UCRONIA. LA SARDEGNA CHIEDE L’INDIPENDENZA DA TORINO

Lezioni condivise 104 – Stati Uniti d’Europa

30 Set 2015 @ 14:19

Se ragioniamo sulle prospettive attuali della Comunità Europea – piuttosto allo sbando, asservita al capitalismo più retrogrado, ammesso che possa esistere un capitalismo illuminato – comunità fittizia ove le nazioni costituenti si fanno la guerra tra loro per curare ognuna il proprio orticello e chi può, alzando la voce e le ricchezze accumulate anche sfruttando sa tontesa degli altri, comanda su tutti, e decine e decine di altre incongruenze, beh… ci sembrerà alquanto strano che nel settembre del 1867 l’anarchico Mikhail Bakunin pronunciasse queste parole “…Al fine di ottenere il trionfo della libertà, pace e giustizia nelle relazioni internazionali d’Europa, e di rendere impossibile la guerra civile tra i vari popoli che compongono la famiglia europea, una sola strada è possibile: costituire gli Stati Uniti d’Europa” e di rimando anche quanto scrisse Carlo Cattaneo “L’oceano è agitato e vorticoso, e le correnti hanno due possibili fini gli autocrati, o gli Stati Uniti d’Europa” e prima di loro, nel 1849 Victor Hugo al congresso internazionale di pace tenuto a Parigi parlò di États-Unis d’Europe. E’ evidente che questo stato federale o confederale era concepito in maniera molto differente da quello che vediamo oggi, dove molti degli stati membri fanno quello che vogliono in disprezzo anche alle regole fondamentali dei diritti dell’uomo, alzano muri e chiudono frontiere, chiedono la “testa” di altri stati membri per non rimetterci neppure un euro e nemmeno un voto.

Abbiamo già introdotto Carlo Cattaneo nella lezione 98. Esaminiamone il pensiero più nel dettaglio.

Il principio federalistico di Cattaneo si basava sul fatto che in Italia vi erano differenze linguistiche, culturali e di vario genere, che rendevano necessaria un’unione forte e solidale, allora inesistente. Ciò evidentemente poteva essere malinteso da chi non conosceva né Cattaneo, né i concetti che andava predicando. Nel caso della Sardegna vi fu un crollo dei valori linguistici derivante da un malinteso senso di emancipazione sociale. La lingua sarda, parlata, ma non conosciuta nella sua grammatica e nella sua storia, se non da pochi, veniva considerata inferiore, rispetto all’aspirazione a uno stato sociale dignitoso.
Per Cattaneo l’elemento linguistico era fondamentale per procedere al federalismo, secondo il modello americano o svizzero: federazione o confederazione.
Si possono individuare quattro fasi del suo pensiero.
Prima fase:
Nel 1848 Cattaneo matura il progetto federalistico in seguito allo scontro tra le truppe di Carlo Alberto e quelle imperiali di Radeski.
Seconda fase:
L’ “Insurrezione”. Paragona l’esperienza veneziana di resistenza agli austriaci (17 mesi) a quella esercitata contro ai turchi. La resistenza costò agli austriaci 20.000 soldati.
“Le piccole città possono insegnare molto, in quanto unite tra loro, possono vincere stati più potenti“.
Le fortezze distrutte dal nemico dovevano essere ricostruite di notte, come si fece con gli ottomani: “un popolo continua la storia dei suoi padri“.
Il centralismo porta all’autocrazia. Le repubblichette italiane sul modello di quelle svizzere dovevano formare l’unione federativa per costituire la repubblica.
III fase:
Polemica con Mazzini sulla necessità della linea unitaria o federalistica.
IV fase:
Necessità del federalismo partendo dalla centralità delle città: egli guardava molto più avanti del momento storico che viveva (si era nel secolo del nazionalismo). Le città secondo Cattaneo avevano funzionato bene fin dal periodo pre-romano. Nel periodo barbarico le città furono abbandonate e si ricostituirono durante il periodo delle invasioni saracene (quando i “colti” erano loro. A sud era diverso, c’erano i Normanni).

Nel 1835 egli aveva iniziato ad analizzare ed elaborare delle tesi sul valore funzionale delle città, che non dipendeva dall’entità demografica o dall’estensione del loro territorio, ma da quanto in esse veniva operato sotto vari profili: burocratici, culturali, scolastici, imprenditoriali, servizi, sanità, religione, banche, ricchezze, circolazione del denaro per creare lavoro terziario, artigianale e operaio. Una sorta di città stato e impresa, città metropolitana ante litteram, che ha un rapporto con il territorio circostante, non grosse città isolate.
La città per Cattaneo è il polo di riferimento di un territorio dove tutto si concentra, serve e si decentra.
La città/municipio era resistita anche alle invasioni barbariche come nucleo di rinascita e solidarietà con la campagna e la nascita dei Comuni medievali.

Intorno al 1848 egli estese la sua riflessione anche alla costituzione delle nazioni moderne nate da lunghi processi, originati fin dal tempo degli etruschi, liguri, greci, celti… che  avevano già dato vita a piccoli nuclei nazionali, legati da etnia, leggi, religione e riprodottisi più nitidamente nell’età moderna e contemporanea, nella quale si forma la fisionomia più o meno attuale, sulla spinta di azioni unificatrici.

Di grande importanza è l’osservazione di Cattaneo sulle lingue nazionali, intese come etnie, popoli. Egli era attento alla formazione delle lingue ufficiali che avevano sostituito il latino. La comunanza linguistica naturale per Cattaneo era un segno distintivo, anche per i “confini naturali” delle singole nazioni e alimentava lo spirito nazionale.
Rovescio della medaglia di questa concezione era invece l’imposizione per legge o norma di una lingua a popoli che ne parlavano un’altra. Mettere alla base le lingue locali era dunque per Cattaneo un segno preciso di appartenenza, una nazione non poteva essere un’accozzaglia di popoli diversi, salvo il caso di una federazione, appunto, questa era la condizione sine qua non perché l’Italia potesse essere una nazione unitaria, senza appendici aggiunte.
Cattaneo era molto pratico e lungimirante a differenza di altri suoi contemporanei anche più influenti che ragionavano con strategie e forza delle armi, egli vedeva nella cultura e nelle infrastrutture la via verso l’unità, scambi, traffici, quindi strade, ferrovie, studi linguistici allo scopo di comprendersi – non per sostituire uno o l’altro idioma – e la cultura prodotta si sarebbe riconosciuta nella letteratura locale “il vero stato degli animi e delle anime” che rispecchiava il vivo delle abitudini, tradizioni, sentimenti dei ceti popolari. Davanti alla poesia regionale “io oso dire che le più terse ed elaborate squisitezze della poesia academica perdono gran parte dell’infecondo lor pregio“.
Lingua ufficiale (allora ancora indefinita) e “dialetti” rappresentavano due piani distinti e comunicanti; erano il riflesso, a livello di espressione e comunicazione, dell’esistenza nella più generale realtà storica, economica, culturale e amministrativa dell’Italia, di un’altra coppia di entità non opposte, ma integrantisi fra loro, la grande e la piccola patria. L’individuazione di questo rapporto non conflittuale tra la patria nazionale e quella regionale o municipale fu infatti un altro degli elementi centrali del pensiero cattaneano come si venne definendo verso la metà degli anni trenta (1836) e che resterà uno dei cardini della sua visione del federalismo nel periodo della maturità. Per Cattaneo vi erano le patrie municipali e la patria comune, entità imprescindibili.

Accanto ai due punti della città e del nesso tra patria nazionale e patria municipale, un terzo elemento essenziale nella definizione delle basi ideali del federalismo cattaneano è quello del valore della libertà degli individui e dei popoli.
Per Cattaneo il valore della libertà individuale era fondante e sovrastava la sfera dell’agire economico e che investiva invece il complesso della società civile.
Già nel 1822 scriveva: “L’uomo in società esercita la sua relativa indipendenza; e in faccia alla natura alla cui rozza influenza si va sempre più sottraendo, e in faccia a’ suoi simili coi quali non è tenuto che ad un ricambio d’offici rimanendo libero disponitore del proprio avere; e in faccia al poter civile il quale non può farselo servo, ma deve egli stesso servire a lui.
(…) Non è libertà la facoltà di bruteggiare e di delinquere, e l’impotenza al mal fare forma il vero trionfo della legale libertà“.

Nel 1839 Cattaneo fondò la rivista Il Politecnico (Repertorio mensile di studi applicati alla prosperità e coltura sociale), nella quale manifestò le sue idee fino a qualche anno dopo l’Unità.

Alla vigilia delle Cinque giornate, si espresse per la formazione di una libera milizia nazionale, con il conseguente allontanamento delle truppe straniere. E subito indicava la prospettiva di un patto federale fra tutte le patrie “libere” e “armate” dell’Impero asburgico, sul modello della Svizzera e del Belgio: “Sì, ognuno abbia d’ora in poi la sua lingua, e secondo la lingua abbia la sua bandiera, abbia la sua milizia; guai alli inermi! Abbia la sua milizia; ma la rattenga entro il sacro claustro della patria, affinché l’obedienza dei popoli sia spontanea e legitima, e quindi debba serbarsi legitimo e giusto il comando. Oltre al limite del giusto non v’è più obedienza.
Queste patrie, tutte libere, tutte armate, possono vivere l’una accanto all’altra, senza nuocersi, senza impedirsi. Anzi, nel nome d’un principio commune a tutte, possono avere un pegno di reciproca fede, un’assicuranza invincibile contro ogni forza che le minaccia“.
Ne “L’insurrection de Milan en 1848” Cattaneo tracciava le linee guida delle sue vedute federalistiche, incentrate sull’ansia della libertà, conseguibile in Italia solo con istituzioni democratiche e autonomistiche. In esso ammoniva gli italiani a non ripetere l’errore commesso nel corso del Quarantotto affidandosi ciecamente ai moderati e al Piemonte regio, rinunciando così alla propria libertà. Ogni stato d’Italia deve rimaner sovrano e libero in sé. Il doloroso esempio dei popoli della Francia, che hanno conquistato tre volte la libertà, e mai non l’hanno avuta, dimostra vero il detto del nostro antico savio, non potersi conservare la libertà se il popolo non vi tien le mani sopra;ma deve conferire alle communi necessità e alle communi grandezze la debita parte”.

Nel 1850 insisteva sull’autonomia dei territori storici già uniformi e non su grandi stati artificiali.
Il numero delle parti non importa, purché abbiano, tutte uguale padronanza e libertà: e l’una non abbia titolo a far servire a sé alcun’altra, tirandola a sé, e distraendola dal nodo generale.
Egli non vedeva di buon occhio le unioni tipo sonderbund (unione dei cattolici svizzeri contro i cantoni protestanti) in quanto socialmente eterogenei e in guerra tra loro. Ne calcolava la consistenza: il borbonico (sud) di otto milioni di abitanti; l’austriaco (territori occupati) sei, e con i ducati, nove; il sardo cinque; il pontificio tre.
Ora, per tenervi sopra le mani, ogni popolo deve tenersi in casa sua la sua libertà (richiama Machiavelli sebbene il contesto sia differente). E poiché, grazie a Dio, la lingua nostra non ha solo i diminutivi, diremo che quanto meno grandi e meno ambiziose saranno di tal modo le republichette, tanto più saldo e forte sarà il republicone, foss’egli pur vasto, non solo quanto l’Italia, ma quanto l’immensa America.

Altri due concetti del pensiero di Cattaneo erano la “nazione armata” con i cittadini-soldati e gli Stati Uniti d’Europa. La difesa doveva dunque essere garantita dal popolo, non da eserciti stanziali, costosi e pericolosi per le sorti della libertà. Mentre i popoli europei dovevano convivere pacificamente nel reciproco rispetto.

Ribadisce altresì, nella sua maturità, il rapporto tra città e campagna. Quando la città cade, sarà poi la campagna a ricostruirla e renderla vitale.

Come è evidente, Cattaneo non condivise l’unità che in Italia venne imposta con la forza delle armi dallo stato accentratore dei Savoia. Era piuttosto per gli Stati uniti d’Italia, affinché quelli esistenti, nella loro autonomia, si unissero in stato federale.

(Storia del risorgimento – 23.4.1997) MP

Commenti (1)

UCRONIA: LA SARDEGNA CHIEDE L’INDIPENDENZA DA TORINO
1 #
Michelle
https://imtaramichelle.com/
michelle@xaanex.com
146.185.223.45
Inviato il 29/09/2017 alle 10:02
Very good!

A LORO INSAPUTA…

Lezioni condivise 86 – Il lessico della pesca

28 Feb 2014 @ 11:59 PM

Qualcuno potrebbe pensare che io sia un pescatore incallito, visto che insisto a parlare di pesca, in realtà non ho mai pescato neppure un pesciolino, se non a mia insaputa, come usa oggi fare per qualsiasi pesca (di “onorevole” beneficienza); benché nelle verdi e turchine acque dei mari di Sardegna capiti di nuotare tra banchi di pesciolini, la canna da pesca mi è sconosciuta, le barche idem e per esaurire tutto il repertorio non pratico neppure la pesca subacquea, men che meno quella proibita con bombe e neppure quella volta che da bambino caddi non so come nella fontana dei pesci rossi, essi si salvarono tutti, mentre io subii i rimbrotti di mio nonno che dovette accompagnarmi a casa grondante acque…

La ragione è manco a dirlo scientifica, giacché la pesca, come altri tipi di attività (agricoltura, pastorizia, artigianato e via dicendo) si prestano ad avere un loro lessico o registro particolare, settoriale o, con la parola giusta, diafasico.

La settorializzazione della lingua è peraltro utilizzata negli atlanti linguistici, metodo cose-parole, anche per un confronto, soprattutto diatopico e diacronico, di espressioni delle stessa lingua che spesso presentano una particolare variabilità.

Voci del lessico della pesca:

Contatti tra lingua comune e mondo della pesca:

Le variazioni linguistiche nel tempo (diacronia) sono nel breve periodo (tempo apparente, opposto al tempo reale) impercettibili. A volte basta una generazione.

Facciamo alcuni esempi di variazioni tra generazioni contemporanee:

Parlare di tempo apparente ha senso perché i parlanti, per sfuggire agli italianismi, si rifugiano nuovamente nei termini antichi che non hanno più un vocabolo nella lingua moderna. In molti casi ora si ricorre a italianismi, infatti la parte più minacciata della lingua è quella tradizionale, tecnica.

Dalle voci suddette non ho scartato quelle che, anche in seguito a ulteriore ricerca, non mi sono ancora chiare e che ho indicato, per la ragione che qualche lettore potrebbe riconoscerle o in futuro io stesso, sia che si tratti di espressioni arcaiche, sia che io nell’apprenderle foneticamente le abbia trascritte in modo errato.

Ipotesi di ricerca sul campo sulla realtà linguistica:
E’ necessario stilare in primis un Piano di intervento per l’inchiesta sul campo.
Si procede in secondo luogo alla scelta degli informatori e alla formazione del campione di persone da intervistare, iniziando con qualche intervista di prova.
Si può quindi procedere con le interviste utili.
La fase successiva è la sistemazione ed elaborazione dei materiali:
• la trascrizione su schede dei materiali linguistici, etnografici, etnolinguistici, etnotesti
• la sistemazione materiali illustrativi (foto, schemi)
• la sistemazione di eventuali registrazioni
• l’elaborazione e l’analisi dei materiali
• il controllo finale e la presentazione dei risultati.

(Linguistica sarda  – 7.3.1997) MP

Commenti (2)

A loro insaputa…
2 #
zenaida wyselaskie
frenchkiss.it/collection.php
luciaf@gmail.com
198.23.247.231
Inviato il 21/03/2014 alle 18:38
One way we might see ourselves as suppressing our anger is transferring unresolved anger onto situations that maybe do not warrant it.

A loro insaputa…
1 #
vitty
vitty.n@tiscali.it
84.223.32.159
Inviato il 01/03/2014 alle 22:02
E’ un post molto bello che sono venuta a leggere più volte. Aspettavo il seguito… ma sei passato ad altro argomento.
Il tema della memoria è un argomento molto importante, che non bisogna relegare nelle cose del passato…guai! Il passato non va dimenticato, da Lui si dovrebbero imparare lezioni preziose affinché nessuno mai più debba venire perseguito,per motivi di odi razziali.
Eppure è sotto gli occhi di tutti quanto sta accadendo in Palestina. Il mio cuore sanguina nel sapere che ogni giorno vengono uccisi uomini,ragazzi,bambini, donne. Solo perchè Palestinesi. Gli hanno tolto l’acqua,terreni,case. E nessuna voce occidentale si è alzata in loro difesa. Se qualcuno osa viene subito tacciato per antisemita. In questo caso dovremmo si gridare di più!!!! Io non sono antisemita,ma questa è una grandissima ingiustizia che non riesco a comprendere. Non riesco a comprendere perchè un popolo che ha tanto sofferto,debba a sua volta infliggere le stesse sofferenze.
Ho letto un libro che mi ha spiegato cosa voglia dire essere palestinese. Forse lo conoscerai.E’ una storia vera.Ti lascio il titolo:
Ogni mattina a Jenin di Susan Abulhawa
edito feltrinelli.
Ciao Indian, Ti torru gratzias per le tue belle lezioni! 🙂

NEFANDO BONIFAX

Lezioni condivise 41 – Nos e sa gherra de s’Éspuru

 30 Apr 2010 @ 10:56 PM

La storia è un labirinto infinito di vicende che a volte si intersecano e ti sorprendono con i loro sviluppi; ne è esempio quella che mi accingo a raccontare, già vista, ma di cui tratterò aspetti differenti, limitandomi naturalmente a seguire solo alcuni percorsi.

Ritorno ai Vespri siciliani. Essi non sono un accidenti, ma la conseguenza storica di un susseguirsi di accadimenti, uno dei casi del conflitto infinito tra potenti, cui ogni tanto, marginalmente, partecipava anche il popolo, ma non ancora con la coscienza di un riscatto.

Scomodiamo Federico Barbarossa (Federico III Hohenstaufen, duca di Svevia, che è anche Federico I, imperatore del Sacro Romano Impero di Germania [eredità dell’impero carolingio privato della Francia, noto anche come Primo Reich]), che combinò nel 1186 il matrimonio tra il figlio Enrico e Costanza d’Altavilla, normanna, o se preferite vichinga, unica erede del regno di Sicilia (che allora si estendeva fino a territori della Grecia e dell’Africa), di cui la sua famiglia si era impadronita sostituendosi agli arabi oltre un secolo prima.

Grazie a questo matrimonio, nel 1194, Enrico VI Hohenstaufen poté insediarsi stabilmente sul trono siciliano. Egli però morì improvvisamente, lasciando erede un bimbo di tre anni, quello che diventerà Federico II (era anche Federico VII di Svevia e Federico I di Sicilia), imperatore poeta. Nel 1250, quando egli morì, gli successe in Sicilia il figlio Manfredi, essendo impedito prima l’erede legittimo, il fratello Corrado, poi il nipote Corradino, infante.

Il regno di Sicilia era dunque saldamente in mano agli Hohenstaufen.

Stante l’annoso conflitto tra papato e impero (guelfi e ghibellini), gli svevi erano mal tollerati. Papa Clemente IV cercò qualcuno che si opponesse a Manfredi e alla fine lo trovò in Carlo d’Angiò (anonimo conte di una regione del nord-ovest della Francia). Questi avuta l’investitura papale, mosse verso sud e nel 1266, nella rocambolesca battaglia di Benevento, sconfisse Manfredi, che morì in battaglia, e poté occupare la Sicilia.

La discesa di Corradino fu inutile; egli sconfitto, fu decapitato a Napoli nel 1268.

Al momento dell’esecuzione era presente nella piazza, in incognito, Giovanni da Procida; si dice che egli raccolse il guanto di sfida che il giustiziato lanciò tra la folla poco prima di morire.

E’ lui ritenuto sia storicamente, sia dalla tradizione il fomentatore della guerra del vespro, dunque della rivolta anti-angioina, ed è diventato personaggio leggendario. Medico salernitano, nobile, legato alla dinastia tedesca, fu consigliere di Federico II, precettore del giovane Manfredi, col quale era presente alla disfatta di Benevento, ove fu costretto alla fuga. Visitò le corti di tutta Europa onde favorire il ritorno della dinastia sveva sui troni di Napoli e Sicilia.

Stette in Aragona al servizio del re Giacomo I e in seguito di suo figlio Pietro III che, avendo sposato Costanza di Hohenstaufen, era tra l’altro anche genero di Manfredi.

Il giudizio storico sulla sua figura è spesso controverso, inviso in particolare alla parte guelfa.

Avrebbe organizzato l’incidente fra l’angioino Drouet e la nobildonna Imelda (sua figlia), affinché scattasse la prima scintilla della guerra del Vespro, il 31 marzo 1282, lunedì di Pasqua, sul sagrato della Chiesa del Santo Spirito, a Palermo. Ella era giunta appositamente da Napoli.

La Sicilia fu liberata dai francesi e Pietro III d’Aragona poté occuparla.

In pochi anni, per guerre mosse più o meno arbitrariamente, matrimoni dinastici studiati a tavolino o altre evenienze, la geografia politica medievale fu costantemente in movimento e le forme di stato variegate.

Il Regno d’Aragona insieme ad altri costituiva un’aggregazione di stati, quella “Corona” di cui avrebbe fatto parte anche il Regno di Sardegna, che continuò tuttavia ad essere giuridicamente sovrano, anche se non in modo perfetto. E’ il caso di molte entità statuali di quel periodo. Con l’avvento di Pietro III fu il caso anche della Sicilia. Un unico capo di stato, in questo caso un Re, ma diverse sovranità giuridiche.

Nel caso della Corona d’Aragona, unione personale di stati, il Re aveva il possesso privato di ciascuno stato, ma ognuno continuava ad esistere come entità a se stante. In molti casi gli stati della Corona mantenevano proprie leggi, è il caso della Carta de Logu in Sardegna.

Lo stesso accadeva per il Regno di Sicilia e di Napoli, che pur sotto lo stesso Re, restavano due entità statuali distinte.

I vari regni della corona erano considerati un bene personale del Re e come tali venivano ceduti in eredità alla nascita di un erede, anche in seguito ai matrimoni combinati.

Il concetto di Corona dal punto di vista giuridico è qualcosa che sta tra l’odierna Federazione (es. USA, cittadini soggetti alle leggi federali) e Confederazione di stati (es. Comunità stati indipendenti [CSI], sorta sulle ceneri dell’URSS; ogni stato conserva la statualità perfetta; aggregazione di stati che continuano ad essere indipendenti).

Quando la morte di uno stato avviene per cessione forzata del potere, si parla di debellatio. E’ il caso degli stati creati in medio oriente in seguito alle Crociate o quelli creati in seguito a Jiad (guerra santa) dei musulmani, ma anche la fine dei Giudicati sardi.

Paradossalmente un sardo non dovrebbe avere a cuore più di tanto il Regno di Sardegna; per spiegarlo occorre fare sottili distinzioni di tempi storici e situazioni. In primo luogo occorre ribadire che il Regno di Sardegna fu un’invenzione, un arbitrio perpetrato da Bonifacio VIII, che ne investì (comprendendovi anche la Corsica) i Re aragonesi, incurante dei legittimi e attestati governi dell’isola. In questo senso non fu altro che l’usurpazione del diritto dei sardi al governo della propria terra. Precisato questo, occorre osservare che gli aragonesi e in seguito gli spagnoli ebbero un rispetto relativo dell’entità statuale autonoma sarda, estesero dei diritti alle città regie, facendo peraltro anche cose orribili… Eppure quando il Regno passò ai Savoia fu molto peggio, i sardi persero anche i diritti concessi dagli spagnoli, non si riunì più il parlamento, fatte salve le   autoconvocazioni rivoluzionarie. Benché la statualità sarda continuasse ad esistere sulla carta (altrimenti i Savoia non sarebbero stati re), l’isola era trattata come la peggior colonia, super tassata, sfruttata, e proprio in quel clima maturarono le rivolte e l’odio per quei re; tanto più quando Napoleone occupò il Piemonte e il re fu costretto a risiedere nell’isola per quindici anni e si dovette pagare anche al suo sostentamento.

Come si arrivò alla fine dei Giudicati, i quattro regni sardi che garantirono alla Sardegna l’indipendenza per oltre cinque secoli (e molto di più nel caso dell’Arborea)? La fine dell’indipendenza della Sardegna è direttamente legata all’epilogo della guerra del Vespro siciliana.

L’eredità degli Hohenstaufen in Sicilia fu dilapidata da Giacomo II di Aragona, detto il Giusto (appellativo che lascia il tempo che trova), il quale con il trattato di Anagni del 12 giugno 1295, stipulato con Carlo II d’Angiò, restituì almeno sulla carta la Sicilia ai francesi (dunque alla chiesa), rinunciando ai Vespri, in cambio del ritiro della scomunica e della papale (!) licenza invadendi di Sardegna e Corsica, da cui ebbe origine appunto l’omonimo Regno.

Il trattato prevedeva anche l’unione di Giacomo II con Bianca d’Angiò figlia di Carlo II e sorella di Roberto d’Angiò ed il matrimonio di quest’ultimo con Iolanda d’Aragona, figlia di Pietro III e sorella di Giacomo stesso.

L’infeudazione del regno di Sardegna e Corsica avvenne nella Basilica di San Pietro a Roma il 4 aprile 1297. Giacomo II ricevette dalle mani di Bonifax la simbolica coppa d’oro che lo faceva, di nome, Dei gratia rex Sardiniae et Corsicae. L’atto era di tipo ligio, e specificava che il regno – non le isole fisiche – apparteneva alla chiesa che l’aveva istituito, ed era dato in perpetuo ai re della Corona di Aragona in cambio del giuramento di vassallaggio (che non intaccava minimamente le forme statuali, era solo un contratto).

Tra le altre condizioni si stabiliva che il regno non potesse essere mai diviso (regnum ipsum Sardiniae et Corsicae nullatenus dividatis) e che i suoi re fossero sempre gli stessi che regnavano in Aragona (quod unus et idem sit rex regni Aragonum et regni Sardiniae et Corsicae).

Il vicerè di Sicilia, Federico, fratello minore di Giacomo, amareggiato perché questi non aveva ottemperato al testamento di Alfonso III, rifiutò la pace e si schierò con i siciliani che, sentendosi traditi dal nuovo re Aragonese, lo dichiararono decaduto ed elessero Federico al trono di Sicilia nel 1295.

A questo punto Giacomo intervenne, a fianco degli Angioini, contro il fratello, con la sua flotta aragonese affiancata da quella napoletana, a Capo d’Orlando, nel luglio del 1299, Federico fu sconfitto, ma riuscì a salvarsi e continuò a resistere.

La guerra del Vespro terminò con la pace di Caltabellotta il 31 agosto del 1302. Essa salomonicamente prevedeva che Federico III mantenesse il potere in Sicilia, ma con il titolo di Re di Trinacria (quello di re di Sicilia era lasciato pro forma al re di Napoli) fino alla sua morte, dopo l’isola sarebbe dovuta tornare agli Angiò. Sanciva inoltre l’impegno che Federico sposasse Eleonora, sorella di Roberto d’Angiò e figlia di Carlo II.

I catalano-aragonesi sbarcarono in Sardegna nel 1323 non per occuparla, ma chiamati in aiuto dall’Arborea contro le colonie pisane nell’isola, così dopo 27 anni dall’istituzione del Regno di Sardegna, rimasto fino ad allora mero titolo onorario, la corona aragonese ebbe modo, grazie all’incauta richiesta arborense, di attuare la licenza invadendi della Sardegna.

Quelle che erano semplici colonie pisane vennero trasformate in stato dagli aragonesi, prima fra tutte Castel di Cagliari.

Nel 1347 salì al potere, nel Giudicato di Arborea, Mariano IV, in breve i buoni rapporti tra il giudice e il regno aragonese si deteriorarono. La continua espansione di questi causò la guerra, continuata nel 1376 da Ugone III e soprattutto da Eleonora, infine da Leonardo De Alagon, che resistette fino al 1478, dopodiché l’intera isola entrò a far parte del Regno di Sardegna e della Corona aragonese, perdendo la sua indipendenza, diventando un’altra entità statuale che manterrà la sua specialità fino al 1847 e il nome fino al 1861.

(Storia medioevale – 19.4.1996) MP

Commenti (18) persi 10, forse spam

Nefando Bonifax
8 #
giulia
chidicedonna.myblog.it
g@alice.it
87.0.242.15
Inviato il 11/12/2012 alle 19:18 (riferito a lezione 71, ndt)
Dinnanzi a versi come questi si dimentica l’uomo e si ritrova la poesia, più che il poeta.
E questa poesia mi ha fatto venire in mente un poeta brasiliano, Heleno Oliveira, dinnanzi alla bellezza di firenze.
E il muro, la terra che ricorre, ora come sabbia ora come cosce fumanti di donna.
Mi piace, molto, come il futurismo che pure riprende Majacovskij che non è fascista.

Nefando Bonifax
7 #
ivy phoenix
edera.fenice@tiscali.it
109.115.146.129
Inviato il 08/07/2011 alle 05:52
certo che ho fatto anche studi in criminologia… vinsi una borsa di studio là 😉

Nefando Bonifax
6 #
Paola
lamiavitabellaebrutta.blog.tiscali.it
paolasixsix@yahoo.it
159.213.40.5
Inviato il 28/05/2010 alle 09:28
mhi che intrighi!!!
ecco da chi hanno imparato i nostri…;-D
eppure non mi pare che abbiano studiato molto…:-D

Nefando Bonifax
5 #
giampaolo
bresciani.giampaolo@tiscali.it
88.51.210.128
Inviato il 26/05/2010 alle 12:11
Ciao angel,ti lascio un salutino.giampaolo.

Nefando Bonifax
4 #
notimetolose
notimetolose.myblog.it
notimetolose1@gmail.com
151.51.43.126
Inviato il 03/05/2010 alle 14:57
Sono proprio curiosa di leggere della guerra santa e delle crociate. Troppo attuale per perdersi un simile post.

Nefando Bonifax
3 #
brunetta
metal@pesant.it
87.5.245.24
Inviato il 02/05/2010 alle 11:52
pentole? Secondo lavoro?
Guarda che chiamo Brunetta.
La Brunetta dei ricchi e poveri.

Nefando Bonifax
2 #
metal
metal@pesant.it
87.8.241.157
Inviato il 01/05/2010 alle 13:24
E scoprirai che anche gli altri nove principi saranno poco applicati…
Bella questa…, sembri una presentatrice televisiva che presenta il palinsesto… 😉

Nefando Bonifax
1 #
Blog Admin
bresciani.giampaolo@tiscali.it
88.51.210.128
Inviato il 23/04/2010 alle 08:45
Mi e’ venuto un mal di testa…ciao.giampaolo.

SCHINITZUS PO SARDIGNA

Lezioni condivise 39 – Francesco d’Austria d’Este

28 Feb 2010 @ 7:39 PM

Un importante documento di storia della Sardegna del primo ottocento è certamente da la Descrizione della Sardegna, relativa al 1811/12 di Francesco d’Austria Este, ritrovata e pubblicata da Giorgio Bardanzellu nel 1934.

E’ un testo d’impatto un po’ esotico e prezioso, di autore illustre – il futuro duca di Modena, capitato in Sardegna in circostanze particolari – che si degnò almeno di scrivere qualcosa e di una certa utilità storica… meglio di altri che passati dalle nostre parti in anni precedenti e successivi non ci hanno degnato di parola.

Francesco d’Austria d’Este, figlio di Maria Beatrice d’Este e dell’arciduca Ferdinando d’Austria, governatore della Lombardia, prima di diventare Francesco IV, duca di Modena nel 1815, fece, nel 1811, un breve viaggio in Sardegna, aveva allora 32 anni ed era esiliato dalle sue terre, sotto il dominio napoleonico.

Lo scopo del suo viaggio era di natura politica, un tentativo di congiura contro il Bonaparte per il quale intendeva avere l’appoggio di Vittorio Emanuele I, ma soprattutto politica matrimoniale… Infatti dopo aver tentato di sposare Paolina Bonaparte e l’arciduchessa Maria Luisa d’Austria (poi sposa di Napoleone) – che lo rifiutò in quanto violento – le sue attenzioni dinastiche si spostarono sulla primogenita del re di Sardegna, la nipote Maria Beatrice, figlia di sua sorella, l’arciduchessa e regina Maria Vittoria Teresa.

Questo matrimonio poteva avere un grande rilievo politico, perché in Sardegna, a differenza del Piemonte, non vigeva la legge Salica e, in mancanza di figli maschi sia del re, sia di Carlo Felice, Maria Beatrice era candidata alla successione.

In realtà la legge Salica era stata estesa alla Sardegna dai patti di famiglia sabaudi, ma senza il consenso del parlamento sardo (gli Stamenti o Cortes); il che consentiva, all’occorrenza, di invalidare un eventuale trasferimento della successione al ramo collaterale della dinastia, cioè al principe di Carignano Carlo Alberto, peraltro in quel periodo lontano dal Regno, ma anche in considerazione degli atteggiamenti filo-francesi della sua famiglia.

Il giudizio storico su Francesco IV Granduca di Modena è controverso, giudicato nemico acerrimo dai liberali, per alcuni fu invece un eccellente amministratore del ducato. Pare protesse le classi povere, favorì l’agricoltura e si atteggiò a mecenate verso ogni tipo di ricerca, specie quella scientifica.

Nel 1812 dunque Francesco sposò la principessa Maria Beatrice Vittoria di Savoia (1792-1840), lui morì il 21 gennaio 1846 all’età di 66 anni.

Giunto in Sardegna per i motivi anzidetti, egli fece un viaggio nell’isola, la cui vita (non solo quella di corte) commentò in un diario quotidiano di oltre ottanta pagine, trattando anche la posizione strategica, la vita, le tradizioni, i cibi, la musica, i balli, la sanità, la politica, in modo molto formale, ma efficace sotto il profilo storico.

Attraverso questo importante documento – che riguarda peraltro un anno cruciale della storia sarda, s’annu doxi, drammaticamente entrato nei modi di dire popolari come riferimento a sventure, senza che molti si rendano conto che il riferimento è al lontano 1812 – scritto in modo minuzioso, ricco di particolari, una sorta di inventario dello stato dell’isola del tempo, abbiamo importanti notizie anche sulla carestia e la conseguente peste che colpì la Sardegna in quegli anni, riversando gli effetti soprattutto su Cagliari.

La Sardegna fino al 1806 ebbe come viceré Carlo Felice, in quell’anno Vittorio Emanuele tornò in Sardegna (i reali facevano la spola con la penisola in funzione delle vicende napoleoniche).

Erano anni in cui si discuteva di misure agrarie, la prima illuminazione pubblica a Cagliari (1815)… ma quell’anno, il 1812, quello de “su famini de s’annu doxi”, si assistette all’invasione della città da parte dei contadini dei villaggi, il cui raccolto era andato male e cercavano lavoro in città, era l’anno della schedatura dei mariuoli (contadini che per studiare all’università facevano i servetti), dell’epidemia pestifera.

Il futuro granduca descrive i membri della corte presenti in Sardegna, i loro palazzi, le giornate. E’ ostile verso Carlo Felice e verso la sua vita monotona.

Il manoscritto è tuttavia disordinato, probabilmente scritto per uso personale.

Descrive i quartieri di Cagliari: la lodata Marina (Lapola), allora il quartiere più attivo. Cita la Chiesa sant’Agostino, nel largo, incuneata in un palazzo, la presenza dei gatti, la malaria – con descrizioni drammatiche che ricordano pagine manzoniane – i morti per strada, il lazzaretto… Ci dà anche notizie particolari come quella che si poteva accedere a un titolo nobiliare mettendo a dimora quattromila ulivi.

Riguardo al resto della Sardegna, è minuziosa la descrizione di Alghero, definita “L’unica fortezza vera in Sardegna. Tutta la città, e fortezza è al piano al Mare. Da una parte il mare bagna le mura della fortificazione… Poi vi è dalla parte di terra verso Mezzogiorno un bastione grande con una grande torre, grossa, rotonda, i cui muri sono grossi due tese, e dodici tese di circuito, ove sono i prigionieri di Stato…”

Fosse quello che fosse il d’Austria d’Este, apprezziamo e condividiamo il suo modo di valorizzare un viaggio, di essere stato un attento osservatore e di averci tramandato la sua particolare visione della Sardegna del tempo.

Descrizione della Sardegna (1812) – Francesco d’Austria-Este (a cura di Giorgio Bardanzellu), introduzione alla edizione anastatica di Carlino Sole. Edizioni della Torre, Cagliari, 1993.

(Storia della Sardegna – 19.4.1996) MP

Commenti (6)

Schinítzus po Sardigna
6 #
gabbia nella
gabbianella@alice.it
82.58.217.169
Inviato il 02/04/2010 alle 00:18
Vedi? Pensi subito a tenermi a pane e acqua!
Povera nella gabbia!

Schinítzus po Sardigna
5 #
ivy phoenix
edera.fenice@tiscali.it
109.113.28.150
Inviato il 28/03/2010 alle 22:52
urka… che commento emma…
beh sembra una lingua straniera…
ciao.. sempre le tue lezioni che arricchiscono la nostra cultura..

Schinítzus po Sardigna
4 #
tertium non datur
giuliapenzo@alice.it
87.0.32.1
Inviato il 22/03/2010 alle 23:42
tertium non datur,
ma un terzo commento sì… 🙂 )

Schinítzus po Sardigna
3 #
g
giuliapenzo@alice.it
87.8.244.241
Inviato il 20/03/2010 alle 19:39
Sì, per il titolo, mi ero accorta ed è un’escamotage simpatico per attirare alla lettura.
Sulla legge salica, certo, concordo per l’ingiustizia sottostante e sulla discriminazione crudele.
Dicevo che per assurdo in questo modo molte donne si sottraevano a matrimoni che potevano essere utilizzati per secondi fini. In realtà mi era balenato proprio come pensiero assurdo, conoscendo poi i matrimoni combinati all’epoca.

Schinítzus po Sardigna
2 #
emma
giuliapenzo@alice.it
82.60.161.36
Inviato il 19/03/2010 alle 23:42
schinítzu, nm: ischinitzu, schinnitzu, sciníciu, scinitzu, sfinítziu, sfinitzu zenia de idea chi no lassat istare in pasu, coment\’e pidinu pro cosa chi si timet o chi si tiat cherrer a presse, chi no s\’idet s\’ora de aer o de fàghere / s. de brenti = afinamentu, isanimamentu afródhiu, arreolu, fazellu, finitzu, frenédiga, furighedha, pestighinzu, pidinu, pistu su spédhiu ponit scinitzu ¸ fillus mius, candu no seis in domu tèngiu unu schinitzu!… ¸ allodhu torrau, no tenit assébiu: a ndi tenit de scinitzu! ¸ dh\’anti portada a su spidali ma teniat giai su scinitzu de sa morti, e difatis s\’est morta una pariga de oras apustis 2. ti biu a bisur\’e fàmini: ita tenis, schinnitzedhu?! irrequietézza, smània
Ho imbroccato il termine giusto? Mi pare strano, mi verrebbe da capire piuttosto: descrizione…
Povera Maria Beatrice! A quanto pare era veramente violento: è morta a 48 anni, mentre lui a 66…
La legge salica qualche volta salvaguardava le donne da cattive mire. A quanto pare in Sardegna non funzionava così.
Menomale che siamo ancora nell’anno 10.
Buona notte
emma

Schinítzus po Sardigna
1 #
lori
processoallaparola.splinder.com
diotima47@hotmail.it
93.46.71.142
Inviato il 18/03/2010 alle 20:59
ma…come hai fatto a mettere la musica? io…io…ho voglia di chiuderlo il mio esautorato anemico blog. Meglio venir qui a studiare la Storia.

LINGUE TAGLIATE… IO, DIAMINE, COSÌ E COSÌ…

Lezioni condivise 23 – U populu corsu

30 Set 2008 @ 10:45 PM

Uno dei miei insegnamenti universitari prediletti, come ho già avuto modo di accennare nel post dedicato a Rosa, era Linguistica sarda… Quell’anno la prof era in anno sabbatico e le lezioni, pomeridiane, si tenevano a singhiozzo… Frequentai alcune lezioni; l’argomento, sebbene non lo scelsi per l’esame (preferii un corso più attinente al sardo) era interessante, riguardava la lingua Corsa.

Affatto galeotte queste lezioni (poi per posta prioritaria mi fate sapere come avete interpretato “affatto”, ogni tanto le ambiguità linguistiche sono la panacea). In mattinata (latino: inopportuno parlarne tra sepolcri imbiancati?!) avevo conosciuto S.P. (ok, togliamoci questa pratica…).

Era seduta davanti a me, la vedevo di spalle, capelli cortissimi, biondi; alla fine dell’ora mentre parlavo con un’altra collega, si voltò in modo fulmineo (!), mi porse la mano, si presentò e cominciò a parlarmi con un sorriso giocondo sul volto: “…Io, sai, io… diamine… così e così… io, sai…questo e quello…”. Della situazione, se ci ripenso, ciò che mi fa più ridere è immaginare la mia faccia in quel momento… chissà quante espressioni avrò mutato in pochi secondi…

Cominciammo a frequentarci, a parlare, a scambiarci materiali, entrammo in confidenza… Un giorno ci allontanammo insieme dalla Facoltà, “Sai, così e così, io… diamine… oggi mi sono lasciata con il mio ragazzo; io, sai…questo e quello…”. Ah, perché avevi pure il ragazzo? Mica lo sapevo… Anca ad anca… scale… la mia tempesta ormonale era superiore all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. (chi ha detto che con Rosa ero stato troppo prudente?). Mi aveva invitato a studiare con lei nell’aula di lettura del corpo aggiunto, dunque aveva un senso fermarsi il pomeriggio.

Non presi la decisione estrema, ma intermedia… le chiesi un bacio… Reagì come se l’avesse punta un calabrone; fece letteralmente un salto indietro… questione di un paio di secondi, si avvicinò e mi bacio sulla guancia… “Ecco il bacio!”… Ci demmo appuntamento per le 17, ma non venne, la trovai già in aula che studiava… Vista la mia perplessità mi chiamò fuori “Io, sai, diamine…va bene che mi son lasciata con il mio ragazzo, ma che tempestività! Sai, così e così… io, diamine…questo e quello…”. Il rapporto si raffreddò, sparì il sorriso (con qualche eccezione strabiliante), fino all’estinzione totale del medesimo.

Ancora oggi, pensandoci, resto perplesso per certi comportamenti pirandelliani, molto surreali, una sorta di contrappasso per me che amo le situazioni simili… al cinema…

Seguii la lezione con attenzione sdoppiata, ora ci rido su, ma allora rimasi molto colpito… e non ho detto tutto… Parliamo di lingua (per una lingua perduta…) che è meglio.

La lingua è un sistema di comunicazione utile in diversi contesti formali e informali.

Il dialetto, per definizione, dovrebbe servire solo alla comunicazione informale.

Da un punto di vista linguistico-scientifico, non vi è alcuna differenza tra lingua e dialetto, tutti i dialetti sono lingue, tutte le lingue sono dialetti. Si parla di dialetto solo sotto il profilo comunicativo, per capirci. La lingua è un dialetto che ha acquisito ufficialità.

Senza andare troppo lontano, è il caso del fiorentino, diventato lingua italiana. Dunque non esiste una lingua italiana “in natura”, ma essa è nata da una decisione politica assunta da una commissione (presidente della quale fu il Manzoni) e non senza contrasti e polemiche. Questo è il destino di tante lingue che oggi chiamiamo con il nome di uno stato, ma in realtà sono dialetti di un territorio limitato che per decisione politica sono stati imposti universalmente, anche dove si parlavano lingue diverse.

Il caso di cui parlerò spiega ancora meglio l’esempio che ho appena fatto. In Corsica l’italiano (semplificando, cioè i dialetti corsi derivanti dal toscano) è un dialetto, mentre il francese (che sul dialetto esercita un taglio recente) è la lingua ufficiale.

L’occupazione francese della Corsica è avvenuta intorno al 1764, la lingua francese è stata introdotta in un secondo tempo e con difficoltà, visto il radicamento di dialetti italiani (pisani e genovesi hanno occupato la Corsica fin dal 1000, dunque un contatto di almeno sette secoli).

Anche la Corsica come tutto il Mediterraneo subì la colonizzazione romana, naturalmente molti toponimi sono dunque di origine latina. Nel Medio Evo fu la chiesa ad esercitare il suo potere temporale. Essa aiutò a contrastare le incursioni saracene, anche in Sardegna, con cui nominalmente la Corsica costituiva un unico Regno.

Fino al 1000 ci fu la prevalenza pisana, poi la guerra con Genova, che a lungo andare ebbe il predominio. La repubblica genovese tuttavia non influì sulla lingua corsa, al contrario di Pisa, sebbene questa abbia dominato meno. Tuttavia il lessico è vario, oltre alle influenze toscane, ve ne sono provenienti dai dialetti del nord e del meridione d’Italia, nonché dalla Sardegna. Es. lantora (retico, ligure) = allora,  rumenta (celto-ligure) = sudiciume, carrucciu (sardo) = carriola, iddu (dialetti meridionali) = egli, quello.

I dialetti corsi non sono ancora del tutto classificati.

La Corsica è divisa fisicamente e politicamente in due parti, gioco forza anche linguisticamente. Vi sono dunque due variati principali, come in Sardegna, un dialetto settentrionale con sistema eptavocalico e uno meridionale, pentavocalico. Alcuni fenomeni rispetto all’italiano sono: gl che diventa ll, l’assenza della sonorizzazione (come nel toscano, strata e non strada), la laterale l = ll prima di una d, caldo = callu, è presente invece il fonema rr come in italiano. Articoli determinativi: il diventa u: u pane; la diventa a: a donna; le diventa e: e pietre e così via…

In generale il fenomeno linguistico tende a raggiungere il miglior risultato con la minore energia, cioè con movimenti articolatori più semplici: tennico per tecnico, pissicologia per psicologia (sorta di economia linguistica).

Non sono stati trovati in Corsica documenti scritti di rilievo precedenti al quattrocento. Nei primi secoli storici il potere veniva trasferito mediante i monasteri con le donazioni (giudicali). Di donazione in donazione, pian piano si realizzava l’occupazione politica. I monasteri andavano all’avanscoperta, in attesa dell’occupazione militare. La prima cronaca volgare sulla storia dell’isola corsa è del XVI sec.

Per approfondimenti, uno storico per i rapporti tra Liguria, Corsica e Sardegna è Geo Pistarino di Genova. Per quelli con la Toscana, Luigi Serristori.

L’episodio iniziale l’ho ricordato dopo aver scritto la lezione. Nel raccontarlo ho volutamente usato tratti dello stile di un famosissimo scrittore, che mi ha impressionato quasi come S. Stile, forse, non del suo capolavoro, ma davvero curioso. Chi indovina di chi si tratta vince un pomeriggio con me, scenderemo le stesse scale… Come cotillon cercherò di coinvolgere anche S., per uno strepitoso outing.

(Linguistica sarda – 19.3.1996) MP

Commenti (34)

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
33 #
Fantaghirò
fantaghiro.blog.tiscali.it//
151.33.186.47
Inviato il 30/10/2008 alle 11:03
salut angel,comment ca va?
Ma..che fai nella vita, sei un prof, vero? solo un prof puo’ sapere tutte ste cose..!
Oggi festeggio un esame in meno,evvaiiiiiii!!
Kiss

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
32 #
andreapac
andreapac.blog.tiscali.it
79.11.52.143
Inviato il 29/10/2008 alle 15:06
Ciao angel grazie della lezione, ipara e metti da parte.Non si finisce mai di approfondire, ma la biondina con capelli corti…sarda o corsa?

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
31 #
uncuoredibimba
uncuoredibimba.blog.tiscali.it
88.63.27.74
Inviato il 27/10/2008 alle 18:06
ciao, ben tornato
la vita è difficile e non bisogna arrendersi mai,
io butto giu a getto, e un po che non scrivo perche riesco a farlo solo dopo diverso tempo da cio che mi accade, poi divento un fiume in piena, non sono felice, sembro tanto forte fuori ma non e cosi, do l’idea della determinata, ma e solo il forte impegno che do a me stessa per andare avanti sempre

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
30 #
jolinne
82.59.198.43
Inviato il 25/10/2008 alle 02:07
Ciao Angel,
rieccomi
purtroppo non posso seguire il blog
lavoro amore e travian mi tengono impegnata sempre
aggiungi che per arrivare in ufficio e tornare a casa mi ci vogliono due ore all’andata e altrettante al ritorno perchè adesso praticamente convivo con Dino. Eh no, non è scappato ed ormai è troppo tardi per tutt’e due visto che stiamo scegliendo la chiesa dove celebrare le nozze (speriamo entro la fine del prossimo anno)
A presto Angel
un tenero e affettuoso abbraccio :*
Jolinne 🙂

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
29 #
diotima47
diotima.blog.tiscali.it
89.97.102.254
Inviato il 24/10/2008 alle 15:05
professore? okkupiamo?

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
28 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
151.65.40.228
Inviato il 23/10/2008 alle 21:29
pare che dalle tue parti il maltempo abbia fatto casini tremendi.. come stai? tutto bene?

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
27 #
come alice
85.20.17.150
Inviato il 23/10/2008 alle 10:25
Mi chiedo ma dov’è che hai appreso tutte queste nozioni, visto che mi sembra che alle lezioni ti distraevi un bel pò??? Scherzo, naturalmente.
Bello l’argomento di questo post, se approfondisci ulteriormente fammi pure un fischio…
Affatto = Per nulla
o no???
Ciao Angel
Ps: che ha fatto l’inter, ieri?

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
26 #
giorgia
giorgiapintus.blog.tiscali.it
78.14.77.52
Inviato il 22/10/2008 alle 23:04
Grazie per aver lasciato il tuo commento sul mio guestbook…il tuo blog è veramente fantastico.
Torna a trovarmi… Giorgia

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
25 #
faraluna
speranzadivita.blog.tiscali.it
78.15.227.200
Inviato il 22/10/2008 alle 19:06
Al di là della lezione per me che sono ignorante in materia,la differenza sostanziale tra lingua e dialetto è che la prima rimane fredda,come dire “aristocratica”;il secondo è quello che rende meglio il “senso” e “l’immagine” di ciò che vuoi dire.
Ciao!:-))faraluna
P.S.:riguardo a ciò che mi hai scritto tempo fa sui commenti su Tiscali:lo sfondo con i delfini non c’entra niente (l’ho realizzato io ed è leggero).
Io penso che dipenda di più dalla piattaforma;questo perchè tu con lo stesso pc riesci a lasciarmi commenti su Splinder e se guardi le immagini in colonna, su Splinder sono più grandi e più pesanti.Un bacio.faraluna

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
24 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
151.65.40.228
Inviato il 22/10/2008 alle 14:26
beh ma chi ha vinto il pomeriggio con te, poi?

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
23 #
Raz
evacontroeva.blog.tiscali.it
87.9.118.217
Inviato il 20/10/2008 alle 16:55
Ah ok, tutto a posto allora, l’avevo quasi presa come se fosse stata colpa del torneo.
Ciao.

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
22 #
Raz
evacontroeva.blog.tiscali.it
87.9.118.217
Inviato il 20/10/2008 alle 14:31
Non mi è chiaro il significato del messaggio ke hai lasciato da me.

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
21 #
nenet
tuttinsieme.blog.tiscali.it
79.32.91.1
Inviato il 19/10/2008 alle 22:35
Interessante, io ho trovatop qualche analogia anche tra il Sardo e il Friulano, es FRADIS=fratelli … sì io sono Friulana di origine ma nata a Roma e dal ’97 vivo qui in Sardegna e ho sposato un collega di S.Antioco … i miei figli sono nati qui. Lavoriamo al Teatro Lirico di Cagliari come Artisti del coro, qindi CANTIAMO!!!! buona serata!! Nenet

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
20 #
flyss
truestory.blog.tiscali.it
94.163.18.38
Inviato il 17/10/2008 alle 17:57
cavolo io e il sardo siamo due entità divergenti….

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
19 #
Paola
lamiavitabellaebrutta.blog.tiscali.it
159.213.40.2
Inviato il 17/10/2008 alle 14:34
…a dire il vero soio, sarei…Vestina…e non Sabina…:-)
nel mio blog c’è un link della riserva naturale dove sono nata e cresciuta…:-)

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
18 #
fanta
151.33.188.187
Inviato il 17/10/2008 alle 13:35
merci angel..

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
17 #
maryloo
maryloo.blog.tiscali.it
87.24.231.181
Inviato il 17/10/2008 alle 12:30
SMAK!
Per quanto riguarda il commento da me non posso che darti ragione, ci sono tante cose belle nella vita e un po’ di leggerezza non guasta mai. Non era il caso di quando ho scritto l’ultimo post.

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
16 #
Maryloo
maryloo.blog.tiscali.it
87.24.231.181
Inviato il 13/10/2008 alle 16:17
L’ho trovato davvero molto interessante e non è un complimento scontato (se ciò che leggo non mi piace non lascio commenti); hai arricchito la mia conoscenza sui dialetti…ops! Meglio dire che hai ridotto la mia ignoranza sui dialetti. 😀
Quello che so per certo è che non mi piace parlare con persone che non conoscono anche l’italiano “ufficiale”.
p.s. I baci non si chiedono, si danno.

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
15 #
diotima47
89.97.102.254
Inviato il 12/10/2008 alle 14:29
tira dentro quella lingua, per favore!
Mostrò più “che potea”

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
14 #
Audrey
aboutmeandother.blog.tiscali.it
87.11.179.165
Inviato il 09/10/2008 alle 20:20
Hey ciao..eccoti qui..bel post..diamine! 😉

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
13 #
Nadir
87.19.216.242
Inviato il 09/10/2008 alle 15:23
lo spetteguless tira… e non è la prima volta che scrivi su queste lezioni condivise… propongo una nuova rubrica… le lezioni galeotte di Angel e Rosa.

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
12 #
Nadir
thepromisedland.blog.tiscali.it
87.19.217.6
Inviato il 08/10/2008 alle 23:42
ho preferito la prima parte del post perchè mi piace farmi gli affari miei … eheh… ma la donna in trasparenza che compare nella foto tra cartine geografiche è Rosa?

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
11 #
cleide
62.10.142.170
Inviato il 08/10/2008 alle 22:31
Sono andata su Youtube e pure sul loro sito. Ho vissuto 15 anni a Sassari e non ne ho mai sentito parlare. Ma “so elli” è in Gallurese?
Io non parlo il sardo purtroppo,lo capisco ma non lo parlo. Da me si parla il catalano.:)
P.s.
Ma guarda che sei un bel tipo. Mi scrivi..clicca sul link e non mi molli il link. Ora vedo di trovarti lo stesso.:-)

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
10 #
celia
78.15.188.253
Inviato il 08/10/2008 alle 19:25
Cerca su youtube So Elli Sardigna Indipendente… 🙂

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
9 #
celia
78.15.188.253
Inviato il 08/10/2008 alle 19:20
No aspe’… dove l’hai trovata questa meraviglia?
Non l’avevo mai sentita prima e non so chi siano.
Cacchio Angel questa fa venire tanta voglia di…
Ajo prontu sese? Mi sto gasando pure io.
Non è che mi dici dove la posso prendere? La voglio pure io 🙂 )))
Saludos
Fortza Paris
Sardigna no est Italia
Sardigna Natzione Indipendentzia 🙂 )))

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
8 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
151.65.54.124
Inviato il 06/10/2008 alle 21:53
ma insomma tu andavi a lezione affatto per le biondine…

sì per ammirare la foto immagine è meglio tornare a puntate.. elaborata e ben riuscita al solito

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
7 #
diotima47
89.97.102.254
Inviato il 04/10/2008 alle 15:14
“a unu populu, attuppatici a bucca…”, Buttitta docet.
Sai, frequentando il blog di “aeroporto”, da un’interpretazione delle sue parole, ho concordato con lui che tutte le lingue sono morte, in quanto prodotto di una convenzione, in quanto codificate e sottoposte a regole.
Allora, mi dico nella mia testa bacata, le parole non hanno nulla a che fare con le lingue “madri”, non sono orfane, ma hanno una VITA a sé stante, quasi riescono a uguagliare la potenza dei segni e dei gesti.

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
6 #
flyss
truestory.blog.tiscali.it
193.205.5.2
Inviato il 03/10/2008 alle 14:02
secondo me avresti dovuto insistere di più… lei ci stava al gioco con te 🙂
per lo scrittore non ne ho idea…e sul carruccio..io l’ho sempre inteso come la pianta del fico d’india..mah…stranezze linguistiche!
buona giornata angel!

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
5 #
celia
78.15.197.150
Inviato il 02/10/2008 alle 12:35
E la nostra limba sarda con tutte le sue varianti cosa è? 🙂

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
4 #
violacolor
violettanet.blog.tiscali.it
82.48.20.42
Inviato il 01/10/2008 alle 14:58
ciao – io accedo al blog di nenet. ha camb look 🙂
dialetti… io conosco qlc dialetto nord centro e adoro tt le lingue del mondo ke penso siamo in continua evoluzione.
ciaoo v

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
3 #
Paola
159.213.40.2
Inviato il 01/10/2008 alle 12:36
ops angel oggi nenache io accedo al blog di nenet…:-(

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
2 #
Paola
lamiavitabellaebrutta.blog.tiscali.it
159.213.40.2
Inviato il 01/10/2008 alle 08:35
ma quanto è interessante questo articolo sui dialetti…complimenti davvero…l’ho letto d’un fiato.
Sai dirmi qualcosa del dialetto della mia terra natia, l’Abruzzo?
ah…per i blog privati, penso sia stato qualcosa che funzionava male in tiscali, ieri erano improvvisamente diventati privati un sacco di blog…almeno io mi sono data questa spiegazione, perchè a parte il messaggio, con “Annulla” si visualizzava e commentava normalmente…

Lingue tagliate… Io, diamine, così e così…
1 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
151.65.47.45
Inviato il 30/09/2008 alle 19:58
sì ma io il mio cognome non glielo avevo detto… forse a mia insaputa l’aveva chiesto alla mia amica..
beh.. mi pare che sia il momento per un post nuovo qua da te.. no?
tutto ok max?

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…

Lezioni condivise 19 – Spetteguless di uno sport estremo: lo Stato!

31 Mag 2008 @ 11:51 PM

E’ esaltante poter raccontare la Storia come si racconta uno spetteguless (sì ©), magari alla maniera in cui lo facevano le lavandaie, in riva al fiume, intente  a sfregare i loro panni di cotone sulla pietra più liscia che gli è stato possibile recuperare… Naturalmente serve anche un uditorio attento e non sempre questo è possibile, ma il prof era capace e lo aveva; ogni tanto dissertava, quasi come se la lezione fosse una partita e ci fossero i time out.

Ma se po fa’?!… Va bene che io sogno sempre di girare il film più surreale che sia mai stato realizzato, che so, stupire continuamente lo spettatore facendo accadere tutto il contrario di ciò che gli si è fatto credere… sì insomma, tutto il contrario del Codice da Vinci, che invece ti fa credere continuamente ciò che veramente accade.

Sinceramente, trattando la distinzione dei concetti di Monarchia (medioevale) e di Stato, non saprei davvero quali intervalli introdurre; se fossi un bravo illusionista, farei passare le pecorelle o farei scorrere le diapositive dei principali monumenti dell’età di mezzo regolarmente graffitati con spray di bandiera…

Lo Stato rappresenta la persona giuridica, cioè ha gli attributi giuridici per essere detto tale e per esserlo non ha bisogno del nome. Sì, perché normalmente lo Stato (Regno, Repubblica, Principato, Ducato ecc.) ha un nome: Regno de sa furca, Repubblica de su piricoccu, o almeno un attributo: Monarchia de domu mia (il comando di uno solo e non necessariamente coincide con il Regno).

Ci sono stati Regni che non sono stati Stato, come per il cosiddetto Re di Gerusalemme o quello ancora più improbabile di Piemonte (mai esistito), in quanto i re che hanno risieduto a Torino erano Re di Sardegna; o ancora Stati che perdono per strada la personalità giuridica, come accadde alla Spagna in seguito alla guerra civile degli anni trenta del secolo scorso; nel 1947 fu chiamata regno, ma era invece una dittatura, giacché il fascista Franco quello stesso anno fu dichiarato, con legge, capo dello stato a vita.

Anche in Italia ci fu una defaiance giuridica nel 1943, quando Vittorio Emanuele III, passò il potere al figlio Umberto II (re di Maggio), senza abdicare.

Esiste dunque una dottrina giuridica della statualità: lo Stato è tale anche se viene sconvolto: Augusto (Ottaviano per gli amici) assunse l’autoritas dell’Impero, era colui che doveva dire l’ultima parola su tutto.  Non vi poteva essere né Re, né Presidente, ma solo un imperatore, a causa delle continue spinte centrifughe, uno che decidesse.

In base alla dottrina anzidetta, in realtà, il decaduto Impero romano d’occidente continuò ad esistere a Ravenna, come Impero bizantino. Poi sarà la volta di Carlo Magno che si allargò nel Sacro Romano Impero, egli scriveva i Capitolari (le sue leggi) a seconda delle esigenze che si manifestavano. Dopo di lui l’Impero di sgranò. Ultimo grande imperatore fu Federico II (imperatore come Hohenstaufen, nipote di Federico Barbarossa e Re di Sicilia da parte di madre [Costanza d’Altavilla]).

Lo Stato assimilato ad una mela, ne è buccia e polpa, l’imperatore gliene dà la dignità di frutto (una mela al giorno leva il medico di torno, se non è avvelenata).

Sotto l’imperatore, o il Monarca, sta il Vassus (sottomesso a). I vassalli acquisirono importanza con il feudalesimo, con il quale ebbero la casa e i terreni da lavorare in cambio della fedeltà al sovrano.

Gli Stati del passato non erano meno burocrati di quelli del presente, tuttavia sono rari i casi in cui ci siano state scarse altezze, come oggigiorno…

Detto questo, non vorrei che il post facesse sorgere in voi strane supposizioni, le cose bisogna saperle, ma detto brutalmente, io non credo in alcuno Stato, anzi provo una certa repulsione per la parola stessa… ogni tanto la Storia ci ripropone la necessità di essere spartani.

(Storia medioevale – 15.3.1996) MP

Commenti (35)

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
35 #
nadir
thepromisedland.blog.tiscali.it
87.19.222.88
Inviato il 28/06/2008 alle 22:34
OOOH FINALMENTE!!!!erano probabilmente i codici delle immagini inseriti in uno stesso box che ti impedivano la visualizzazione… non so perchè… anyway: 2000 euro per rifarsi illibate cosa vuoi che siano per chi possiede il petrolio? Come la sanno lunga certi grandi capi religiosi. Del resto l’ipocrisia è difesa dagli ipocriti stessi!
Bacini

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
34 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.159.188
Inviato il 28/06/2008 alle 20:15
ciao salutino…
giornata stancante… mi sta che stacco e vado a dormire…
è assurdo che appena ho un momento libero, lo debba usare per dormire… e non sappia neanche cosa siano le vacanze…

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
33 #
Nadir
thepromisedland.blog.tiscali.it
80.117.229.151
Inviato il 28/06/2008 alle 17:32
Risolti i problemi? ho cercato di alleggerirlo il blog! più di così non so che fa’…

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
32 #
faraluna
speranzadivita.blog.tiscali.it
78.12.216.115
Inviato il 28/06/2008 alle 06:26
Ciao.
Sono passata a trovare l’altra persona che come te ha problemi a commentare su Tiscali….si firma Angel e c’è il tuo link sul suo blog;ma siete la stessa persona??
Ciao.faraluna

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
31 #
alice
diariando.blog.tiscali.it
213.140.16.176
Inviato il 28/06/2008 alle 00:29
scusa se non sono passata prima ma ho un pò di noie con il pc,ti ringrazio per i passaggi da me ,la prossima volta ti prometto ti offro un caffè.Buon fine settimana e a presto
alice

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
30 #
Do
87.19.218.134
Inviato il 27/06/2008 alle 22:45
non riesco davvero a capire… ti asscuro che non ho messo alcun software e poi riesco a vederlo anche dall’altro pc… UFFFF… ma solo te c’hai sto problema me sa!

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
29 #
faraluna
speranzadivita.blog.tiscali.it
78.12.216.115
Inviato il 27/06/2008 alle 17:16
Ciao,ho letto il tuo commento sul mio blog splinder.
Non ti so dire perchè su tiscali non riesci a commentare,tra l’altro ultimamente ho eliminato quattro immagini per renderlo più leggero.
Forse per quello che ti accade dovresti chiedere spiegazioni a tiscali,forse ti saprà dire di più.
La cosa strana è che ricevo commenti e nessuno mi ha detto di avere difficoltà(solo un’altra persona di un’altra piattaforma);tu d’altro canto hai difficoltà con me e con un altro blog.Boohh!!!
Comunque poco fa ho pubblicato su Splinder lo stesso post che ho pubblicato stamattina su Tiscali,quindi se ne hai voglia,passa.
Ho deciso di “passare”anche lì tutti i post finora pubblicati;è un peccato doverlo abbandonare e trascurare,anche perchè per tirarlo su ho fatto tanta fatica.
Ciao e grazie.A presto.faraluna

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
28 #
come alice
84.222.151.248
Inviato il 26/06/2008 alle 20:40
Ciao Angel, sai che ieri sera volevo passare? Poi mi sono resa conto di non avere il tempo e ho lasciato perdere…e oggi ho trovato il tuo commento. Sarà un pò di telepatia? Boh…
Sai io credo nella necessità di uno stato democratico, perchè non ci credo capaci di autoregolamentazione (ahimè)…anche se non mi piace quello in cui viviamo che mi pare si stia avviando sempre più ad essere una dittatura e anche in modo abbastanza palese e senza ritegno.
Caro prof. cmq lei mi sembra abbastanza originale ed interessante nel suo modo di proporre la storia e soprattutto in quello di disegnare le cartine!!!
Baci 🙂

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
27 #
Mati
_mati_.blog.tiscali.it/
93.144.78.208
Inviato il 26/06/2008 alle 10:12
Sex Symbol sarà dura …. ma non ambisco a tanto (poco) ;D)))
P.S.: Roberto chi è?
Un bacione
Mati

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
26 #
tigre
82.57.177.203
Inviato il 26/06/2008 alle 02:29
ipotesi:
abolire tutti gli stati in modo ke le risorse diventino di tutti .
ognuno puo continuare a sentirsi napoletano parigino o livornese ma dira abito nella tal citta… sottinteso in questo stato unico.
i confini separano . non uniscono.
a mali estremi estremi rimedi.
senza defaliance.
la signora sulla cartina …. ?.)v

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
25 #
Do
cotidievivere.blog.tiscali.it
87.19.215.27
Inviato il 26/06/2008 alle 01:37
ma che stai a dìì??? mi sa che mi trasferisco nell’altro blog, ripara sto pc e vedi de commentà!

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
24 #
nenet
tuttinsieme.blog.tiscali.it
62.10.250.41
Inviato il 25/06/2008 alle 14:30
Grazie per il tuo commento!! buona giornata e Mandi!!! Nenet

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
23 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.168.10
Inviato il 24/06/2008 alle 18:39
e allora? come sono andati gli esami?

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
22 #
diotima47
213.156.49.136
Inviato il 22/06/2008 alle 17:54
fantastica questa dissacrazione di una parola che rappresenta la nostra croce quotidiana!
Al diavolo gli stati e i loro farabutti! torniamo figli dei fiori! okkupiamo qualche isola del “Pacifico” per vivere di musica, d’amore e di canne al vento!
E di lezioni di Storia, tanto per non perdere totalmente la nostra identità!

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
21 #
Do
cotidievivere.blog.tiscali.it
87.19.221.251
Inviato il 22/06/2008 alle 12:14
sono d’accordo sul fatto che questi blog ci abbiano tolto la socializzazione comune… nel mio blog ufficiale non so nemmeno se vale la pena continuare a scrivere perchè ogni volta tendo a parlare di sfruttamento animale. Io non pretendo che si sia d’accordo ma almeno che si rispetti il mio punto di vista e visto che c’è tanta gente che non lo fa allora ho smesso di parlarne via internet. Comunico mediante immagini… non sai quante cose in comune puoi trovare nelle persone attraverso un semplice disegno.

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
20 #
Maryloo
maryloo.blog.tiscali.it
87.24.231.181
Inviato il 22/06/2008 alle 10:48
Dimmi che hai tirato ad indovinare sulla mia professione, non mi piacerebbe sapere che ho un atteggiamento tipico.:-D
…un mondo senza uno Stato è una fantastica utopia, gli esseri umani non sanno vivere senza denaro e sistemi per accumularlo…

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
19 #
Barbara
insideofme.blog.tiscali.it//
217.169.121.12
Inviato il 20/06/2008 alle 10:17
Ciao Angel, eccomi qui, ritorno al volo nel tuo mondo per augurarti Buon we… è un periodaccio per me, se passerai a trovarmi capirai il perchè…
Un abbraccio.

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
18 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.165.84
Inviato il 17/06/2008 alle 15:34
ma la signora desnuda non ti distrae quando consulti la cartina?

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
17 #
celia
82.84.154.101
Inviato il 13/06/2008 alle 12:37
Ho problemi ad inviarti la mail. Mi sa che non ho l’indirizzo esatto. Ritorna indietro. E dirai… scrivimi al contattami. Ma no se puede. Ho sempre problemi a visualizzare il blog.
Facciamo cosi se non ti è di troppo disturbo.
Mandami tu una mail. Così ho l’indirizzo esatto.
celisanchez@tiscali.it
Io te ne ho mandata una ad un indirizzo quello che parla del giudicato 🙂 Ma mi sa che non è quello.
Si lo so sono distratta e non conservo mai le cose come si deve. Sono una ragazzaccia sarda. 🙂
Basitteddu

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
16 #
Melania
melania07.wordpress.com/
217.133.121.167
Inviato il 12/06/2008 alle 18:21
Nessun segreto.
E’ solo il particolare di una foto di Man Ray.
Mi piace, niente di più.
Ti leggo, ma in questo periodo riesco a dedicare al blog non tanto tempo.
a presto

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
15 #
Do
cotidievivere.blog.tiscali.it
80.116.242.235
Inviato il 12/06/2008 alle 12:00
macchè blog segreto.. sei tu che non frequenti i pressi di msn!!! 😀

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
14 #
Maryloo
maryloo.blog.tiscali.it
87.24.231.181
Inviato il 12/06/2008 alle 09:01
No caro Angel, non ho ancora letto il tuo blog. Le tue sono scritture relativamente impegnate per chi naviga qua e là mentre lavora; ogni volta che inizio a leggere entra qualcuno in negozio quindi vado avanti a singhiozzo col risultato che devo leggere spesso più volte per avere la completezza del discorso. Ma non abbandono, la tua cultura è evidente e mi piace il fatto che tratti con semplicità argomenti così importanti. Ciao.

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
13 #
celia
82.84.148.112
Inviato il 11/06/2008 alle 21:34
Ecco. Ho la pagina commenti aperta … ma sotto non vedo il tuo blog. Vedo Microsoft che mi dice…Per riprodurre questo file è necessaria una licenza. Durante il processo di copia d a CD il file è stato protetto ovvero è stato impostato un limite per il numero di computer in cui è consentita la riproduzione del file…Per riprodurre il file in questo computer, è necessario scaricare una licenza etc etc etc…
Ma senti quel plug in per la musica lo puoi impostare in altra maniera. Domani ti scrivo una mail ( miracolo!!!!) 🙂 e ti dico come impostare il codice… se però è solo un mio problema lascialo pure cosi’ io vedo di leggere in altra maniera.
Adobe? Ma io ho parlato di OpenOffice.Org. E’ un open source funziona come il pacchetto office. C’è tutto solo che ci devi prendere la mano. Ma è quasi uguale a word , excel, power point … come il pacchetto di Gates 🙂 )Lo trovi nella rete basta cercare su Google. Fai il download e il gioco è fatto sempre che tu lo voglia utilizzare. Ma se hai Office della Microsoft va bene quello… sono io complicata e moooolto ” per le licenze libere” come dovrebbe essere.
Vabbè mi sto dilungando. Domani ti commento ho copiato e incollato il tuo post e lo leggo con calma qui on line non posso… e ti scrivo.
Basitteddu a tie.
Li hai visti i volantini per le politiche regionali del 2009 di iRS? Già si muovono… loro…:)))

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
12 #
cleide
82.84.240.237
Inviato il 11/06/2008 alle 15:12
Io il tuo post lo leggo.Ma quando sono andata sul lik che mi hai lasciato, si apriva la stessa finestra che cita Celia.E la usica non sono riuscita a sentirla. Avrei dovuto scaricare Microsoft. 😉

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
11 #
celia
82.84.148.112
Inviato il 11/06/2008 alle 12:30
Non riesco a leggere il post. E non so se questo commento parte… Dal tuo blog parte una pagina con licenza Microsoft scarica la licenza per leggere il file musicale…. ma io non scarico Microsof manco morta. Capitalisti 🙂 Penso che sia riferita alla tua musica quindi al tuo plug-in.
Vabbè vedo di leggere il post in altra maniera ( cache) copio e incollo su OpenOffice ( niente Microsoft) 🙂 ) e vedo di commentarti.
Ora invio.
Parte o non parte?
Basitteddu

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
10 #
Renato
passions.blog.tiscali.it
84.223.99.85
Inviato il 07/06/2008 alle 22:53
Lo Stato è nato per difendere i deboli di una comunità. Senza Stato, i forti opprimono i deboli e si ritorna ad un mondo selvaggio e duro, precedente la nascita del diritto romano.
Non so se ne vale la pena.

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
9 #
Melania
melania07.wordpress.com/
62.10.148.69
Inviato il 07/06/2008 alle 21:05
Passo per un rapido saluto e ripasso più tardi per leggerti.
Ti auguro una serata felice.
A presto

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
8 #
Do
80.117.222.226
Inviato il 07/06/2008 alle 12:53
PS tiscali nei commenti è razzista non mi traduce le parole a caratteri arabi… ma che cacchio!

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
7 #
Do
cotidievivere.blog.tiscali.it
80.117.222.226
Inviato il 07/06/2008 alle 12:52
il pasdaran è ignurantello… farebbe tornare i tempi della savak (????? in arabo)durante lo shah…
con questa citazione si capisce cosa sto studiando 😀 … mi sto islamizzando, ma non ti preoccupare, se mai dovessi diventare musulmana mi indirizzo verso il sufismo, che è pacifico, per quanto ne so al momento.
Buon week end sadiqi… (amico mio)

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
6 #
Fantaghirò
fantaghiro.blog.tiscali.it/
151.33.185.88
Inviato il 07/06/2008 alle 12:35
hai una cultura spaziale tu!!
bella musica

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
5 #
Phoebe
littlesweetdreams.blog.tiscali.it
84.223.101.123
Inviato il 05/06/2008 alle 01:26
Che dire stupenda pagina, davvero stupenda! Anche se a volte, ci sono delle volte in cui è difficile dire che è uno stato…difficile dire che se ne fa parte quando questo è come è… non so non me la sento di dire molto, perchè questo è un argomento molto delicato,di facile fraintendimento…. comunque stupendo posto davvero
un bacione

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
4 #
Do
cotidievivere.blog.tiscali.it
87.18.189.45
Inviato il 03/06/2008 alle 14:38
la mia città è blindata a causa del “pasdaran”… vabbè angel meglio che il mio secondo blog sia di difficile visione perchè è inutile.
Ma in cosa sono stata nominata?
in questo periodo sono sotto esame … che Dio me la mandi buona… Allah-u-Akbar…

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
3 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
84.222.98.181
Inviato il 03/06/2008 alle 10:34
A volte si fa fatica a definirlo “Stato” ma bisogna dire che ognuno di noi e’ una parte di quello “Stato” e quindi ha una seppur piccola responsabilita’ nella creazione dello stesso,nel bene e nel male.ciao

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
2 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.161.247
Inviato il 01/06/2008 alle 17:46
fa niente anche se il post è in fieri…
ti lascio un saluto lo stesso qui..
ciauuuuuuuu

VAGHE ALTEZZE DI SORTA…
1 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.172.122
Inviato il 28/05/2008 alle 16:14
salutino e abbraccione a te

BRINDISI A SU CONNOTU!

Lezioni condivise 17 – S’aferra, aferra

03 APR 2008 @ 3:26 PM

Tancas serradas a muru / fattas a s’aferra aferra / si su chelu fit in terra / lu dizin serrare pure” (tanche chiuse con muri, fatte arraffando a gara, se il cielo fosse in terra, anche quello chiudereste).

Melchiorre Murenu

 Ho già accennato in brani precedenti (vedi “Quei cazzari dei Savoia!”, “Sa die de sa Sardigna”, “Preistoria: eppur persiste!”) al ruolo che ebbero i Savoia in Sardegna, fin dal loro insediamento, nella prima metà del settecento. La Sardegna servì loro: per mantenere il titolo regio, che avevano acquisito da pochi anni con la concessione e successiva perdita della Sicilia; per esercitare il prelievo fiscale, tipico dei regimi coloniali; per trafugare le poche risorse naturali; per trovarvi rifugio quando vennero cacciati da Torino. Gli storici italiani hanno parlato e parlano di “riformismo sabaudo” (mei cojoni!!! – non so se è passabile in una lezione di Storia questa annotazione molto particolare).

Certo particolare è anche il rapporto del Regno di Sardegna con i duchi di Savoia: questi nel 1720 divennero re di Sardegna, nazione a se stante, con una propria statualità, sempre mantenuta durante il dominio spagnolo, mai confusa con i possedimenti iberici, né territorialmente, né statualmente: il re di Spagna era anche Re di Sardegna. I Savoia invece estesero la denominazione di Regno di Sardegna, anche ai territori del continente. Si verificò dunque il fatto molto singolare di un Regno che portava il nome (originario) del territorio più marginale, più sfruttato, più povero; ma senza di esso i Savoia non sarebbero mai diventati “re”; senza la remissività e il servilismo di certi sardi che contavano allora, la statualità sarda, probabilmente, esisterebbe ancora, ovvero il regno d’Italia, sarebbe tuttora il regno di Sardegna, visto che nacque da un semplice mutamento di denominazione.

Non dimentichiamo a questo proposito che i Savoia, una volta re, cercarono di vendere a più riprese la Sardegna al miglior offerente, e solo per qualche caso sfortunato non ci sono riusciti (sfortunato per noi sardi, ovviamente).

Il grido: Sardegna, il tuo popolo non ti ha redento! testimonia la rabbia dei sardi che vogliono difendere la propria nazione, dunque il proprio popolo, in quanto esso è stato svenduto come si dice da noi “a tzapu baratu” (al prezzo di un straccio molto economico) e in modo del tutto confidenziale (chi vorrebbe convincerci che pochi burocrati cagliaritani e sassaresi potessero rappresentare il popolo sardo, tanto da poter autorizzare nel 1847 la “perfetta fusione” con il Piemonte e gli altri territori dei Savoia?).

Quella stessa “classe dirigente” che fece quell’infausto passo, ben presto si rese conto che la Sardegna aveva ceduto l’unica sua ricchezza, la propria statualità e in cambio non ebbe nulla, se non la derisione dei governanti piemontesi. Non è che oggi la situazione sia cambiata più di tanto!

Vediamolo allora cosa fu questo “riformismo sabaudo”, le chicche di questi compratori di “nobiltà” a gratis!

Nel 1799 Carlo Emanuele IV fu costretto a stare a Cagliari sei mesi in seguito agli effetti della rivoluzione francese, per l’ ”occasione”, con il solito servilismo, i sardi (di cui sopra) rinunciarono alle cinque domande (vedi) appena ottenute ed in cambio (!) dovettero sobbarcarsi pure il mantenimento del re. Quando andò via, i sardi (sempre quelli di prima), non paghi, chiesero che vicerè fosse un membro della famiglia reale. Fu nominato appunto Carlo Felice, fratello del re, ribattezzato dai sardi, Feroce. Questi represse il banditismo con l’uso di uno spregiudicato “pentitismo”…

Solo dopo si occupò della Sardegna, ma ne trasse grosse rendite. Si occupò di sanità, cultura, università (medicina e chirurgia). Non era illuminato, ma paternalista. Fece istituire dei collegi. Nella sua corte vi fu anche qualche sardo: i Manca di Villa d’Orri, suoi amici di Vallermosa.

Stabilì l’obbligatorietà delle scuole elementari, fece costruire la strada Cagliari-Sassari (che porta il suo nome, non so con quanto merito), riformò il codice civile, che era ancora la carta de Logu di Eleonora, sopravvissuta agli spagnoli e lodata per la sua modernità, visto che risaliva al duecento.

Fondamentale era in Sardegna il lavoro della terra. Diversi istituti che favorivano la semina erano frutto dell’iniziativa dei sardi, come i monti granatici, frumentari, nummari, che diedero poi origine alla nascita delle banche, prima casse di reddito agricolo, poi Banco di Sardegna. Nel 1804 nacque la Reale società agraria, poi assorbita dalla Camera di Commercio. Si rifaceva all’Accademia dei georgofili (economia). Di essa fece parte Giuseppe Cossu e il suo compito era lo studio dell’agricoltura per il miglioramento strutturale della stessa.

Secondo i piemontesi la panacea per il rilancio agricolo era la privatizzazione dei terreni comuni (vendita). Ciò favoriva i ricchi agricoltori e danneggiava i pastori. Era il preludio all’editto delle chiudende: l’attribuzione dei terreni in proprietà a chi li aveva sfruttati per il più lungo periodo.

Trattandosi di beni comuni, si faceva salvo il diritto di terzi per la raccolta d’acqua o il passaggio, ma con il tempo iniziarono gli abusi, alcuni chiusero addirittura delle strade statali.

I giudici cercarono di controllare e risolvere questi casi. I processi si protrassero per molto tempo, anche successivamente al 1848.

Questo stato di cose fu formalizzato con legge nel 1820 (Editto sopra le chiudende) e presto iniziarono le rivolte popolari, la più importante quella di Nuoro del 1831, repressa nel sangue. Negli anni successivi i piemontesi tolsero ogni residuo diritto sui terreni ademprivili di uso comune (vedi), introducendo la definitivamente la proprietà privata a danno della classi meno abbienti.

La chiusura avveniva con muri a secco e ciò portò alla distruzione di molti nuraghi. Essa ovviamente era un danno per i pastori: la pastorizia era l’attività più redditizia in Sardegna. Peraltro, in seguito, i terreni venivano frazionati tra gli eredi e ciò causò un danno anche per l’agricoltura. Tanti dovettero vendere i terreni per pagare le tasse prediali.

Si voleva imitare con faciloneria l’Inghilterra, ma non fu così: in Sardegna si era pensato solo a chiudere, non erano state create le strutture per far fruttare i terreni. Tra i proprietari terrieri non nacque un ceto “borghese”.

La “perfetta fusione” comportò l’abolizione degli Istituti che garantivano l’autonomia del Regno di Sardegna e l’immediata istituzione dell’imposta “prediale”, immediatamente dopo la formazione del catasto. Siamo nel periodo cavouriano, aumentarono le imposte: quella sul macinato, quella sugli ademprivi (terreni liberi) (vedi). Vi furono gli espropri per reperire i terreni per la ferrovia.

Alla fine dell’ottocento vennero fatte tre inchieste parlamentari, per “risolvere” i problemi della Sardegna. Come si vede sono state la panacea.

Forse furono solo dei dossier che attestarono la nostra innocuità.

Quando li smentiremo?

(Storia della Sardegna – 15.3.1996) MP

Brindisi a su Connotu di Salvatore Rubeddu (1847-1891)
Cantamus totu a su Connotu una multiplica, ca nudda a Deu b’hat impossibile.
Colli su meu già chi in su pradu, “locu ammirabile”, comente e soriche nde ses intradu: locu e pastura, locu e friscura.
Viva a sa sorte chi fachet corte, fina a sa morte; viva a sa provida de su dinare; viva a Costanza ch’ischit consizare.
Chie in Nugòro incontrat tesoro l’hat pro vitoria. Chie muru rutu nde pesat, tenelu pr’omine astutu.
Cand’istat bene non fachet carculu chi certos ainos boe li nene e pro dispiachere corfat sa muzere.
Viva a sa sorte… viva Luisi ch’ischit ascurtare.
Nana a sa croca: “bocalos, boca sos bator correddos” e chie m’intendet non est miraculu si mi cumprendet; fit iscusadu si fini batoro, ma prus de doichi nchend’hat bocau. Ma senza imbrollu forte est a collu.
Viva a sa sorte… viva a chie ischit su pesu suportare.
S’omine macu juchet su sacu senza malissia de befajolu. Semper det pranghere a disconsolu su disperau chircande cozula.
Viva a sa sorte… viva cuddos chi s’ischini imbarare.
D’unu atrivudu isbirgonzidu ecco su carculu: sa gente bruta supra s’istabile mi benit suta, e mi rispetan comente e principe tantu ammirabile; a pes si ghetan e sò rispetau sende isfamau.
Viva a sa sorte chi fachet corte fina a sa morte; viva a sa provida de su dinare; viva a Costanza ch’ischit consizare.

(Cantiamo tutti a su Connotu perché nulla a Dio è impossibile.
Prenditi anche la mia parte dal momento che nel prato comunale, luogo mirabile, sei entrato come un topo; nel bel posto del pascolo e della frescura.
Viva la sorte che si decide a corte fino alla morte; viva alla provvista di danaro; viva Costanza che sa dar consigli.
A Nuoro chi trova un tesoro è un vincitore. Chi rialza un muro abbattuto è un uomo astuto. Quando uno sta bene, lo puoi chiamare “bue” anche se resta un asino e picchia la moglie per un dispiacere.
Viva la sorte che si decide a corte fino alla morte, viva alla provvista di danaro, viva a Luigi che sa ascoltare.
Alla lumaca si chiede di tirar fuori i quattro cornetti: chi mi ascolta sa bene che cosa voglio dire e sarebbe scusato se fossero quattro, ma ne ha tolto più di dodici. Ma senza dubbio è uno che regge bene.
Viva la sorte che si decide a corte fino alla morte; viva alla provvista di danaro, viva chi sa sopportare il peso.
L’uomo matto porta il sacco senza la malizia del beffatore e il disperato piangerà senza conforto cercando pane fino alla morte.
Viva la sorte che si decide a corte fino alla morte; viva alla provvista del denaro, viva quelli che sanno appoggiarsi.
Ecco il calcolo di un temerario e svergognato: “la gente brutta che stava sopra ora mi sta sotto e mi rispetta come un principe davvero ammirevole. Si gettano ai miei piedi e sono rispettato pur coperto d’infamia”.
Viva la sorte che si decide a corte fino alla morte; viva la provvista del denaro, viva Costanza che sa dar consigli.)

Commenti (43) (probabilmente con spam rimossi)

BRINDISI a su connotu!
32 #
cleide
62.10.142.131
Inviato il 30/04/2008 alle 14:19
Angel, i’ vorrei che tu e Celia ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio…A FORA SOS ITALIANOS!!
Ne parleremo un giorno sotto un leccio..se non li distruggeranno per costruire un PONTE!!!

BRINDISI a su connotu!
31 #
infondoaimieiocchi
infondoaimieiocchi1.blog.tiscali.it
84.222.14.134
Inviato il 30/04/2008 alle 12:46
Angel…avete vinto lo scudetto ed io sono andata a Appiano Gentile a vedere gli alenamenti dell’Inter:-))))
Beh…Mancini è molto gentile:-)
Ibra il più simpatico…
Non diventerò interista però resterò Comunista Leninista…
Chiudo il Blog…
Buona fortuna, A.

BRINDISI a su connotu!
30 #
Barbara
insideofme.blog.tiscali.it
217.169.121.11
Inviato il 29/04/2008 alle 10:39
Grazie per l’abbraccio e per l’incoraggiamento che hai rivolto a me ed Angel (la tua “alternos”)… speriamo che la tua influenza porti solo cose positive 🙂
Un dolce abbraccio.
Buona giornata.

BRINDISI a su connotu!
29 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.166.134
Inviato il 26/04/2008 alle 16:02
diciamola tutta… i Savoia anche ai giorni nostri non è che siano cambiati…
si vantano e fanno i signori.. ma al di fuori, perchè dentro, di signorilità vera non ne hanno una briciola…
sai angel… per me passi.. ma approfittando di me, facendo pagare a me.. toglieva a sua figlia.
diceva di non avere soldi e pagavo.. ici e immondizie ok come proprietaria spettavano a me, ma anche l’acqua che per questo usavano senza ritegno.. non passava niente alla figlia, mai un regalo neanche a natale o ai compleanni, e intanto loro andavano in vacanza assieme…
spero di trovare qualcuno illuminato..
perchè come dici tu.. la giustizia purtroppo dipende dal giudice, anzi dalla testa del giudice

BRINDISI a su connotu!
28 #
Do
cotidievivere.blog.tiscali.it
87.20.95.202
Inviato il 26/04/2008 alle 11:48
ciao Angel… sono d’accordo sardegna sottobraccio e andiamo via. Sinceramente io ho smesso di pensare, dopo queste elezioni, quale gruppo politico rappresenti il bene e quale il male. La questione è molto più grande di me, Berly al potere o Veltry, non cambiano la mia situazione.
Tutti questi anni lo hanno dimostrato.
Per quanto riguarda Grillo io penso che c’entri eccome con i suoi candidati. Loro sono l’immagine del cambiamento che Grillo vuole proporre, come si può pensare ad un cambiamento se i candidati sono i soliti figli di papà (e alcuni sono figli di padri impegnati politicamente… )che fanno i pignoli sulle sciocchezze? Certo ogni candidato ha il suo spazio virtuale dove puoi commentare e sputtanare (regola dettata da Grillo in persona) ma non è così facile sputare addosso al tuo vicino di casa. Dopo ti corca di botte mica è come Gentiloni che si lascia insultare nel suo blog.
travaglio a Torino ha fatto una campagna politica anti Alemanno a tal punto che mi è sembrata indirettamente pro Rutelli… benissimo, allora che ci fa la moglie di Rutelli in una televisione del Cavaliere?
Bisogna essere coerenti fino in fondo mica solo quando fa comodo.

BRINDISI a su connotu!
27 #
cleide
78.13.195.194
Inviato il 25/04/2008 alle 23:18
Si, anche noi abbiamo la finestra. Abbiamo l’asino in casa.:-)
Se vuoi eliminarlo devi pubblicare un altro post.

BRINDISI a su connotu!
26 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.171.187
Inviato il 23/04/2008 alle 22:47
grazie per il commento…
sì patrocinio gratuito… magari…
l’assurdo è che non me lo danno perchè sono in comunione dei beni.. con tipo che mi ha denunciata…
grottesco

BRINDISI a su connotu!
25 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it
87.17.100.249
Inviato il 23/04/2008 alle 01:23
Scusa Angel… ho una missione da compiere… dare amore a tutta la blogsfera… e guarda abbiamo solo bisogno di quello… tantoooooooo ammmmmmoreeeeeeeee…
Questi sono da parte mia…
http://www.soniabaglieri.com/foto/kisses.gif

BRINDISI a su connotu!
24 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.149.176
Inviato il 22/04/2008 alle 14:09
Avevo fuori uso il PC. Sono stanca. Incazzata. E chi più ne ha più ne metta. Sardi che fare? Io non lo so se hai idee geniali batti un colpo.
Vedo che tra i tuoi commentatori c’è sardignoli. Non ho mai sentito tante stronzate tutte insieme come quelle che scrive nel suo blog. Se non vuoi una dissenteria continua, il blog fa cagare, non passarci. Anzi si che voglio vedere che dici.Però passa nel sardignolicazzari.blog.tiscali.it e leggi l’ultimo post. Dai si leggilo. 🙂 )
Caro Angel scrivi sempre delle cose interessanti. Non sembri nemmeno quello che mi diede della acidella. Vabbè cose vecchie. Passo da un argomento ad un altro ma il nostro sardo allievo di super jurman ha vinto.
Senti sono gelosa gelosissima issima issima che nella colonna laterale fai gli auguri a Sonia con tanto di cuoricino. Vedi di ricordarti che il mio compleanno è il 13 maggio. Non mettere uno yogurt come immagine però 🙂
Saludos e basos.

BRINDISI a su connotu!
23 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.169.109
Inviato il 19/04/2008 alle 19:44
stavolta la musica è partita subito…
beh ripasso per dirti buona domenica angel

BRINDISI a su connotu!
22 #
unu molenti!
82.61.190.72
Inviato il 18/04/2008 alle 22:17
e che ci frega?

BRINDISI a su connotu!
21 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.16.105.94
Inviato il 17/04/2008 alle 09:26
Grazieeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!
La poesia è stupenda… il quadro di Hayez è strpitoso, uno dei miei preferiti… il particolare del cuoricino a lato è troppo bello!!!… Grazie M., con todo mi corazòn… passa da me che il party è ormai iniziato… te beso, mil y mil veces… Sonia

BRINDISI a su connotu!
20 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.18.102.72
Inviato il 15/04/2008 alle 09:19
Buongiorno Poirot… que pases un buen dia… muchos besos… Sonia

BRINDISI a su connotu!
19 #
cleide
78.12.210.206
Inviato il 15/04/2008 alle 00:15
Celia ha il pc fuori uso.
Per il resto sono molto amareggiata anche io. Ma, detto tra noi, questa sfiducia la sinistra se l’è meritata.Tutta.
Per il lancio del nano ok. Organizziamo? 🙂

BRINDISI a su connotu!
18 #
cleide
78.12.210.206
Inviato il 14/04/2008 alle 20:26
E mò come la mettiamo?:-(
Ma tu mi sai spiegare quella percentuale della Lega in Emilia Romagna? Ma si sono bevuti il cervello?

BRINDISI a su connotu!
17 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.162.243
Inviato il 12/04/2008 alle 23:04
uhm… se schiaccio sul triangolino per far partire la musica mi appare l’avviso “per riprodurre questo file è necessaria la licenza”
accidenti!
buona domenica a te

BRINDISI a su connotu!
16 #
Renato
passions.blog.tiscali.it
84.223.103.193
Inviato il 12/04/2008 alle 22:59
Nemmeno a Torino i miei bisnonni nutrivano ricordi molto positivi dei Savoia.

BRINDISI a su connotu!
15 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.19.111.215
Inviato il 12/04/2008 alle 22:16
Uccel di bosco a me?!… Ma come ti permetti brutto anarchista!!!… Guarda che ti mando il mio amico Cupido, e guarda che lui è molto vendicativo… Farebbe qualsiasi cosa per me!!!…
Non mi dire che in sardo si dice “cojones” come in spagnolo?… però Highlander, quante paroline abbiamo in comune (ti ricordi quando ti chiamavo Highlander?… ne è passata acqua sotto al nostro ponte)… Il popolo sardo “prigioniero” di politici-politicanti capitalisti… venduto al miglior offerente… guarda inerme il cambio dei “padroni”… che vogliono far fruttare solo i propri interessi… e certamente a loro non gliene poteva fregar de meno delle sorti della Sardegna… Scusami per la sintesi, ma sono digiuno di storia sarda, e quella che conosco, è perchè la leggo attraverso i tuoi testi…
Per chi vai a votare domani?… (tranquillo, avevo letto già da un pò di giorni le tue intenzioni)… speriamo bene, querido siamo “sulla stessa lunghezza di voto”… Hai sentito in Spagna che è successo?… la sinistra mette più donne che uomini al governo… così si fa!… Il ministero della difesa viene assegnato ad una donna incinta!… così si fa!… In due ci si difende sicuramente meglio!!!… Ma come sono contenta di essere spagnola!!!…
Ho ricevuto adesso le tue opere, domani vedrò di visionarle-ricomporle con calma… Come mai a te le immagini passate allo scanner ti vengono così piccole?… a me vengono giganti!!!… Ma hai usato la giusta risoluzione?…
Muchos Besitos, para mi Interista Anarchista favorito…
Tu y Yo… tomamos la misma dirección… Izquierda!!!…
Sonia

BRINDISI a su connotu!
14 #
Phoebe
littlesweetdreams.blog.tiscali.it
84.223.103.175
Inviato il 12/04/2008 alle 21:33
Ciaoooo
bhe grazie del commento che mi avevi lasciato…grazie mi ha fatto davvero piacere 😉
bhe la tua pagina poi è molto belle e molto interessante,anche perchè ho riscoperto cose che non sapevo…grande 😉
spero di risentirti presto
un bacione

BRINDISI a su connotu!
13 #
sillaba
sillaba.blog.tiscali.it
83.225.28.33
Inviato il 12/04/2008 alle 16:31
Ciao Angel, bel post , interessante…
Buon fine settimana 😉
Bella anche la musica di sottofondo , prima di chiudere , me la voglio ascoltare tutta!!!!
Un sorriso

BRINDISI a su connotu!
12 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.19.96.104
Inviato il 12/04/2008 alle 09:17
Dopo ritorno a leggere…
Uccel di bosco?… perchè?… spiegati, o artista surreal-naif!… Inviami quelle cose, non vedo l’ora di prenderne visione…
Besitos… Sonia

BRINDISI a su connotu!
11 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.21.109.36
Inviato il 11/04/2008 alle 15:18
Nella piattaforma di myblog non si possono postare le immagini… se si poteva fare ti avrei già postato nei commenti un sacco di cuoricini gif… Ti avviso, che siamo in contemporanea… besitos… Sonia
P.S. Dimmi la verità, l’immagine era talmente astratta che non compare apposta!!!… aribesitos…

BRINDISI a su connotu!
10 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.21.109.36
Inviato il 11/04/2008 alle 15:13
Siamo in contemporanea!!! Cosa, quel ?… Spiegati… svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa… besitos… Sonia

BRINDISI a su connotu!
9 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.21.109.36
Inviato il 11/04/2008 alle 14:50
Besossssssssssssssssssssssss!!!!!

BRINDISI a su connotu!
8 #
::Sonia::
inmylifetoday.myblog.it/
87.21.109.36
Inviato il 11/04/2008 alle 14:48
Svegliaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!

BRINDISI a su connotu!
7 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
212.123.83.200
Inviato il 08/04/2008 alle 13:27
Se devo essere sincero non ci ho capito molto!ciao

BRINDISI a su connotu!
6 #
cleide
62.10.154.9
Inviato il 07/04/2008 alle 20:04
C’è un libro di Romano Ruju che si intitola Su connottu, ispirato ai fatti del 1868 di cui mi è stata consigliata la lettura. Però inizio a pensare che dovrò prendere qualche lezione di lingua sarda. A sentire te E celia qualcosa ho imparato, per lo meno riesco ad intuire il senso del discorso, ma sono molto lontana dalla piena comprensione.
Ho letto il tuo appello nella colonna laterale.:-)

BRINDISI a su connotu!
5 #
celia
82.84.130.47
Inviato il 07/04/2008 alle 19:35
E’ arrivato un’orgasmo sardo-nuragico-indipendentista.
Bello. Bellissimo. Rileggo ancora.
E ancora e ancora…
Saludos…
ho letto in un blog che ti intendi di super jurman 🙂

BRINDISI a su connotu!
4 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
78.12.171.72
Inviato il 05/04/2008 alle 21:21
questo si chiama orgoglio sardo eh?
salutino

BRINDISI a su connotu!
3 #
Grazia
ilgiardinodelcuore.blog.tiscali.it
88.35.39.73
Inviato il 05/04/2008 alle 11:05
….mi sto annoiando..quasi quasi vengo a pennellarti il blog 🙂 )))))))

BRINDISI a su connotu!
2 #
diotima47
213.140.18.136
Inviato il 03/04/2008 alle 20:45
caro compagno, dammi rifugio in un fienile quando potrò fuggire solo per mare!
Annida frammenti di me tra i tuoi nuraghi!

BRINDISI a su connotu!
1 #
S’informadori
sa_domu.blog.tiscali.it
62.10.207.4
Inviato il 03/04/2008 alle 11:47
Ciao Angelus, ti ho riposto sulla vicenda Cossiga per quanto riguarda la questione del Kosovo nell’articolo postato in Sa Domu. Per questioni di tempo non ho potuto risponderti prima, un grosso saluto e complimentoni per il blog!
A presto!

PREISTORIA: EPPUR PERSISTE!

Lezioni condivise 12 – Il latrocinio dei Savoia di ieri e di oggi

13.11.2007

Almeno una volta al giorno, all’ora delle preghiere, vi chiederete certamente come vivevano gli uomini del passato, come erano organizzate le loro società. A seconda del vostro interesse, il pensiero sarà più o meno lucido o nella peggiore delle ipotesi, tutto ciò che è successo prima della vostra nascita vi sembrerà semplicemente preistoria ed il mondo che vi figurerete, sarà semplicemente caotico, soggetto ad una continua lotta per la sopravvivenza.

Invece la Storia può stupirci, mostrarci civiltà remote più avanzate di altre vicine a noi, periodi di splendore e periodi bui.

Potrebbe stupirci, ad esempio, l’analisi dell’economia sarda tra medio evo ed età moderna. Nonostante si tratti di un territorio che per le sue vicende secolari, si è trovato spesso ai margini del teatro storico europeo, tuttavia notiamo un’organizzazione economica particolareggiata, ancorché ad uso e consumo dei dominatori di turno e del loro fisco.

In questo caso, sia chiaro, lo stupore dovrebbe essere in negativo; salvo per i seguaci di quei cazzari di cui ho già trattato. Noi sardi non possiamo certo essere contenti della dominazione spagnola e di nessun’altra, ma quella piemontese (che eppur persiste) è davvero la peggiore e nefanda.

Nella prima metà del trecento la Sardegna era ancora un territorio autonomo, governato dai Re judikes, uno per ciascuno dei quattro giudicati, d’Arborea, di Kalaris, di Torres e di Gallura.

Con l’infeudazione di territori di uso comune ad iberici (catalani e aragonesi), si ebbero tre tipi di proprietà: terre feudali, appunto (delle quali comunque il feudatario non era proprietario); terre comuni (risalenti alla comunanza vigente nel periodo romano e riprese dalla Carta de Logu); terre private (recintate).

Durante il periodo feudale, sulle terre comuni (ademprivili), le popolazioni locali maturarono alcuni diritti d’uso: nei boschi, legnatico, ghiandatico e pascolo; in altri terreni le “vidazzoni”, ovvero l’uso di superfici da utilizzare a coltivo, distinte da quelle di uso comune per il pascolo.

Altro diritto era la possibilità d’uso di una vasta superficie di terreno ademprivile, lontano dai villaggi, riservata al pascolo degli armenti di coloro che vi prendevano stabile dimora; con anche qualche attività agricola in prossimità delle abitazioni (cuilis, stazzus, furriadroxius); o quelle assegnate a pascolo a persone anche non del villaggio, dietro pagamento di un corrispettivo (cussorgie).

Nel rapporto vassalli-feudatari vi erano i Capitoli di grazia: si poteva godere di benefici legati ai terreni feudali (raccolta olive, attingere l’acqua, passaggio).

La difesa del territorio veniva esercitata mediante l’escolca (ricorso a un custode [castiadori]), le compagnie barracellari (da barrachelos [guardie]; sorte alla metà del seicento), le carceri feudali (i cui edifici sono ancora esistenti).

Con l’avvento sabaudo, nel settecento, vennero gradualmente presi dei provvedimenti che stravolsero questo quadro. E’ vero che nel 1835 si giunse all’abolizione dei feudi spagnoli (peraltro dietro compenso), ma nel 1839 si mise mano anche ai terreni ademprivili e furono sconvolti gli “usi civici” di un tempo. In breve, questi terreni, bene collettivo che non poteva essere venduto, in parte lo fu, in parte fu sottratto dai più ricchi (nobili: nel 1806 chi piantava un certo numero di piante di ulivo riceveva un titolo nobiliare) grazie alla legge delle “chiudende”: autorizzazione ai privati a chiudere alcuni terreni, vigne, colture con piante basse e protette.

La legge delle “chiudende”, cioè della chiusura dei terreni, voluta dai Savoia per mere ragioni di imposizione fiscale, fu contestata in tutte le ville, gli abusi erano all’ordine del giorno, nel nuorese provocò lunghe rivolte. Essa danneggiava soprattutto gli agricoltori, soggetti a controllo sia in occasione della semina, sia del raccolto. Essi già a Marzo ne valutavano l’entità, deducendone il guadagno o il fallimento.

In questo modo i pascoli diminuirono notevolmente, il bestiame cominciò a sconfinare anche nei terreni agricoli, generando durissimi contrasti con gli agricoltori, già tartassati dal fisco. Ciò portò all’inasprimento dei rapporti tra le due categorie, fino alla nascita di faide, alcune delle quali vivono ancora oggi.

Le condizioni di vita in campagna erano misere, il carico tributario eccessivo: le tasse erano calcolate in modo non certo e riscontrabile. Ve ne erano anche allora di ogni genere e gravavano esclusivamente sui poveri abitanti dei villaggi, anche in favore di quelli di città: donativo ordinario e straordinario, ecclesiastico e laicale, sussidio ecclesiastico, per ponti e strade, per torri, per prestazioni feudali e pecuniarie surrogate alle feudali, tributi al clero (decime), diritto di paglia, d’esbarbagio dei porci, di granaglie, di vino, di roadia, di stoppie, di presenti, di carcelleria e misseria, di scrivania, di machizie, di terratico, per manutenzione di spuri, deghino delle pecore, penali, portatico, panatico, le dirame (sulle quali chiedo aiuto a Celia e Cleide, amici, parenti diretti e collaterali… Oltre che dalla prof., è citata in una legge del 1851 [Abolizione di varii contributi,e stabilimento di una nuova contribuzione prediale, oltre ad altri provvedimenti: “dirame privilegiate e non”]).

Anche il rapporto città-campagna conserva tutt’oggi i segni di questo stato di cose: la città ha sempre goduto dei benefici legati alla presenza del sovrano o comunque del governo (vicerè). Questi badava soprattutto alle città (all’interno l’autorità era rappresentata dal feudatario) e al suo tornaconto, incurante dell’economia dell’isola.

In seguito all’abbandono delle campagne a causa di questo tipo di politica (che impoveriva gli agricoltori fino a costringerli all’abbandono della terra) e alla nascita delle prime industrie, si ebbe da una parte, la concentrazione di persone e il pericolo di rivolte; da un’altra, lo spopolamento della campagna portò all’incremento del banditismo, nato come fenomeno resistenziale, diventato anche esigenza di sopravvivenza.

(Storia della Sardegna – 13.3.1996) MP

Commenti (36)

Preistoria: eppur persiste!
1 #
SuzieQ
web.tiscali.it/suzieq/
87.20.98.62
Inviato il 22/12/2007 alle 19:05
Hola Cuba!!!…
…Feliz Navidad… y… Prospero Año Nuevo…
Te deseo con todo mi corazòn…
Besossssssssssssssssssssssssssss
…en la boca, claro que si…
Sonia

Preistoria: eppur persiste!
2 #
SuzieQ
soniabaglieri.com
87.20.98.62
Inviato il 22/12/2007 alle 19:05
Hola Cuba!!!…
…Feliz Navidad… y… Prospero Año Nuevo…
Te deseo con todo mi corazòn…
Besossssssssssssssssssssssssssss
…en la boca, claro que si…
Sonia

Preistoria: eppur persiste!
3 #
SuzieQ
soniabaglieri.com
87.20.98.62
Inviato il 22/12/2007 alle 19:04
Hola Cuba!!!…
…Feliz Navidad… y… Prospero Año Nuevo…
Te deseo con todo mi corazòn…
Besossssssssssssssssssssssssssss
…en la boca, claro que si…
Sonia

Preistoria: eppur persiste!
4 #
Mati
_mati_.blog.tiscali.it//
83.190.228.161
Inviato il 21/12/2007 alle 16:14
Un caro abbraccio e tanti auguri di un Sereno/Speciale Natale.
Mati

Preistoria: eppur persiste!
5 #
celia
82.84.130.199
Inviato il 21/12/2007 alle 15:42
Oh ma questo blog lo aggiorni o no?
E … due palle! 🙂
Cattiva eh! Direi acida. Ma è Natale.
Bona Pasca de Nadale Angel.
A nos intender kitzo!
Forse 🙂
Auguri!

Preistoria: eppur persiste!
6 #
Iltov
frammentidimperfezione.blog.tiscali.it
82.48.16.230
Inviato il 19/12/2007 alle 16:45
Passo per un saluto, in attesa che aggiorni il blog.
Gianni.

Preistoria: eppur persiste!
7 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
212.123.83.198
Inviato il 18/12/2007 alle 14:24
Ti auguro un felice Natale.ciao

Preistoria: eppur persiste!
8 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.223.66.184
Inviato il 17/12/2007 alle 21:11
un sogno in nero e azzurro eh?
beh se non altro sono colori raffinati.
come stai?
l’insegnamento come procede?
abbraccione

Preistoria: eppur persiste!
9 #
Suzie Q
web.tiscali.it/suzieq/
87.20.96.84
Inviato il 16/12/2007 alle 14:52
Querido Cuba… hasta me he escrito a este server de “mierda” (chiedo scusa a tiscali per l’espressione alquanto cruenta… siamo o no in Italia???) para dejarte un comentario… espero que por lo menos lo consiga… Vamos a ver… he leido tu mail… soy ya tu Miss Marple???… Querido Cuba, te amo muchachito, ya tu sabes… seguirè tus pistas para entender tu “papel” (como dice en Clandestino, mi amiguito Manu Chao)… Sabes porque me gusta los Heroes???… porque el cantante se parece a Jim Morrison (su verdadero “papel” es James Douglas Morrison, el tambien tenia un nombre bastante largo!!!)… si te das cuenta paracen mellizos…
Bueno voy a pasar esta tarde de maltiempo descubriendo tu “papel”…
Un besazo… claro que si mi amor… en la boca, por supuesto…
Suzie Q…
Porque yo no amo ni los Beatles, ni los Rolling Stones… Yo Amo los Creedence Clearwater Revival!!!… Como dice John Fogerty a su tanto amada Suzie Q… I Like The Way You Walk, I Like The Way You Talk!!!… Mister Cuba, I Like The Way You Write!!!…
Baby, I Love You…

Preistoria: eppur persiste!
10 #
angela
animaflash.blog.tiscali.it
85.18.14.9
Inviato il 15/12/2007 alle 10:25
Non conoscevo il tuo blog..molto interessante..complimenti!!
ps. grazie dell’abbraccio..

Preistoria: eppur persiste!
11 #
daemm
persimpatia
83.190.84.227
Inviato il 10/12/2007 alle 19:02
Grazie della visita e scusami per il ritardo nel rispondere.
Volevi sapere quale criterio abbia adottato nell’elencare le mie passate dimore? Ho contato solamente quelle nelle quali ho vissuto in forma stabile con armi, bagagli e..famiglia e ti assicuro che sono innocente, non l’ho fatto apposta!
Se vuoi farlo anche tu mi farebbe piacere conoscere il risultato.
Complimenti per il tuo blog, oltre modo interessante.
Buona serata.

Preistoria: eppur persiste!
12 #
come alice
85.20.17.150
Inviato il 10/12/2007 alle 14:46
Interessanti queste lezioni prof! Ero già passata ma non avevo ancora avuto il tempo di leggerti. E’ rimasta anche a me la curiosità delle “dirame”…
Ciao 🙂

Preistoria: eppur persiste!
13 #
flyer
cotidievivere.blog.tiscali.it
87.19.236.72
Inviato il 09/12/2007 alle 23:25
ti sesi frimmau innoi?
o come si scrive… insomma… aggiorniamolo sto blog per dindirindina!

Preistoria: eppur persiste!
14 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.223.123.16
Inviato il 05/12/2007 alle 15:35
già… i savoia..
beh.. io sto cercando e sto trovando qualcuno di quelle parti, ma tutti piuttosto reticenti a raccontare qualcosa ad avvocati, accidenti!

Preistoria: eppur persiste!
15 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.214.84
Inviato il 05/12/2007 alle 14:56
Sono resuscitata.
E nessuno mi ha “postu fogu” nemmeno il tuo amico forestale.
Senti ma quando è che ti saresti offerto come ricostituente? Io non me ne sono accorta. Non che avrei accettato… grazie tachipirina e spremute vanno più che bene 🙂
Ho fatto anche io una ricerca sulle dirame ma non ho trovato nulla. La cosa mi incuriosisce moltissimo ho chiesto anche a una persona che sa tutto di storia di sardegna e affini ma anche lui a sua volta sta facendo una ricerca. Devo dire che il documento che ho trovato in cui si parla di dirame l’avevo già visto e letto altre volte per un esame che stavo preparando ma ti confesso che quella parola non l’avevo presa in considerazione.
E siccome io sono testarda cercherò in qualche libro particolare se riesco a sapere questo benedetto significato.
Ciao Angel!
Ti cheria iscriere in limba ma no isco si tue cumprendese sa variante mia …a sa prossima ‘olta.

Preistoria: eppur persiste!
16 #
cleide
84.221.132.139
Inviato il 04/12/2007 alle 22:31
Hola Angel, non ho molto tempo in questo periodo da dedicare al blog, ma ti lascio un saluto.Ho trovato la legge di cui parli, ma sulle dirame davvero non so dirti. Potrei aver letto il termine in un Condaghe? Ho fatto una ricerca ma..niente. Ora però mi hai messo la curiosità.

Preistoria: eppur persiste!
17 #
cleide
84.221.132.139
Inviato il 04/12/2007 alle 22:31
Hola Angel, non ho molto tempo in questo periodo da dedicare al blog, ma ti lascio un saluto.Ho trovato la legge di cui parli, ma sulle dirame davvero non so dirti. Potrei aver letto il termine in un Condaghe? Ho fatto una ricerca ma..niente. Ora però mi hai messo la curiosità.

Preistoria: eppur persiste!
18 #
Anonimo
85.18.163.54
Inviato il 04/12/2007 alle 15:35
storia comune a gran parte dell’Italia feudale credo
pensa che al mio paesello quando ancora ero una bimba ricordo che i padroni dei terreni si prendevano la decima
usanza decaduta per fortuna, ma solo perchè ormai nessuno li coltiva più i campi
per quanto riguarda il mio problema con V. si sta risolvendo…se ne va…va a fare il servizio di leva per accedere alla polizia a cavallo…meno male che l’hanno presa
per il resto tutto bene a parte il fatto che non posso accedere al mio blog per postare un nuovo articolo
tiscali dice che è colpa del mio firewall, mah, riproverò da un altro pc
a presto
saluti e baci
Angie/Jolinne

Preistoria: eppur persiste!
19 #
Gio
62.10.240.246
Inviato il 03/12/2007 alle 08:00
ah! la legge delle chiudende che fa danni ancora in Sardegna…
Hai visto (niente chiudende, ora) il dramma delle popolazioni di Decimoputzu?
Mi sento impotente!

Preistoria: eppur persiste!
20 #
grazia
ilgiardinodelcuore.blog.tiscali.it
62.10.148.190
Inviato il 02/12/2007 alle 22:58
Eccomi, prova ora ho impostato a 25 …vediamo un pò… inoltre le immagini inserite sono in px per cui abbastanza leggere…però la cosa strana è che sei l’unico che si lamenta!!! anche io ho la connessione Tiscali e certi giorni non è velocissima…. 🙂 ))))

Preistoria: eppur persiste!
21 #
angel
xinfondoaimieiocchi,grazia…
84.222.198.165
Inviato il 02/12/2007 alle 00:50
Cara A.(infondoaimieiocchi), cara Grazia,
ok l’ADSL di Tiscali sta funzionando male (non so se aspettano una pioggia di disdette per risolvere i problemi ), ma negli altri blog riesco a commentare normalmente…
Ho atteso oltre un’ora per postare un commento sul blog di A., senza peraltro riuscirci… è troppo carico, troppi post in home page. L’ho sperimentato perche anch’io all’inizio avevo predisposto 25 post in home, ma poi son dovuto scendere a più miti consigli (10).

Preistoria: eppur persiste!
22 #
andreapac
andreapac.blo.tiscali.it
83.190.161.150
Inviato il 01/12/2007 alle 22:28
Spesso il destino di un popolo è condizionato anche dai loro politici e se questi non sono di elevata taratura tutto il sistema rimane infangato.La Sardegna oltre Segni no ha espresso negli ultimi anni nessun uomo di prestigio capace di imporre scelte determinati a livelo europeo per la propria terra.Poi tutte quelle nuove province a che srvono? Da noi vorremmo eleiminarle e voi…

Preistoria: eppur persiste!
23 #
diotima47
213.140.18.136
Inviato il 01/12/2007 alle 14:04
dimmi! si può essere fuori dalla storia?
Può esserci in questa vita un respiro più ampio che ci apra a dimensioni dis-umane?

Preistoria: eppur persiste!
24 #
grazia
ilgiardinodelcuore.blog.tiscali.it
88.35.39.73
Inviato il 01/12/2007 alle 10:57
Ciao Angel, ti racconto la storia dei “caproni sardi”..
Vittorio Emanuele di Savoia non so dove avesse reperito una barca (di quarta mano), nel tentativo di riportarla a vita si è rivolse al titolare di un piccolo cantiere navale di Porto Torres chiedendo il lavoro con estrema urgenza, il Signor A. ( non ricordo il nome) impiegando alcuni suoi dipendenti eseguì i lavori e avvertì che la barca era pronta, si presentò al ritiro un delegato del principe, ma senza quattrini, al che il Signor A. disse…se volete la barca cacciate i soldi…il Principe s’infuriò non poco e disse che a lui serviva immediatamente la barca, avrebbe pagato non appena si fosse riunito il Consiglio d’Amministrazione della sua Società per deliberare il pagamento della fattura (ricordo 35.000 euro), il Signor A. conoscendo le viccende della casa reale rispose picche e così Marina Doria andò di persona dal Signor A. per una contrattazione…picchè…così il Principe fu costretto ad allungare il suo braccino per consegnare l’assegno..bene…dopo un giorno telefonò infuriato al Signor A., la barca a suo dire era in pessime condizioni e non era stato fatto alcun lavoro, il Signor A. incavolato perso salì in auto e raggiunse il Principe, perse 3 ore del suo tempo per capire dove fosse il guasto…eh…il Principe aveva grippato il motore!!! la benzina raschiava il fondo ed era più sporca della sua coscienza….e così il Principe disse….i Sardi sono dei Caproni!!!
ahahahahah
(ho letto da Agiada che fatichi ad entrare anche nel suo blog, credo veramente che sia un problema della tua connesione..verifica e fammi sapere)
un abbraccio..ciao

Preistoria: eppur persiste!
25 #
giampaolo
riflessioniallospecchio.blog.tiscali.it
212.123.83.198
Inviato il 27/11/2007 alle 13:37
Grazie del tuo passaggio da me.A presto.ciao

Preistoria: eppur persiste!
26 #
vocinelsilenzio
vocinelsilenzio.blog.tiscali.it
62.10.146.221
Inviato il 25/11/2007 alle 22:13
Ciao Angel…vuoi venire a lasciare un sorrido da noi?

Preistoria: eppur persiste!
27 #
ivy phoenix
donotpanichereiam.blog.tiscali.it
84.222.94.39
Inviato il 22/11/2007 alle 22:06
ciao max passo solo per un salutino, leggo la prossima quando ho tempo…
accidenti il tempo…
com’è che me ne rimane così poco sempre?
abbraccio

Preistoria: eppur persiste!
28 #
Anonimo
87.20.213.33
Inviato il 17/11/2007 alle 19:08
aaah… raz dekan… ihihih… avevo capito che avevi sbagliato a scrivere!!!!
hai ragione l’omino blu stufacchia però sti stronzetti di Tiscali potrebbero pure porre fine alla continua procedura di registrarsi per ogni commento moderato… che cavolo prima ti registravi una volta sola… vabbè… bacetti

Preistoria: eppur persiste!
29 #
loreley
loreley777.blog.tiscali.it
151.49.213.170
Inviato il 16/11/2007 alle 15:47
Era una battuta! Certo che conosco il gruppo. Ma ormai l’ho già messo e mi ha anche già stufato!! Vado alla ricerca di cose nuove! 🙂 Ciao ciao

Preistoria: eppur persiste!
30 #
flyer
cotidievivere.blog.tiscali.it
213.215.136.254
Inviato il 16/11/2007 alle 12:03
eccomi eccomi…non è che non passo, è che tutta sta storia passata che scrivi ci metto giorni a leggerla e non commento mai se non finisco di leggere il post…
quando parliamo degli anni 2000 professò?
miiiii hai messo i commenti non liberi… uff….

Preistoria: eppur persiste!
31 #
Iltov
frammentidimperfezione.blog.tiscali.it
82.55.88.253
Inviato il 16/11/2007 alle 08:56
Leggere la storia da questa angolatura è una pratica poco diffusa, anche in Sardegna, per questo noi per primi abbiamo le idee poco chiare su chi eravamo, cosa siamo diventati e soprattutto come.
Un saluto.

Preistoria: eppur persiste!
32 #
celia
radioribelle.blog.tiscali.it
82.84.238.11
Inviato il 15/11/2007 alle 18:34
E’ vero che io sono una grandissima stronza perchè non rispondo alle mail ma è anche vero che tu non passi più a salutarmi. Mi ritengo offesa e non vedo l’ora di leggere la tua risposta a draco9. Spiega cosa è stato dei nostri boschi SARDI…
Basos

Preistoria: eppur persiste!
33 #
loreley
loreley777.blog.tiscali.it
151.49.217.151
Inviato il 14/11/2007 alle 23:59
Ciao Angel.
Gli Heroes?! Io sono l’incostanza in persona. Le canzoni nel mio blog vivono il tempo di un post. Poi sono belle e dimenticate. Chi sono gli Heroes? 🙂 )
Ciao!!

Preistoria: eppur persiste!
34 #
draco9
vigilfuoco.blog.tiscali.it/
88.48.254.166
Inviato il 13/11/2007 alle 11:36
approfitto dell’esperto:
è vero che le foreste che coprivano la sardegna fino all’800 furono rase al suolo da Cavour e amici per rifornire di combustibile la nuova industria piemontese?

Preistoria: eppur persiste!
35 #
indio
invisibili.blog.tiscali.it
80.104.152.34
Inviato il 12/11/2007 alle 17:06
ciao angel,
eh già! il vescovo Bregantini di locri si era schierato apertamente contro la ‘ndrangheta e questi sono esempi che nn si devono dare, altrimenti la gente prende coraggio .
un abbraccio
indio
http://www.desaparecidos.it
invisibili, veloci come il vento,sempre dalla parte del bosco,nn ci prenderanno mai!

QUEI CAZZARI DEI SAVOIA

Lezioni condivise 5 – Una pagina di Storia di Sardegna.

Almeno per sentito dire, tutti saprete che la Sardegna ha avuto un destino particolare… chi volesse approfondire l’argomento e nel contempo fare un buona lettura e, di più, leggere la Storia dei sardi scritta dai sardi (cosa abbastanza rara, giacché è consuetudine [del bravo storico] sorvolare sulla nostra storia), può leggere “Passavamo sulla terra leggeri” di Sergio Atzeni (ed. Mondadori), che già altre volte ho definito “la genesi” del popolo sardo. Forse un giorno mi cimenterò su questo testo, non è una cosa da fare alla leggera… è un testo per il quale, se non lo leggerete, potete già mangiarvi le mani, fidatevi! Per i sardi, la lettura di Atzeni, dovrebbe essere un obbligo; i non sardi, leggendolo, potrebbero diventare sardi…(carpe diem!!!) penso che questo libro possa avere un influsso del genere.

In poche righe vi ricordo che, per quanto ne sappiamo, la Sardegna (Ichnussa) e i sardi hanno subito dominazioni da parte dei Cartaginesi o Punici, Romani, Vandali, Bizantini, Catalano/Aragonesi, Spagnoli, Asburgo/Austriaci, Piemontesi/Italiani; Pisani e Genovesi hanno impiantato colonie in alcuni porti… Ma in realtà, fino alla dominazione spagnola, che ha spazzato via il Giudicato (o Regno) d’Arborea, i sardi hanno governato la loro terra (con il massimo splendore, dal decimo secolo, fino a buona parte del quindicesimo).

Fino ad allora è stata presente la cosiddetta costante resistenziale sarda (Giovanni Lilliu), rivistasi solo sporadicamente e sempre più debolmente dopo il 1500.

Un discorso a parte meritano i Fenici, giunti prima di tutti quelli citati, in quanto il loro ruolo fu positivo per la Sardegna, e probabilmente insieme ad altri popoli provenienti dal medio oriente e zone circostanti, possono essere considerati parte integrante del popolo sardo, il popolo dei nuraghi, il popolo di Tiskali.

Facciamo un lungo salto fino al 1720, quando in Sardegna arrivano i Savoia.

Questi, privi di scrupoli e voltagabbana, quanto di bassissimo profilo, divennero re grazie alle loro disinvolte alleanze, cambiate di volta in volta in base alla convenienza, come in un gioco d’azzardo. Studiavano le guerre e le coalizioni allo scopo di trarne beneficio nei successivi trattati di pace.

Il ducato di Savoia, franco-italiano, inizialmente con capoluogo a Chambery, si espanse progressivamente verso Torino, dando luogo al Principato di Piemonte. Il casato, spasmodicamente alla caccia di un regno, lo ottenne nel 1713 con il Regno di Sicilia, dopo la guerra di successione spagnola a Carlo II.

Altro effetto di quella guerra fu il passaggio del Regno di Sardegna, dalla Spagna all’Impero Asburgico (trattati di Utrecht e Rastadt). Si dice che i sardi non si accorsero di nulla, a parte il cambiamento delle divise dei gendarmi.

Nel 1717, però, gli spagnoli occuparono nuovamente la Sardegna e una nuova guerra mischiò ulteriormente le carte. Questa volta i Savoia, paghi del regno ottenuto, sbagliarono le loro mosse e intervennero in ritardo in aiuto agli austriaci. Furono ripagati alla pace dell’Aia, perdendo la Sicilia e avendo in cambio il Regno di Sardegna. Trattati come “re” a mezzo servizio! Ben fatto!!! A parte il fatto che poi ce li siamo trovati noi in mezzo alle palle!

“Un mucchio di sassi ci hanno dato!” sbottò Vittorio Amedeo II, meditando vendetta e cercando di allearsi con la Francia contro l’Austria, ma i francesi non si fidavano.

La loro prima attività in Sardegna furono quaranta anni di immobilismo, utilizzati a guardarsi intorno in cerca di acquirenti cui rifilare il pacco. Non fecero alcuna riforma, dice il bravo storico risentito (per fortuna, dico io!!!). Non fecero certo nulla di buono. Le loro mire erano l’espansione in continente, direzione Milano.

La Sardegna importava loro solo per potersi fregiare del titolo di Re. Un regno particolare, nominativo, trattato alla stregua di peggior colonia.

I loro primi provvedimenti furono la repressione del banditismo, ovvero la costante resistenziale contro il dominatore di turno (che riusciva a stento a penetrare nel Nuorese e in Barbagia) e alcune iniziative tipicamente coloniali, come il popolamento o ripopolamento di alcune zone, anche mediante la svendita di titoli nobiliari in cambio della creazione di colonie (Matzaccara nel Sulcis, con famiglie di Portoscuso; Carloforte, 1738, con liguri; Calasetta, 1771, con liguri e piemontesi; Santa Teresa di Gallura,1808 e altre). Si praticò anche il trasferimento di popolazione da una zona all’altra dell’isola. Si acuì in questo modo il contrasto coloni-contadini; sintomatico il caso di Montresta, ove i coloni greci furono costretti ad abbandonare il paese, a causa di aspre contese.

Nonostante il titolo regale, la Sardegna non piaceva ai Savoia (ed erano ricambiati), pertanto, con i loro modi spicci ,intavolarono più volte trattative per scambiarla. Carlo Emanuele III, ad esempio, chiese all’Austria il baratto con alcuni territori della Lombardia. Analoghi tentativi si fecero alla fine della guerra di successione austriaca (1740-48) e dal governo Bogino nel 1759.

Giambattista Lorenzo Bogino, era il ministro per i problemi della Sardegna, nientemeno. Fu l’artefice di un riformismo che non riforma e non rinnova, in quanto non produsse assolutamente nulla. Nessun miglioramento si ebbe per la Sardegna con i Savoia, nonostante alcuni storici sussiegosi vogliano far credere il contrario; anzi, si ebbe un peggioramento rispetto al periodo spagnolo, quando almeno c’era il rispetto per l’autonomia statuale del Regno e le Cortes (cioè gli Stamenti, il Parlamento sardo) venivano riunite regolarmente. Il giudizio vero sul ministro sabaudo è nel detto del popolo, tramandato fino a noi: “ki ti currat su Buginu!”, una grave maledizione (che ti perseguiti il Bogino!).

Le innovazioni del Bogino sono tutte pro Savoia, pro colonizzazione: il tentativo di despagnolizzare l’isola e conseguentemente l’avvio di un processo di italianizzazione, che non ebbe grande successo, visto che si continuò a parlare e scrivere in spagnolo, anche in documenti ufficiali, fino a ottocento inoltrato. Bogino intendeva portare avanti questo tipo di iniziativa con scuole inesistenti o non all’altezza.

Fu di quel periodo il mito del rifiorimento, ma bisogna dire subito che se qualcosa di positivo avvenne, fu dovuto unicamente a Giuseppe Cossu, che in qualche modo riuscì a sfruttare lo spazio datogli in un primo tempo dal Bogino. Questi in un primo tempo aveva dato l’incarico per il rilancio dell’agricoltura a padre Gemelli, professore di eloquenza e retorica, che però non sapeva nulla di agricoltura, le sue erano e rimasero sterili teorie. In Sardegna c’era molto analfabetismo ed inoltre lui scriveva in lingua italiana e la capiva solo lui! Tanto è vero che il suo libro è importante per lo studio storico della Sardegna del tempo, ma non per lo scopo che doveva prefiggersi.

Quello di Giuseppe Cossu fu invece realismo empirico, divenne Censore generale dei Monti frumentari, da lui rilanciati in tutto il Regno, sulla base dell’esperienza di alcune Diocesi, in particolare quella di Ales. Cossu scriveva male l’italiano, ma bene in sardo, cioè nella lingua parlata dalla gente. Si occupò anche della coltivazione del gelso (pianta che oltre alle more, produce attraverso il filugello [o baco], la seta) e dell’olivo, del problema delle locuste, e in un secondo tempo dell’allevamento degli ovini. In seguito il Bogino, sentitosi oscurato dal Cossu, lo emarginò.

La politica estera sabauda era espansionistica (molto naif s’intende). I buoni rapporti con la Corsica furono curati con l’occupazione dell’arcipelago della Maddalena, che le carte Pironi della Sardegna attribuivano appunto alla Corsica. In altre carte sarde del settecento si riscontrano colorazioni particolari dei territori interessati, come a significare che non appartenevano a nessuno.

La Corsica, di fatto francese dal 1768, lo fu definitivamente nel 1789. La Sardegna era un regno autonomo, ma il nord della Gallura e le isole dell’arcipelago maddalenino non venivano considerati parte integrante del Regno; quei territori erano spesso teatro di manifestazioni antigovernative, una sorta di territorio franco, popolato esclusivamente da pastori che vivevano negli stazzi e avevano maggiori rapporti con la Corsica, anzi erano proprio corsi (tanto è vero che il dialetto gallurese è analogo al corso). Ciò persistette fino a primi anni dell’ottocento, poi i Savoia cominciarono a costruire chiese campestri per il controllo di quel territorio.

Le isole, che in realtà non appartenevano né a Sardegna, né a Corsica, vennero occupate e annesse al Regno di Sardegna, per scopi militari strategici e il controllo del contrabbando.

Grande deve essere il risentimento dei sardi nei riguardi dei Savoia e dei loro eredi (lo stato italiano s’intende, non Vittorio Emanuele IV [non spariamo sulla croce rossa]). Sono loro, grazie anche a pochi cazzoni borghesi cagliaritani e sassaresi, che ci tolsero l’autonomia e la dignità statuale. Così ancora oggi non siamo altro che una colonia, ove pochi si danno da fare per riacquisire la dignità persa (alcuni vengono anche messi in galera: non ci vogliono più vendere, sembrerebbe!), i più non si sono accorti di nulla, se non del cambiamento delle divise (!), e altri continuano a leccare il culo a Roma.

Testo consigliato: La Sardegna sabauda nel settecento di Leonardo Sole.

(Storia della Sardegna- 4.03.1996) MP

Riferimenti: indianus de totu su mundu unideussia!!!

Commenti (37)

  1. go to panther loansscrive:

27 Novembre 2012 alle 13:05

I merely viewed one thing concerning this on tv, anyone cover it better though

  1. http://www.pantherloans.co.uk..scrive:

27 Novembre 2012 alle 12:20

My personal english is bad i’m sorry, anyone covered the topic wonderfully and popped my own eyes, many thanks very much

  1. google affiliatescrive:

12 Novembre 2012 alle 11:19

Generally I do not read post on blogs, however I wish to say that this write-up very pressured me to check
out and do so! Your writing taste has been surprised me.
Thank you, quite nice article.

  1. Fx Trading hoursscrive:

31 Ottobre 2012 alle 09:10

It’s really very difficult in this active life to listen news on TV, so I just use world wide web for that reason, and obtain the most up-to-date information.

  1. giorgiascrive:

22 Ottobre 2008 alle 23:04

Grazie per aver lasciato il tuo commento sul mio guestbook…il tuo blog è veramente fantastico.

Torna a trovarmi… Giorgia

  1. G.scrive:

28 Febbraio 2007 alle 23:54

)=

  1. DDscrive:

28 Febbraio 2007 alle 22:56

grazie della tua visita.

  1. iltovscrive:

28 Febbraio 2007 alle 22:48

Ho ricevuto oggi due dei tre libri di Atzeni che avavo ordinato. Uno è proprio “Il quinto passo è l’addio”, dovrò cercare altrove invece “Passavamo sulla terra leggeri”. Risponderò alla tua domanda quando li avrò letti. Un saluto.

  1. zairascrive:

28 Febbraio 2007 alle 18:27

ehm … oggi ero un pò incazzatissima …spero di non aver messo in fuga tutti …

  1. infondoaimieiocchiscrive:

28 Febbraio 2007 alle 18:00

Cazzari solo?….Beh hanno l’occhio bovino..le gambe corte e il buto lungo e poi il loro simbolo è tutto un dire….basta andare a Stpinigi e guardare al centro del tetto DUE CORNA ENORMIIIIIIII  )))Crepi il lupo;) beh sul farsi male avrei da fare una confernza in 5 puntate più 10 appendici alle 5 precdenti….bah!  )) UN bacio

  1. fatyscrive:

28 Febbraio 2007 alle 15:32

sei il benvenuto nel mio blog
spero che sto mezzo informatico serva p. a questo: far circolare idee senza certi “controlli”ne’ assecondando indagini di marketing.

  1. gildascrive:

28 Febbraio 2007 alle 13:30

grazie della sintesi…. lusingata…
un abbraccio

  1. fabyscrive:

28 Febbraio 2007 alle 12:29

quando dici nel commento è incredibile, sembrano di porcellana.. ti riferisci alla foto??

  1. flyerscrive:

28 Febbraio 2007 alle 11:40

ah ah… angel cosa fai mi rispondi a scoppio ritardato su berluscraus!???  ))) bacetti!

  1. falivenesscrive:

28 Febbraio 2007 alle 10:21

…Ti ucciderò!!!Questo lo sai vero?Comunque i savoiardi sono buoni col latte fresco; una vera bontà.Sà

  1. Angelicascrive:

28 Febbraio 2007 alle 10:14

Daccordo Angel, un giorno ci incontreremo e ne parleremo sotto un leccio…intanto pero’ mi vado a documentare

ti auguro di trovare un ambiente lavorativo piu’ socievole e con gente piu’ simpatica…io sto lottando per tornare alla base, ne ho parlato con la mia azienda, non intendo star qui’ a spedire email, sono un programmatore io e ke kakkio!

Buona giornata Angel

  1. marioscrive:

28 Febbraio 2007 alle 10:05

chapeau.

  1. falivenesscrive:

28 Febbraio 2007 alle 08:20

!Borbonica e non ti azzardare mai più a darmi dellla savoiarda!-)Sà

  1. Jean Harlowscrive:

27 Febbraio 2007 alle 20:16

Sto ascoltando, inizio jazz…ok, ma ci sono parole?arrivano?e se arrivano quando arrivano?
Bella musica, un pò cabaret però forse troppo, un pò telefilm chips…anni 70, …attesa nn arrivano, seguo il cursore e cerco le parole…arrivano il corpo frammentato, che cazzo vuol dire?cosa centra con me?
non sento nessi, sento solo…un casino, malattia, non so…non male però…un bacio, e…io ci sono sempre, anche se non ho voglia di scrivere…un bacio

  1. pecscrive:

27 Febbraio 2007 alle 16:36

Ciao bellaaaaaaaaaaaaa..

  1. Gioscrive:

27 Febbraio 2007 alle 14:47

mi sono incuriosita e cercherò il libro di Sergio Atzeni.
Si può firmare dal 10 febbraio in tutti i comuni italiani. Ci dovrebbero essere i moduli, DAPPERTUTTO!

  1. diotima47scrive:

27 Febbraio 2007 alle 13:55

sbrigati a diventare editore ché sono con le pezze al culo!

  1. Angelicascrive:

27 Febbraio 2007 alle 12:20

Buongiorno Angel
ammetto di sapere poco della storia della Sardegna
ma forse sarebbe ora di mettere da parte il risentimento
credo che ogni regione abbia da ridire contro contro i Savoia e lo Stato Italiano
penso pero’ che ad un certo punto bisogna mettere da parte il passato (non dimenticare certo) e cercare di costruire un futuro migliore per tutti e tutti insieme
riguardo alla mia fede in crisi: non riesco piu’ ad entrare in chiesa
Buona giornata Angel

  1. invisibiliscrive:

27 Febbraio 2007 alle 09:12

A VOI tutti , VOI che alimentate la speranza , VOI che combattete tutti i santi giorni gli agguati della vita , VOI siete il vento che corre , il sole che nasce ,luce che illumina e scalda i cuori , per tutti VOI…..grazie e nn combiate mai _
un grande abbraccio
indio

ps: perdonatemi se son poco presente , abbiamo preparato un volantino aggiornato, x la piccola azzurra
…Talulah che significa “acqua che salta” ,si può scaricare a questo link e diffondere anche via terra portare nei locali , banche ..insomma dappertutto , poi attaccheremo via cielo e se necessario chiameremo le frecce tricolori per scriverlo anche nel cielo :
TIENI DURO PICCOLA TALULAH
eccovi il link
http://groups.google.com/group/censurati/web/immagini?hl=it

  1. ivy phoenixscrive:

27 Febbraio 2007 alle 01:01

grazie del saluto..
io pure non ho la forza di rileggere i tuoi commenti e rispondere.. giornata davvero dura oggi.. non di fatica ma di notizie dure da portare..
quel che non ti uccide ti fortifica dicono, I hope
notte massimo

  1. anets72scrive:

27 Febbraio 2007 alle 00:08

purtroppo non mi avanzano angeli e quindi non tre ne posso mandare
saludos

  1. dany637scrive:

26 Febbraio 2007 alle 23:45

Grazie della visita da me.

  1. ivy phoenixscrive:

26 Febbraio 2007 alle 01:17

grazie… ho letto ma gli occhi mi si incrociano per il sonno….. domani rileggo
già dormo
ciao

  1. Nenèscrive:

16 Febbraio 2007 alle 17:48

Angel?Ti va un caffè, magari un po’ amaro?

  1. nenèscrive:

13 Febbraio 2007 alle 19:19

Buon S.Valentino a te, che sia rosso che sia bello,
che sia ardente e delicato.
Come i petali di una rosa rossa.
Un saluto;-)Nenè
…Ah, fa niente se io mi sento un po’ borbonica?

  1. iltovscrive:

12 Febbraio 2007 alle 23:16

Devo ringraziarti, perché finalmente mi hai spinto a concentrare la mia attenzione su Sergio Atzeni, autore che ho sempre colpevolmente ignorato. Per qualche tempo avrò del materiale da leggere. Saluti.

  1. ivy phoenixscrive:

7 Febbraio 2007 alle 01:00

solo un saluto…..

  1. Jean Harlowscrive:

5 Febbraio 2007 alle 21:32

Eccomi mio signore

  1. fiorescrive:

3 Febbraio 2007 alle 13:30

solo i pastori conoscono il territorio e quando passano col gregge…dànno fastidio…
Vieni da me per firmare due petizioni!

  1. ivy phoenixscrive:

2 Febbraio 2007 alle 23:02

insomma vi sentite poco italiani proprio come noi triestini…
ciao a te!

  1. ivy phoenixscrive:

2 Febbraio 2007 alle 22:58

meglio questa come immagine di quella che avevo visto..
ieri sai, stavo proprio male.. uhm problemi.. legali diciamo, che risolverò con l’avvocato. Lo dico perchè tu lo sai quanto possano far male certi problemi.
ora leggo

  1. flyerscrive:

2 Febbraio 2007 alle 22:45

ciao angel… benvenuto!
ma a proposito di berlusca… per me la situazione non può essere ridotta a una semplice scaramuccia tra moglie e marito… sono certa che c’è in ballo qualcosa di molto grosso che a noi comuni mortali non è dato sapere…
in effetti la povera moglie troppi rospi ha dovuto ingoiare!ma un uomo così potente fa gola a molte…

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