vi è di buono dei cosiddetti popoli barbari ]), ki di narant amiculu a su medioevo…per dirlo con un’espressione colorita sarda (la traduzione non rende, sarebbe come dire che danno molti punti al medioevo, ma l’attenuazione di significato è quasi comica; se volete proprio capire non vi resta che diventare sardi, magari fra una ventina d’anni di full immersion potreste anche percepire il concetto…

(Filologia romanza – 8.3.1996) MP

Commenti (34)

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
1 #
Verdana
suamaestainfernale.blog.tiscali.it
87.17.195.201
Inviato il 26/08/2007 alle 11:40
Vuoi fare il bloghettino nuovo graficamente, angioletto? Ti aiuto, se vuoi, fammelo sapere.
Riguardo alla risposta che hai dato da me mi hai fatto ridere un casino “si vede che la risposta era Schwarzenegger” ah ah ah, sai una cosa? L’hanno presa tutti molto seriamente quella mia frase ma… altro non era che una carta del gioco “Magic”! 🙂 ))
Quando sono seria leggerò anche il tuo post, adesso ho ancora il cervello in vacanza, sono ancora in vacanza anzi.

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
2 #
Alex
donald80.blog.tiscali.it/
89.188.134.18
Inviato il 26/08/2007 alle 02:48
Ti chiedo scusa, forse mi sono espresso male non mi permetterei mai di darti del terrorista ti capisco tu hai delle idee piu forti delle mia ma non per questo diverse come cittadino Sardo mi sento di doverE difendere a denti stretti la mia terra ma considero amico qualsiasi popolo libero e rispettoso delle usanze e dei costumi altrui.
Se hai notato nel mio blog, c’ è una foto degli indiani d’ america, popolo a qui mi ispiro, credo che in maniera meno feroce, se non ci muoviamo, ci faranno fare la stessa fine anche a noi, la parte nord est della Sardegna è gia andata mi sa si sta spostando verso la zona sud est ora, pian piano ci stanno spropriando le terre.
e noi?
p/s: il Vittorio comunque ce l ho gia in piazza d’Italia a Sassari percio passalo ad un altro
ciao bellobe a risentirci

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
3 #
Alex
donald80.blog.tiscali.it/
89.188.134.18
Inviato il 25/08/2007 alle 19:12
No angel non dire cosi non si distrugge niente il Sardo non è un terrorista ma ha sempre difeso la sua terra senza mai andare in case altrui a fare giustizia, li c’è anche un po di storia nostra, li a cavallo in quel monumento c’è il nostro re del regno di Sardegna, anche se era un invasore, la storia è storia e non si cancella. Piuttosto iniziamo a dimostrare e manifestare a queste persone chi siamo.

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
4 #
loreley
151.49.214.52
Inviato il 25/08/2007 alle 18:36
Ah sì? Insegni anche tu? E cosa?
Barumini? E’ molto probabile, anche se è lontanissimo da Cagliari.. Ma tanto l’anno scorso ero vicino a Teulada, non era proprio dietro l’angolo 🙂

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
5 #
Angel
themirror
82.58.88.174
Inviato il 25/08/2007 alle 17:24
Non ti preoccupare..è che forse non conoscendo la storia giustamente non riesci a cogliere alcune cose..come ad es..la loro non è una terapia punitiva..la loro è una vera proria punizione..se ti capitasse di leggere qualche mio vecchio post tutto sarebbe più chiaro..forse..oppure no..
Grazie comunque del tuo appoggio..

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
6 #
cleide
cleide1967.blog.tiscali.it
62.10.146.178
Inviato il 25/08/2007 alle 16:54
Ah be..tu non eri addormentato, ero io che dormivo!! Si, sono sarda del capo di sopra. Basos

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
7 #
loreley
loreley777.blog.tiscali.it
151.49.214.52
Inviato il 25/08/2007 alle 15:26
Ma grazieee!!! Sì è proprio una coincidenza, l’ho cercata solo due giorni fa!!:-) Ho cancellato il tuo primo commento perchè parte da solo ma copio il codice e poi la metterò nel prossimo post.
Medio Campidano nord est dove? Purtroppo nn dipende solo da me ma da cosa mi resterà da scegliere, sperando che qualcosa rimanga 🙂
Saluto e grazie ancora

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
8 #
Angel
themirror
82.58.88.174
Inviato il 25/08/2007 alle 13:59
Mio caro..veramente sono in analisi già da due anni..conosco bene il mio male..ci convivo da circa 8 anni..ogni caso è a sè..purtroppo..
Il mio fratellino non me lo fanno vedere..la mia salute da tre anni mi limita in ogni senso..quindi..per assurdo è normale..no?

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
9 #
cleide
cleide1967.blog.tiscali.it
62.10.146.178
Inviato il 25/08/2007 alle 13:20
Ciao, il tuo post mi riporta al mio ultimo esamr all’università…
Non so se ci siamo già incontrati, con il caos della piattaforma..però non ho capito il tuo commento a proposito di Flyer..va bbeh..un saluto

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
10 #
martymarta
xbauledelgattox.blog.tiscali
82.84.143.23
Inviato il 25/08/2007 alle 12:26
eheheh…si il pc lo tengo dentro il baule…anche perchè il pisitto sono un pò anche io….storia lunga…
mmmmh oh angel secondu tui chi ni esti setta?
ma esti su piccioccu miu……
s’atru fiara n’amigu e stooooop…
(per me è complicato scrivere così dunque ridi pure 😀 )…
bai bai!
marty

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
11 #
lumachina
roccoraku.blog.tiscali.it
87.17.195.201
Inviato il 25/08/2007 alle 11:59
grazie del tuo passaggio nel mio blog, e grazie dei tuoi complimenti, ma il tuo blog si che è veramente bello, è la tua terra è bellissima.
baci da Lumachina Antonia

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
12 #
Alex
donald80.blog.tiscali.it/
89.188.134.18
Inviato il 25/08/2007 alle 11:49
Ho visto l’ immagine di Giomaria Angioi è ho capito che eri sarda e poi è anche scritto.
Che dire anche qua si respira profumo di Sardegna.
Volevo dirti ho chiesto ad un altra ragazza sarda, celia, se era d’ accordo a venire con me a Roma e imbrattare il colosseo o l’ altare della patria?
Per Vedere un po se ci arrestano o no?
Per avere la conferma di come funziona la giustizia dei piu belli e dei piu brutti.
Ti vuoi unire a noi?
A noos bidere

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
13 #
Nenè
falivenes.blog.tiscali.it
87.22.217.167
Inviato il 25/08/2007 alle 09:52
…Sono a Crotone e da li risalgo la penisola fino al lago di Bolsena, mi fermerò lì fino alla fine del mese è per questo che non passo da nessuno(non ho molto tempo.
Mi dispiace amico ma chi mi conosce sa che un pò come il Mazzini, sono senza dimora fissa.
E mi dispiace non poterti ospitare, casa mia di solito è un vero porto di mare e pensa che ora c’è Sasha e la sua ragazza dall’Ucraina e come sempre tutti i miei boys(gli alunni e il gruppo giovanile del mio paese).
…Il Css è un nuovo sistema con cui i piccì leggono interpretano e sono in grado di caricare le immagini da uno spazio web all’altro.Ciao buone vacanze, baci baci;-)Sà

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
14 #
loreley
loreley777.blog.tiscali.it
151.49.213.99
Inviato il 25/08/2007 alle 00:35
Ciao Angel!
Ma lo sai che volevo mettere la stessa canzone in sottofondo nel mio blog ma non ricordo il titolo. Ho scaricato diversi pezzi del gruppo ma questo nn lo becco!!
E chi si muove dalla Sardegna? Io sto a Cagliari e al massimo aspetto che mi assegnino un paesello sperduto er insegnare inglese 🙂
Bacione

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
15 #
La Pecora Nera
teatime.blog.kataweb.it/
87.0.146.132
Inviato il 21/08/2007 alle 21:47
Ciao, mi spiace per i commenti che hai lasciato sul mio blog e che non sono stati pubblicati: il sistema li ha calssificati come spam.
Penso di aver risolto il problema per il futuro, se tornerai a trovarmi.

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
16 #
martymarta
xbauledelgattox.blog.tiscali.it
82.84.237.83
Inviato il 18/08/2007 alle 11:20
ahahah nella foto non c’e setta(in quella degli antichi mestieri medioevali)il tipo è solo un mio amico.poi, comunque non è colpa mia se per vendere ti devi vesti’ da mingone!!
ahahahahahaha 😀
quanto alla foto(coi fantasmini)…ohè l’ha fatta lui semmai sono io che non me devo ammacchiare 😀
=D
dai anche io giovane storico ti voglio lasciar con un sonoro:
mej cojoni!!
aahahahahaha.
a presto
marty

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
17 #
marty
gattomiaow.blog.tiscali.it
82.84.237.83
Inviato il 17/08/2007 alle 19:07
mi è successa una cosa….stranissimaaa…
ho fatto il post.
cia’
marty

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
18 #
marty
gattomiaow.blog.tiscali.it
82.84.237.83
Inviato il 17/08/2007 alle 16:23
ahahahahahaha….
grazie per il sei grande 😀
a prest’
mart’

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
19 #
martymarta
xbauledelgattox.blog.tiscali.it
82.84.237.83
Inviato il 16/08/2007 alle 14:20
bene bene bene….eccomi qua a farti un salutino e a dirti..BELLA IMMAGINE!
😀
ehehehe…
a presto consardo
marty

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
20 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.223.67.75
Inviato il 13/08/2007 alle 21:11
beh non è contesa… è casa mia, ci abitava lui con l’amante, appunto per questo non riuscivo a separarmi, perchè avrei avuto tutti i diritti a buttarlo fuori, Sì bella l’idea dell’incontro tra blogger lo spazio ci sarebbe,,, ma, è possibile solo d’estate, non so se hai notato dalle foto che anche in agosto si gira con le felpe… d’inverno si arriva a più di 20 sotto lo zero come niente, e io spero proprio che per la prossima estate l’avrò già venduta, visto che qua sto
abbraccio

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
21 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.223.67.75
Inviato il 13/08/2007 alle 18:51
ho visto che sei nei miei su flickr, bene…
salutino

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
22 #
diotima47
diotima47
213.140.18.136
Inviato il 08/08/2007 alle 22:28
ciao compagno!
La passione per la Storia è comune, ma preferisco sia tu a raccontare…

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
23 #
loreley
loreley777.blog.tiscali.it
151.63.24.169
Inviato il 07/08/2007 alle 12:12
Bellissima immagine!
Ti lascio un saluto..

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
24 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.223.123.24
Inviato il 06/08/2007 alle 18:53
e non credere che non abbia letto il tuo post…
anzi.. in quel di aquitania mi son quasi sentita citata.
ottima foto, la hai realizzata tu?

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
25 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.223.123.24
Inviato il 06/08/2007 alle 18:51
tornata…
storie allucinanti, ma le devo ancora digerire, magari poi con calma te le racconto..
ho fatto foto, ma questa è una settimana impegnativa.. mi sa che le metto online non prima della prossima..
già in effetti le dolomiti come paesaggio non sono male, peccato che i ricordi che mi legano a loro siano infernali davvero
abbraccio

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
26 #
celia
82.84.224.233
Inviato il 05/08/2007 alle 10:39
Su saludu este A NOS INTENDER…
Ho sbagliato una N al posto della S….lo dico caso mai la traduzione ti portasse a pensare….A NON RISENTIRCI…invece che A RISENTIRCI!
Insomma…Buona Domenica…Angiul

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
27 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.224.233
Inviato il 05/08/2007 alle 10:36
E’ un piacere ritrovarti e leggerti….
Mi asa iscrittu in su blog meu si deo soe ogliatrina. No soe de sa provintzia de Nugoro…in Ogliastra ando solu comente naras tue, chi mi pares casteddaiu o campidanesu…PO MI SPASSIAI!
A non intender Angiul!
Saludos Sardos

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
28 #
Silvietta
mysensation.splinder.com
80.104.58.110
Inviato il 04/08/2007 alle 00:39
Ciao! Come stai? Io parecchio stressata, infatti sto trovando poco tempo x il web.
Già da diversi giorni ti ho linkato da me, mi farebbe molto piacere se pure tu aggiungessi il mio link!
Un abbraccio sincero.
Silvietta

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
29 #
marty
gattomiaow.blog.tiscali.it
82.84.203.147
Inviato il 02/08/2007 alle 00:25
ooooooh questo nuovo blog e un vero casino…..
siamo in due a darci una mano per modificarlo…..
miaooooooooooooooow

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
30 #
Nenè
falivenes.blog.tiscali.it
87.22.217.167
Inviato il 01/08/2007 alle 07:06
Per i Template diversi da quelli proposti, devi conoscere il css, per il colore del carattere(e le dimensioni), basta selezionare lo scritto e dalla tua area di lavoro(in questo cosa nuovo post)puoi cambiarvi il font, il colore, depennato ecc…
La testata la cambi coi feed ma siccome non sono ancora stabili non conviene…però sempre col Css puoi addirittura togliere la script dell’intestazione “tiscali.blog”

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
31 #
Nenè
falivenes.blog.tiscali.it
87.22.217.167
Inviato il 01/08/2007 alle 07:05
Per i Template diversi da quelli proposti, devi conoscere il css, per il colore del carattere(e le dimensioni), basta selezionare lo scritto e dalla tua area di lavoro(in questo cosa nuovo post)puoi cambiarvi il font, il colore, depennato ecc…
La testata la cambi coi feed ma siccome non sono ancora stabili non conviene…però sempre col Css puoi addirittura togliere la script dell’intestazione “tiscali.blog”

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
32 #
Nenè
falivenes.blog.tiscali.it
87.22.217.167
Inviato il 01/08/2007 alle 07:05
Per i Template diversi da quelli proposti, devi conoscere il css, per il colore del carattere(e le dimensioni), basta selezionare lo scritto e dalla tua area di lavoro(in questo cosa nuovo post)puoi cambiarvi il font, il colore, depennato ecc…
La testata la cambi coi feed ma siccome non sono ancora stabili non conviene…però sempre col Css puoi addirittura togliere la script dell’intestazione “tiscali.blog”

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
33 #
Nenè
falivenes.blog.tiscali.it
87.22.217.167
Inviato il 01/08/2007 alle 07:04
Per i Template diversi da quelli proposti, devi conoscere il css, per il colore del carattere(e le dimensioni), basta selezionare lo scritto e dalla tua area di lavoro(in questo cosa nuovo post)puoi cambiarvi il font, il colore, depennato ecc…
La testata la cambi coi feed ma siccome non sono ancora stabili non conviene…però sempre col Css puoi addirittura togliere la script dell’intestazione “iscali.blog”

QUANDO I RE ERANO COMUNISTI… e nudi
34 #
michelle
blog.myspace.com-angiul
84.223.9.124
Inviato il 31/07/2007 alle 21:38
qui è davvero peggio che mai…
sei andato allo sporting oggi?

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